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30/11/2006









Nebbia del Circo Massimo

Questo lago argenteo ai miei occhi
questa nube sopita in sul prato,
questo natale ormai senza balocchi
questo scenario che appare fatato.

Mi ci immergo quasi cercando,
quel qualcosa recondito in me,
dubbi che mi stanno annegando
della mia vita non sono piu' il Re.

Mentre intorno il silenzio che danza,
mentre Roma è già dalla mia parte
della serenità io sento la mancanza
e mi sento privato del senso dell'arte.

 

Codesto scenario di lacrime e luce
che mi si para ormai fitto dinanzi,
come un raggio che mi conduce
dove l'uomo getta i suoi avanzi,

sento dentro bruciare il calore
di una sempre piu' futile croce,
in un mondo che ha perso colore,
e non ascolterà piu' la mia voce.

Diego Galuppi




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- TheMAVERICK -


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sezione: poesia
















Straniera

in un mondo di lupi

cammino

tra  steppe di parole.

In un cassetto

rinchiudo le emozioni

e tra i tasti

nascondo la mia vita

Il sole scorre

colora le mie ore

e scalda il cielo

per la luna.

Raggiungo il mio mondo

mi bagno nel suo calore

La mia anima risorge

Il mio cuore si accende

I colori illuminano

le mie parole

e i miei pensieri





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- marina2 -


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sezione: poesia

















Oggi come sempre ti desidero
Superando i confini della passione
Con determinazione incrollabile
Io ti voglio ora
In tutti i modi che vuoi e che tu sai
In cielo e in terra
E nei profondi abissi
In qualsiasi luogo
C’è il mio amore per te,
Sul tuo viso
Sulle tue spalle
Su i tuoi bei seni
Lungo ogni piccola piega della tua pelle
Per fremere di piacere su di te
Dentro di te
Con le tue unghie che mi graffiano
I tuoi denti che mi mordono
E le tue parole che mi eccitano
Franco





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- Franco61 -


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sezione: poesia












alla mia amica stefy...



dimenticadimenticadimentica

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
 
Dimentica i miei sorrisi,
i miei sogni, e le incertezze
di chi non sa negare.
Dimentica il mio cuore,
il cielo e il sole
donato anche di notte.
Il mondo, i suoi giorni, e i minuti
che contano più delle ore.
Dimentica i miei occhi, le mani
e i pensieri che ho trasformato in realtà,
le parole, le frasi
e le interminabili attese che ci hanno legato.
Dimentica le mie nostalgie, i miei perdoni
e le storie buone per illuderci,
di quel futuro di cui ti ho parlato
e che non sarà mai.
Dimentica i miei peccati, quelli commessi per amore
dove la gelosia è stata una scusa per capirti.
Dimentica le mie debolezze,
le mie paure…solo così
potrai allontanarti e fuggire,
oltre i confini di un mondo
dove vivo io e il mio cuore.
Dimentica le scoperte che ho creato,
quello che ti ho chiesto
e il modo con cui ti ho baciato.
Dimentica perché sarò neve al sole,
foglia al vento,
eco nel vuoto.
Perché tu sia nuovamente libero
di guardare e di sorridere.
Saprò capire nel silenzio
dei domani.
…e se anche non avrò attese
e minuti da fermare,
sarai un segreto da custodire.
Fatto questo…
chiederò aiuto al mio cuore
certo che lui non parlerà,
sarà capace di nasconderla
questa ferita…che c’è ma non si vede
Così che anch’io possa dimenticarti,
prima che sia troppo tardi
per tornare indietro… amore.
 




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- provaacapire -


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UNA SCALA IN CIMA AL CIELO



Il nostro cielo
dolce incanto quotidiano.

Ogni attimo ci regala emozioni
che non guardiamo.

Perdiamo la nostra vita
come un giocattolo rubato.

Il nostro cielo
ha una porticina
piccina piccina.

Se l’apri, con cuore sincero,
trovi poesie, versi romantici
percorsi inventati.

Poi....ecco
una scala in cima al cielo

Salendo ritrovi i sogni dimenticati,
la luce dei sorrisi, il profumo di ricordi
abbandonati,
i pensieri non pensati.

In cima, in cima
ritrovi:
te stesso...un bambino troppo
presto abbandonato.


petali



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- claudiablu -


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Nido



sporta incavata ..

E' un nido fatto

sui rami

d'un mandorlo scarnito

nicchia intrecciata

d'una gazza ladra

come una sporta

di vecchio contadino

che attrezza

in quell'incavo

il suo travaglio

A terra salta e si pavoneggia

con la coda

un poco sollevata

guardinga cerca cibo

per sfamar prole

Il suo nido

alto da terra

è un groviglio

di radichette e crini

d'erba secca

trovata abbandonata

nella boscaglia

Sembra coprir

la chioma d'ospite suo

grumo di sangue dolce

messo a spirale

e a ben guardare 

va nell'infinito

nel cielo della Murgia

lindo e sereno

Il vuoto che si forma

nel suo nido

è una porta che s'apre

nel suo regno

La sua passione

è il luccichio di stelle colorate

nascoste

nel suo pasto giornaliero

Il suo canto

è un aspro ciacolare

ed il suo verso che regala

al vento

evoca il ciat cra

lento e pensoso

dato a credenza

ai messagger del mondo

(C) foto e versi di Lorenzo 30.11.06





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- 4797orizzonte2 -


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Vita



Deserto d’acqua e sale
lacrime
allagano il viso
di tristezza avvolto
nettano nello scorrere
ogni rimpianto
e vanno
e vanno

Lentamente nasce
sorriso
sovrasta dolore
e s’insemina il campo
verdeggiante della vita





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- grisby6043 -


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TRASLOCO



 
 
Ho spento ormai
le luci artificiali
di quella stanza
per le cerimonie
Ho ricoperto di lenzuola
i mobili
Ed i ricordi
stan ruzzolando giù
per un pendìo
irreale ma…
ch'esiste
 
Trasloco a nuova vita
e camera con vista
da cui mi vedo
aquila nel cielo
Vulnerabile si
ma solo
nel mio corpo
 
 
 
 




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- Melarea -


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Scriverò di te



ilycasch2



Scriverò di te quando ormai non
ci sarà più nulla da dire,
e le lacrime vestiranno la mia
carne ancora gemente di piacere.
Allora il cielo pioverà
cadendo nell'abisso di un'anima
nera ed attraverso la
lunga passerella della vita
correrò tra coriandoli di
sangue e mi vestirò di
note stonate, tra musiche
di silenzio rivestite..

Scriverò di te quando capirò
che a volte si, ci si dimentica
del vento pur continuando
a sentirlo addosso.
E si sogna l'aurora quando
si è persi nell'oscurità
della propria essenza
e si avvverte quella totale
mancanza.

Scriverò di te e la terra
piangerà lacrime di cristallo,
il cielo si vestirà col
suo grigio mantello e
tutt'intorno saranno nuvole
d'argento, sublime ricordo
dell'incanto di un amore che mai fu.

Femme.






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- femme -


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ANIMA ERRABONDA



Anima mia che vaghi solitaria errabonda senza pace, vorrei darti non so che cosa per farti placare, ma tu impazzita ti scagli a destra e a manca, cercando non so che cosa. Il mondo è così, da sempre è stato così. Oh anima errabonda se solo trovassi un po' di quiete in te stessa, perché è dentro di te che troverai le mille risposte ai mille perché che ti poni! Oh anima errabonda se solo tu fossi un fiume, ma sei un torrente e vai sballottando tra i sassi che sono il tuo letto. Sei ancora tra le montagne, quando sarai più in basso sperimenterai anche la palude, là sarà il tuo inferno, diventerai acqua acquitrinosa e su di te soggiornerà ogni forma di vita insettivora. Vi saranno i ranocchi che gracideranno e sarà palude e fango la tua vita. Ora sei un torrente, ma con l'avanzare dell'acqua diventerai qualcos'altro. Oh anima errabonda, se tu conoscessi veramente la vita fin dalle sue fondamenta, ti renderesti conto che specchio su specchio riflette fino all'infinito prima di esplicare la propria immagine. Fa sì che la tua anima rifletta, prima di girare vorticosamente su liti insidiosi. Anima errabonda, sei sempre la mia anima, ma vorrei in te più pace, chi ti parla è il cuore. 





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- albertoteodori -


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Luce



albero

Alla sera quando il sole lascia lentamente questa terra pregna di passioni, di emozioni, di amori, di dolori, di conflitti e di cose inespresse, la mente corre al domani, rifiuta il pensiero della notte, del buio e dell'oscuro dell'anima e aspetta il sorgere del nuovo. Allora il cuore s'apre alla speranza e alla certezza di nuova luce. Luce che confido si faccia strada in quell'anima che oggi vede solo ombre.

 

LUCE

Eppur là,

 dove

scende la campagna

dove il sole

l’aura rinnova

e l’ombra tace,

un guizzo di luce

quasi viandante solitario,

accende

gli spenti desideri

che lenti,

insistenti

riaffiorano a tingere

attimi,

 che grigi

s’affollano

intorno all’esistenza

che sospira.

Dolce nenia

di un mare infinito

che quegli occhi,

unica certezza,

e sola

baia sicura,

s’oppongono al fragore

tempestoso

del tuo silenzio

che riempie

l’aere.





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- gianpi47 -


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L'ombra



Non fa rumore
il cuore quando crolla,
si sgretola  in giornate taciturne,
in spoglie notti 
inanimate  e fredde,
in sogni spenti,
in dolorose lacrime
celate nella mente.
Altro sorriso a generare un fiore
decoro  d’un volto
plasmato unicamente
per la scena esteriore
che dona vigore,
efficienza, perizia  
a spettatori ignari
del segreto
che pesano i detriti dentro al petto
e graffiano la pelle dei pensieri
che l’automa
parla, ride, canta
solo il color dell’abito è mutato
del colore dell’ombra
s’è abbigliato.




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- Diana1 -


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La donna che veglia



La donna che veglia
è più solitaria di una casa abbandonata
piegata sotto la volta del cielo.
Nulla è paragonabile dalla sua costanza.
Nulla ottienibile con la sua compiacenza.
Il silenzio ha denti di topo
lei,li tiene conficcati nel petto
facendoli vibrare con ritmo
lento.
Ha ciglia come sbarre,
sbarre indurite dal gelo
brillanti, sulle lampade ad olio.
Sempre ansima,
scruta altre finestre
dove altri vegliano scrutando.
E' un’edera  bruna
sopra un filo spinato arroventato
per amore
e solo per amore ,aspetta.
I suoi sono attimi di pazienza,
puro carbonio,limpido cristallo
rosso vulcano.
Conosce il nome dell’Unico
che le ha stinto le pupille.
- candido, il bucato di Dio -
Tutte le notti
lo attende galleggiante sulla riva.
Qualche cosa di stupido
gli ha reso speranza,
qualche profumo penetrante
le ha mostrato accoglienza.
Ha l'anima che piange
- Sono nessuno. Sono di nessuno -
mentre prega si dispera,
protagonista
nel presepe del sogno.





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- dgtqui -


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NEVE



 

Ed ecco apparire,

mani protese e scheletriche

come sorgenti dalla bruma schiumosa,

tronchi e rami e nodi

come articolazioni

annichilite, congelate.

Che attendono…

 

Prima di vederla,

la sento,

nel lieve crepitio

come di dita nervose,

che fan la ruota

e battono piano.

Come odore fresco e bagnato

d’aria pulita che scivola

tra le dita

e gusto

in gola,

che penetra l’olfatto

con sapori antichi e miei.

 

Come un sipario di trame larghe,

s’alza la foschia,

e tra i toni di grigio

stupore di lungo sfuocato,

cerco e trovo il cielo che si materializza.

Scende in falde bianche,

pulite, macigni di purezza,

che mi resuscitano sensazioni.

Appare come un quadro magico

di folletti e fate danzanti,

che popolano quel mondo inconsistente

 

La vita nascerà

misteriosa ed al sicuro

in dolce tepore

protetta,

mentre arcobaleni spettrali,

regnan sovrani

nelle profondità di trasparenza e cristalli,

e luci offuscate

nascon lontano nella radura.

Intanto la neve,

che cade maestosa

come un regalo del cielo,

mi accarezza i capelli

con fiocchi luminosi.

 

Orme

tracciano ricordi,

impresse nel cuore immacolato,

che segnan il nostro cammino,

La neve,

che scende calma,

piano le ricopre,

amori e dolori acquietati dal tempo.

 

Alcune tracce son fresche,

di un tenero e vivo qualcuno,

appena passato,

e ci spingono

ad un temerario incedere,

silenzioso e umile,

facendoci perdere a capofitto

nei miraggi del bosco.

 

Solo così sotto la candida neve,

protettrice e sigillo

dei nostri abbracci,

possiamo perderci

e ritrovare il nostro nido,

il rifugio caldo

dove ci attende l’Amore,

mentre fuori ancora nevicherà.

Senza perderci più

in paradisi notturni

ed impazziti.

 

(LASCINTILLA & Paganini)

 

 

 





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- Paganini -


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QUANDO VIENE NATALE



Vorrei poter sorvolare le pianure sconfinate del cielo sempre più in alto, mentre paradossali nuvole si tingono di nero per dare lustro alla pioggia. Ma è sempre di venerdì che qualcuno muore ogni settimana, e la domenica risorge a nuova vita, perché ogni settimana si rifà il mondo, ma questo, sempre più rotola negli alti abissi, perché multinazionali non possono perdere dollari petroliferi e si fa anche la guerra, tremila guerre per questo, tanto ai bambini dell'Africa ci pensa Raffaella Carrà con le sue trasmissioni sulle adozioni. Che schifo il mondo! Il giusto è morto in croce e così tutti i giusti moriranno, perché chi si barcamena sul letamaio che è diventato il mondo non muore mai, anzi ci sguazza come fa il maiale d'inverno quando viene Natale, e tutte le case lo accolgono in televisione con tanta pubblicità che non si paga, ma la si spende nei supermercati d'ogni stazione, alla fermata dei bus, o in tram o in metrpolitana. Vai paese industrializzato che sei , ma importi tanta energia da far paura, ma allora a chi lo fai intendere che sei industrializzato. "Ahi! Serva Italia di dolore ostello, non donna di provincia, ma bordello"!





firmato da..
- albertoteodori -


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Solitudine

Orrendo, trarre solitari
di questa vita le catene.
A spartire gioia ognuno è pronto,
ma nessuno a spartire la tristezza.

Solo qui sono come un re celeste,
costretti in cuore i miei dolori,
e vedo, docili al destno,
come visioni gli anni dileguare;

E tornano essi, con dorato
ma co lo stesso antico sogno;
e vedo una solinga tomba
che aspetta: a che indugiare sulla terra ?

Di ciò nessuno sarà afflitto:
s'allegrerà (ne son certo)
la gente più della mia morte
che non, già, del mio nascimento

Lermontov





firmato da..
- alessiobrugnoli -


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sezione: poesia
















San Francisco, Palace of Fine Art. Ispirato dai disegni del Piranesi, Bernard Maybeck voleva evocare la caducità della magnificenza e la vanità dei desideri umani.

Un'imponente rovina classica accompagna un chiostro che racchiude il nulla. Lo spasimo della nostalgia, essenza del post-moderno.





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- alessiobrugnoli -


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In the night shadows




Inizia qui il mio cammino. Frastagliato da mezze menzogne e mezze verità. Forse non è tutto perduto. Or che lascio scivolare la mia mano sui tasti mi rendo conto che ancora un speranza esiste nel piccolo esencefalo del mio cervello. Uno spiraglio che indica solamente nuove vie e nuovi orizzonti. Ancora come cominciare e come andare non lo so. Fortunatamente ho sempre la bussola della mia vita. Una sorda e istintiva fonte di vitalità che non mi abbandona. Ho percorso un lungo, lunghissimo viaggio. Dove sono stata? Cosa ho fatto in tutti questi anni? Ho dormito? Sono stata sopita dietro nuvole di cenere e di complete ed innocue parole senza fumo ne senso? si. Sono stata questo. Solamente la nebbia che albeggiava nel mio silenzio e nel mio cuore riusciva a darmi una spinta. Una spinta dalla vena dorsale impura e costegiata di scheggie. Dovevo crederci. Dovevo farlo per credere. Credere che tutto potesse continuare ad avere un senso e che tutto dopo quegli istanti potesse ancora averlo. Dov'era finita la mia vita e dove l'avevo cominciata?

Continuavo a ripetermelo mentre costeggiavo la riva sud del mio corpo. Passo dopo passo su per le colline dei miei ricordi per poi scendere di nuovo verso un orizzonte sconosciuto. Ripensandoci, se mi avessero chiesto un solo istante prima chi fossi, non sarei riuscita a rispondere. Forse probabilmente solo le mie urla ci sarebbero riuscite. Niente altro. Le grida soffocanti che laceravano i pezzi di un anima di vetro che ero diventata. Forse un burattino o forse semplicemente un giocattolo del destino che si prenotava e si appallottolava senza sosta e senza freno. Sorrido.spiegando le mia li ritrovo dolore e sudicia incupidigia nei miei atteggiamenti così infantili e spesso fuori luogo. Mi trovo a deridermi da quanto la cecità nelmondo possa volteggiare ad un solo senso nel vuoto incostante del tempo.

E' iniziato tutto da te. Da quando scalpitante mi hai abbandonato su per quel pendio della tua vita senza mai guardarmi. Osare toccarmi. Parlarmi. Come io sto facendo qui adesso, denudando una me stessa troppo arsa di rabbia incompleta e probabilmente di cruda immaturità ampliata dal sordo dolore. Dovresti essere una madre per me. Eppure ancora quando ci penso non riesco a pensare altro che ad una forte tanaglia che mi opprime il petto che mi fa legare le mani che tenta di svuotarmi la mente cadendo nella depressione totale. Sei un tasto off per me. Un tasto marcio che non voglio ascoltare e a cui ho dato troppa retta nei momenti di debolezza sbagliati. Quando davo solo per dare e mai per ricevere. Quando solamente la paura mi prendeva alla gola senza dirti la realtà di quello che penso. Cosa penso? Non penso niente di te. Questa è la triste e scioccante realtà. Non riesco a pensare a niente. Probabilmente perchè non c'è niente da pensare. Probabilmente perchè non ho altro a cui pensare. Differente.

Sei. Qualcosa che mi ha creato in un momento della sua vita. Qualcosa che mi può distruggere come un qualsiasi momento della tua vita.

Il valore qui e adesso è che sono io a non lasciarmi vivere e non lasciarmi morire.

Il filo di Arianna mi porta sempre più lontano. Eccelso il vagabondaggio nella mente funesta che non vede altro che sorda ira e sorda memoria incagliante nella confusione dei pensieri. Persi. Aridi. Incostanti. Senza un senso di direzione compiuta.

So di avere punti fermi nella mia vita. Ora qui. Ora e adesso. Ora e sempre fino a che vorrò che ci siano e fino a che vorrò che esistano.

Ed è così strano tornare a parlare di te, che mi sembra solamente una raccapricciante parte di me che si nasconde in un altra parte di te. Sordamente scalpita e poi torna e poi si rintana e poi torna e poi si illude e ritorna a tornare. Come sempre. Come una gondola. Come un amante fuggitivo che aspetta solo il sogno dei sensi e il lento cullare di un orma di profumo invadere le narici del sangue.


Questa ero io.

Questa sono io.

Queste sono le note del mio cammino.


Qui ha il mio inizio.





firmato da..
- IrisRain -


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risvegli

l'abito...il nome, la professione

(l'identificazione perversa)

...mutante e distratta...

(sono ombra danzante nella luce)

umana e inumana

lingua tagliente come lama

-pensante-

(viziosamente pensante)

lode e adulazione

indirizzi sconosciuti

(non sfiorano il cuore)

allontano la parvenza d'interesse

-di gestualità dissordanti-

quante sciocchezze incorporee

(l'assenza di peso)

-mi eclisso-

in un alito di vento





firmato da..
- SpherikaMente -


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sezione: poesia












CORALLO



luce

 

Ti hanno rubato
al mare.

Non senti più
il suo mormorare.
Non ti accarezza più
la sua onda.

Fra i tuoi colori
non si nascondono più
segreti antichi.

Ora, sei qui:
ciondolo
sul mio seno.

Splendi di rosso.
Accompagni il mio passo.

Mi regali:
sospiri di mare,
frusciar d’onde,
luccicar di sogni
ancora da scoprire.

Ti hanno
rubato al mare:
ma ti hanno
regalato al sole.





firmato da..
- claudiablu -


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sezione: poesia












IL PENDOLO



 
  
 
Si calamita sempre
Ad altro eccesso
Quando prende la spinta
Dal suo impeto
Amore odio
Amore odio
Amore odio
E puoi incrociar le dita
Fino allo spasimo
Per mantenere a lungo
Una fermata
Ma il gesto scaramantico
È fallace
Da sempre amor si nutre
Del suo opposto




firmato da..
- Melarea -


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sezione: poesia












Quando un angelo...



 

Quando un angelo piange ,
le sue lacrime  bagnano  la terra...


Come gocce di  rugiada
  che donano vita,
all'arida pietra...


Scendono su  questa
triste e afflitta   umanita',
a portare un  messaggio
di pace e  nuova serenita'.


Le stelle piu'luminose,
vedi allora  nel cielo brillare,
palpito celeste...
 Che invita ogni uomo ad amare.


Le lacrime di un angelo
con le ali spezzate....


Son sogni,desideri,
 Illusioni irreallizzate...
Che un tempo aveva...


Ma adesso non son piu'!


Un giorno forse torneranno...
Oltre l'infinito,
voleranno lassu'...

.....
Carolina, Patrizia , Cinzia.

 






firmato da..
- sognodiluce -


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sezione: poesia
















L'alba

di un nuovo giorno

lentamente

si affaccia

all'orizzonte

regala sfumature

amaranto

nel cielo velato

di pallida luce

che timidamente

si sveglia dal

dolce riposo

notturno





firmato da..
- Angelamon -


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sezione: poesia












ASCOLTANDO SIBELIUS E GRIEG



Deserti di neve si affacciano su volti assenti e nella penombra di sole, scorgo qualcosa che assomiglia ad una piccola nuvola, ma non è che la luna in pieno giorno. Mi siedo ansante dalla solitudine che mi assale quando guardo gli altri, ma non li scorgo. Vorrei respirare l'immenso, ma mi debbo accontentare di questo angolo di mondo, in questo paese grigio, dove la notte è il giorno. Stride il vento nei tormentosi inverni. M'accade sovente l'incredulo, e me ne sto qui in questa parte di cielo tra la bufera e altro, ma non so che sia. Sono vivo, ancora. Ma non so dove andare. Come sono finito qui? In che modo sono stato portato qui a respirare un po' di cielo? Eppure è tanto bello, il sole sulla neve compie splendide faville. Ed io sono acceso da tanto splendore. C'è una musica continua, che assomiglia al vento, quando con il respiro ansante, chiede una caramella alle gelide bufere del nord. Il vento del nord dona una caramella al vento stanziale, e questo, come per incanto, si calma, magari con un po' di tosse di ritorno. M'incammino verso qualche meta, ma dovunque è una meta. D'improvviso l'incanto m'attraversa la schiena, è una goccia di sudore in questo marasma di ghiaccio. Mi siedo dopo un po' e sono sfinito da questo infinito. Da lontano l'orizzonte sembra dirmi . vai fuori da te stesso in ogni istante, e lo stesso istante ti sarà ridonato più ricco - Ora sembro più tranquillo, niente di male mi accadrà se non perderò di vista quello che con lo sguardo mi ritorna come in uno specchio di ghiaccio. Ogni cosa intorno a me sta riflettendo su qualche cosa, tranne il sottoscritto, eppure vorrei risvegliarmi da questo incubo che mi tormenta nella tormenta. E nascono le emozioni quando odo il vento dell'universo. Non basta respirare, amare, gridare, occorre intingere nell'inchiostro dell'infinito, poche sillabe d'amore. Con le emozioni si colgono sensazioni di eternità, il mondo non è che un angolo di cielo, riflesso sugli occhi di chi lo guarda. M'incammino con lo sguardo di nuovo sino alla sponda dell'est che va a trafiggere l'ovest. Poi mi rannicchio su di una lastra di ghiaccio, il vento gelido del nord sembra essersi calmato, ma è dentro me che va ricercata ogni spiegazione. Io sono l'estendersi del mio "io" al di fuori di me stesso. Devo soltanto aspettare, o è il caso che esplichi il mio "io" a cercare una soluzione al dilemma? Quale dilemma? Quanto sono presuntuoso! Non ci sono ricette "del vivere che daranno a te le stelle"! Cerco di scavare la neve e fare un rifugio per la notte, ma è dentro di te che devi scavare per capire, per cercare di comprendere ciò che in realtà veramente vuoi! Conosci te stesso!

Queste sono le mie sensazioni suscitate dall'ascolto della musica di Sibelius e Grieg





firmato da..
- albertoteodori -


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LEGGENDE METROPOLITANE



“..una leggenda metropolitana racconta che….”

Sabrina era attenta a quanto raccontavano quelle due donne sedute alle sue spalle, le ascoltava intravedendole dal riflesso del finestrino del treno che procedeva lentamente. Aveva sentito pronunciare il negozio “7 Camicie” dove lei lavorava come commessa da soli pochi mesi  alla Stazione Termini e cercava di capire cosa centrasse con il matrimonio di una di loro!! Si concentrò al punto che sembrava essere seduta in mezzo a loro e riuscì a cogliere per intero quella incredibile storia. Praticamente ad una di loro le era capitato di servire più volte  lo stesso cliente e alla fine sesta o settima camicia le aveva chiesto di uscire. Quell’uomo era diventato suo marito!! La stessa cosa sembrava fosse accaduta alla commessa precedente, una donna sulla cinquantina. E così si era sparsa quella leggenda tra i commercianti della Stazione Termini sul negozio “7 Camicie”. Sabrina scese dal treno in evidente stato di eccitazione. Pensò a quell’uomo affascinante  che veniva a fare acquisti da almeno tre settimane consecutive e che aveva servito almeno un paio di volte lei e alcune altre il suo collega Gino. Poi si fermò di colpo quando realizzò che aveva effettuato  da lei almeno la metà degli acquisti !! “Oh” Mio Dio!! Vuoi vedere che..?”, e si portò la mano alla bocca quasi a bloccare quelle parole che uscirono d’istinto!! Trascorse l’intera giornata a fissare l’ingresso nella speranza che lui entrasse. Giunse alla sera sfinita più per la delusione che per il lavoro. Salutò Gino ancora alle prese i nuovi arrivi da sistemare per il giorno dopo e si lasciò inghiottire dalla folla della Stazione Termini. Fu allora che le sembrò di vederlo!! Si dirigeva dritto verso il negozio . Lo seguì a debita distanza e quando raggiunse l’esercizio per poco non svenne nel vederlo alle spalle di Gino che chiudeva la serranda con le mani sugli occhi scherzando sul chi fosse!! Gino si voltò e lo salutò con un impercettibile bacio sulle labbra !!  Oh!! Mio Dio!!”, sospirò Sabrina, poi voltandosi scosse la testa e sorridendo si lasciò andare in un sonoro: “ Vatti a fidare delle leggende!!!”.





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- stazionetermini -


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Tramonto al Maniero



Un cielo d'argento,
in cui il sogno s'infrange
come onde assorbite dalla rena,
ed il silenzio
è universo
che s'ascolta nel cuore.

È questo sole,
disco d'oro che vira al vermiglio
in cui pulsa l'affetto,
il ricordo di occhi
che s'insinua nell'anima
verso un sereno sorriso
di spume ed odori.

Un mare fraterno,
che a specchio s'inebria
delle vite e pensieri,
che traccia strade
verso onirici mondi,
in cui il ceruleo delle acque
è plasmato
al confetto del cielo,
al porpora del sole,
all'arcobaleno intenso
della passione.

Sapore di salsedine,
su labbra intrecciate,
in cui sorrisi si fondono
nel sussurro silente
di frementi corpi
abbracciati
nel chiaroscuro
delle onde
del pensiero,
di un noi eterno
che in amore sboccia.




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- Migratore -


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Nel Cuore e nell'Anima







Nei posti del cuore e dell'anima
Dove l'amore ha lavorato
Non sarà traccia anonima
Il percorso abbandonato

E' come un calco in gesso
Un'impronta colma di vuoto
Amore senza  accesso
Password perduta nell'ignoto

Ma ecco un'allegra canzone
Così il luogo si va ad attivare
Nell'accesso c'è n'intrusione
Ci sarà da guerreggiare

Si riprova lo stampo, combacia!
Si colma e rassoda l'impronta
Allorchè sulla bocca si bacia
Ruota cosi incandescente la vita

Edo e le storie appese





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- EdoEleStorieAppese -


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Blogger



 

Mani che scrivono su tastiere fredde e incoscienti.

Dita veloci che rincorrono lettere che si fondono per seguire i fili dei pensieri.

Adrenalina di dire,di scrivere,di svuotare l'anima in frasi che si leggono.

Che comunicano a chi legge.

Che parlano di me.

Lettere che come note compongono sinfonie pensanti,a volte

Divertenti,

Altre apostrofi rosa di animi romantici.

Scrivere scrivere scrivere nelle notti testimoni di lampi di creazioni.

Il genio si materealizza in un istante,

Crea l'ignoto e lo rende nero su bianco.

Siamo blogger con un'anima sola,

A volte incompresa di giorno e la vomitiamo di notte per darle respiro

Un volo che si accomuna con altri voli,

Gente mai vista,città diverse,

Ma siamo tutti uniti da un'unica passione.

Sale della vita,pizzico di amore per ciò che scalda il cuore.

Ci ritroviamo qui,sempre,costanti e premurosi di rendere omaggio

Ogni giorno alla poesia che tanto amiamo.

Cuore vibra finchè puoi.

E mi accorgo che non sono sola.

C'è sempre qualcuno,anche se non conosco

Che mi tiene compagnia,

Con gli stessi sogni.

E anche se non sa,mi riempie

La vita.





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- lascintilla -


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Mentre passa il tempo...



Il tempo passa assai lentamente

quando una madre aspetta di notte

che suo figlio ritorni a casa

Il tempo passa assai dolcemente

quando sei con l'uomo che ami

e vorresti averne ancora,e ancora

Il tempo passa assai teneramente

quando accarezzi la tua gatta bianca e nera

e immergi le dita nella sua pelliccia morbida

il tempo passa assai amabilmente

quando conversi con gli amici più cari

ricordando gli anni della giovinezza

Il tempo passa assai velocemente

quando scopri che è quasi finito

e ne vorresti ancora,e non ti basterebbe

per fare tutto quello che non hai osato fare.

 

 





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- Daishonin -


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29/11/2006





Haiku Nippo-romaneschi parte III°



VII
(Invidia)

Core ‘gnorante
Nun svota saccoccie
(*)
Porta difetto

(*) tasche

VIII
(Er tirchio)


Cerca pappata
(*)
Scartanno er cassiere
Piagne miseria

(*) il pranzo

IX
(Er Lotto )

Urtimo sorte (*)
Cinquina se sgonfia
Nummero ‘nfame

(*) estratto

X
(Donna de malo affare)


Chiappa sciorta (*)
Se dipigne l’asfarto
Notte se ‘nfoca

(*) Sedere al vento




firmato da..
- grisby6043 -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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