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10/03/2005









Corpo presente
-Federico Garcia Lorca

"La pietra è una fronte dove i sogni gemono
senz'aver acqua curva né cipressi ghiacciati.
La pietra è una spalla per portare il tempo
Con alberi di lagrime e nastri e pianeti.

Ho visto piogge grigie correre verso le onde
alzando le tenere braccia crivellate
per non esser prese dalla pietra stesa
che scioglie le loro membra senza bere il sangue.

Perché la pietra coglie semenze e nuvole,
scheletri d'allodole e lupi di penombre,
ma non dà suoni, né cristalli, né fuoco,
ma arene e arene e un'altra arena senza muri.

Ormai sta sulla pietra Ignazio il ben nato.
Ormai è finita. Che c'è? Contemplate la sua figura:
la morte l'ha coperto di pallidi zolfi
e gli ha messo una testa di scuro minotauro.

Ormai è finita. La pioggia entra nella sua bocca.
Il vento come pazzo il suo petto ha scavato,
e l'Amore, imbevuto di lacrime di neve,
si riscalda in cima agli allevamenti.

Cosa dicono? Un silenzio putrido riposa.
Siamo con un corpo presente che sfuma,
con una forma chiara che ebbe usignoli
e la vediamo riempirsi di buchi senza fondo.

Chi increspa il sudario? Non è vero quel che dice!
Qui nessuno canta, né piange nell'angolo,
né pianta gli speroni né spaventa il serpente:
qui non voglio altro che gli occhi rotondi
per veder questo corpo senza possibile riposo.

Voglio veder qui gli uomini di voce dura.
Quelli che domano cavalli e dominano i fiumi:
gli uomini cui risuona lo scheletro e cantano
con una bocca piena di sole e di rocce.

Qui li voglio vedere. Davanti alla pietra.
Davanti a questo corpo con le redini spezzate.
Voglio che mi mostrino l'uscita
per questo capitano legato dalla morte.

Voglio che mi insegnino un pianto come un fiume
ch'abbia dolci nebbie e profonde rive
per portar via il corpo di Ignazio e che si perda
senza ascoltare il doppio fiato dei tori.

Si perda nell'arena rotonda della luna
che finge, quando è bimba dolente, bestia immobile;

si perda nella notte senza canto dei pesci
e nel bianco spineto del fumo congelato.

Non voglio che gli copran la faccia con fazzoletti
perché s'abitui alla morte che porta.
Vattene, Ignazio. Non sentire il caldo bramito.
Dormi, vola, riposa. Muore anche il mare!"





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- Eva_eva -


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09/03/2005









Come un incrocio
lungo un sentiero
di punti di sospensione
ripete la disincantata overture
battendo sui tasti in ritmica attesa
e non nasconde
l'intimo intimorirsi
tra lenzuola sgualcite dalla risacca.......
così vanno.....e così vengono...
le maree tormentate
del mio amore per te,
incerte se presiedere o meno
a questa inconcludente impresa
dell'erigere un ponte
che le sovrasti.......





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- NotturnoIndiano -


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Latin Lover

Occhi di stelle è troppo tempo il tempo che non ti vedo più
Bocca di luna non mi parli perché non parli che vita la vita che vita sei tu
Un latin lover con la faccia da Beethoven
Dentro un paltò se non mi sbaglio blu
Sotto i capelli bianchi sotto i colori stanchi del cielo
Parlava solo diceva
Adesso cosa debbo fare uccidermi
Se non ti so dimenticare ucciderti
Mettiamo che ti dovessi parlare
Cosa debbo fare scriverti
Passavano le ore mi si gonfiava il cuore vederlo camminare su e giù
Fermarsi per poi guardare il mare tra i taxi di Riccione e i motoscafi blu
mentre nel cielo passavano gli aeroplani, i razzi, le comete
Molti altri oggetti strani perfino Alain Delon
E alcuni pezzi del passato che siccome è già passato non dovrebbero esserci,
Non dovrebbero esserci più
Il latin lover con il suo cuore di cartone chissà cos'era stato in gioventù
Poteva essere un politico o forse un accattone,
O solo un latin lover e niente più
Ma adesso cosa devo fare uccidermi
Se non ti so dimenticare ucciderti
E se questa notte non so nemmeno dove andare uccidimi
Il cielo quella notte era uno schermo con tanti punti bianchi
Le stelle così non le vediamo
mai
C'era
anche la luna che ci illuminava dall'alto stupita guardava chissà
Il latin lover e i suoi capelli bianchi le mani sui fianchi era ancora lì
Apre le braccia come le ali mi guarda io e te siamo uguali
Fratello dobbiamo volare nei cieli più limpidi
Bisogna imparare a sognare per essere liberi così non serve nemmeno volare per essere liberi
Fratello dobbiamo volare nei cieli più limpidi
Bisogna imparare a sognare per essere liberi così non dovremo volare per essere liberi
Fratello dobbiamo volare nei cieli più limpidi
Bisogna imparare a sognare per essere liberi così non dovremo volare per essere liberi

testo musiche di Lucio Dalla





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- Il_sorrisodiLucIFEro -


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Hopper. Affascinato dall'Architettura. La forma delle costruzioni. I materiali. Le decorazioni. Lo spirito che li lega, trasformando in unità il molteplice.

Come uomini, ritrae le case, scavandone i caratteri. I pesanti appartamenti di fine Ottocento, vecchi pedanti, schiavi del passato, prigionieri di colonne e cornici. Case di legno. Suburbi abbandonati.

La solitudine che non vive soltanto nell'Uomo, ma nel mondo. Nel deserto di una strada asfaltata, bruciata da sole.  Nella noia di una pioggia estiva.  Nella disperazione di un ufficio abbandonato. Nella  desolata tristezza delle luci notturne di un bar.





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- alessiobrugnoli -


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Edward Lear

Lasciato solo dall'amico a far colazione sul candido
lido italiano, si sentì sulla spalla
il suo Terribile Demone; la notte pianse per sè,
uno sporco paesaggista che odiava il suo naso.

Le legioni di crudeli inquisitori, che erano
tanti e grossi come cani; era sconvolto
dai tedeschi e dalle navi; l'affetto lontano mille miglia:
ma guidato dalle lacrime riuscì a raggiungere il Rimpianto.

Prodigioso fu il benvenuto. I fiori gli presero il cappello
e lo portarono a conoscere le molle;
il finto naso del demone fece ridere il tavolo; una gatta
subito lo travolse in un valzer, lasciandosi stringere la
mano;
le parole lo spinsero al piano a cantare canzoni comiche;

e a frotte i bambini vennero a lui come coloni. Diventò
una terra

Auden





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- alessiobrugnoli -


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Dà vita a buoni esempi e sarai esentato dallo scrivere delle buone regole

Pitagora





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- alessiobrugnoli -


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Distratto
Rifletto al
Finestrino le
Parallele inermi
Del destino
Correndo ad
Infiniti opposti
Chiamati
Orizzonti senza
Mai varcare
Il mio cuore
Schiavo di
Ciò che sono
E di dissoluto
Amore,mentre
Facce si fan
Monti scordi
Gli sguardi
Ma non ciò
Che provi
Riavendoti
Nell’ombra
Del respiro
Chiedendoti
Se ciò che
Vivi non sia
Già scritto





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- sephiroth777 -


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Mi perdo tutto,negli attimi che spreco a capire quello che per gli altri è un difetto,rubo sguardi solo per appagare il mio silenzio,non importa attraverso,il tempo m’ha cambiato?
Vorrei gridare,ma ormai ho perso la voce,l’intonazione,la reazione,sono uno sconfitto,allora mi fermo a capire qualcosa del tutto,del tutto le persone,delle persone il niente,del niente la ragione,della ragione la sconfitta,nella sconfitta il niente…..E torno all’ideale superamento dell’eccesso,a me stesso da cui scappo e non rientro,mi sto intorno come ombra od intonaco,tanto prima o poi cado giù nell’estensione rappresa della mia assenza,tornando in strada,ma cosa cambia,domani è oggi,sempre uguali non mi resta che continuare ad infrangermi nei loro discorsi,tanto l’orizzonte non riscalda,è lontano,sicuro della sua distanza,non mi prende per mano ed io m’infrango nell’eterea aria dei sogni,che non vogliono morire,che non sanno dire,che non so interpretare,tutto scannando il tutto,nella ragione atavica degli altri astanti,per mitigare l’animo nella poesia,per disperdermi in qualcosa che non sia io.




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- sephiroth777 -


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h e   p l a y s

____________________________

odilialiuzzi.diary-x.com

 


Lorenzo.. tvb..

 





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- odilia -


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SeI iL RotOLaRe Su uN LeTTo
uNA CaREzzA In ReGaLO
Nel SoGno Di UnA faRFaLla
cHe OrMai PeRsa
iNvoCa L'oBlio nElLa VeRiTà





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- farfallaSconclusionata -


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B. Bahner





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- biri -


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Ci sono due modi di viaggiare. Nel primo si percorrono grandi distanze in poco tempo, ci si muove, ci si sposta, s'imparano a conoscere i lineamenti generali delle montagne, delle valli, gli aspetti più evidenti della gente e del loro carattere. Nell'altro si sosta, si va in profondo, si mettono un poco le radici e si cerca di suggere dalla terra l'invisibile linfa spirituale di cui si nutrono gli abitanti del posto. Ambedue sono modi legittimi, ambedue possono essere fonti di piacere,ambedue possono portare ad utili conoscenze e comparazioni.
Fosco Maraini
Segreto Tibet





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- Archidona -


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"Ridere spesso e molto;
conquistarsi il rispetto delle persone intelligenti
e l'affetto dei bambini;
ottenere l'apprezzamento dei critici onesti e
sopportare il tradimento dei falsi amici;
apprezzare la bellezza,scoprire il meglio negli altri;
lasciare il mondo un po' migliore,
magari con un figlio sano,
un giardino, un guasto in meno nella società;
sapere che una vita,
magari una sola, è stata più facile perchè sei vissuto.
E' questo il successo."

     R.W.Emerson 




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- julysan -


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MELEAGRO

Ti prego,Eros,acquieta
questo desiderio d'Eliodora
che m'ha rubato il sonno,
ascolta la mia Musa che ti supplica!

Ma se dovessi morire per colpa
del tuo arco che sembra
sappia scagliare le frecce soltanto
su di me,farò scrivere
sulla mia tomba:"Guarda
tu che passi:qui giace
un uomo ucciso da Eros".





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- Eva_eva -


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[soar]



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- Il_sorrisodiLucIFEro -


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A te che stai leggendo questa pagina:
regalo una rosa... 
perchè tu possa sentirne il profumo dolce ed estivo,
per ammirarne il colore unico e perfetto,
 per capire che le spine ci sono
 ma basta saperle maneggiare per farle essere innocue, 
per scoprirne il cuore prezioso, 
perchè i petali possano accarezzarti e spingere via la tristezza ed il gelo,
qualunque cosa ti stia capitando... 
per farti compagnia, come fece il Piccolo Principe, 
Ti regalo una rosa perchè 
io stessa avrei bisogno di qualcuno che mi lasci scoprire tutto questo. 
Perchè a volte mi capita di essere giù, 
e pensare che ho ancora la possibilità di ricevere la mia rosa mi da forza,
 mi fa andare avanti, 
mi permette di non arrendermi
perchè io *non voglio* arrendermi mai; 
 La rosa, cos'è per me?
 Un piccolo pensiero, nulla più, 
ma a volte penso che è di questo che abbiamo bisogno...
di un pensiero d'amore.....

(Piccol@le&Lunablu)





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- angelixsi -


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Artista: Lucio Battisti
Album: Umanamente Uomo: Il Sogno
Titolo: E Penso A Te



Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
Come stai? E penso a te
Dove andiamo? E penso a te
Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te
Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai
ma so di certo a cosa stai pensando
è troppo grande la città
per due che come noi
non sperano però si stan cercando cercando
Scusa è tardi e penso a te
ti accompagno e penso a te
non son stato divertente e penso a te
sono al buio e penso a te
chiudo gli occhi e penso a te
io non dormo e penso a te





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- Guenny -


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ed una mattina ti catturerò
ti farò emergere dal destino come da un oceano
fisserò i tuoi occhi fra le maglie della rete
non sono forse per sempre il tuo amore?

una mattina ti catturerò
lucido come un perfetto omicida
taglierò le vene alle tue leggi del cuore.
quel giorno allora saprai
io sono per sempre il tuo amore.

e quando ti catturerò
formerò creature con la tua voce
creerò scienziati dai tuoi pensieri
perché mi diano la dimostrazione
che se anche nulla é reale
io sono per sempre il tuo solo amore





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VORREI UNO SCUDO


Vorrei un scudo di lega astrale
che mi permettesse di annullare
gli strali inquinanti dell'anima,
la pioggia radioattiva, 
i radionuclidi che intossicano,
lasciandoti in piedi morto
bloccato mentre cammini
incontro al sole e il canto
giunge nel profondo della crosta
e come razzo vola fino al bene.

Reno Bromuro  





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- nientepercaso -


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Vento primaverile, che porta i profumi di erba, fiori, e rinascita della terra





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- Ilaka -


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Assenza




- La tua presenza punge -.
Vago pensiero di te,
vago sentimento,
vago sotto un sole pacato.
Assorto il seno
ti porta,
come una marea.





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In mano ha i piccolissimi piedi di un feto di 6 settimane.... sn già formati....



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- raperonzolo -


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Incipit
Ho quarantacinque anni, ottantadue dipendenti, tre fratelli, tre figli, tre auto, tre case, una moglie, un socio, una moto, un criceto, una poltrona girevole in pelle marrone scuro.
Una vita che e' come uno stereogramma al contrario; se la guardo senza concentrarmi non vedo un ammasso di puntini confusi ma nettissimi elementi, posti, oggetti, persone.
E se mi concentro?
Se fisso lo sguardo su un paio di puntini strategici, riesco a farmi sorprendere dal suo significato che balza fuori come un gatto acquattato dietro un mobile, che spia le caviglie della padrona per saltarci in mezzo, unghie in fuori, e smagliarle ancora una volta i collant?
Si'.
Si', ci riesco.
La cosa interessante, credo, sono quei puntini: cio' su cui devo soffermarmi per mettere in risalto il senso della mia vita.
I miei due puntini strategici hanno un nome: Alessia.

dite la vostra: lo tengo, o butto tutto a mare? Grazie per l'aiuto, dopo 7 anni che non scrivo sono un po' arrugginita :-)





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- elokia -


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Vento al tramonto..........





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- Sephora -


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Amore mio,

queste mie parole sono come petali di un fiore

cadono lente dai bordi del mio cuore.

Sono petali rossi, di una rosa, che vorrei fosse senza spine,

vorrei darti solo felicità, immensa senza fine.

Raccogli questi miei pensieri

e serbali nel libro dei sentimenti veri.





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- nunass -


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[TI SENTO]







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- piccolastellaincielo -


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INCONTRO NOTTURNO

La notte vagabonda

spargeva briciole di stelle

e languida apriva la sua veste

per sedurre le anime assopite

nel loro riposo azzurro...

Solo noi due eravamo desti,

assaporando i doni

che essa dispensava in gran segreto.

Non avevo bisogno

di cantare all'immota luna

la sete di notte e di stelle

che tanto mi aveva fatto tremare...

Avevo tutta la notte costellata

nei tuoi occhi di felina

e tutto il sapore delle foreste

sul tuo corpo di naiade.

Amavo la fredda brezza

che soffiava il suo respiro

sulla tua pelle.

Amavo il fuoco prezioso

che selvaggio affiorava

dalle tue labbra affamate.

Eravamo un ricamo di sensi,

figli del cielo, della terra

e dell'acqua...

Ed io entravo in te

come un ardente fiume in piena

nel grembo di un freddo mare,

e tu entravi in me

come un'onda avvolgente

che infrangeva il suo bacio

sullo scoglio, suo eterno amante...

e attendente.





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- Necrodaimon -


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DISCORSO SU AMORE E MORTE

 

 

Amore e Morte, sono due termini che presi singolarmente hanno due significati completamente differenti, nella nostra mente queste due sfere sensoriali sono freddamente separate.

Eppure nella vita sono presenti tutt’e due allo stesso modo, sono, oserei dire, direttamente proporzionali, in quanto tanto più amore proviamo, tanta più sofferenza proviamo per la morte.

Già dall’infanzia entriamo in contatto con tutt’e due. I bambini cominciano a provare amore per i genitori da piccolissimi e hanno allo stesso modo l’occasione per arrivare a conoscenza della morte, anche in termini molto semplici, come la morte di un semplice animale domestico.

Siamo consapevoli di queste due condizioni fin dagli inizi della nostra stessa vita.

Tutto sta nella concezione che noi diamo a queste parole, nel modo in cui noi ci rapportiamo con il significato.

Dal mio punto di vista l’amore non potrebbe esistere senza la morte.

La maggior parte delle persone considerano l’amore come un’emozione che sboccia all’improvviso, un sentimento che un individuo prova per un altro della sua stessa specie; c’è chi crede nell’amore eterno e chi no, ma tutti lo considerano una condizione “umana”.

Il mio concetto di amore è molto ideale.

Ciò significa che non si limita ad un vincolo umano, ma si estende ad ogni cosa del mondo che ci circonda.

Se molti credono in Dio, creatore di tutte le cose, quindi amante di tutte le cose, io credo di provare quell’amore.

Premetto che io non mi ritengo una credente, ma nemmeno un’atea; la mia concezione di Dio è molto particolare, io credo in un’essenza che permea il mondo, ma che non lo ha creato. Non credo nell’aldilà perché penso che tutto sia finito nel mondo.

Il discorso relativo all’amore provato tra due persone è molto limitante mentalmente, il rischio di provare un’immensa solitudine quando sì è soli è enorme.

Se noi riuscissimo ad amare anche una foglia forse la nostra vita sarebbe più serena.

Però noi viviamo in un mondo che distoglie la nostra attenzione dalle piccole cose, ci indirizza verso l’eclatante, verso ciò che si fa notare.

Porta la nostra mente a focalizzarsi sull’apparenza, ma, secondo me, è proprio vero che l’apparenza inganna.

Il nostro sforzo deve essere quello di andare oltre.

Sono convinta del fatto che sicuramente nessuno riuscirà mai a percepire completamente l’idea dell’amore di Platone, un’idea assoluta, molto trascendente.

Qui entra in gioco  la morte.

Nel corso della nostra vita ci passano sotto gli occhi innumerevoli situazioni, proviamo infiniti sentimenti e più della metà passano inosservati.

Purtroppo così facendo è come se perdessimo degli anni, la superficialità ci fa perdere molti treni importanti.

La nostra stessa memoria lascerà passare come inutili alcuni momenti ai quali noi non diamo peso e, a volte, si finisce col dimenticarsi degli interi mesi di vita.

Il binomio amore-morte che anche la storia ci fa ricordare, come Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca, è molto forte e fa pensare.

Ma è proprio la paura della solitudine, lo shock della perdita della persona amata che conduce un uomo o una donna alla pazzia, al suicidio.

Solo quando si entra in contatto con l’ottica della morte si percepisce davvero tutto quello che si prova; tutto l’amore che si sente in ogni minuto che passa, tutto l’amore che gli altri danno a noi, che la natura ci fa arrivare anche solo grazie ai raggi tiepidi di un sole invernale.

Osservando il mondo attraverso gli occhi della morte tutto ci sembra più vero, più bello e soprattutto più importante…indispensabile.

Anche il dolore sembrerà essenziale per vivere meglio.

Nella vita tutto quello che apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il suo peso insostenibile nei momenti più difficili della vita, in punto di morte.

È per questo che io penso che sia il caso di amare anche la singola goccia di pioggia che sfiora e inumidisce il nostro viso, piuttosto che provare assoluta solitudine senza un amante perfetto.

La tenerezza, la nostalgia, il rimpianto, la poesia…quante cose…tutte da vivere a da amare davvero.





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- FLOWERSmara -


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Foto: Solenera...





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- sole_nera -


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08/03/2005









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- Il_sorrisodiLucIFEro -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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