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31/03/2006





parole che...graffiano 128



Tu sei un libro
che non finirò mai,
non un capriccio
e neanche una fuga d’estate.

Tu sei il mio amore sorpreso,
irriverente, difficile,
avvincente, arrabbiato,
spaventato, deluso,
strappato e sincero.

Tu sei il vuoto dentro me.
Troppi spazi nel mio cuore
portano il tuo nome,
nei vizi dell’emozioni e dei difetti.

Tu sei la sessualità che esplode,
il piacere che non ho provato prima,
il movimento esaltante dei tuoi fianchi.

Tu sei la disperazione e l’incanto.

Tu sei la lama che taglia il tempo,
la nuvola in cui nascondermi,
l’onda lunga degli intimi segreti.

Tu sei il mio sguardo allo specchio,
il liquido nel mare e il grido di dolore.

Tu sei il fiato che manca al mio cuore,
Tu sei l’ostinazione di averti.
Tu sei la porta chiusa
che prenderei a calci,
la mia rabbia e la mia poesia.

Tu sei il dispetto della ragione,
la nebbia a primavera.

Tu sei un errore del destino
che vuole consumarsi nel silenzio…


[ k.26/03/06 ]




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- Kruger -


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Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.

Elena Oshiro





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- Vivendolestelle -


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Ninna nanna per Jacopo



In questo mondo che ora è soprattutto il tuo
sei una stella e il cielo brillerà per te
sei come l'alba di un mattino sopra il mare
e tutti quanti i pesci parlano di te

se appoggi un po' l'orecchio e poi respiri piano
li puoi sentire mentre stanno a bisbigliare
la ninna nanna che ti vogliono cantare
la sera quando piangi e non li fai dormire

ti guardano e ti sognano sulla tua strada
un giorno in primavera con il cuore in gola
il tuo respiro rotto da quell'emozione
di aver capito cosa noi chiamiamo amore

ti guardano e ti pensano in un temporale
seduto su un gradino bagnato da morire
che piove tanto forte che non puoi parlare
e la tua fantasia che sogna di partire

bambino mio la vita è tutta da scoprire
è una felicità che fa scoppiare il cuore
e anche se alcune volte ti farà soffrire
tu guarda sempre avanti e brillerà il tuo sole

per questo adesso dormi e non ti disperare
che Nadia e Tato sono sempre qui con te
quando ne avrai bisogno ci potrai contare
tu sei la loro luce
vivono per te



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- peperone -


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Jacques Fesch

Non sono nato che per giungere là

(L'avventura della fede di un condannato a morte)




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- lonewolf64 -


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30/03/2006





Si sarà smarrita?



 
 
Illusioni,
ancora tanti sogni,
fino a quando continuerà
questa tortura…
fino a quando dovrò
vederti nelle sue manie,
e le menzogne
che cadono come lapilli
e tu che ti esponi
e sulla tua pelle
i segni di una mite arrendevolezza.
Possa mai questo ridarmi quella che eri per me…
il sorriso su istanti lievi di colore;
brividi leggeri scrutando il male
e respirano il silenzio.
Dove sei,
se ti sei solo persa
il mondo sarà per me
una cartina per ritrovarti…
se sei scomparsa
l’oblio sarà una dolce tomba
nella speranza immersa.




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- AngelFalls -


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I poeti conclamano il vero,
potrebbero essere dittatori
e forse anche profeti
perché dobbiamo schiacciarli
contro un muro arroventato?
Eppure i poeti sono inermi,
l’algebra dolce del nostro destino.
Hanno un corpo per tutti
e una universale memoria,
perché dobbiamo estirparli
come si sradica l’erba impura?

Lasciamoli al loro linguaggio, l’esempio
del loro vivere nudo
ci sosterrà fino alla fine del mondo
quando prenderanno le trombe
e suoneranno per noi.

A.Merini





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- tandream -


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29/03/2006









Sono qui. Immobile.
Seduta sul davanzale della mia finestra ad osservare il mondo che avanza. Una leggera brezza sconvolge i miei pensieri. Osservo le stelle nel cielo limpido, appena dopo il temporale, e mi domando se anche lui le stia guardando. Mi domando se, da lassù, lei mi stia guardando...
Piccole, delicate, preziose lacrime iniziano a rigarmi il volto, mentre il suo ricordo riaffora nella mia mente.
Vorrei poter non ricordare, perchè fa male, ma non ci riesco.
E allora mi muovo. Chiudo la finestra, chiudendo fuori sia il dolore sia la bellezza di quel cielo stellato.. rifugiandomi così nel mio castello fatato..






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- amberle -


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da Giacomo Leopardi

 “e quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante favelle?
che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren? Che vuol dir questa
solitudine immensa? Ed io che sono?”


(Canto di un pastore errante dell’Asia, vv. 84-89)


http://italiano.agonia.net/images/users/008145-m.jpg





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La tua presenza

di Portishell Pathema

Ti vedo
nel profumo di caffè
questa mattina,
mentre parliamo
come vecchi amici

ti vedo
camminare tra foglie secche
a piedi nudi
come cammini tra i miei pensieri
e fai scricchiolare le mie fantasie

ti vedo
negli occhi di altri
perchè i tuoi
mai li ho incrociati
tristemente.

...e ora camminando su questa speranza
chiamo il tuo nome,
sconosciuto.



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- Pathema -


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Un Gabbiano



Ti senti sola nell’universo
Paura del cielo e dell’inverno
Paura della pazzia e della guerra
Paura del tempo che passa
E ti chiedi come fare a vivere
con questo rumore e questo furore.
 
Non lo so, mi sento persa pure io sai
Penso a un gabbiano e al suo volo
Sempre più in alto
A lui basta aria fresca, acqua e pesca.
 
Mostrare i denti?
Abbassare le braccia?
Sei stanca di essere ingannata
dai mercanti di libertà.
Stanca di ascoltare e di aspettare.
 
 
Aria pura, acqua fresca,
un po’ di pesca, sembra poco,
ma al gabbiano tanto basta per volare
sempre più in alto.
 
Ti chiedi dove sia l'amore
che ti hanno raccontato,
l'amore che ti hanno cantato,
non riesci a scorgere le tracce
di questo salvatore dell’umanità.
Sotto quali stelle si nasconde? in quale paese?
 
Non so risponderti oggi
Rincorro un gabbiano
Che vola sempre più in alto.
A lui basta solo aria pura,
acqua fresca e un po’ di pesca.
 
 
 
 




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img00027

Direzione d'istinto.

direzione d'istinto..e ti trovo qui,
in cerca del mio sapore quello
che ami di più; è quello che vuoi
adesso ed io ti sento,
sento la tua lingua prendersi cura di "lei",
e sono brividi che scorrono lungo una
pelle scossa, che suda respiri, che
danza sotto luci soffuse lungo musica
di parole. Ti trovo qui anima mia,
posso anche toccarti con la mente
ormai..respirarti, incidere sulla pelle tua
il mio piacere..direzione d'istinto.

Femme.





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- femme -


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Non destarmi

Covandomi in questo mare,
coperta soffice isolante,
tepore rassicurante di me.

Straziato da questo caldo,
stridente nel suo abbraccio
m'affonda e m'affoga: m'uccide.

E tutto intorno rivive,
tutto fuori sorride, vivo,
tutto quanto soleggia intanto.

E prima dei primordi, il brodo
che mi culla, dolce, ma prima:
passato cullante, oppio.

E scendo da questo mare a castello,
dove un tempo pirati e peluche:
mi addormentavo di mia fantasia.

Le tempie battono pei bagordi
della sera prima che bussano,
la testa continua la festa da sola.

Strisciando fuori dal sogno
m'infilo nell'altra pelle,
rinascendo come ogni mattina...


Diego Galuppi



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- TheMAVERICK -


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La nostra cultura è un vestito che non ci sta più. Questa cultura è come una lingua morta che non ha più niente in comune con il linguaggio della strada. E' di più in più straniera alla nostra vera vita, è confinata in consorterie morte, una cultura di mandarini. Non ha più radici viventi

Dubuffet





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- alessiobrugnoli -


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Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perché mi arriva tutto l'amore d'un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?

Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.

Neruda





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- alessiobrugnoli -


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Villa Torlonia. Finalmente aperta e restituita all'antico splendore, eliminando le superfetazioni incongrue.

Il casino, fatto costruire dal principe Giovanni Torlonia al Valadier, custodirà i mobili e le sculture, come quelle del clamoroso ritrovamento avvenuto nel 1997 nei sotterranei, dove riemersero tre grandi rilievi in gesso del Canova, una testa femminile attribuibile al Michelangelo, la lunetta in marmo proveniente dalla tomba di Claudia Semme, sull'Appia Antica ed alcuni arredi dell'antica Cappella della Villa.

E vi troverà poi sede anche il Museo della Scuola Romana





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- alessiobrugnoli -


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Memling. Il ritratto di anziana. Una borghese, col vestito di festa. Le piccole mani inanellate.

Lo sguardo saggio e pensoso, concentrato sul presente. E par quasi uscire dal quadro, per spettegolare, rimproverare mariti e nuore, far quadrare il conto della spesa





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- alessiobrugnoli -


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.. eppure scorre ..



Accadde.
Nell'istante in cui
il tempo non fu più rappresentato
sul modello dello spazio.
Accadde.
In quella intuizione sugli stati puri di coscienza
in continua evoluzione
ad un movimento reale e vissuto.
Accadde.
Oggi che è già ieri,
io vago
alla ricerca di un tempo perduto.
Non voglio vivere per la morte
evitando gli abbagli del mondo
dove nella vita banale il presente è urgenza,
e le cose da fare non lasciano pace
è l'istante
che prende possesso di me stessa
e considera le preoccupazioni del mondo
come un  nulla.
Accadde.




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- SPETTINATA -


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martedì, marzo 14, 2006


Lucciole e Termiti

Microparticelle di vita.

Istanti luminosi come lucciole
sparate nel buio della notte.
Capaci solo di rischiarare il nero
per pochi centimetri intorno,
Inabili a far con della loro luce
Giorno.

 

Brancoliamo in un buio perenne,
Lanciando messaggi nell’immenso spazio
Siderale, nel  vuoto verso sperati simili,
verso auspicati fratelli lontani.
Cerchiamo acqua e vita oltre i confini
immaginabili della nostra vita a termine.
Con spirito da pionieri ci protendiamo
Verso l’ignoto e la speranza.

Microparticelle di vita.
Solo piccole inutili lucciole
Semispente, come termiti luminose.
Come termiti senza altro senso
che distruggere e cancellare
senza pensare lasciamo che altri noi
altri noi vicini si prosciughino in una vita
che vita non è.
 

Non avremo scampo. 

Siamo i virus di questo pianeta.
Virus mutanti, mutati da lucciole a termiti
Da costruttori di piramidi e templi megalitici,
Da filosofi dell’età del bronzo e Omeri Odissei.
A ideatori di treni veloci, pericolosi ed  inutili,
A prosciugatori di mari e maree e fiumi e laghi
A divoratori di gas e petroli avvelenanti

 
A sfruttatori dell’eredità che dobbiamo lasciare
Ai nostri pronipoti, ai nostri figli, a chi verrà. 
Nessuno nei secoli a venire, se secoli verranno
Saprà mai capire come siamo riusciti
A causare tanto danno senza avvertirne
L’odore di morte.


 

PS. Sento il bisogno di spiegare questa parolepoesia. Poche parole. Sono appena tornato da un viaggio di lavoro da un posto lontanissimo: Kuala Lumpur, Malaysia. Non so se avete presente New York; bhe! immaginate New York circondata dalla foresta vergine tropicale. Ma non un bosco. Proprio una FORESTA PLUVIALE TROPICALE, scimmie, liane e tutto il contorno. E nel mezzo una città di 7 milioni di abitanti -termiti che si affannano a cercare di sopravvivere in alveari di cemento e inquinamento a 1000. Sono andato a vedere la foresta da vicino. Umidità pazzesca e milioni di farfalle e animaliserpentigechilucertoeldimezzometro e scimmie urlanti e ruscelli e lucciole serali...Meravigliosa. Non ho parole per dire di più. E un pensiero mi ha colpito come una mazzata. Ma come doveva essere incredibilemente bella la terra prima che arrivassimo noi uomini? E quanto saremo maledetti?




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- MaestroDeiNodi -


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28/03/2006









da Virginia Woolf

La camera di Jacob  - 1922


La luna bianca, piumosa, non lasciava che il cielo imbrunisse completamente: per tutta la notte i fiori di castagno biancheggiarono nel verde; scuro era solo il centrisco, nei prati.
I camerieri, al Trinity, dovevano stare a rimescolare come carte da gioco i piatti di porcellana, a giudicare dall'acciottolio che giungeva fino al Gran Cortile. L'alloggio di Jacob era, però, nel cortile Neville, su in cima, ed era con un certo affanno che s'arrivava alla sua porta. Non c'era, comunque. Forse era in sala, a cena. Sarà tutto buio, nel Cortile Neville, molto prima di mezzanotte, ma le colonne di fronte rimarranno bianche, e così anche le fontane. Dà un curioso effetto il cancello, come di un merletto sul verde pallido. Anche dalla finestra si sente l'acciottolio dei piatti, e, per di più, il brusio dei commensali.
La sala è illuminata, e le porte a battenti si aprono e si chiudono con un soffice tonfo.

C'è chi arriva in ritardo.
[...] La stanza di Jacob conteneva un tavolo rotondo e due sedie basse. Un vaso di iris gialle sul caminetto, con una fotografia di sua madre; cartoncini di compagnie con piccole mezzelune, stemmi e iniziali; fogli d'appunti e pipe. Sul tavolo, fogli con i margini rigati in rosso... un saggio, senza dubbio: «Può la storia consistere nelle biografie dei grandi uomini?». [...] E' così inerte l'aria che c'è in una stanza vuota, fa appena gonfiare le tendine. I fiori del vaso hanno un lieve moto, una fibra della poltrona di vimini scricchiola senza che nessuno vi sia seduto.

 

http://rasputina.typepad.com/photos/uncategorized/virginia.jpg





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- odilia -


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Quella che non sei non sarai





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- farfallanotturna -


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La luna dietro il cielo



 

Chiara e assopita si stiracchia la luna.
Inizia una nuova notte tutta da vivere.
Ma essa guarda stando dietro alla finestra
del cielo. E' ferma e non vuole brillare eppure
tutte le stelle l'acclamano, la vogliono.
Si affaccia e con un gesto di stanchezza si
affloscia su una nuvola passeggera.
Si fa cullare, trascinare...poi apre una mano
e afferra un sogno.
Che bello essere sognati, pensa la luna; che bello sognare di stare con chi si vuole bene in una notte cosi piena di colori.
Ma il sogno dura un istante soltanto e poi come in un soffio svanisce e la luna si acquieta ritirandosi dietro quella finestra aspettando un altro sogno d'amore.





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Il sogno di carta



Il sogno di carta

 

T’appiccichi

sui miei passi bagnati

e mi doni colorati ghirigori

di piccole mani.

 

Sul velluto notturno

volano origàmi

frivolezze d’infinito

col padre d’un sogno.

 

Senti l’aria

delle mie impronte?

Io non le sgorgo più

e m’addentro nell’indefinito.

 

Dietro il bosco sulla radura

v’è un bianco altare

un tempo era d’un dio minore

impresso su carta onirica.

 

Michael





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In queste caldi notti estive l’oblio ci trascina

Lentamente

Dolcemente  e poi sempre più

Impetuosamente

In un vortice di passioni e sensazioni sconosciute

 

 

 

La tua bocca è un vulcano che riversa lava incandescente sulla mia pelle

Le tue mani sono ali di farfalla che sorvolano il mio corpo

 

 

 

La tua sensualità è dirompente

Non mi lascia respiro

Né tregua

 

 

 

E come una conchiglia

In balia dell’onda del mare

Mi lasci alla deriva e mi riprendi

Nel gioco di questo ritmico movimento

Che dà piacere senza fine.

 

 

 

Le mie unghie sono artigli sulla tua schiena

X non farti andare via

X trattenerti ed accompagnarti

Fin dove è possibile arrivare

 

 

 

Un brivido che inebria la mente

Che annulla il pensiero

Risale dalla terra al cielo

Fino a raggiungere il centro del cuore

Dove è custodito il tuo nome

Dove è il fulcro di tutto l’Amore

Che provo x Te.

 

 

 

E quando infine insieme

Sorvoliamo questo mondo da altezze inimmaginabili

Niente e nessuno  può raggiungerci

Osserviamo da vicino il firmamento

Io sono la luna che vive di luce riflessa

Tu sei il sole che illumina la mia vita.

 

 

 

TI AMO……….





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- nunass -


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Fautrier. Ricco di famiglia, cominciò a dipingere per gioco. Conobbe la guerra, prima come interprete, poi come conducente di ambulanze. Fu intossicato dai gas.

I suoi quadri divennero visionari. L'immaginazione divenne condizione di libertà, fuga nella poesia. Il colore, inizialmente tenebroso, si schiarisce. Il segno diventa morbido e veloce. E la forma si perde in nuclei luminosi

Poi venne la Seconda Guerra Mondiale. Fautrier fu arrestato dalle SS, perchè amico degli intellettuali della Resistenza. Fuggì. Si nascose a Chatenay, in una casa di cura per alienati.

Nascosto, assisteva impotente alla fucilazione di prigionieri da parte dei nazisti. Dalla sua impotenza e pietà nacque la serie degli ostaggi, protesta dello spirito contro la barbarie nazista.

Grandi macchie materiche. Carne viva, dilaniata, che si apre e si dilata in colori tenui, dolcissimi.

Uomini liberi dal male e dalla barbarie, trasfigurati in forme, come bruchi in farfalle





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- alessiobrugnoli -


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Dolci le udite melodie, più dolci
le non udite; dunque voi, soavi
flauti, all'orecchio no, più care all'anima
sonate melodie prive di suono.

Bel ragazzo, cessare tu non puoi
sotto gli alberi il canto, né quegli alberi
essere nudi; audace amante, mai
tu puoi baciare benché quasi a mèta;

pur non ti dolga, ella non può sfiorire
benché tu gioia non ne colga, sempre
tu l'amerai ed ella sarà bella.

Keats





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- alessiobrugnoli -


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L'estasi di Santa Teresa, in Santa Maria della Vittoria. Forse un'opera più profana che sacra. Basta spostarla da una chiesa ad una camera da letto. E chiamare Cupido l'angioletto.

E così dar ragione a quanto detto da Charles de Brosses, dopo aver visto la famosa statua

" Se questo è amore divino, io lo conosco bene ! "





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- alessiobrugnoli -


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Nessuno riesce in tutto quello che intraprende. In questo senso siamo tutti dei falliti. L'essenziale è di non fallire nel dirigere e sostenere lo sforzo della nostra vita. In questo campo è la vanità che ci fa deviare.

Ci precipita in situazioni dalle quali non possiamo uscire senza danno; mentre l'orgoglio è la nostra salvaguardia, sia per le riserve che impone nella scelta dei nostri tentativi, sia in virtù della sua forza sostenitrice

Conrad





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- alessiobrugnoli -


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dammi il ristoro
di una parola gentile
a ricordarmi che la bellezza
riposa tra le ciglia
nei giorni lucenti di malinconia
bava di stanchezza antica
 
dammi il ristoro
di una parola dolce
a ricordarmi d’amore
brace che riposa ancora
sotto cenere di spensierato indugio




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- RobertaS -


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Immagina



Immagina
il viso di un bambino
cercando dei colori
ma non li trova
è tutto grigio
i suoi occhi sono spenti

Immagina
un piccolo piccione
imparando a volare
ma non ha delle ale
non riesce pure a camminare
è ormai ferito

Immagina
vivere la tristezza in solitudine
avere gioia e non avere musica

Immagina
il mondo senza fede
la vita senza speranza

Immagina
un giorno senza sorrisi
la notte senza sogni

Immagina
immagina il mondo
con nessuno immaginando





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- zamer -


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tienimi con te

semplicemente tienimi con te

mi sento sola, e triste

ma è ancor più triste non capirsi

farsi del male senza motivo, come se qualcuno

ci spingesse a farlo...

e nella sofferenza capire senza parlare

e noi siamo solo solo istanti

almeno per un momento meno distanti.....





firmato da..
- pianto -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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