Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
30/09/2006
La sera

Paul Gauguin
La sera azzanna il sole,
lenta la poiana fa cerchi
d’ansia nel tramonto.
I tuoi occhi di vento
graffiano l’uscio di solitudine,
bussi e mi porti
il sapore di melagrana,
tra gomitoli vellutati d’umido
apprendo l’autunno
Tu vedi ciò
che vuoi di me.
Corro verso la notte cingendoti,
nudi, con il demonio attorno,
ai bordi d’infinito
dove finisco io e inizi tu.
Giochiamo dondolando l’anima,
poi, baciando spazi vuoti
mordo labbra conosciute.
Ora declivi al lago
arrotolandoti tra onde
d’acqua e d’aria, libera,
stanca di farti rapire.
C’è un buon odore che
mi rimane dentro,
cade la notte, quieto il lago,
è il più bel pensiero.
firmato da.. - sulfureo -
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Chi sei Poeta?
Dolcissimo poeta,
che fai sgorgare dalla tua penna
parole e rime
che rinfrancano
un cuore stanco
di dolori e delusioni!!!
Ti immagino così,
seduto e pensieroso,
con il volto poggiato
tra le mani
quasi giunte in preghiera,
mentre lo spirito tuo
si eleva in alti spazi
dove cercar parole da donare,
a chi come me
ha sempre fame di canti e melodie
Riesci a strapparmi una lacrima,
altre volte mi rubi un sorriso...
Chi sei tu,
dal cuore grande
da saper donare amore,
gioia, speranza, fiducia e dolci illusioni?
Dimmi, allora se tu lo sai.....
dove finisce la realtà
e inizia il sogno?
firmato da.. - DaniMoreschini -
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Finestra sul mare

Si apre una finestra, sul mare
Odore di sale,
Odore di sole,
Odore di tempo passato ma
mai dimenticato.
Immenso il cielo su questo infinito,
e
lo sguardo si perde
come assente sul gioco di acqua salata :
La mente viaggia verso l'Itaca mai trovata
e
Sbatte la finestra,
un volo di gabbiano solo.
S'alza un vento di bufera e
tramonto di pece nera.
Arriva l'inganno della sera.
firmato da.. - bambolina87 -
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Parole e vino
in cristalli traparenti
accostati alle nostre pupille dilatate
soffiate su fronti incise ..
da sorrisi spalancati
Orazioni recitate
in tempietti
di-vino
firmato da.. - congiunzioni -
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NAUFRAGIO CELESTE
Ho visto inerpicar le mie energie
Verso la costruzione di un vascello
Gli ho dato vita ed anima
E gli mancava solo la parola
L’ho impomatato e l’ho vestito a festa
L’ho battezzato come Inossidabile
E l’ho varato a tutte le tempeste
Ho atteso il suo ritorno
Con un trofeo di gloria
Al primo balbettio del mare aperto
Fingeva indifferenza, fischiettava
Ma quando s’è ingrandita
La voce del maroso
S’è andato a fracassar contro sè stesso
Inghiottito dalla disperazione
Diseredato dalla dea speranza
Svestito da un realismo sgangherato
E il suo relitto è ritornato a riva
Non più di bell’aspetto
Senza più la cravatta nè la scriminatura
E le sue vele, senza più tessuto
Per contro aveva assunto la parola
Aveva dato impiego a un ideale
E naufrago mi ha detto
<<sono tornato orrendo
ma…più ricco>>
firmato da.. - Melarea -
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L'Attesa
Mi lacera quest'attesa
in questa fredda,
misera alcova
L'orologio continua
impietosamente
il suo cammino.
spazientisco
dinanzi la finestra,
scruto la strada...
Perchè tarda?
avrà ricevuto il messaggio?
bussano alla porta,
eccola!!
"ciao amore mio,
scusami per il ritardo,
un traffico..,
sei arrabbiato?"
Non temere,
la mia rabbia
è solo un soffio di vento
anima mia...
A.S.T
firmato da.. - Dipp -
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Poeta Errante
Attraverso la luna,
viggiò
per mari, per monti,
in sella
al fido destriero.
Visitò città
mai viste
dimenticate dai secoli,
conobbe amori
vario pinti,
toccò con mano
lacrime
di soldati in battaglia,
Tremò e pianse
dinanzi al folle ego
di ministri e imperatori
Romito e penitente,
scelse una vita
in castità
Come un
cavaliere errante
senza fede ,
visse di solitudine
sedotto dall'ispirazione
assorto tra i suoi pensieri
Dipeee
A.S.T
firmato da.. - Dipp -
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La Clessidra
Mi alzo
mi vesto
senza fare rumore ,
Perchè svegliarla?
non conoscono
neanche il suo nome.
Sono per strada,
sento freddo,
ho dimenticato
il maglione,
guarda
quanto sono carini
quei due gatti
in amore.
Passeggio
nella notte,
incontro anche
una puttana,
parla e straparla
di un cliente;
"ma guarda questo ,
mi ha pagato
solo per parlare,
ma parla con tua
moglie ...no!!!
Tu che intezioni hai
bel giovanotto?
rispondo
che non possiedo
denaro,
non possiedo nulla,
vivo
di pochi tozzi
d'amore
elemosinati,
donatomi da mogli
infedeli..
Riprendo la strada,
la notte è finita,
apro la porta
di casa mia,
è vuota !!
come ieri!!
Capovolgo
la clessidra
ormai vuota,
chiudo le tende,
mi siedo
sul pavimneto,
accendo la luce,
scruto
guardingo
la clessidra,
attendo
con astio,
l'ultimo granello
di sabbia....
A.S.T
firmato da.. - Dipp -
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YURI
Il tragico evento della morte incidentale di un giovane ragazzo nel pieno della sua vigoria fisica genera forti emozioni ed interrogativi primordiali nella mente umana
YURI
Si spegne il giorno
e si spegne la vita.
Sole tiepido invernale,
mormorio di folla,
sussurri di morte.
Il passo è lento e inerme,
lontano è il tempo in cui
l'amor per lo scrivere divorava la mente
Ma la passione indomita
ritorna timida.
Fiori, …
tanti fiori e tanta gente...
I suoi occhi ti sfuggono
e nella mente riappare la sua immagine:
forte, virile,
con grandi occhi dolci:
Yuri è il suo nome.
Nel corridoio dell'ospedale,
sotto la luce bianca dei neon,
la gente mormora,
piange, prega, sussurra, spera.
La donna commenta:
« Ne ghe mancheva gniente,
beo, bravo e pieno de salute ».
Torna alla mente il giorno dell'ultimo saluto.
Il celeste è limpido, ...nitido.
L'aria è frizzante.
Scorre la vita in immagini di visi.
Amara è la sensazione del tempo che fugge.
Sfugge la vita e la giovinezza,
tanto l'amò e la cantò Lorenzo.
Eppure è dalla morte che nasce la vita,
così sarà finché l'uomo vorrà.
Strappato dal prato il rosso fiore,
quando più forte era il richiamo
per le lievi e svolazzanti farfalle,
esse cercano e disperano
perché più non trovano
la sorgente del loro nettare.
il grido della madre echeggia tra la folla
e le lacrime salgono agli occhi.
Il parlare con te mi è dolce,
ora come allora,
ma io sono un altro,
diverso ed eguale al giovane poeta.
Tanti anni e tanta gente mi scorre davanti.
Quante amare delusioni,
quanti sogni che tali sono ora,
ma forse ciononostante
vale ancora amare e vivere,
sfuggire la morte che ti avvolge.
firmato da.. - OCRAMART -
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Masticava cedri e , intanto,
Finì per illudere
Anche chi si ricordava
Le quattro porte
Del grande labirinto.
Sta, valente e austero,
Contro la parete di parmigiano,
Silenziose implosioni
Nel suo cuore pimpante.
E’ la fine del prossimo smorfioso
Latte condensato.
firmato da.. - ondecorte -
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All'Italia
O patria mia, vedo le mura e gli archi
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno;
Che fosti donna, or sei povera ancella.
Chi di te parla o scrive,
Che, rimembrando il tuo passato vanto,
Non dica: già fu grande, or non è quella?
Perchè, perchè? dov'è la forza antica,
Dove l'armi e il valore e la costanza?
Chi ti discinse il brando?
Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
O qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e l'auree bende?
Come cadesti o quando
Da tanta altezza in così basso loco?
Nessun pugna per te? non ti difende
Nessun de' tuoi? L'armi, qua l'armi: io solo
Combatterò, procomberò sol io.
Dammi, o ciel, che sia foco
Agl'italici petti il sangue mio.
Dove sono i tuoi figli? Odo suon d'armi
E di carri e di voci e di timballi:
In estranie contrade
Pugnano i tuoi figliuoli.
Attendi, Italia, attendi. Io veggio, o parmi,
Un fluttuar di fanti e di cavalli,
E fumo e polve, e luccicar di spade
Come tra nebbia lampi.
Nè ti conforti? e i tremebondi lumi
Piegar non soffri al dubitoso evento?
A che pugna in quei campi
L'itala gioventude? O numi, o numi:
Pugnan per altra terra itali acciari.
Oh misero colui che in guerra è spento,
Non per li patrii lidi e per la pia
Consorte e i figli cari,
Ma da nemici altrui
Per altra gente, e non può dir morendo:
Alma terra natia,
La vita che mi desti ecco ti rendo.
Oh venturose e care e benedette
L'antiche età, che a morte
Per la patria correan le genti a squadre;
E voi sempre onorate e gloriose,
O tessaliche strette,
Dove la Persia e il fato assai men forte
Fu di poch'alme franche e generose!
Io credo che le piante e i sassi e l'onda
E le montagne vostre al passeggere
Con indistinta voce
Narrin siccome tutta quella sponda
Coprìr le invitte schiere
De' corpi ch'alla Grecia eran devoti.
Allor, vile e feroce,
Serse per l'Ellesponto si fuggia,
Fatto ludibrio agli ultimi nepoti;
E sul colle d'Antela, ove morendo
Si sottrasse da morte il santo stuolo,
Simonide salia,
Guardando l'etra e la marina e il suolo.
E di lacrime sparso ambe le guance,
E il petto ansante, e vacillante il piede,
Toglieasi in man la lira:
Beatissimi voi,
Ch'offriste il petto alle nemiche lance
Per amor di costei ch'al Sol vi diede;
Voi che la Grecia cole, e il mondo ammira.
Nell'armi e ne' perigli
Qual tanto amor le giovanette menti,
Qual nell'acerbo fato amor vi trasse?
Come sì lieta, o figli,
L'ora estrema vi parve, onde ridenti
Correste al passo lacrimoso e duro?
Parea ch'a danza e non a morte andasse
Ciascun de' vostri, o a splendido convito:
Ma v'attendea lo scuro
Tartaro, e l'onda morta;
Nè le spose vi foro o i figli accanto
Quando su l'aspro lito
Senza baci moriste e senza pianto.
Ma non senza de' Persi orrida pena
Ed immortale angoscia.
Come lion di tori entro una mandra
Or salta a quello in tergo e sì gli scava
Con le zanne la schiena,
Or questo fianco addenta or quella coscia;
Tal fra le Perse torme infuriava
L'ira de' greci petti e la virtute.
Ve' cavalli supini e cavalieri;
Vedi intralciare ai vinti
La fuga i carri e le tende cadute,
E correr fra' primieri
Pallido e scapigliato esso tiranno;
Ve' come infusi e tinti
Del barbarico sangue i greci eroi,
Cagione ai Persi d'infinito affanno,
A poco a poco vinti dalle piaghe,
L'un sopra l'altro cade. Oh viva, oh viva:
Beatissimi voi
Mentre nel mondo si favelli o scriva.
Prima divelte, in mar precipitando,
Spente nell'imo strideran le stelle,
Che la memoria e il vostro
Amor trascorra o scemi.
La vostra tomba è un'ara; e qua mostrando
Verran le madri ai parvoli le belle
Orme del vostro sangue. Ecco io mi prostro,
O benedetti, al suolo,
E bacio questi sassi e queste zolle,
Che fien lodate e chiare eternamente
Dall'uno all'altro polo.
Deh foss'io pur con voi qui sotto, e molle
Fosse del sangue mio quest'alma terra.
Che se il fato è diverso, e non consente
Ch'io per la Grecia i moribondi lumi
Chiuda prostrato in guerra,
Così la vereconda
Fama del vostro vate appo i futuri
Possa, volendo i numi,
Tanto durar quanto la vostra duri.
Giacomo Leopardi
firmato da.. - secerchilaluna -
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Spuntano sembianze
di figliol
chiaror d'Aurora
"Helel" splendente
dal fugace lume
spento al salir
novello del mattino
firmato da.. - congiunzioni -
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Gefühl spielen
di Portishell Pathema
Ich liebe dich du weiBt das
aber du ersticken meinen Blicken
in diese Gleichgultigkeit Kehle
firmato da.. - Pathema -
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il fresco vento assaggia la mia pelle.. fresca e sinuosa mi abbraccia la brezza sull'ondeggiante chioma mentre il sole altezzoso rende vano lo sciabordio dell'alimentato movimento! il sogno che porta nell'incubo e soltanto dormendo.. ferma sul selciato dell'ondosa frenesia che mi attanglia, un fardello pesante da sostenere.. non posso farne a meno della saliente malinconia, del suono della musica soave che abbraccia la tristezza.. è nei miei occhi che si lava fra le brame dei miei sensi.. sparendo dalla mia dimensione sogno paradisiache estasi sull'infinita via del sogno, in salita e con le ali.. fra il vento e la passione, con il cuore fra l'ardore e l'emozione.. alabastro e mughetto nella bocca lasciano un dolciastro sapore sul palato e fra le labbra.. un delicato senso di inquietudine respira la mia vita. Inestimabile leggerezza nello stomaco e sulle mani la luce del giorno e negli occhi la pioggia ed il vento.. sono affezionata a ciò che sono..
Anna
firmato da.. - cometaspenta -
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UNA VITA DIVERSA
UNA VITA DIVERSA.
... E la gente dirà che era un disadattato, … un emarginato.
Non aveva ne moglie ne figli e, a trentasette anni, la convivenza con i
genitori poteva risultare penosa.
Non aveva hobby o interessi particolari, se non quello dello sci, a cui
vi si era dedicato solo da qualche anno. Ma una settimana di vacanze e
qualche week-end sulla neve potevano risultare di "ben poco svago
nell'intero arco di un anno.
La sua vita era ormai là, sul luogo di lavoro, confinata tra quelle mura
a cui egli guardava come a quelle di una prigione che gli avevano incatenato
l’intera esistenza. Un’esistenza tutt’altro che lieta.
Attendeva l'orario dell'uscita e le ore gli passavano monotone e lente
tra una sigaretta e l'altra.
Ne fumava parecchie, anche due pacchetti al giorno.
Spesso, si appartava in uno stanzino comunicante con il laboratorio
( adibito solo in specifici momenti per lavorazioni speciali ) e rimaneva
lì al buio per parecchio tempo. Di qui, i colleghi di lavoro, quelli più
maligni o solo più burloni, gli affibbiarono il sopranome di pipistrello.
Se qualcuno entrava nello stanzino accendendo la luce, egli se ne
lamentava, diceva che amava restare al buio, era più riposante.
Sovente era oggetto di burle a causa del suo carattere un po’ schivo.
La stessa condotta di vita nonché l'aspetto non più brillante e giovanile,
ne avevano fatto la mira dei soliti colleghi buontemponi.
(Se così è lecito definirli.)
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Attendeva il suono della campanella, che indicava la fine della giornata
lavorativa, come una liberazione. Ma, contrariamente all’illusione creatasi
lungo il giorno, anche il dopolavoro, atteso con tanta ansia, non gli
portava che noia.
Avrebbe tanto desiderato una moglie ad attenderlo nella quiete domestica, e
magari dei figli che lo avessero tempestato di problemi. Invece, non
gli rimaneva che andare a passeggiare sul lungomare, come sempre lo si
vedeva ogni volta che si ci recava a Lerici.
Solo o in compagnia di amici, che, per la verità, sembravano molto occasionali.
Continuava a camminare per ore non passando di certo inosservato
anche per via di un paio di occhiali scuri che raramente si toglieva e
che gli procuravano un poco di bramata oscurità; nascondendo così agli
ignari due grandi occhi azzurri velati di malinconia per il desiderio di
una vita diversa.
L'avevo conosciuto cinque anni prima, m'era parso molto più allegro e
Scherzoso, disponibile anche a reciproche burle.
Poi, il tempo gli aveva gradatamente affievolito quelle qualità.
Forse anche perché si era stufato che le sue spontanee manifestazioni d'allegria,
potessero essere, per alcuni, ulteriore oggetto di scherno.
Qualcuno insinuava che avesse avuto una delusione amorosa, dato che,
quasi mai parlava di donne e raramente si univa alla discussione quando
se ne trattava l'argomento in maniera mondana.
Di natura molto permalosa, passava facilmente dallo scherzo all'offesa.
Aveva, difatti, litigato un po’ con tutti, ma sempre roba di poco conto.
Difficilmente portava il broncio a qualcuno per lungo tempo.
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Aveva lavorato per qualche periodo all'estero, prima di essere assunto
in quella piccola ditta elettronica. In Iraq e in Libia, mi pare di
ricordare che dicesse. Ne parlava con una certa fierezza ed orgoglio,
tacendo però dettagli e particolari personali.
Cosicché si sospettò potesse aver avuto dell'esperienze negative e che la
causa delle sue stranezze derivasse proprio da ciò.
Ma tutto rimaneva nel dubbio, creandogli informo un alone di mistero,
che la gente, probabilmente indispettita dalla difficoltà per superarlo,
rinunciava ad ogni stimolo di curiosità, disinteressandosi del problema
ed abbandonando il poveraccio ad un isolamento sempre più deleterio.
L'anno prima, poi, lo ero andato a trovare a casa sua insieme a due miei
colleghi. Era stato parecchio male, rimanendo addirittura in coma per
qualche giorno,
Dissero che aveva bevuto incoscientemente una birra dopo aver ingerito
dei sedativi e che l'effetto era stato disastroso.
Ci accolse tranquillo e giulivo nella sua casetta di campagna sita in
località Sarzanello, poco distante dalla città di Sarzana.
Conobbi i suoi genitori, gente semplice che sprigionava spontaneità dai
loro modi di fare. Ma anche ormai avanzati nell'età, e questo, pensai,
avrebbe potuto creargli problemi d'incomprensione.
Tutto l'ambiente domestico, comunque, traspirava, almeno quel dì, un
senso di spensierata serenità.
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Quella mattina la notizia giunse inaspettata.
All'inizio tutto era molto vago e i colleghi si riunivano in piccoli gruppi
bisbigliando ciò che era di loro conoscenza e cercando di carpire dagli
altri le novità.
Poi, in poco tempo, ogni dubbio ed ogni imprecisione scomparve e tutti
dovettero accettare la realtà.
Fonti era morto, si era suicidato.
Nella notte antecedente si era recato sul viale per Marina di Carrara, qui
aveva ingerito un grosso quantitativo di sedativi, aiutandosi
nell'atto, con una birra. Proprio ciò gli era stato fatale.
Poi aveva posizionato il sedile ribaltabile della macchina in maniera da
coricarsi supino in attesa della morte.
Allora fu chiaro che l'episodio dell'anno passato non era stato un incidente,
ma bensì un primo fallito tentativo per farla finita.
I commenti sulla tragedia erano i più diversi, nell'ambiente lavorativo.
Cera chi, preso da tardivi scrupoli di coscienza, si domandava se noi non
avessimo contribuito in qualche modo alla sua morte o perlomeno non avessimo
lasciato qualcosa d'intentato perché egli non giungesse a quella fatale
decisione.
Ma vi era anche chi, trincerandoci la propria coscienza dietro un costruito
cinismo, se ne usciva con frasi del tipo << UNO di meno … ora c'è più
spazio >> .
In particolare mi colpì il commento di un responsabile, che, per salvare la
propria immagine forse più verso se stesso che verso agli altri, ne
concluse che Fonti era malato e non si sarebbe potuto far nulla per
evitare il dramma.
Mi confidò inoltre che, lui, e qualche altro dirigente erano a conoscenza che
l’episodio dell'anno precedente non era stato un banale incidente, ma la cosa era
stata taciuta per evidenti motivi di riservatezza personale.
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Il giorno seguente il giornale riportava con un breve trafiletto la
notizia dell'accaduto.
Al funerale erano presenti tutti i dirigenti ed i massimi responsabili
della ditta, mentre molti compagni di lavoro avevano disertato la
cerimonia con banali scuse di inderogabili impegni.
Probabilmente avevano voluto evitare che, i pianti straziati dei genitori
avessero intaccato la corazza in cui era avvolta la loro coscienza,
così ben protetta in quel tranquillo letargo.
FINE
firmato da.. - OCRAMART -
link
sezione:

Un velo sugli occhi
Un buio intenso
Scendono le tenebre
(irispupille)
firmato da.. - irispupille -
link

Caducità
Ho trovato una foglia secca
tra le pagine di un libro:
l’autunno scorso l’avevo raccolta
lungo la strada, smarrita sull’asfalto,
tornando dalla stazione.
Ricordo di aver pensato a quella metafora:
“Le foglie come le stirpi degli uomini”.
Salvando quella foglia dal vento,
dalle automobili, dalla pioggia,
mi illusi forse di salvare qualcosa
della mia vita, di consegnare
all’eternità qualche mio istante.
firmato da.. - Efylove -
link
sezione:

Orme, terra, orme...
Le orme
che scoraggiano il tempo
silenziose e tenaci
stringono con forza
la strada battuta
con il peso dell'età appena sfiorata
e persa.
Prive di consigli per la nostra via
si mostrano vuote,
strabordanti d'errori.
Le orme
che rimpiangono i perchè
e non il quando, ma il dopo...
...la trasformazione,
l'afflizione,
l'inganno!
Ogni passo nel silenzio rimbomba.
E' il passato che tuona le sue pretese
coprendo di terra le nostre orme.
07/08/06
firmato da.. - Mashima -
link

AD UNA ROSA APPASSITA
Tristemente ti spogli
e chini il capo alla morte
sfiorendo
Ma come per magia
ancora il tuo profumo
si libra nell'aria
Ed una dolce melodia
di sensi e divine armonie
accarezza il mio spirito
Anche il mio canto
per te s' innalza
a sfidare la fine delle cose
La rosa muore
e nasce la poesia.
firmato da.. - poetamaledetto0 -
link

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La farfalletta (La vispa Teresa)
Luigi Sailer (1825 - 1885)
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La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa:
"L’ho presa! L’ho presa!".
A lei supplicando
l’afflitta gridò:
"Vivendo, volando
che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!".
Teresa pentita
allenta le dita:
"Va', torna all'erbetta,
gentil farfalletta".
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.
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firmato da.. - Sabrinella69 -
link

WITHOUT YOU
Non mi è rimasto molto da vivere senza di te,
le acque del mare si sono prosciugate e i deserti sono avanzati
sino alle porte del mio cuore.
un alito di vita spezza i rami del nostro amore rimasto indifeso
e il vento mi parla di disperazione e dolore.
non c’è più niente da fare per i campi coltivati
non cresce più nulla se non sterili piante senza futuro
e i fiori diventano grigi e i frutti insapori.
Non mi è rimasto molto da vivere senza di te,
i fiumi non confluiscono più nel mare delle mie lacrime
versate per te nei momenti di solitudine:
infiniti attimi di istantanei sentimentalismi lacerano la mia anima.
persino l’arcobaleno non mi rallegra come una volta e il tramonto
è sempre una fine che mi trasporta verso notti insonni.
mi è difficile pensare che una volta eravamo tutt’uno quando ora
ciò che vedo mi indica solo un sentiero troppo stretto da percorrere
fianco a fianco.
Non mi è rimasto molto da vivere senza di te,
le montagne sono crollate e le nevi dei ghiacciai si frantumano
sotto il peso dei nostri sentimenti, insostenibili.
La disperazione potrebbe farmi impazzire
e le catene mi tengono al suolo.
Aspetto il mio momento per il riscatto.
Una scossa emotiva.
firmato da.. - sullenubi -
link

(blogs line)
-venti diversi-
piogge condivise con lacrime d'argento
raggi di luce e tempeste improvvise
nell'impossibile essenza di cose confuse
(assenza)
di notti e giorni discriminati
che si perdono spesso alla luce del sole
(posti nel nulla di un silenzio molesto)
dove la solitudine
viene ascoltata in silenzio
-giunge un sorriso-
(come sguardo che avvolge)

firmato da.. - SpherikaMente -
link

Preghiera errante nel vento
Iddio della mia gente
io non ti ho mai visto
e neppure ti ho udito.
Mi dicono che esisti
e che tutto hai creato
con amore infinito.
Io sono un bambino
che arriva per caso
in un mondo sbagliato.
Conosco una madre
che piange soltanto
cercando un rifugio.
Conosco la fame
che mi accompagna
ogni alba dell’anno.
Conosco il rumore
delle armi lontane
dalle quali si fugge.
Conosco il sapore
di lacrime sparse
al nascer del giorno.
Iddio della mia gente
che tutto hai creato,
dammi un sorriso.
firmato da.. - grisby6043 -
link

Come regine le foglie si muovono gentilmente,
e le loro ombre obbediscono con naturale sincronismo..
A loro importerebbe di me
se sapessero che sono qui e le sto osservando,
e sto desiderando di poter danzare come loro?
Si arrendono alla forte luce,
cambiando il loro colore per il calore..
E io certamente non so dove sono,
ma so dove vorrei essere..
firmato da.. - tikalshady -
link

IL PASSATO E IL SUO NUOVO COLORE
Spumeggianti entità, di emozioni
tagliate da arcobaleni colorati,
fitta la nebbia, a nascondere un sole,
che scalda le paure, e le passioni,
in voci amate nel giardino,
brillano i sogni che fanno capolino,
ancora timidi, e fragili
per donne aggressive con spade e coltelli,
l'anima si nasconde,
giocando e facendo beffa,
del cielo che vorrebbe incatenarla
in gabbia, chiusa senza una porta,
ma non muore ancora un'altra bandiera,
un sasso lanciato,
per te viaggio di una vita intera,
non sono solo,
ma vivo con la mia compagnia,
di gente a indicarmi la via,
si fa largo la mente,
tra fossi e foglie incontrando il fiore,
che scivola e copre il dolore,
trasformandolo in una pianta,
che porta il tuo nome,
ragazza nata dal cemento,
e da quello che un giorno,
è diventato l'ideale,
il mio mondo non più uguale,
come il passato,
colorato di giallo, artista e amante,
del suo nuovo colore
firmato da.. - realta -
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Autunno [Haikù]
Le foglie vive
verdi virano rosso
in volo vanno
firmato da.. - Migratore -
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Lacrime di Dio
Un tramonto
ambrato
suggellava il suo
accomiatarsi
e
nel cielo pastellato
uno scapriolarsi
di stelle cadenti
somigliavano a
lacrime di Dio.
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