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31/05/2007





In Diafana Voce...



[Bussa piano la morte

è piegata

ad un sogno

corazza di trapezi,

albe di voci

dalle ugole tranciate.

 

Mentre una candela
mi tarpa il respiro
che diviene collana
dal rosso tremore.

 

Il ticchettio lento
della nostra canzone
porta all’anima mia
una lacrima,
da  tatuare come perla
fra diafane nuvole.

 

Il tuo profumo
è come catena
che diviene sorriso
sul cuore.]





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- Morfea77 -


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30/05/2007





Riflesso



Riverbera
la viva luce
del tuo riflesso
nei miei occhi
accarezzati
dal tuo passaggio.
E i sogni
ridenti riaprono
le serrande
fino all'alba
del prossimo
divenire.





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- Pecco73 -


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sezione: poesia












Uomo solo tra la gente



Uomo solo tra la gente

Ascoltando “Lorf the  Rings May Be” Enya

 

Buia notte avvolge

chi vede senza guardare

oltre i limiti .

Ricerca di silenzi

che spargono

petali rosa

per chi vorrà

portarli verso il cuore .

Soffi lontani

arrivano per

risvegliare

dal sonno apatico

di chi non vuol accettare

la verità .

Esplosione di colori

poi la luce pura

invade l’anima.

Tu solo

davanti al mare in tempesta

come il tuo cuore

che cerca ancora l’emozione

del primo bacio che non c’è più.

Tu uomo solo

tra la gente a cui regali sorrisi,

ma a nessuno fai vedere

l’essenza dell’ essere che è in te.

Doni carezze ,

ma a nessuno permetti di farlo.

Spaventa essere senza

la maschera che ti sei costruito.

Una meravigliosa maschera colorata

allegra , ma come i pagliacci

dietro al grande sorriso

scende in silenzio , nell’ombra

una lacrima amara

e nessuno l’asciugherà.

Vanno le note nel vento

qualcuno ascolterà il tuo sorriso amaro

di uomo solo tra la gente.





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- ambradorata -


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Gocce di nebbia
baci di docile vento
scaglie di alba.

Neri occhi nel cuore
apostrofi d'amore.





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- elassea -


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Fai come me.....

....togliti le scarpe....

ascolterai meglio quel qualcosa che viene da lontano....giunge solo per te.

Lo sentirai attraverso la terra che risponde al tuo corpo ed alle tue emozioni.... senza mentirti mai.   Poi toccala!....Lasciati accogliere da lei, così tranquilla e calda....Ed avrai le tue risposte.

Tu del resto sai che con la vita, così come con la terra, bisogna saper trattare.

Perché la terra e la vita sono spesso la stessa cosa.

Vivere a volte può far paura. Soprattutto a chi come te ha dovuto imparare solo sulla propria pelle.

Non è tanto la paura di vivere o di morire. Tu lo sai bene.

Perchè molto prima di quanto ti aspettassi hai dovuto cedere la tua innocenza....pur tenendo intatta la tua purezza.

Quando il mondo te l’ha chiesto tu l’hai fatto. Ma hai scoperto presto il mostro.

Quello di non poter dipendere che da te stessa.

Quel perdere l’innocenza comunque è stata negli anni la tua difesa migliore.

Ma intanto il mostro lavorava dentro te come un’idra, a poco a poco, finchè  non hai sentito perfino la fatica nel respirare.

Ed è per questo che hai imparato a trattenere il fiato…Non tanto per non farti sentire….

Piuttosto…per non sentire.

Ma con tutto questo..... hai saputo preservare la tua delicatezza....e la tua capacità di sognare.

In questi casi...il miglior modo per sopravvivere.

E senza che nessuno sapesse farci caso ti sei immaginata con un viso diverso e con una voce diversa. In quella stanza dai mille specchi che hai frapposto fra te ed il resto affinchè nessuno riuscisse a riconoscerti ed a derubarti.

Hai provato in quei momenti il rinnovato piacere del vivere al di sopra di ogni cosa ed al di là di ogni evento straordinario. Perché già il tuo quotidiano era sempre fuori dall’ordinario.

Ma allo stesso tempo hai sentito sulle dita il freddo del metallo che proviene dalla solitudine

Ora perciò raccogli la vita....Fai come me!....Raccogli le tue scarpe dalla sabbia senza indossarle....e cammina....cammina a piedi nudi accanto a me,

come un'amica se vuoi.

Proveremo  a starci accanto....insegnandoci con timidezza

come si fa a dissipare la malinconia di un tramonto

anche quando esso non preannuncia alcuna stella in cui riconoscerci

per sorridere ancora....

24241.jpg

 

 





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- saganne -


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Tempo assassino




dal presente al pasato

Mi sei apparso così
in tutto il tuo fulgore
con la magnificenza
di un timido dio.

Mi distraeva, a volte,
 il tuo s(com)parire:
mi suggeriva l'inganno
o, peut ^etre,
 il fraintendimento
(maschera incosciente)
di un'apparente illusione:
la mia.

Tempo assassino
che adesso tutto
mostri
e  fai vedere
cosa (o come)
 ci siamo persi
la prima volta
e ora,
ancora...




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- ababarbra -


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sezione: poesia
















800x600_rose.png

Nascosto dentro un angolo
del mio cuore
incandescente sbirci
nella mia anima splendente,
uscendo qualche volta
per incantarmi di luce,
rovesciando l'immenso
raccolto nello spazio ancestrale.
Petali di rosa accarezzano
labirinto ancorato nel mio cuore
profumandomi l'anima
di calda malinconia,
sei li nascosto
essenzialmente
dentro il mio cuore
spezzando l'inconscio
del volo stellare.





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- BELDESCUSILVIAA -


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Un amore finito



Quando un amore finisce ti sembra di morire. Le lacrime scendono copiose, gli occhi diventano pesanti e si sente un peso sul petto tale da far fatica a respirare.
Lisa si era sentita esattamente così quando Mario aveva messo fine alla loro storia.
"Non ti amo più." Poche parole e il loro amore era stato gettato al vento, quasi non le sembrava vero che succedesse proprio a lei. A lei che in quella storia ci aveva creduto davvero. A lei che ci aveva messo l'anima. Il primo istinto era stato quello di odiarlo, di umiliarlo, tradirlo... ma sarebbe stato come fare del male a se stessa e quindi aveva finito col chiudersi in camera, in un ostinato silenzio, sperando che quel dolore prima o poi passasse. A nulla erano servite le preghiere dei genitori: "Lisa, dai. Non fare così!" Né l'insistenza degli amici: "Forza, Lisa. Usciamo. Andiamo a divertirci!" Per lei Mario era diventato un pensiero fisso, non vedeva che lui, non pensava ad altro che ai momenti vissuti insieme e, come in un flashback,  riviveva ogni istante della loro storia: il primo bacio, la loro prima volta, quel gelato sulla spiaggia... e tutto aveva quel gusto un po' amaro di qualcosa di irripetibile che non sarebbe tornato più.
Poi un giorno le lacrime lasciarono spazio alla rassegnazione e infine a una nuova serenità ritrovata. Tornarono le uscite con gli amici, le risate insieme, i divertimenti. E giunse anche un nuovo amore. Perché quando si chiude una porta la vita ne lascia sempre un'altra aperta ed anche il più grande dolore può essere cancellato dal tempo.


Luna70





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- Luna70 -


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LETTERA DA UN FALEGNAME

Eri già qui quando arrivai, più giovane, inesperto
eri bella e , tra le altre, ti facevi notare.
Pochi giorni e ti affidarono a me, ricordi?
Le prime cose insieme, i primi errori.
Quanto tempo da allora, sempre insieme, ogni giorno, un’intesa andata migliorando.
Ora sono qui e ti guardo, ti scatto una foto, due;
a giorni te ne andrai per sempre.
Non sono pochi 22 anni trascorsi insieme;
lo so, certi rapporti, non sono eterni, ma i ricordi restano.
Ti guardo e rivedo quel giovane inesperto che , timidamente, si avvicinava a te.
Ora ti porteranno via, dove non lo so, forse a un altro, o forse resterai sola.
Ti sostituiranno, certo, ma quando guarderò dove stavi sarà come vedere un vuoto.
Mi mancherai, cara Striebig, il tuo rumore, la tua polvere;
addio , mia vecchia sezionatrice….
Il tuo falegname

 Kurtz 07





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- kurtz58 -


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Ninfa boschiva. (flameonair)



Ed improvvisa notte si fece,
là ove il manto della tenebra,
silente e rapido, copriva ogni luce
con coltre plumbea d'acqueo velo.

In fresco bagliore
lucore fragoroso irruppe,
dalle cime abbagliate, sorprese,
oltre le fitte nubi.

E il terribile rombo,
invadeva l'animo e l'orbava
d'ogni gaio e lieve pensiero,
lasciandolo nudo e tremante,
nel gelido terrore di ignoto.

Ma repentinamente Ella
gli porse la diaccia mano
con sguardo d'ebbra ispirazione
ed Ei, pur con timore la segui'.

Nella scrosciante sferza della pioggia corsero,
resi folli e muti dall'orrore del cielo oscurato,
alle fronde frementi più uniti,

nei corpi bagnati di pioggia
ed intrisi d'un sacro sentimento
di novella purezza ed eternità.





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- flameonair -


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Notturno



Accarezzando notturni silenzi
fra echi confusi di voci oscure
avanzo verso vane ricerche di me
procedendo su sassi di inganni
Nessuna risposta ai miei dubbi
nessuna breccia nella mia ansia
nessun conforto alle mie lacrime
A passi lenti percorro meandri
assediata da sagome senza volto
fra richiami indistinti nell’ombra
che assumono della vita la forma
-Maya-




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- GiardiniDiMaya -


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lampi d'amore



MIMETIZZOscaturisco tra gli occhi
il sole
che mi scivola
addosso
torpore
dei sensi
silenzio
del pensiero
migrante
lamenti di cuore
lampi d'amore
svelati
dalle tue mani
posate
tra
i fili
della mia rugiada


divinapura





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- divinapura -


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L'albero delle coccole



Tanto tempo fa, in mezzo a un vasto campo di colza, in uno spazio tutto suo, c’era un albero delle coccole. Nei lunghi pomeriggi assolati l’albero si lamentava. Non solo per il fatto di esser solo, ma anche perché non aveva nessuno cui dare i propri frutti che s'indoravano nel sole per poi cadere intoccati. Anche il contadino, che arava quella terra grassa e scura gli passava accanto con il trattore, ignorandolo. Non aveva infatti ben capito in verità che albero fosse: sapeva solo che era sempre stato lì e lì sarebbe sempre rimasto. Un giorno, quando i semi della colza già erano ben radicati nel terreno, il contadino afferrò Mr. Smith, il suo più vecchio spaventapasseri oramai inservibile, e lo appese a uno dei rami più grossi dell’albero delle coccole. Mr. Smith tirò fuori dalla sua giacca sbrindellata un cartoncino che mostrò all’albero. ‘Ciao, sono Mr. Smith… e ho sentito che ti lamenti spesso’. «Sì, perché, ti do fastidio forse?» domandò l’albero risentito. Lo spaventapasseri si tolse il cappello di paglia come per scusarsi ed estrasse un altro biglietto. ‘No, è che da quello che ho capito non sai a chi dare le tue coccole. Ebbene, eccomi qua!’ «Chi? Tu?» ‘Certo’ c’era scritto su altri due o tre foglietti. ‘Sono uno spaventapasseri muto e malvestito e sto tutto il giorno da solo a spaventare corvi e merli. E ora il mio padrone ha deciso pure di gettarmi via dopo vent'anni di servizio: chi merita, più di me, un po’ di coccole?’ «Sì, hai ragione... tu però sei proprio brutto!» osservò l’albero scuotendo la chioma. «E sei anche piuttosto sporco e per di più puzzi come una volpe. Altro che coccole. Vorrei piuttosto che scendessi dal mio ramo». ‘Va bene, scusa’, si lesse nell’ultimo biglietto ‘Scendo subito’ E lo spaventapasseri si lasciò scivolare via. Passarono i giorni, passarono i mesi. Lo spaventapasseri morì tornando a nutrire la terra. Ma i pesticidi irrorati per anni una volta sulla colza, un'altra sul grano, un'altra ancora sul mais, avendo intriso di veleno i suoi vestiti, passarono dalla terra alle radici dell’albero che le assorbì. I frutti smisero così di essere dorati cominciando a marcire direttamente sulla pianta. Il fusto dell'albero ben presto si incurvò mentre la corteccia prese a cadere insieme alle foglie. Quando l’albero delle coccole capì che quello che aveva tra i rami era il suo ultimo frutto se lo strinse forte a sé per poi posarlo con dolcezza dentro al cappello vuoto di Mr. Smith.




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- briciolanellatte -


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klimt

Valanghe di lettere sussurrate
una dopo l'altra per sentirle meglio
baci rubati ai tramonti
uno dopo l'altro per conservarli meglio tutta la notte
dita da pasticciare nella marmellata
da leccare fino all'ultimo millimetro per sentirne ancora il sapore
ritrovando il gioco di te
al confine del tuo mondo
all'inizio del mio
dove la musica diventa melodia
e le tue labbra pura poesia
lasciando andare le redini e cavalcando il vento
puledro impazzito fra le mie cosce
arrivando all'estasi dei brividi
sull'altalena del mondo
al di là del cielo
in fondo a destra fra la magia e il terreno
bagnandosi il volto di pioggia scrosciante
succhiando volontà alla meraviglia
ritrovandoti a baciarmi ancora
in ogni centimentro
in ogni angolo
abbracciando me come se abbracciassi il mondo
come se bagnandoti di me ti bagnassi le labbra
in cerca del tempo
quello che era
quello che sarà
in un estremo disperato bisogno di te di me
di ritrovarci ancora
in quel soffio di leggerezza che addolcisce il cuore
prendendoti per mano
prendendomi per mano
saltellando insieme
di ramo in ramo
lì dove è cresciuto quel giardino...





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- baccaodorosa -


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sezione: poesia
















La luna nell’acqua

 

Vorrei fluire

nell’eco del tempo

ombra di neve

in un solco di luna

scivolare

a ritroso

dove il fiume

s’infiora

nell’impronta stupita

di un’anfora d’oro

ciglia nel vento

riccioli viola

una rosa di carne

a frantumare la sera

a uscire dal branco

senza divisa

la pelle nuda

affollata di voglie

terra giardino

preda di rovi

sul trono

di un mare

che beve l’aurora

pulviscolo rosa

nel fiore

di un chiodo





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- serenella0 -


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sezione: poesia












Le ali di una farfalla



Non puoi trattenere
  una farfalla,tra le dita...
Perche'fragili son le sue ali
a frullar colori sul cielo
e di vento la sua intima essenza,
    senza peso_
 scorre e non resta:
       impalpabile aroma
   che si perde nel breve fiato
   di un respiro,
  in cadenza di petali sfogliati d'aria...
   E'nulla che nel tutto appare_assente.

Carolina Patrizia Cinzia





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- sognodiluce -


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sezione: poesia












Sarà vero progresso



Ti ricordi quando leggiadra mi dicesti vengo da un altro pianeta, ho voluto venire io sulla terra per conoscere e ho conosciuto la fame e la sete, ho conosciuto le ingiustizie, i latrocini, ho conosciuto gli atti vandalici, ma era la mia terra. Di là potevo avere tutto a portata di mano, qualunque desiderio lo potevo soddisfare, avevo la vita in eterno, ma non mi bastava, perché vivere è in fondo misurarsi con l'altro, con il ladro che ti entra in casa, ma lui magari non ha un lavoro e deve mantenere la famiglia ed è costretto a rubare. La vita è spesso crudele, perché è il bisogno che fa nascere la tragedia, bisogno di amore, di coccole, bisogno di tenerezza. Noi siamo continuamente bombardati da notizie che ci piovono da tutte le parti, ma amiamo veramente l'altro? Siamo tutti nel nostro nido la sera che ci godiamo la televisione, e ci allontaniamo dagli altri che ci abitano vicino, dall'anziana che deve fare le scale, è senza ascensore, sola, anziana, malata. Stiamo andando verso l'egoismo imperante. Io per primo mi condanno e non esigo assoluzione, ma volevamo il paradiso? Il paradiso siamo noi stessi se sorridiamo alla vita, se trasformiamo energia negativa in positiva, se diamo un sorriso all'altra persona, perché a volte un sorriso cambia la vita. Noi siamo amore vivente per tutti, anche una parola scambiata lungo il corso della via, sotto casa può mettere l'altro di buon umore. Le piccolezze fanno grandi le nostre vite, Tu sole perenne senza tramonto, che te ne vai alta slanciata come una modella, getta lo sguardo benevolo su di una bambina, che chiede la carità la vigilia della notte di Natale, ma non per lei, fallo per te, che ti si modifichi il cuore di pietra in cuore di carne. Non vale niente possedere il mondo, e passare sulle macerie di un'anima gentile che chiede solo un po' di carità, perché magari non ha più la mamma, e il padre si ubriaca per lenire il dolore di così tanta perdita. Non siamo isole, siamo tutti interdipendenti, ognuno può alleviare le sorti dell'altro e viceversa. Andiamo verso la globalizzazione dove la tecnologia imperversa, ma sarà vero progresso? 





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- albertoteodori -


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Alla luce del sole vidi la luna
Ai rifiuti, agli orrendi odori
Preferii la bellezza pura.

Imitando l'adolescente fortuna
Dando nome ai nuovi sapori
Giocai con te senza paura.

A nebulose idee l'agilità dei salti.
Alla realtà dei fatti la goliardia dei fiori.





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- LaMalaTesta -


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sezione: poesia
















Giorno di Maggio

 

Il vento eccita la mia pelle ancora una volta.

Due sigarette senza marca sul mio tavolo.

Messaggi da lontano sullo schermo.

Fuoco.

Fumo.

Noia.





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- iochecontemplo -


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sezione: poesia












.diatrocità.



.Ed è questo che mi affetta l'anima.

.questo sapere e non potere.

.questo cigolare d'amore che sale lieve.

.e drammatico si posa a croce sul petto.

.nel mio silenzio vi amo a tratti.

.in crocicchi alterni di vaga verità.

mrs.HOLE





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- theblackholesun -


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sezione: poesia












In Questa Stanza Oscura



In questa stanza oscura

- mia anima ferita -

percorro a tentoni

passaggi d'una storia.

Sono vuota di te

di quel tuo sguardo acceso

del tuo sorriso-luce

della tua pelle ambrata

- morbido profumo e nido-

Raccolgo pezzi del mio amore

sparsi sul pavimento dell'addio

e me ne copro il cuore.

Il buio mi risucchia

e scivolo nel sonno

- rifugio caldo di sogni -

E aspetto ore lucide e lievi

nell'agonia dell'attesa.





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- ILDABELLA -


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sezione: poesia












Un bacio



Specchio a rifletter l’incontro d’anime
Punto a sospender l’andare del pensiero
Corrimano alla scala del desiderio
Fusione nel sentire di due corpi
Alba al rinascere dei sensi
Umido intreccio all’amor che nasce.





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- grisby6043 -


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sezione: poesia
















E' come una giostra
il paesaggio cambia ad ogni giro
ma poi torna, e ritorna ancora
La testa gira
ma non vuoi scendere
non puoi mollare la presa
Bisogna solo resistere,
perchè la musica si fermerà
le luci si spengeranno
e rimarrà solo un cavallo di legno...
E' solo il tempo di un gettone...
ma ad ogni giro una grande emozione!





firmato da..
- Sunlady -


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sezione: poesia












Sei la mia melodia



Come una nota mancante
nello spartito musicale
della canzone della vita
sei venuta a me,
hai scritto la melodia
che allieta i miei giorni
nell’attesa della grande orchestra
che completi, in un’armonia di suoni,
la sinfonia scritta dal ritmo
dei nostri cuori e allieti,
con la serenità dell’animo,
la nostra esistenza.
Invade il nostro essere,
ci fa cantare insieme.
Lasciamo che a dirigere
questa nostra musica
sia solo il nostro Amore.

Filippo

svadobna-melodia-stx076





firmato da..
- Siro5451 -


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sezione: poesia












Ore...7.30



Ecco il tepore...
di un raggio di sole,
delicato... come un piumino
al profumo di borotalco
si posa.... sulla pelle.
Mi avvolge il suono
della tua voce,
è stupendo....
svergliarmi così...

Mi riporta
emozioni ed immagini
vissute con te,
vorrei ...cullarmi
in questi pensieri,
rimanere per ore
in questa
doce sensazione.

La respiro...
per sentirne il sapore,
mi parla di...Te
mentre parli con ...me

E' una fresca mattina
di Maggio
candida come Te

Buon Giorno Amore mio!!!
è già tardi...
devo andare.
Ti penso ...e ti porto con me
dentro...me
ovunque tu sia.

Ora...piu' forte
e impetuoso
mi abbraccia
il ricordo di Te.

Chiara

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firmato da..
- Siro5451 -


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sezione: poesia
















T odio

Per le sensazioni che mi dai quando ti guardo

Per il tremore del mio cuore quando sfioro i tuoi capelli

Per le emozioni che provo quando accarezzo le tue mani

Per il tormento della mia anima quando il mio respiro si fa affannoso

Per le giornate gioiose e le notti insonni e disperate

Per il fugace sogno che mi hai donato e l’eterno incubo cui mi hai condannato

Per l’angoscia che mi coglie quando ti penso

Per tutto l’amore che provo e che non posso più dedicarti  





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- milo71 -


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sezione: poesia












Sera maggiolina



Scorre l’occhio
sulla tela del mondo
in palpitante metamorfosi.

Odore di fieno
s’agita pei campi
svestiti dei verdi mantelli,
grilli dagli striduli canti.
a coccolarli.

E la garrula rondine
fende l’aria maggiolina
seguita dai richiami
trepidanti dei suoi piccini.

Ad agguantare lo sguardo,
celesti prati di lino
ammantano il giorno
che matura, frettoloso.

E il lento ruminare dei cavalli
falcia lo scorrere del tempo
con scanditi ritmi, indolenziti.





firmato da..
- ketty68 -


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sezione: poesia












n.82



Tra ali di vento
fremono verdi foglie
    nuove emozioni .

Carolina Patrizia Cinzia





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- sognodiluce -


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SVEGLIATI...



Forse è il momento di gettarlo via
quell'ammasso  di peli
non ti accorgi che sei gia grande?
ancora credi alle favole
e all'amore..

Forse è il momento
di  chiudere in un  cassetto i tuoi   sorrisi
e lanciare quell'orsetto
in un burrone
e vedrai che  quel tonfo
ti svegliera' dal sogno..





firmato da..
- cioccolatanera -


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Gilles Aillaud. Quadri che rappresentano lo zoo. Immagine della Civiltà, la gabbia che ci imponiamo per imprigionare il nostro Istinto. O l'Abitudine, catena che impedisce di volare. Le maschere che costriamo ogni giorno. Ma basta un'inquadratura differente, per mostrare la fragilità di questa oppressione.

O quadri che rappresentano l'Africa. Nostalgia del Tempo che fugge. Istanti che non saranno più o non torneranno più uguali, come gocce di pioggia.





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- alessiobrugnoli -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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