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28/08/2005









"La noia proviene o da debolissima conoscienza dell'esistenza nostra,per cui non ci sentiamo capaci di agire;

o da coscienza eccessiva,per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo."

Ugo Foscolo




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VIVERE
"Io non appartengo
a nessuno
E nessuno appartiene a me...
Appartenenza, mio, tuo...
Nessun possesso,
niente è permanente
...innamorarmi, continuamente
anche se sono già innamorato
e lasciare che chi amo
possa innamorarsi di qualcun altro
e continuare ad amarci..
..il futuro è inconoscibile
e potrebbe non esserci
e il passato è scomparso
e non tornerà più,
i ricordi sono ancore
che ti impediscono di navigare."
Gabriele Salvatores




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poggio ita, adn





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Liberamente

In altitudini diverse m'avventuro

e il sapore della tua pelle

mi condurrà alla vetta proibita

e scoprirò l'origine del peccato!!!





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27/08/2005









Messaggio d'amore

Ti aspetto,
sera dopo sera
per ritrovare insieme
un attimo
di delicata dolcezza
e nell’attesa
ricordo le tue calde parole.
Attimi di poesia
che si elevano
come petali rosa
portati dal vento.
Nel tuo cuore
piano ,piano
ed in punta di piedi
entro
e mi nutro di te…
Dolce nascondiglio
la tua anima,
raccoglie
Stille di rugiada,
fresca carezza
che mi accompagna
per la notte intera.
Dolce messaggio d’amore
che ora dopo ora
colora i miei sogni
vestendoli di pace.
Poi gli occhi si chiudono
con la semplicità
di un amore bambino
e al mattino
il primo raggio di sole
ha il sapore dolce
di te…..

-MARIA BERTINO-





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Solo quando ti capita di vedere certe cose capisci quanto sei piccolo in questo mondo...




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L’amore muore come ogni cosa corruttibile
e io sopravvivo ad esso morendo ogni volta.

Tu mi hai strappato il cuore
con un uncino l’hai tirato via
hai distrutto il nucleo del mio amore
divelto le radici ad una ad una
arida terra arsa
campo devastato.
 
Stamane mi sono svegliata
e mi mancava il cuore
al suo posto un buco nero di angoscia.
 
Dovrò scavare il nuovo cuore nella pietra
per renderlo sì forte  sì pesante
che a nessuno sarà dato sollevarlo
nè tentare di riaddolcirne i tratti..
Di duro sasso impenetrabile lo forgerò
raggio di sole rimbalzerà respinto
cosi voglio essere
morta all’amore
 
L’amore muore come ogni cosa corruttibile
e io sopravvivo ad esso morendo ogni volta.




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Versi per lei



Lei 

fuoco e misteriosa 

Io indeciso 

Variopinto di follia 

L’amo 

Stretti 

Uno all’altro 

Insieme 

Desiderio

Dolcezza e passione 

Godersi 

I sapori

Della pelle 

Fumato il tempo

Fuori piove 

Ma sono già 

Annegato





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Riflessioni sulla vita



Che dire? ero un ragazzo nel pieno della giovinezza , vent'anni, una famiglia, una bella casa, un gruppo di amici e una personalità indomita repressa che tanto sogna ed immagina. Questo ero io qualche tempo fa . Stento sinceramente a riconoscermi ora che sono qui, ammalato di cancro che aspetto di morire; stento a riconoscere quella persona che ero, spensierata, attenta anche ai problemi e alle sofferenze degli altri, ma non avrei mai creduto che pure io sarei passato gli "altri". Certo, avevo pensato a come mi sarei sentito se questa o quella cosa fosse capitata pure a me, ma mai senza capire veramente ciò che volesse dire la vera sofferenza. Più di qualche volta avevo pensato alla morte a quella degli altri e alla mia quando sarebbe potuta avvenire e in che circostanza, chi di noi non lo ha mai fatto almeno una volta? Avevo pensato pure a ciò che avrei lasciato scritto, tutte le cose che mi sarebbe piaciuto fare, raccontare …, ma a tutto ciò vi avevo pensato sempre con gli occhi e con la testa di una persona sana. Come mi rendo conto ora di quanto ridicoli e poco profondi erano quei miei pensieri, quanto sia fuggitiva la vita e di quanto poco conti un singolo individuo per l'intero genere umano . Da quando mi sono ammalato tutto mi appare sotto un luce diversa, tutto ciò che circonda la nostra, pardon, la vostra vita comune tutto d'un tratto diventa futile, superfluo, indesiderato e, francamente, molto stupido . Tutto è relativo. Che differenza c'è fra bene e male, tra buono e cattivo , fra bello e brutto? Chi ha detto che certe cose sono giuste ed altre sbagliate? Chi l’ha detto? Ora che sto per morire tutte queste domande mi aprono davanti agli occhi la triste loro risposta, e non si può neppure più illudersi, davanti alla morte non ci sono finzioni . Così dopo aver capito che le cose belle non esistono, ma che tutto è dettato dalla soggettività delle persone in piccola parte, e ahivoi la stragrande maggioranza delle cose è moda… Bè, l'invidia della vita per voi che restate mi si affievolisce un pochino. Un pochino solo, però . Che cosa è il bene e cosa è il male? Ogni azione anche minima che ognuno di noi compie è bene e male assieme, un singolo passo in un prato può uccidere chissà quante forme di vita, ed è solo un passo! Provate ad immaginare tutto ciò che avete fatto nella vostra breve o lunga vita e vedrete che voi indirettamente avrete ucciso più uomini in un giorno che un soldato in un'intera vita. Vi sembra impossibile? Incominciate con il guardare ciò che indossate: dove è stato fatto? Chi la fatto? Quanto vi è costato? Quanto poteva costare realmente? E soprattutto, ne avevate veramente bisogno? E ancora: con i soldi che avete speso , quante vite potevate salvare? Ora non copritevi giustificandovi che così fan tutti, non dovete giustificarvi, tutto ciò purtroppo è inevitabile . Perciò voi tutti che protestate per le sofferenze altrui causate da altri uomini, pensate bene, prima di alzare l'indice accusatore e giudicate prima un pochino voi stessi . Per una persona che sta morendo di solito la paura sopraffà tutto e spesso la gente cerca consolazione ad esempio nella religione. Ora , non voglio iniziare una critica sull'esistenza o meno di un Dio; da persona fermamente legata alla scienza non posso permettermi di credere a ciò che non vedo, posso però dire che la religione spesso è stata usata, e lo è sicuramente tuttora, come mezzo per pilotare la gente. Javet, Gesù , Figlio di Dio , chiamatelo come volete, lui prima di tutto fu un grand'uomo che aveva capito che ogni gesto dell'uomo era giusto e sbagliato ed infatti lui perdonò i suoi carnefici poiché erano vittime di un sistema che li volle come carnefici ; in fondo è stato uno fra i più importanti contestatori della storia . Che cos'è la giustizia? Che cos'è la legge? E soprattutto come si è deciso ciò che è giusto o sbagliato ? Un uomo che ruba viene condannato ed imprigionato. Voi direte: è giusto che finisca così, perché lo dice la legge. Prima di tutto, dovreste chiedervi cosa ha spinto quell'uomo a rubare, quale è stato il motivo che lo ha spinto a compiere quel gesto, e ancora, i soldi che costa quel galeotto non potrebbero essere spesi, invece di imprigionare la vita di un uomo, per capire e "curare" le cause che spingono molte persone a rubare? Guardatevi un po’ in giro , da pochi mesi siamo in un nuovo millennio , ma se andiamo a confrontarlo con l'anno Mille , vediamo che l'uomo ha fatto scoperte strabilianti ma continua ad uccidere uomini più brutalmente e con maggiori torture. Quante cose ,quanta vita, quante idee scaturiscono dalla mia mente proprio ora che me ne sto andando . Quanto mi sarebbe piaciuto conoscere l'amore,quello vero, perchè un po' di sesso lo si racimola dappertutto, ma avere affianco una persona che possa amarti per quello che sei, che ti capisca, che abbia i tuoi stessi pensieri, desideri, quella no, non l'ho mai avuta e mai l'avrò ; e per questo vi invidio, e non poco, credetemi.. Della mia malattia non ho mai detto niente a nessuno. I miei genitori sono trapassati prima di me qualche anno addietro in un incidente stradale, e allora io già sapevo della spada di Damocle sulla mia testa e ho sempre posto una attenzione meticolosa nel nascondere la mia malattia, ero talmente pieno di vivacità e voglia di vivere che nessuno avrebbe mai pensato di collegare la mia testa rasata alla chemioterapia..Certo non è stato facile, i sintomi che si provano , i dolori allucinanti, i conati di vomito soppressi a tavola con una forza sovrumana per non dare nell'occhio e non suscitare sospetti, quanta fatica, e poi per cosa? Solo per non essere compatito dalla famiglia, dai parenti e da tutti quelli che mi stanno attorno? No, non è stato solo per quello, in realtà il mio amore per le persone era ed è ancora così grande che non avrei mai permesso che qualcuno soffrisse per la mia malattia vedendomi agonizzante, no! Per questo motivo decisi di non dire niente a nessuno, e poi in verità se avessi detto subito che ero ammalato tutti mi avrebbero considerato come tale e la mia vita sarebbe finita allora, poiché tutti mi avrebbero risparmiato critiche, nessuno avrebbe mai osato rinfacciarmi nulla se sbagliavo, se ero invadente o altro e sarei stato il " disgraziato che doveva vivere i suoi ultimi giorni di vita": no ! Spero che chi leggerà ciò che sto scrivendo ora non pensi che questo io lo faccia solo per apparire agli altri..sto scrivendo per giustificare il mio comportamento degli ultimi cinque anni a tutte le persone che mi conoscevano e che molto spesso si chiedevano il perché io fossi un po’ strano, fatalista,incitassi le persone a divertirsi ma io, solo, ero l'unico che non si divertiva ; credo che ciò abbia suscitato spesso più di qualche presentimento nell'animo di coloro che mi stavano accanto, spero che possano capirmi e perdonarmi.

_______________


Disarò Emilio
 





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- odilia -


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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.


Pablo Neruda





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- ivanxx87 -


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Looking at the moon.............

Mi giro a guardare la luna nascosta dietro a quell'angolo , il suo guardiano non mi farà salire le scale , aspetto assurdamente che sia lei a concedersi a me......





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- milio -


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Avevo studiato tutto il pomeriggio dato che il giorno dopo avevo la verifica di greco. A cena mio padre aveva iniziato uno dei suoi discorsi che mi fecero andare di traverso tutto quel che avevo mangiato e per la prima volta gli risposi. La prima volta nella mia vita in cui rispondevo male a mio padre, io la bimba che portava i buoni voti a casa, che non rispondeva mai male, che non aveva mai combinato niente di eclatante apparte qualche sgambetto aveva risposto male. Ero stufa di stare ad ascoltare quelle cose su cui non ero d’accordo perché non erano vere, perché erano solo un modo per far saltare i nervi a me e a mia madre, perché erano bugie inventate, perché io  ero stufa che le cose che mangiavo quando c’era mio padre mi andassero di traverso. Scoppiò una litigata, mia madre dovette tenere fermo mio padre da quanto l’avevo fatto arrabbiare, intanto ero corsa giù dalle scale tra le sue urla, avevo afferrato le chiavi e avevo aperto il garage senza mettermi neppure le scarpe. Correvo con tutte le mie forze mentre  le lacrime scendevano, facevano strani giochi  i lampioni accesi che erano l’unica luce oltr la luna dato che era già buio, correvo e senza pensare a dove andavo ero andata dalla mia migliore amica. Avevo suonato e avevo abbassato la testa così che i capelli mi coprissero il volto. Mi riscaldavo le braccia con le mani: non mi ero neppure presa una felpa, le lacrime si erano ghiacciate sulle mie guance per il freddo. La Ele uscì e l’unica cosa che fece fu abbracciarmi. Piangevo sulla sua spalla triste come mai ero stata prima perché solo quella sera avevo aperto gli occhi su quel che era realmente la mia vita, solo quella sera ero riuscita a piangere dopo mesi che non lo facevo, solo quella sera avevo avuto il coraggio di rispondere quel che pensavo.  Mi cercarono per più di un’ora, per fortuna miopadre aveva il turno di notte e se ne andò, mia madre chiamò preoccupata a casa della Ele, la mamma della Ele non sapeva cosa dirle se ero lì per farmi venire a prendere, se dirle che non c’ero.. presi il telefono, mi assicurai che mio padre se ne fosse andato e mi feci venire a prendere. Credo che da quella sera tutto sia cambiato. E da quella sera molte altre cose sono cambiate e altre sono rimaste uguali. Tutto cabia, tutto resta uguale e l’unica cosa che si può fare è piangere lacrime amare sotto il sole che ci riscalda il cuore mentre sentiamo l’amaro sapore di lacrime salate entrarci in bocca…l’unica cosa che si può fare piangere in silenzio, un silenzio che se ascoltato attentamente è assordante più di un urlo di disperazione. Ma prima o poi non ci sarà più motivo per piangere o magari non ci saranno più lacrime da piangere. Una cosa non ho mai smesso di fare: sorridere alla vita perché dietro le nuvole ci sarà sempre il sole e questo non va dimenticato.

 





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.Per Te.

Che ormai vivi nella mia anima





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Pescando nelle mia anima.....

 





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26/08/2005





A window - 25/1/2002



Immagini, in lento, perenne fluttuare, riempiono la mia memoria. Una finestra, una stanza, dentro una casa al centro di un mondo. Il mio mondo. Da lì tutto ha preso forma. Lì tutto tornerà. Le sere dove respiravi l'anima del tempo, quando le domande non avevano bisogno di risposte, mentre leggeri, nell'aria, si spostavano suoni lontani. Lo sapevo, ci saremmo sfiorati, soltanto lo spazio di un attimo, un attimo soltanto. Nella fissità sospesa di un pomeriggio, in estate, il sole assorbe le distanze. Mi vedrai allontanarmi, sarà calda l'aria.

Nei miei contorni sfuocati si dilaterà il dolore.

_______________

IAN DAGER





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Allora, sarò già lontano...

Ti odierò ,

mentre stringo i tuoi fianchi

Ti farò del male,

quando il desiderio vibrerà nell'aria

E tu mi chiederai il perchè

ed io ti inonderò di lacrime .

Allora, solo allora,

saprai quanto male fà

il tradimento..

Allora, sarò già lontano...

 





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impossibile come tanti momenti felici lascino nel cuore tanta voglia di piangere...



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Un sogno forse...........

grazie per il gentile invito





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L' amore è la più saggia delle follie,
un amarezza capace di soffocare,
una dolcezza capace di guarire.

~W. Shakespeare~





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IL MONDO
Sopravvivo
incosciente
cercando
ossigeno
nelle piccole
cose;
come la bimba
il secchiello
la paletta
la sabbia,
cantando filastrocche
tedesche
inventandosi
amici invisibili
ascoltando
- oltretutto - 
l'inglese madrelingua
del padre
e rispondendo
nella lingua della madre
come al gioco
più normale
sdraiata
su sabbia rovente
capelli arruffati
e il sorriso
di chi si sente

Mondo
da sola.

La cosa più naturale.
No?





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- LuxInTenebris -


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ParaMetron
(Rima libera, Versi a scalare)

E
La mia
Follia
Genetica
Porta a Creare
Metrica Ritmica
Senza interesse Alcuno
Di sembrare un grande artista.
Cialtrone epocale, questo sì,
Mi appartiene, è un titolo esatto
Per chi dal Cheshire gioca a fare versi
Sempre più lunghi, sempre più articolati
Per poi ritrattare di volta in volta,
Ed arretrare con nonchalance
Fino a raggiungere il novenario
L'Octosillabe francese
Il settenario antico
I due ternari
Il quinario
Tutto perchè
Follia
La mia
E'.





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COME NON DEVI ESSERE



 

Da chi è giusto, apprendi la giustizia. Da chi è buono apprendi la bontà; e se essi non ti possono dare altro che il bene di cui dispongono.... regala sempre loro un sorriso. Ma il malvagio in verità ha più cose da donarti: la forza che acquisti quando da lui vieni messo alla prova; la scoperta che anch'egli possiede una parte di bene, perchè nessuna creatura è totalmente malvagia e...... ancora più preziosa è la sua malvagità che ti insegna chiaramente come........ non devi essere tu!

BUON FINE SETTIMANA AMICI

CON AFFETTO GIO





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- gio2411 -


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Una nevicata da ricordare



Nell’autunno avevo avuto la rosolia; dopo i primi giorni di febbre stetti subito meglio ma il medico, per evitare il contagio mi fece stare a casa da scuola per più di un mese. Frequentavo la prima Ragioneria e nella mia classe c’erano altri due ragazzi del mio paese: Mario e Mirella. Dopo qualche giorno anche Mirella si ammalò di rosolia. Eravamo vicini di casa, compagni di scuola fin dalle elementari ma non eravamo mai andati d’accordo, parlavamo esclusivamente di problemi scolastici. In qualche occasione ci facevamo pure piccoli dispetti. Un giorno mamma incontrò in paese la mamma di Mirella e insieme decisero che avremmo dovuto studiare insieme, visto che tra noi non c’era pericolo di contagio. Pur non essendo molto entusiasta, ci trovavamo di pomeriggio a casa mia o a casa sua e riuscimmo anche a superare la reciproca antipatia. Facevamo i compiti che Mario ci faceva avere, ascoltavamo canzoni, tenevamo accesa la stufa a legna, giocavamo a carte; inaspettatamente scoprimmo che avevamo molte cose da dirci, diventammo amici. Passata la rosolia riprendemmo le vecchie abitudini, i viaggi in corriera ciascuno con la propria compagnia, ma non perdevamo occasione appena soli, per riprendere i nostri discorsi che si facevano sempre più profondi e coinvolgenti. Ci vedevamo in qualche angolo del paese, facevamo lunghe passeggiate in campagna, senza però che tra di noi ci fosse qualcosa di più del piacere di trovarsi d’accordo sugli argomenti che ci interessavano. Verso la fine di dicembre nevicò per molti giorni di seguito, la neve gelò, il tempo rimase freddo e nebbioso e tutti stavano tappati in casa; la neve era tanto alta che non era possibile andare in giro se non dove la neve era stata spazzata. Vederci a casa mia o a casa sua in quelle gelide giornate non ci bastava, perché eravamo costretti a stare in cucina, unica camera riscaldata, e c’erano sempre i nostri genitori. Finivamo per parlare solo della scuola e fare i compiti. All’improvviso mi venne una folgorazione; mi ricordai di una casa semi-diroccata il cui proprietario se ne era costruita un’altra a poca distanza e usava la prima come deposito di attrezzi agricoli. Sotto un portico c’era un forno a legna. Sopra la volta del forno c’era un locale angusto, completamente vuoto, cui si poteva faticosamente accedere da una finestrella del portico adiacente. Quando avevo fatto questa scoperta, ero rimasto sorpreso dal forte calore che c’era, nonostante il forno fosse spento. Un pomeriggio, dopo aver girovagato infreddoliti per le strade del paese, le parlai del forno, lei s’incuriosì e ci andammo. Il locale era appena tiepido, ci fermammo un po’ a parlare; non potevamo sederci e nemmeno stare in piedi: c’erano due dita di polvere sul pavimento e lo stanzino sarà stato alto un metro e trenta. Fumammo una sigaretta accucciati con la schiena contro il muro, ma avevamo paura che qualcuno ci avesse visto entrare; Ritrovarci così soli ci riportò però all’innocente intimità che avevamo vissuto nel periodo della rosolia. Tornammo a casa. Domandai alla mamma se in paese ci fosse ancora qualcuno che si faceva il pane e scoprii che l’Alfredo, il proprietario del nostro forno, da sempre era solito cuocere al mercoledì e al sabato. La domenica successiva aveva ripreso a nevicare molto forte; la nevicata era accompagnata da un forte vento di tramontana; Incontrai Mirella all’uscita dalla messa e decidemmo di ritornare nel nostro rifugio alle due precise. Ci trovammo sotto il portico del forno. Io avevo portato un sacco di iuta per poterci sedere. Il locale era caldissimo. Mi sedetti sul sacco con Mirella sulle mie ginocchia. Sarà stato il vento che fischiava, sarà stata la sicurezza che quel giorno nessuno sarebbe passato da quelle parti, cominciammo a carezzarci e baciarci e ad un certo punto Mirella, che non stava comoda sulle mie ginocchia aguzze, decise di sedersi a cavalcioni sulle mie gambe. Il pavimento quasi scottava, ci togliemmo i maglioni ma non bastava. Le carezze diventavano sempre più intime, a poco a poco ci siamo spogliati; eravamo presi da un’eccitazione mai provata prima. Stavamo abbracciati stretti, lo stesso intimo piacere che provavamo nei nostri discorsi, lo provavamo ora con i nostri corpi. Stavamo immobili assaporando con grande piacere il calore che si scambiavano i nostri corpi. Non saprei quanto tempo siamo rimasti così. Fuori stava facendo buio, la neve scendeva sempre più forte, le folate erano sempre più violente. Ci rivestimmo e tornammo a casa sconvolti per avere fatto qualcosa di troppo trasgressivo. Riuscimmo solo a dirci :"Ciao, ci vediamo domani alla corriera, se passerà.."; il giorno dopo era il primo giorno di scuola dopo le vacanze natalizie. Le emozioni che avevamo provato quel pomeriggio avrebbero dovuto suggellare l’inizio di una bella storia d’amore. Invece il giorno dopo c’era il sole, la neve si sciolse rapidamente, l’Alfredo cominciò a comprare il pane dal panettiere, io e Mirella ricominciammo a farci i dispetti.

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Elso Avalle






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Buon weekend Sognatori!!





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Graffian con rabbia
il candido foglio
  frasi sconnesse , vuote di Luce...

Lasciano in esso indelebili note,
musica amara,
  tristezza vissuta ...

Un coro di bimbi, nel dolce Silenzio,
  richiama improvviso il Sereno trascorso ...

La tua rara Virtù ...

( immagine di malexism.com )





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Acquerello



Quotidianità arida e opprimente, avida d’emozioni, sei bruma fredda di colline smunte

Voglia di sognare mi prende.

Sogno i tuoi riccioli, sogno la tua dolcezza, le tue braccia aperte, la tua pelle ambrata.

Sogno le tue ire, i tuoi sorrisi profondi, sogno i voltafaccia, i tuoi repentini cambiamenti d’umore. 

Amo i  tuoi capricci, sono brividi di pelle, in cui sei bella davvero. 

Sei ballerina, strapazzi e accarezzi le mie voglie, danzi con i miei sentimenti, sei poesia, canti e incidi il mio amore.

Amo il tuo corpo, amo la tua mente, ma mi perdo nel tuo sragionare maturo d’amore.

Intreccio di pensieri sospesi nel tempo, spazi liberi colmi di silenzi, battiti d’ali, slanci e voli.

Sento il tuo respiro, bacio la tua pelle, navigo i tuoi contorni, erosione delle mie certezze.

Occhi dolci e perduti dei miei sensi, urli desiderio di vita, amo il tuo selvaggio amare.

Sono i colori dell’infinito, giochi naturali d’anima, sogno  e provoco la vita. 

Vagabondo e ti rincorro. Saltimbanco sulla luna. 

Sei il mio acquerello di fantasia, volo sbarazzino nell’aria senza fine. Sono i bordi del cielo sconfinati all’orizzonte che animano il mio arpeggiare d’amore. 

Ti vedo, ti perdo, ti rivedo. 

 

Delicati e leggeri frammenti d’amore, sei il morbido velo di seta della mia vita, che mi avvolge, che mi protegge e a volte mi soffoca.

Ti svesto, ti spoglio sei la mia isola di desiderio, inchiodato alla tua bellezza, gioiello di corpo incastonato nel tempo, ora non voglio più fuggire, sei l’occaso intimo della mia libertà d’amare.

 

 





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I servitori

 
 
Agitarsi dei gabbiani
divorati dai pesci azzurri
attorno agli uomini
a nuoto che sostengono
la barca, trascinano le reti
arrugginendo nel sale –
e un po’ d’invidia ce l’hanno
per quelli che rotolano sulle strade
con addosso carrozzerie variopinte
e etichette di molti paesi – e molto
ancora invidiano quegli altri
che spiegano le ali per tenere
a galla l’aeroplano sulle nuvole.
 




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- poetavago -


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Errare e' umano,

perseverare diabolico.

Credo proprio che l'inferno stia preparando per me il mio castello.





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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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