Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
30/11/2005
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto,
stasera,
mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Pablo Neruda
firmato da.. - amberle -
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Narra il vento

Tra i lecci narra il vento
l’olezzare di vita.
Nel nulla sordo,
odo il tuo ordire.
Sotto la zimarra trasudo,
stordito da zinzino d’amore.
Metamorfosi del disamore
il zirlare della tua anima.
Nemmeno i sospiri di Giove
mi paiono innocenti.
Foto by Luc Selen
firmato da.. - sulfureo -
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Violazione
di Armonie Stonate
Caos di Note Atone
Una per Una
come Farfalle nel Vento
al tuo Soffio
IO
Artefatta
TU
Bugiardo.
Attendo un tuo Delirio.
firmato da.. - SPETTINATA -
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Un Mulino A Vento - "L'ultimo colpo" dall'album : "Microbi"
L'ultimo colpo è già stato sparato di questa guerra appena iniziata Guardare il cielo per l’ultima volta Gridare forte è già troppo lontano Qualcuno ci avverta dei secondi che abbiamo Per espiare i nostri peccati Ci dica pure se è meglio morire O rimanere fermi a sognare E’ già tutto scritto è tutto segnato Bisogna arrivare al rifugio indicato Con quale coraggio con quale intenzione Se la paura ci ha già trasformato In bestie al rogo tutte quante marcate Senza più un briciolo di ragione Mettersi in salvo è l’unico scopo In questo attimo presto passato E allora è meglio sedersi a fumare Pensare ad un figlio non ancora maturo Che ti chiedeva come fare all’amore Con la sua prima conquista del cuore Pensare alla vita troppo banale Che ti sei dato da quando sei nato L’unica cosa davvero importante È questo figlio non ancora maturo Non ancora maturo al punto di chiederti Se gli eroi sono già stati creati Per questa guerra non ancora iniziata In sette secondi è già terminata Quali bandiere sono state piazzate Quali battaglie sono state perduto Cosa è già scritto nelle pagine vere Di questa storia anch’essa conclusa.
(materiale coperto da deposito SIAE)
firmato da.. - UNMULINOAVENTO -
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Vivere nel vento
Vivere nel vento su sentieri tortuosi e strade che si separano,
incrociare bivi che si ricongiungono o scorrono paralleli senza mai ritrovarsi.
Vivere nel vento senza ricercare un destino intessuto da troppe mani nelle sue ardite trame.
firmato da.. - SPETTINATA -
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Un Mulino A Vento - "The last shot" dall'album : "Microbi"
this war has just begun but the last shot has already been fired seeing the sky for the last time as the screams slowly rise tell us how long we are going to last and forget all our sins is it better to disappear or to be here dreaming so loud All has been wrote, all has been set as we run to the marked cave is it might or is it despair is it this fear that changed us so bad like the cows when are to be butchered with no reason and no mind get to the shelter is the only thing in this moment passing so fast I sit down to smoke the last one and think of a son yet too young that asked how to make love the firt time with his sweetheart think of this life far too banal that i lived from my birth the only thing that matters is this son yet too young yet too young so much to ask if heroes are already born of this war that has just begun seven seconds and all is over Which flags have been placed which battles have been lost which words have been written in the closed book of time.
(materiale coperto da deposito SIAE)
firmato da.. - UNMULINOAVENTO -
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http://dolcemiele78.splinder.com/
~ Sergio Bambarèn ~

Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei. Ricorda il tuo sogno...
firmato da.. - dolcemiele78 -
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Sono già mature le mele sull'albero che Miss Coombes ci ha lasciato. L'albero è chino quasi fino a terra. Non avevo capito fino ad ora il loro peso freddo, né come si accalcano a coppie sui rami, gialle, rotonde come lanterne cinesi lungo una strada addobbata.
È il crepuscolo, e stai tornando a casa. Immagino la dinamo della tua bici tesa come una spoletta tra le strade che imbrunano, a illuminare casa nostra mentre ora, nella via, si accendono le luci – l'oro delle lampadine nelle piccole serre, i lingotti di ingresso, la camera da letto, le scale.
Viviamo qui ora, e sebbene, altrove, una ragazza si appoggi al finestrino del treno, un dito attorcigliato allo zaino zeppo di tutto ciò che possiede – questo ci basta. Siamo le luci, le luci, le luci che i treni superano nell'oscurità.
Kate Clanchy

firmato da.. - odilia -
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Bazaine. La Luce amalgama, fraziona, scompone le forme. Vi gioca, come un bimbo con i Lego. A volte le spezza in frammenti irregolari, passi o sospiri.
I colori si intersecano, indecisi se amarsi od odiarsi. Onde di vita si dilatano, vibrano, per poi frangersi dinanzi al Nulla. Il mistero della quiete
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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T'amo senza sapere come, né quando né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così t'amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si schiudono i tuoi occhi col mio sonno
Neruda
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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Camminare a passi lenti nella navata di San Giovanni, accompagnati da racconti
Uno sguardo al baldacchino gotico, con i reliquari d'oro e d'argento, che la leggenda dice custodiscano le teste di Pietro e di Paolo, che grideranno nel giorno dell'Apocalisse.
Sotto il timpano dell'altare del Sacramento, un frammento di legno. Ciò che resta della tavola dell'Ultima Cena. Dietro, quattro colonne di bronzo dorato. Chi dice vengano dal tempio di Gerusalemme, chi da quello di Giove Capitolino, fuse da Ottaviano coi rostri delle navi di Antonio e Cleopatra.
La tomba di Silvestro II, il papa mago, le cui lacrime bagnano il marmo alla morte di ogni suo successore
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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Mi affascina la Centrale Montermartini. Marmo ed acciaio. Gli Dei, prigionieri di bellezza, che fronteggiano giganti di ingranaggi, turbine e pulegge.
Ed il luogo diviene ancora più suggestivo quando ospita l'arte contemporanea. Elina Brotherus, che insegue il mito d'Orfeo. Bires, piange il cuore, ridotto a caldaia. Le foto di Cataldo, frammenti di metropoli. Le performance di Angelosanto, Nimrod che assiste alla confusione di Babele
Infiniti specchi di una cultura spiazzata
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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THOMAS BLOOD ufficiale irlandese (m. 1690)
Il mio Piano era perfetto e, se non fosse stato per una serie di incidenti del tutto imprevisti, sarei diventato immediatamente uno degli uomini più facoltosi del mio paese. Quella mattina mi recai con altri tre amici alla tristemente famosa Torre di Londra. Talbot Edwards, custode dei gioielli della Corona e perfetto babbeo, mi venne ad aprire chiedendomi con indolenza cosa desiderassi.
Con una faccia di bronzo che solo un irlandese può avere, gli dissi che ero venuto a chiedere la mano della sua dilettissima figlia. Neppure un dubbio sfiorò la mente di quell’idiota, come se tutti i bellimbusti di questo mondo spasimassero per impalmare la bella Rebecca. Rimasi meravigliato della facilità con cui ci fece entrare. Mi bastò lanciargli un mantello in testa e scaricargli addosso un fracco di legnate per impadronirmi dell’oro reale,corona compresa. Il problema che ci si pose allora fu quello di uscire senza dare troppo nell’occhio.
Il mio socio Bart s’infilò beffardamente il globo reale nelle brache. La corona me la schiacciai contro il petto, ma restava fuori lo scettro che, contrariamente a quanto pensavamo,era smisuratamente lungo.
Dopo aver trovato una sega proprio nell’armadio di fronte al tesoro (come dire, non solo si voleva facilitare qualunque ladruncolo, ma addirittura si provocava i benintenzionati!) pensammo di tagliarlo in due lì per lì. Le provvide stelle non ci furono però propizie fino a questo punto. Giusto in quel momento, infilò la chiave nella toppa il figlio di Edwards il quale, accortosi del misfatto, si mise a urlare come un ossesso lanciando l’allarme. Riuscimmo, nonostante le guardie e i soldati, a guadagnare l’uscita e a fuggire almeno fino a quando il mio fidato cavallo non posò rovinosamente la zampa su di una maledetta zolla di fango.
Fui imprigionato insieme ai miei compari nella medesima Torre, ma i giudici non avevano ancora fatto i conti con un irlandese purosangue. Mi rifiutai di rispondere a qualsiasi domanda se non in presenza del Re. Tale fu il baccano che feci che pensarono alfine di accontentarmi.
Carlo II – devo ammetterlo – non solo si dimostrò dotato di una sottile intelligenza, ma persino di un vero senso dell’humor e di una sconfinata magnanimità regale. Gli feci presente che avevo combattuto con successo contro le sue truppe nella guerra civile appena conclusa. Per compensarmi dei miei servigi, avevo ricevuto proprietà e beni nella mia amata Irlanda, sennonché, una volta reinsediato, il Re o chi per lui aveva pensato bene di privarmi nuovamente di tutto. Il mio tentativo di furto era stato perciò soltanto una richiesta di risarcimento e magari avrei anche restituito la refurtiva se tutto fosse andato per il meglio.
Infine, il semplice stratagemma adoperato per entrare nella Torre aveva rivelato il comportamento a dir poco stolto del custode del tesoro reale. A questo punto Carlo II scoppiò in una fragorosa quanto sincera risata e non riusciva più a smettere al punto che pensavo potesse sentirsi male. Non solo reintegrò le mie proprietà e quelle dei miei amici, ma diede l’ordine di arrestare immediatamente il signor Edwards come spudorato favoreggiatore di ladri.
A ripensarci ora, la mia piccola vita mi appare davvero ben poca cosa seppure magnificata da un capolavoro di astuzia a fronte di un’abissale dabbenaggine. Davvero deve essere così grande l’affanno per una misera e fuggevole ricompensa?
Angelo Iacovella
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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Manessier. Rinunciare alla forma, perchè essa allontana dall'anima. Rappresentare le cose per quelle che sono è esser schiavi del mondo, allontarsi da Dio.
Come nella teologia negativa, Egli non può essere definito. Soltanto suggerito, per specchi ed enigmi. Cantato da poesie di colore, vivo, ardente, inalterabile, luminoso. Figlio dello Spirito, fiamma della Pentecoste
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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Sei la mia schiavitù sei la mia libertà sei la mia carne che brucia come la nuda carne delle notti d'estate sei la mia patria tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi tu, alta e vittoriosa sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile nel momento stesso in cui ti afferro.
Nazim Hikmet
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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Che me ne faccio di una pistola?
Che me ne faccio di una pistola? Tu hai una pistola che usi per sparare a tua moglie e ai tuoi figli. Lo sanno tutti che hai una pistola. Che la pistola la usano i guardiani notturni per uccidere le proprie mogli e i propri figli.
Io non posso sparare. Non sono capace di spendere né di sparare. Nella mia scura pelle i nemici sfumano come voglie e ho solo capito dintorni confusi e del resto e dell'alba che farà luce il giorno.
firmato da.. - magliettabianca -
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Mi arrendo.
 Ora vai guerriero corri libero in altre terre Sfoglia parole penetra lame affilate Sventra paure Graffia la schiena di sbieco girata Sguaina la spada punisci segreti che io pellegrina ho violato Fremono labbra bugiarde prigioniere di un brivido che ho accarezzato Mascherati di tulle e di raso scivolano silenzi racchiusi nel limbo di un’amore di porcellana crepata. Spolvero bugie curo ferite riaperte cancello macchie indelebili Ma stanca chiudo il libro delle fiabe ed esangue mi arrendo a chi è tutti i miei sensi ma non mi sente.
-Federica
firmato da.. - riflessodime -
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Saprai che non t'amo e che t'amo...
(Neruda)
Saprai che non t'amo e che t'amo perché la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessare d'amarti mai: per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo.
firmato da.. - Donai -
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Lui
Il suo abbraccio cosi' caldo cosi' sicuro Il suo sorriso cosi' gentile I suoi occhi sinceri profondi cosi' colmi d' un' anima cristallina Abbracciami Consolami Parlami ancora una volta.
firmato da.. - PuchikoPuch -
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Bellezza......

.."...Cielo o Inferno ,
Cosa importa da dove tu provenga ,
Bellezza , mostro enorme , spaventevole ,
Ingenuo! se il tuo occhio , il tuo sorriso ,
il tuo piede , mi aprono la porta
D'un Infinito che amo e che mai
Ho conosciuto? che importa se vieni
Da Satana o da Dio? Sirena o Angelo
Che importa , se rendi -fata dagli occhi
Di velluto , ritmo , profumo , luce ,
Mia unica regina!- meno orrendo
L'universo , meno grevi gl'istanti? .."...
(Charles Boudelaire -I fiori del male- "Inno alla bellezza").
firmato da.. - MeliaKynthia -
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firmato da.. - Vivendolestelle -
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Nell'ora di bassa marea ho scritto un verso sulla sabbia e vi ho effuso intero il mio cuore e la mia anima. In tempo di alta marea son tornato a rivedere i segni tracciati: e ho letto sulla spiaggia tutta la mia ignoranza.
Kahlil Gibran

Kahlil Gibran nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale, il 6 gennaio 1883, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano". Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre Kahlil Gibran. I genitori sono cristiani maroniti, religione cattolica formata dopo lo scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed alcuni zii. Sono gli anni dell'emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il Brasile. Il padre, semialcolizzato, rimane in Libano forse in prigione, Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione culturale. A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all' Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che separa abissalmente i ricchi dai poveri, l'aristocrazia ed il clero dal popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e duraturo con le Sacre Scritture. Completati gli studi, nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a causa della malattia della madre, che muore di tisi l'anno seguente, e successivamente anche i suoi fratelli.
A Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell, l'incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono incontrati all'esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola femminile. Grazie ai suoi contributi Gibran studia pittura a Parigi, tra il 1908 e il 1910, all'Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi). Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive "Spiriti Ribelli", pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti "l'eremo" si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti figurative. Insieme all'amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di un'associazione letteraria Siro-Libanese, Arrabitah-al-Alima, nata a Boston e New York tra letterati e pittori arabi d'oltre oceano, i Mahjar "immigrati" appunto.
Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una "rivolta contro l'occidente tramite l'oriente", parole scritte in occasione della pubblicazione de "Il Folle" (1918), cioè contro il decadentismo dell'occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.
Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut nel 1963.
La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana. Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a "The Wanderer" raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico monastero del suo paese d'origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young. Per l'occasione il giornale "The New York Sun" annunciò: "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto". Gibran lascia i diritti d'autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.
firmato da.. - odilia -
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Nevica ancora e ancora. Fa quasi buio, ma esco lo stesso per assaporare la carezza dei fiocchi di neve sul mio viso. Mi piace sentire il tappeto di neve sotto i miei piedi. Tutto é silenzioso, sembra una bolla ermetica di dolcezza pura. Sto bene, riposata e calma. Il mio spirito è gia insieme alle stelle a navigare nel cosmo. Cammino senza guardare dove vado. I piedi funzionano da soli. Mi lascio guidare...
Si fa sempre piu buio, ma non me ne rendo conto. Poi mi fermo davanti a quella roccia. Alzo la testa e lo sguardo si posa su di un lupo bianco. E già un po che mi aveva vista, ma non si era mosso. Io invece non l'avevo sentito. Solo adesso, che mi ha ipnotizzato con il suo sguardo. Uno sguardo profondo, dolce pieno di tristezze. Non ho paura perche so che è dolce. Mi ha comunicato la sua tristezza, ha colpito il mio cuore. Adesso solo
la Luna piena rischiara la notte. Mi avvicino piano piano, lui non si muove. Gli pongo la mano sulla testa, il suo pelo è morbido e caldo. Gli do un bacio sul collo, e lui gira la testa. I nostri sguardi si incrociano, il tempo si ferma. Poi un fulmine terribile tocca il lupo. Sono proiettata indietro con violenza. La mia testa urta la pietra, perdo conoscenza. Quando mi sveglio, apro gli occhi su di un viso incantevole. Sensuale da morire, sempre con lo stesso sguardo. Uno sguardo triste...
SONIA
firmato da.. - sosso -
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tempesta
Ho preparato delle barche bellissime, le ho curate fino all'ultimo particolare, ci ho scritto dentro storie fantastiche, le ho riempite di foto che narrano mille avventure...ma non ho l'indirizzo. Come faccio a spedirle, chi le potrà raccogliere? Oggi c'è anche tempesta e fanno fatica a stare in piedi. Che rabbia, restano lì, inutilizzate ed io che volevo solo qualcuno a cui regalarle. Il mare fa decisamente paura. Attendiamo la bonaccia.
firmato da.. - cepheus -
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firmato da.. - EdoEleStorieAppese -
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Ricordo appena i primi sguardi, i primi fuochi silenziosi e blu come un dono. Le tue parole si trattenevano in me pomeriggi interi.
Di sorpresa e sgomento mi ritrovai nel freddo sonnambulo di una tregua.
Oggi ricompongo, impreparata, la tua presenza di stella.
È di te, di sangue e fango, la mia tranquillità più recondita.
firmato da.. - simple -
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La vita ci bacia sull'una e l'altra guancia di giorno e di mattina; ma ride delle nostre grandi imprese alla sera e all'aurora.
Kahlil Gibran
firmato da.. - odilia -
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Marinaio
Freddo l'ultimo giorno di novembre.
Raccolgo foglie, mangio noci,
formaggio, pane e olio di gentile.
Cime tirate, reti, pesci.
Paura di te, paura a guardarti,
tremo di forza da spaccarti il muso.
Lavoro di marinaio
su quel battello bucato
che sbuffa fumo.
Sirene al porto.
Guardo il faro, una petroliera,
ormeggi, tu che torni.
Vento forte,
dolore ai denti,
stringo le mascelle.
firmato da.. - FlavioTribuiani -
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Parole di vetro
Parole che ti ascoltano
parole che ti avvertono..
Sussurri di una tormenta
la notte che ti avvolge
ti difende dai bagliori
e ti riporta sopra un tremito
Le onde del passato
si infrangono su un presente ruvido
lo trascinano in un vortice
che si placa in un istante
se saprai tenerlo stretto
per proteggerlo dal vento
o dai colori di ogni frase
scolpita nella testa
Parole lievi
parole in brache di tela
...parole di vetro
discese dai sentieri
di meandri sconosciuti
sapranno render fragile
ogni singola emozione
costringendoti a rileggere
i passi dei tuoi versi
con la forza della rabbia
o l'ardore di una foglia
che si stacca dai tuoi rami
e che planando con destrezza
coprirà distrattamente
l'ombra della rugiada
adagiata su tutte quelle parole
che la notte semplice e leggera
saprà rendere più vive
per portarti con un soffio
dentro un brivido immortale
firmato da.. - Enomis1970 -
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29/11/2005
Bello non basta

Si sei bello,
ma bello non basta...
un corpo senz'anima è un corpo morto,
un manichino senza seme...
ed io non sono disposta a sacrificare la poesia che ho nel cuore per averti.
Issima
firmato da.. - Issima67 -
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