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31/05/2005









Anelo all'eternità perché lì troverò i miei quadri non dipinti e le mie poesie non scritte.
Kahlil Gibran

 





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- RedChestnut -


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Hugo Ball.Torreggiante su una folla esplosiva di belle ragazze, d'artisti che applaudivano e di borghesi che fischiavano furiosamente, cantò le sue prime poesie astratte nella nostra mostra Dada del gennaio 1917. Era un Savonarola che predicava in modo fanatico, imperturbabile:

"Avevo inventato un nuovo modo di scrivere versi, versi senza parole o poesie di suoni. Indossavo un costume speciale fatto da Janco, le gambe ricoperte fino alla vita da tubi di cartone di un luminoso azzurro. Sembravo un obelisco, e recitai la seguente poesia:

Gadji beri bimba
giandridi lauli ionni cadori
gadjama bim beri glassala
glandradi glassala tuffm i zimbrabim, blassa ggiassasa tuffm i zimbrabim."

Richter





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- alessiobrugnoli -


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Piazza del Popolo

Molte generazioni
hanno creduto che
Piazza del Popolo
fosse sinonimo di folla,
mentre il nome deriva
da populus: pioppo.
Lì dove era piantato
l'incerto toponimo si erge
l'obelisco granitico
del Faraone Ramses II,
l'architetto Valadier
come un cuoco estroso
l'ha guarnito ai lati
con quattro caschette
sormontate di leoni
che invece di ruggire
spruzzano rinfrescanti
ventagli d'acqua
che freddano rapidamente
secondo lo stile
Neoclassico

Zeichen





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- alessiobrugnoli -


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V'è una coppa, che la mente grida perfetta
e cento baci d'amore le dà sulla fronte
e, questo Vasaio del Tempo tal coppa gentile
la forma, e poi, crudele, a terra di nuovo la spezza

Omar Khayyàm





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- alessiobrugnoli -


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Se fossi immortale ! E potessi ricercare per sempre la perfezione delle cose, e per sempre scoprirla !

Cesàrio Verde





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- alessiobrugnoli -


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Bocca di luce.

 

 

Una lacrima

 

veste la pelle,

 

mentre le stelle

 

indossano il nero

 

lutto.

Bocca di luce

 

lacera il buio

 

a rianimare

 

un cuore

 

dal pantano

 





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Fotografia di Renato Grimaschi

_________________________________

Sentire il calore del tuo corpo sdraiato accanto al mio,

sentire il profumo che emana la tua pelle,

 dolce sensazione di carezza mi da il tuo sguardo

come la tua mano che sfiora i miei capelli

___________________________

Silvana Bilardi

 





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- SilvanaBilardi -


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La Mia Terra: Atto VII:

Povera Poesia o Poesia Povera

Chi son io per scriver di poesie,
quando non ho ne capo ne coda,
non so dar forma alle passioni mie,
solo per non seguire una moda.

Chi per infangare la poesia,
quest'arte senza piu' artisti,
e chi ci si crede, chiunque sia,
penso che siano persone tristi.

Ma io continuo a scriver qui,
senza pensare al nuovo dì,
che sta sorgendo ormai,
riposa poesia o saran guai.

Diego Galuppi





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- TheMAVERICK -


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Bellezza!................



.....Un fiore per voi...............di ritorno da un lungo cammino.





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- MeliaKynthia -


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Luce
illumina
tutto
me
no....
frammenti
di luce...
li ammiro da lontano





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- whitesnow -


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Tutto All'Inverso



Si riscalda di torpore
Questo venerdì di magro
Che riposa la merce nell'ombra
in un angolo di abberrazione
e allontana la visione delle stelle
e dei fuochi artificiali
il boato senza luce
come un canto invalido
deturpa
la nostra domenica luterana.



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- andyviolet -


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il guerriero della luce



 [una pagina presa dal manuale del guerriero della luce]

me l'ha inviato ieri zia 





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- semplicementevirgo -


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Come nuvole impazzite che si sfiorano,
si scontrano e si uniscono
rendendo l’aria elettrica,
cosi il nostro amore ci rende vivi,
uniti in un’unica cosa…
Fremo di piacere mentre mi invadi,
rendendomi tua…
come una carezza il tuo essermi dentro…
dolcemente i tuoi occhi mi parlano d’amore…
poi la passione,
come uno scontro di nuvole…
Sta arrivando la bufera…
si scatena sotto movimenti veloci,
come bora incontrollabile,
carichi di desiderio…
profondi come l’orizzonte grigio…
sta per piovere lo sento…
la terra è umida,
pronta ad accogliere il getto d’acqua
che sta per sprigionarsi…
Ahh…divina pioggia…
mi allaghi donando brividi di piacere ad entrambi…
tu cielo libero di quel carico…
io terra dissetata…
Beatitudine soave di un cielo azzurro dopo la burrasca…
Ancora dentro me ti lasci andare ed io con te…
Nell’aria ora solo una parola…
Ti Amo!
Morgana3333





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- StregaMorghy -


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Piccole dosi di te

per non perdere la testa

ed uscire senza graffi

quando te ne andrai via.

Non sarai mai stata mia

e potrò prendermi a schiaffi

mi consolerò con quel che mi resta

piccoli piccoli ricordi di te.





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- Nicedream -


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 Capita di fare girotondo con notti buie e giorni opachi
 A
 S
 C
 A
 I
 L
 M
 O
 N
 D
 O

 Capita che anche il più dolce degli amori scelga lidi migliori
 A
 S
 C
 A
 L
 A
 T
 E
 R
 R
 A

A  Tutti capita di aver voglia di sentire  il canto degli angeli
    U
    T
    T
    I
    G
    I
    U
    P
    E
    R
    T
    E
    R
    R
    A

e capita che il fiore nel tuo prato non raggiunga l’orgasmo...
 GIRO GIRO TONDO                                                                                                          
 





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- buddynelson -


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non vivo di luce...



cristallo che si {spezza}
schegge {impazzite} corrono ai ripari
sotto {luminescenti} palazzi
che si piegano creando
spazi di vita alternativa...
{spezzami}...dalla terra
{tirami} giù dal cielo
{uniscimi} a ciò che non posso
ma dammi la
{pace dei sensi}
che ricerco in continuazione...
piango
{lacrime di combustile}
{infiammo la mia pelle}
per dimenticare sezioni
del tuo {invisibile sorriso}...
credimi e {sotterrami} sotto
cumuli di piume...
sono scivolata nel fango
della {vanagloria}
sono tornata {terrena e mortale}





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Qui io ti amo (Venti poesie d’amore…, XVIII)
Pablo Neruda

Qui io ti amo.
Tra pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.

Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.

Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.

Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.





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- Englad -


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Io ti amo
Stefano Benni


Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo





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- Englad -


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Dovresti?



Il treno deve partire dal binario due. Siamo arrivati con mezz'ora d'anticipo, non si sa mai, e siamo al freddo, dio come fa freddo alle sei di mattina di una giornata di dicembre in una stazione di una città grande ma piccola nel suo insieme. La stazione ha quattro binari, uno va su , l'altro va giù, e due fanno da contorno. Noi aspettiamo su quello che va giù. Sopra di noi passa un aereo, prima, poi un elicottero, poi quattro uccellacci brutti spelacchiati in formazione.
Lei mi guarda, zompetto qua e la per vincere il freddo bastardo. Lei, paziente, è seduta sulla panchina, in mano la settimana enigmistica e una matita. I nostri pochi bagagli sono appoggiati a terra.
Sono le sei e dieci, il treno è previsto per le sei e trentadue. E'ancora buio, siamo soli. Oddio in realtà siamo insieme io e lei, io guardo lei e lei guarda me, ma siamo soli nella stazione, non c'è aperto nemmeno il bar, mi accendo una sigaretta, non è la prima. Lei mi guarda e sbuffa: "dovevi proprio fumare?", "mi scaldo" rispondo io.
La osservo scrivere una parola su un cruciverba e poi cancellarla con la gomma, la parola evidentemente non gli viene, provo ad aiutarla, mi guarda ma non è un bello sguardo, mi ritiro e continuo a fumare, le mani in tasca, lo sguardo attorno. Lei si
alza mi osserva, ci guardiamo, si risiede, sembrava dovesse dirmi qualcosa, non mi dice nulla, mi siedo accanto a lei, abbozzo un abbraccio, fa freddo, lei si scosta.
Parlo: "Cos'hai?"
"Lo sai"
"No, non lo so, sono le sei e un quarto fa un freddo boia non è il momento di giocare
agli indovinelli"
"Lo sai, o almeno dovresti saperlo."
"Dovrei?"
"Si dovresti"
"..."
"..."
Mi basterebbe dire la parola giusta e tutta la storia prenderebbe un altro corso, il guaio è sapere qual'è la parola giusta. Ma esiste la parola giusta?
"Cosa vuoi che faccia?"
"Niente, o almeno se non sai cosa fare non fare niente tanto non c'è niente da fare"
"Dai con il freddo si ragiona male"
"Sei tu che comunque ragioni male"
"Ma cos'hai?"
"Lo sai"
"Lo so?"
"Dovresti!"
"..."
"..."





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30/05/2005









Senza Sensi/Senza Senso

senza 

le tue mani su di me
il tuo respiro sul mio collo
le tue labbra affamate
i tuoi occhi nei miei
la tua voce che mi culla.

i sensi non sono e io nemmeno...





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Per Odilia

 

 

 

Il a mis le cafè dans la tasse

 

Il a mis du lait dans la tasse de cafè

 

Il a mis le sucre dans le cafè au lait

 

Avec le petit cuillère il a tourné

 

Il a bu le cafè au lait

 

Il a reposé la tasse

 

Sans me parler sans me regarder

 

Il a allumé une sigarette

 

Il a fait des rondes avec le fumeé

 

Il a posé les cendres dans le cendrier

 

Il est levé

 

Il a mis son manteau de pluiè parce qu’il pleuvait

 

Et il est partì

 

Sans une parole, sans me regarder

 

Et moi, j’ai pris ma tete dans mes mains

 

Et j’ai pleuré.

 

 

 

Jacques Prevert

 

 

 

Un bacio

 

Biancoenero

 





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- BiancoeNero -


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Dieppe

Ancora l'ultimo riflusso
i ciottoli morti
il mezzo giro poi i passi
verso le vecchie luci

Samuel Beckett





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Mitzwah. 613 precetti fondamentali dell'ebraismo, contenuti nella Torah. Nel 1967, il filosofo Fackenheim, riflettendo sulla Shoah, provò a formularne il seicentoquattordicesimo.

Non è lecito concedere vittorie postume ad Hitler

Una frase banale, i cui significati scolpiscono l'anima. Non è soltanto la condanna dell'antisemitismo e di ogni altra discriminazione.

E' il rifiuto della negazione della razionalità umana, dell'impossibilità del pietà. Del chiudere gli occhi dinanzi all'Abisso. Del culto e dell'etica della Morte.

Lo sfidare il Male, negandogli il ruolo di motore della Storia e affermando il primato della Speranza, sfida contro il Nulla.





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Se mi dicessero che è assurdo parlare in questo modo di qualcuno che non è mai esistito, allora risponderei che non ho nessuna prova dell'esistenza di Lisbona  e nemmeno dell'esistenza di me che sto scrivendo, o di qualsiasi altra cosa dovunque possa essere

Pessoa





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Mi accontenterei d'essere ricordato come una leggere brezza. La pittura è un pensiero che esita e non finisce

Zoran Music





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- alessiobrugnoli -


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LA FARFALLA DELLA VITA




 

L’urlo della vita

Penetra

La noia del tempo immobile.

Cadono le braccia dei sentimenti

Alberi di catene disciolte.

Nella moderna euforia delirante

Torno a spogliare il vivere

Ombre ossessive.

 

Ascolto la luna d’amore.

Spiaggia delle attese

Vivo la tua sera

Colma di sogni infiniti.

Menestrello dell’animo

Arpeggi note d’amore.

Lascio dedali diabolici

Approdo all’isola di silenzi atavici.

Nell’oceano di luce dei sensi

Danza libera

La farfalla della vita.

 





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- sulfureo -


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Il mio Signore



Il mio Signore mi ama.
Il mio Signore si cura di me.
Il mio Signore non mi lascia mai sola.
Il mio Signore asciuga le mie lacrime.
Il mio Signore mi aiuta a rialzarmi quando cado.
Il mio Signore è grande ma si è fatto piccolo.
Per me.
Per te.





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- chiaradomenica -


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Ostia. Pineta di Castelfusano. Tra la vegetazione lussureggiante, antichi ruderi. La Villa di Plinio il Giovane. Ma ciò che il tempo ha risparmiato, non sfugge all'incuria ed all'abbandono.

Nessun tentativo di valorizzazione. E una rete divelta in più punti e due cancelli arruginiti non proteggono la Storia dai vandali.

Il mosaico del Nettuno, quasi distrutto. Le sue tessere strappate. Sparse tra le ortiche. O rubate.  A poco a poco i muri del quadriportico crollano. Le pietre dell’opus reticulatum strappate e gettate in terra come sassi qualunque.

E a nessuno pare importi nulla.





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- alessiobrugnoli -


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AUTOPSICOGRAFIA



Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.

E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo
Gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore.

(da Poesie di Fernando Pessoa)

 





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- Olefina -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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