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31/10/2007





Semplicità



Perchè solo sognare
e non  vivere il sogno
quello che tra le ciglia
cattura la vita
Non vorresti mai schioccare le dita
per ridestare il cuore
sotto strati di certezze
quelle che hanno fatto smettere di credere
che ci siano altre possibilità
Cerco negli angoli
quel battito
per chiedergli perchè mi ha ingannato
ma so già qual'è la risposta
Il cuore non sa ingannare
è la mente che ha simulato
il baco da seta
che  con maestria
ha avvolto la semplicità
quella che è nata nuda
e che ho vestito
come una bimba che si vergogna
di essere solo se stessa




firmato da..
- Duna2000 -


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sezione: poesia












Dolcetto o scherzetto?



Sorrideva mentre saltellava verso l’ultima porta della strada.
Aveva con sè il sacchetto già pieno di dolci .
Le ombre si stavano impadronendo della città.
Passò sotto un lampione e la luce divenne fioca , passò davanti ad insegna e questa diventò intermittente.
-Certo che ad Halloween accadono cose strane!
Alzò le spalle e proseguì. Un gatto nero, fermo al centro della strada,miagolò. Sembrava un uomo in agonia.
Lo evitò e andò avanti serena.
-Sono arrivata ! Ma è tutto buio , forse non c’è nessuno.
Suonò. Silenzio assoluto. Un brivido percorse la sua schiena.
Guardò la strada che si era affollata , ma non udiva nessun rumore .
Suonò di nuovo.
Non luci , nè rumori, tuttavia la porta si aprì lentamente, invitante.
Dolcetto o scherzetto ?-disse con un filo di voce.
Il nulla divenne un'ombra ghignante dagli artigli affilati.
- Scherzetto!





firmato da..
- ambradorata -


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Vampira



Accarezzare i tuoi capelli corvini
immergersi nei tuoi occhi scuri,
assaporare le tue labbra morbide,
e poi perdersi...
perdersi nel candore del tuo corpo:
curve di pelle vellutata,
seni da scalare
per gustarne la rosea vetta...
Attimi di estasi stupenda
nell'attesa del tuo ultimo bacio.

Franco





firmato da..
- Franco61 -


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sezione: poesia
















nuovo-2

foto: Rinaldo.

Femme

 

Formula di ipotetico corpo d’anima,

temibile arma d’amore.

Sensualità,

 espansione del corpo.

Tappa al nomadismo di puro godimento.

Formulazione di certezza

al riparo d’indesiderati sguardi nascosti.

Delizia del corpo

 con giochi d’amore.

Metamorfosi di parole che importano

bellezza e bisogno.

Questioni d’amore?

...riscrittura il corpo,

reinventa l’amore.

Afrodite d’oblio,

desiderio

e piacere.





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- dedalos -


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sezione: poesia












Un petalo di rosa



L'autunno
rende la strada verso il sole
lunga e indecisa
con i suoi colori intensi
che fermano il tempo,
ma se prendo la tua mano
so di poter far nascere un nuovo tempo
lasciando nella tua anima
ul leggero soffio di primavera
ora che la neve scende leggera.

Come una foglia
cadrò nella tua mano
certa di trovare riposo
e un senso di tranqullità,
nelle calde parole che nascono dal cuore
e che diventano sogni
mentre ti vivo in silenzio.

Come una mano di vento
lascerò sul tuo cuscino
al nascere di ogni mattino
un petalo di rosa
che colori le tue guance al risveglio
disegnando sul tuo volto
un dolce sorriso

Poggerò quel petalo
nelle acque limpide di un ruscello
perchè diventi profumo per il mondo
lascerò parole delicate e incatenate
fino a tessere la via per i miei sogni
perchè tu possa raggiungermi.

Non potrò stupirti
ne fingere di essere altro
metterò sulle rive del mare
i miei pensieri
aspettando che tu ti ci possa bagnare
aspettando il tramonto
per vederti brillare li tra le stelle.

Canterò con la luna la tua canzone
come una nuvola
la porterò con me
tra l'alba e il tramonto
rubando gli sguardi
di amici e nemici
perchè possano capire che si può
camminare e scrivere insieme
una storia d'amore.

scritta da

francoluis e una stella





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- francoluis -


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sezione:












Quando sarò grande



 
Quando sarò grande...
indosserò quelle favolose scarpette rosse..
con i tacchi a spillo e la collana di perle...
Mi metterò quel bellissimo vestito di organza blu con fiori rossi sulla scollatura...
e il profumo di vaniglia sulla pelle....
 
e un tocco rossetto rosso appena sulle labbra....
e tu...
Tu mi guarderai...
fisso negli occhi....
Poi me ne starò li
 per strade buie ad attendere quella luce che illumina il cammino...
Quando sarò grande....
non vorrò fare come te...
Tu che...
siedi e aspetti...
e amerò...
tanto..
fino al punto da togliere il respiro...
 
Giulia*




firmato da..
- AngeloMistico -


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sezione: poesia












Notte



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Notte senza stelle e senza luna,
notte di streghe e specchi argentei,
notte di corpi e cori funebri...

Scende il silenzio sulle palpebre,
il buio sui cimiteri dell'anima,
corvi neri...

E mentre fuori piove,
dentro quel cuore
scende placida la neve...

Una fanciulla ne varca le soglie,
dapprima nascoste
al suo sguardo celeste...

Le impronte mi invitano a seguirla,
ma nei meandri della mente
non esiste una via d'uscita...




firmato da..
- LeonildeV -


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sezione: poesia












Murderers And Mothers



There’s no freedom
Murderers or murdered
We can decide if others live, but
Others can decide if we live
And peace is just a colourful word to write on the walls.
Worshipping their empty homelands
Country leaders and tyrants are the same
And we die.

The child is born
His mother hold him to protect his dreams
Even under the grey sky of world’s hypocrisy
She finds the strength to smile,
While she looks into the son’s eyes.
Another Jesus cries
Another potential Christ
The time has come, for us, to change.

...

Non c'è libertà
Assassini e assassinati
Possiamo decidere se gli altri vivono, ma
Gli altri possono decidere se noi viviamo
E pace è solo una colorata parola da scrivere sui muri.
Venerando le loro vuote patrie
Capi di Stato e tiranni sono uguali
E noi periamo.

Il bambino è nato
Sua madre lo abbraccia per proteggere i suoi sogni
Anche sotto il cielo grigio dell'ipocrisia del mondo
Lei trova la forza di sorridere
Mentre guarda negli occhi del figlio.
Un altro Gesù piange
Un altro potenziale Cristo
Il tempo è giunto, per noi, di cambiare.




Nata leggendo questo verso di T.S. Eliot
"There will be time to murder and create"





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- JimShaman -


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sezione: poesia












IL POETA



Il poeta

nasce con la morte nel cuore

e col verso

ritrova il coraggio

di vivere

il proprio destino

mentre scopre se stesso

nell’illuminazione

di rare genialità.

 

Federico Negro

Poesia tratta dalla raccolta “Parole sussurrate – Penna d’Autore” di cui sono l’autore.

Tutti i diritti riservati





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- Federnegr -


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sezione: poesia
















Pensieri d’Autunno  

 

 

Sulle pieghe del cammino

l’acero sì colora

nascono colori avvizziti

come scaglie si depositano

nei viali e nei giardini.

 

Si colorano i giorni si producono

pensieri come rose d’autunno

sfioriscono sullo stelo.

 

Si cammina

lasciando piccoli frammenti

 

di se.

 





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- ittoilg -


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sezione: poesia
















La prima volta dell'anima

Allo stesso modo di una vergine
venne condotta al talamo del peccato,
spogliata delle sue resistenze
che, come veli, caddero leggere.

Il Tempo sfiorò quell'animo innocente
sino a farlo espandere nell'aria,
-liquefatto odore di aromi incantati-
si prese cura dei suoi timori
allentando le catene del pudore
e, con fare cortese,
ne modellò le morbide linee.

Nel rito iniziatico
della prima volta dell'anima
nuda
si lasciò penetrare
e concesse di se
l'essenza





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- simonascudeller -


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sezione: poesia












Piccola Dolce Donna



Piccola Dolce Donna

Che nei sogni sei piombata

Di una vita che

Sogni non te ne ha donati

Ma tu sei ancor lì a sognar

Limpida ed incandescente

Senza ombre ed innocente

Sempre come eterna bambina!...

Svegliati tesoro mio

Sappi che come eroina

Vali ancor di più

Di quanto tu possa sognar

Basta guardarti intorno

Veder l'Amor

che ti vien mostrato

 Giorno per giorno

Con i pro ed i contro

Anch'essi parte di vita

Ma la fanciullezza in te

Non è mai ita

Resta pur dolce sognatrice!

Ma di tanto in tanto

Ritorna tra noi felice!

Sol chi conosce

Il tuo animo fine

Può ammirar in te

il tuo gentil stile

Alza gli occhi al ciel

E vedrai ancor

Tanto seren

JAdor





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- JAdorrr -


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sezione: poesia












Goccia di tempo



*shadewind deviantart

[-Indosserai i tuoi astrali-
in delicate stelle

m'inchioderai
nel volteggio
del rosso

-cola-

in silenzio
rubando l'ultimo
respiro
a noi

-appena sull'orlo-
di un mondo in viaggio

-adagiate-

mentre il mondo
fagocita il respiro

-in silenti-
onde
leviga
le arse emozioni

-come un sogno-
si ripiega all’alba
in orli perfetti
chiudo a goccia il tempo]





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- Morfea77 -


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sezione: poesia












L'INDEROGABILE ASSENZA



Oltre il muro

oltre l’umano sentire

è il silenzio

 

dove il nulla

ribadisce

l’inderogabile assenza.

 

Poi

i miei spazi vuoti

danno coraggio

per desiderare Dio

 

che illumina

la mente distratta

in un tempo

infinitamente lontano.

 

Poesia tratta dalla raccolta “Parole sussurrate – Penna d’Autore” di cui sono l'autore.

Federico Negro

Tutti i diritti riservati





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- Federnegr -


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sezione: poesia
















Germoglia mio cuore”
 
 Ecco giunge una rondine…
 da lontani spazi,
 la prima… dopo lunghi silenzi..
 recante nel becco un fiocco di cielo.
 E’ fiocco di nascita novella
 è promessa di nuova fioritura.
 

Germoglia mio cuore!
 Germoglia!
 Altri frutti dal melo coglierai
 e nuovi semi,
 disperderai nel vento,
 altri baci gusterai
 dal dolce sapore.
 
 Viaggia ancora
 cullandoti col vento caldo
 di nuove primavere.
 
 Risorgi , mio cuore, di azzurro vestito
 accorda i tuoi battiti al tempo…
 
più forte.


 In gocce di brina
 imprigiona il dolore.
 
 Dispiega le ali
 e raggiungi gli attesi crinali
 
 di Vita…
 
sussurrata nel vento da:  Aphrodite1 e Emozionandoti





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- aphrodite1 -


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Agonia



Batte l'acqua
goccia a goccia
sulla roccia,
e l'ammacca
passo passo,
senza tregua
come strega,
Satanasso.
Batte l'acqua,
né si ferma:
la sua firma
non si stacca,
ma, infine,
dicon basta
sia la crosta,
sia le spine.





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- Pecco73 -


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Col tuo ricordo addosso



E adesso mi sento sola

chiusa in casa con le mie paure

e la musica mi porta

a te che oggi non ci sei.

La mente mia ritorna

ai giorni in cui non c’eri

nei meandri dei miei pensieri

quei giorni in cui leggeri

cadevano i miei sogni

come fragile neve

che sciogliendosi lasciava

una lacrima sulla mia guancia.

La mente torna

a quand’ero viva

lontana dal tuo mondo

lugubre e stretto

dove io non entro

perchè ho un sogno troppo grande

e dalla porta non ci passo.

Mi getto per terra

e il freddo del pavimento

disegna brividi sulla mia pelle.

Col tuo ricordo addosso

rimango

a cercare le stelle

nell’intonaco del muro

e mi muovo

agitata

irrequieta

persa,

mi muovo.

Sul pavimento color cenere

cercando nelle ombre della sera

la sagoma tua

cercando nella polvere

il tuo sguardo

cercando la stella

che tra noi brillava

in quel che resta del fuoco

triste nel camino.

E adesso vomito

ricordi e paure

sul pavimento dove la tua ombra

ancor non si disegna.

Stringo nel vento il tuo ricordo,

lo sento qui,

lo lascio respirare

al ritmo del mio respiro.

Lascio che si nutra della mia anima

lascio che mi divori

che distrugga la mia fragile

barriera.

Col tuo ricordo addosso

aspetto che il mio corpo

diventi cenere.

Voglio essere adesso una nota

che soltanto tu puoi udire

e puoi ricantare,

nel silenzio timido

del giorno che svanisce.

 





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- xxbiancaxx -


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sezione: poesia
















Mi sono consumato lungamente
per un'amabile fanciulla, adorna
di prosa e di poesia,
dotta nell'arte di parlar dal pulpito,
dotata di favella ricca e chiara.
Ella è una principessa
della terra di Persia,
e dalla più gloriosa
delle città proviene, da Isfahàn;
È figlia dell'Iràq,
è figlia del mio Imâm,
mentr'io sono il suo opposto,
un figlio dello Yemen.

O voi, miei due compagni,
possa il mio cuore essere il riscatto
di una snella fanciulla
che splendori e favori mi ha elargito!
L'armonia dell'unione ha stabilito,
poiché è il nostro principio d'armonia;
ella è ad un tempo Araba e straniera,
e sa rendere oblioso il conoscente.
Quando ti guarda è come se levasse
su te spade taglienti,
e dai denti davanti le traspare
un lampo abbacinante.

Invero lei è una fanciulla araba,
che appartiene per nascita
alle figlie di Persia, veramente.
La Bellezza le ha dato
una fila di denti come perle,
di candore e purezza cristallini.

Muhyî-d-Dîn ibn al-`Arabî





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- alessiobrugnoli -


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sezione: poesia












Bomba o non Bomba (Parte I)



" Giustì, le pizze "
 Sbuffò. Prese du' manciate  de mozzarella. Ce fece segno d'aspettà .  Quanto, nun se capiva. E nun ce ne fregava niente.  Stavamo io, co' le mani 'ntrecciate e li piedi sur tavolo. Come ne li film americani.  Er  Patana, che cercava de copià 'na versione de latino, rubbata ar secchione der primo banco . Er Condor, che se vedeva a lo specchio pe' capì se dormiva o era svejio.
Co’ a fame  ar gargarozzo,  stavamo a aspettà la colazione. Veramente, dovevamo da esse’ ‘ntrati ar D' Assisi da 'na cifra. Er Patana  doveva da esse’ 'nterogato  e nun ci aveva più giustifiche.  Er  Condor pure. A me nun  me pijava.
Finarmente cibaria. Rossa. Fumante. Cor pomodoro che te se scioje 'n bocca. 'Na biretta pe' aiutalla a scenne giù.
" Che famo poi ? Ci avemo 'ncora tempo "  chiesi  co' la mascella 'mpastata de sugo e de mozzarella.
" 'Namo  a scoatta ar Virginia Woolf " rispose er Patana.  Aveva allumato 'na  pischella che ce studiava da sartina.
"None dar Baffo pe du' tiri a bijardo " replicò er Condor. Je bruciava ancora la batosta der giorno prima.
" Sì, così me sgama cuginemo "
" Me se è troppo 'mpegnato a scopasse coll'occhi la cassiera " me risposero 'n coro
 Giustina ce disse de gridà de meno  e de sbrigasse a pagà. Che nun ce faceva più credito. Facemmo  mette tutto a conto der  Vice e uscimmo a girà li pollicioni.
" A'nfami, che fate ? "
Gringo sgommò cor motorino. Modificato da su’ frate.  E ce guardò stranito. Co’ l'occhi de ghiaccio. Artro che texano. "Nun ce annava de entrà. Ci avemo 'n giro da panico ". Se mise a ridè. S'appollaiò su 'n vecchio  cinquino, rosso comme 'na carammella. Era de'n prof. " Pare vero. Cammellari, ce sta assemblea. Ernesto vole occupà e autogestì . Francesco D'Assisi libre." " E comme andrà a finì ? " Fu 'n coro che pareva nescito da 'na trasferta. "Se dice bene, entramo a e dieci.  Se ce dice cotica, 'na settimana de ferie, nun ce le rubba manco Alì Babà " Me lo guardai 'mbruttito, comme 'n laziale  le finte de Totti.
“Gringo, te sei bevuto er cerebro. Che t’è venuto ‘n attacco de studite acuta ? “
“Mambruconi, io me lo so’ bevuto, ma voi ve lo sete vomitato. Stamo a carnevale. Capito. Se rimanemo a casa, niente scherzi. Niente casini. Come fami a battaja co’ le ova, er  giorno de Martedì Grasso. St’anno li famo ciana a li beduini der Botticelli “
“Rimanemo a occupà la scola “.
Se mise  de mezzo er Condor, co’ l’occhi fissi  sur sedere poliglotta de ‘na trucida, che annava a lavorà da li ladroni.
“ Co’ tra le palle mezzo Forte Predestino, tutti ‘sti manzi  a riempisse la bocca  de paroloni e de rivoluzione. Ma volemo rubà er mestiere a li politici. E famo li seri “
E Gringo ce squadrò, ‘mpetitto come ‘n gallinaccio. S’accese er sigaro, affumicando mezza Via della Primavera . " E poi ve ricordate che successe du' anni fa. Li bagni rotti. Li corridoi graffittati. Se so’ fregati tutti li banchi e li cumputer. Pure li telai de le porte. E per ripagà tutto, nun ce mannarono in gita ". " Loro giocano a fa li borscevichi e noi ce svotamo le tasche ". Tossicchiai più der trenino quanno s'arrampica pe' Torre Angela " Che famo ? " " Ce vole 'na mandragata "  aggiunse er  Condor.  " Sotterrateve. E tu saresti er cuggino der Pirata, che quarche anno fa  girò nudo pe li coridoi  de scola.  A zitellona de matematica ancora se lo sogna.  Lassateme pensà.  Lo scherzo der matto lo fanno  a l'altra sezione. A bomba ". Gringo aveva toppato.  Condor se lo guardò. Smandrappato. " Ma se lo famo ogni sabbato, quanno c'è er compito 'n classe. " Scosse er capoccione. " E io che sto a perde tempo co' sti miscredenti. No a telefonata, ma 'na bomba proprio. Je a famo vera. Piamo 'na  sveja der Dixan, du' fili  de elettricista, poi come se chiama, a cosa rosa, puzzolente  che maneggiavamo da pupetti " " Er das " se infilò ner discorso er Patana, risvejato dar suo meditare sur senzo de la vita. " D'accordo manzi. 'Namo, famo e ce sbudellamo da ride "





firmato da..
- alessiobrugnoli -


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Noi siamo musicanti
siamo i sognatori di sogni
erranti per solitari marosi
e seduti lungo corsi d'acqua desolati
alla luce della luna
noi perdiamo il mondo.
Noi abbandoniamo il mondo:
eppure sembra che siamo noi a muovere
ad agitare il mondo per sempre

Arthur O' Shaughnessy





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- alessiobrugnoli -


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sezione: poesia
















Ottobre XXVIII

 

Sono addolorato

all’alba al tramonto e ovunque,

come una gente livida

prigioniera di questa madre.

Più addolorato non sarò mai più.

 

Ho pianto in cuore

tutta la giornata, e l’ho fatta da randagio,

come la sera che mi hai data

ché mi è venuta in sorte dal caso, o da te;

anche te sei venuta, nuda dal mare,

in sorte.

Morte!!

Più addolorato non sarò mai più.





firmato da..
- Enea24 -


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sezione: poesia
















Amo…..

Amo di te

quel dissennato orgoglio,

quel riso innamorato

che ognor mi turba,

amo l’agilità

di quello sguardo acuto

e quel passo felpato

di felino.

Ancora…amo

quel sorriso infantile

che occulta denti

d’un alligatore.

Rapiscimi ora

prima che giunga autunno

e il camminar leggero

ancor non m’affatica,

ora….

che il mio profumo

t’invita ancor a

banchettar coi sensi.

Sfiorami con le mani

sporche di desiderio,

indossami come una

guaina fatta su misura.

Sarò tua madre

eppure la tua amante,

cullerò le tue brame

con amor garbato.

Non attardarti

le ore fuggono veloci…

non liberarmi mai

dal peso delle tue catene.





firmato da..
- ortensia53 -


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sezione: poesia
















 

II

 

calza occhiali neri per scoprire i segreti al sole la sua crinita faccia

che di qua manda ciuffi di raggi a riscaldarti

sono stato schiacciato dal peso del vuoto volato ad una finestra chiusa

con l'anima nel vuoto pesante assenza vergine roccia nel vuoto vento

 

nudi inseminiamoci in una conca d'ulivo ove pace benedice il regno

l'acqua non ritarda il cammino così che terra possa pascere il nostro seme

dal cui aratro spuntò grazia lucentissima si rinnova in ogni punto il centro

è nel centro contro la sponda nel vortice d'una cascata nel fermo secchio arrivo

 

ho strappato la rete al ragno ho tessuto tele alla parola con i fili che tu hai

lasciato al fuso del ricamo sto cibando gli occhi con una candela io murato

dalla pioggia di verdetti spengo la fame con la lettura della tortora sul rullo

poesiasismorafo registra oscillazioni inconciliabili il fermo biologico sfiata

 

la salamandra al sole s'abbandona il faro assiste il mare al consumare della nave io bevo quello che rimane della tua ciotola nella recita delle baccanti

dal buco non arumo dal buco della mia coroide apro orizzonti

dal buco del circo spio il domatore le tigriparole sugli artigli

eternità

 

dal buco dell'ozono precipita dal trapanato ghiaccio lui pesca la cena

all'incesto della storia dal buco dell'oriente sbucano morti ove fiorì mesopotamia nel buco precipitò fanciullezza il cavallino d'infante

nel buco-fango uno sputo di cielo allargò buco alla lota





firmato da..
- manfredonia -


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sezione:
















CONDENSE DI TE

l'aria di questo giorno
oltre lo schermo
ha viscose condense di te,

e vapori di un abbraccio
etereo
che s'aggruma in rimpianto
acciambellandosi
in ogni mia fibra 

e assaporo il vischio
dalla mia lingua orfana
di petali arrossati
che mi hai disegnato
sulla lavagna dei sensi

e stride il gesso
urgente
come unghie lontane
che graffiano la carne
nell'inarcarsi mentale

ancora respiro col tuo fiato
nell'ovatta di questa pioggia
che asciuga il desiderio.


30/10/07





firmato da..
- OliverAngel -


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sezione: poesia

















 
LA RICERCA DEL POETA”


Vola parola

e sii sarta d'arte

alle strofe mie rotte

o con fin troppe toppe

 

Rivesti i miei versi

ed ammantami i lemmi

le rime mie storte

rendile dritte

 

Colora l'idea

mia di poesia

sii nuova luce
per sì solita voce





firmato da..
- Uomoincuore -


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sezione: poesia
















Son passati i bei momenti
tra canzoni e poesie,
ad abbandonar il mio cuore
tra bizzarre melodie.

Son rimasti i bei ricordi
sempre vivi e ben scolpiti,
nella pietra del rimpianto
come angeli feriti.

Grida, urla soffocate
di bambini ormai cresciuti,
che rincorron sogni e miti
come amanti sconosciuti.

Tu ti accorgi, come allora
di non esser mai cambiato,
mentre recito il copione
del mio cuore innamorato.





firmato da..
- proseperina -


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sezione: poesia












Morte di un poeta



Chiamalo se vuoi calo d'ispirazione, chiamalo pure blocco creativo
abbandonare carta e penna per tuffarsi in un aperitivo
alle tre del pomeriggio, pagina beffardamente bianca
come bocca spalancata a ingoiare la grandezza che ti manca
faccia a faccia con la tua banalità: quasi come in uno specchio,
l'ombra sbiadita della tua faccia da accartocciare e buttare nel secchio
microcaos inane a generare stelle danzanti bensì scarabocchi
cancellature e sbavature di parole abortite tristi persino agli occhi...
eppure c'è stato un tempo che le parole
avevano quella bella fragranza pastosa
nonostante circoli, movimenti, accademie e scuole
le parole significavano, erano "cosa"
ora non c'è ferita che non guarisca
semplicemente è sufficiente non grattarsi la crosta
fare il callo al prurito che scalpita
ché incastrata nel fegato l'anima crepita
d'una temeraria fragilità violentata e risorta
conato di luccicante malumore
passata la notte chiusa a chiave la porta
al rumore affascinante delle più piccole ore
e nel cuore di terra del cuore ritorniamo poi
a scavare con mani nude dall'amare
per cercare sapore "d'altro da noi"
che lapalissianamente in noi non può stare
e graffiando, grattando, scavando il cuore infine si consuma
resta solo polvere ammucchiata senza polpa e schiuma
che solo vagamente può ricordarci
del cuore forma e sostanza
e il battito regolatore del raccontarci
sogni sbiaditi non ancora abbastanza:
qual'era l'essenza che cercavi, il centro di tutto, il punto?
La disperata spossatezza cui sei ora alfine giunto?
L'incredulità gelata del bimbo di fronte al vuoto dell'insistere?

Unghie rotte, mani rigate di terra:
diventa difficile, così, scrivere





firmato da..
- MattiaPD -


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sezione: poesia












Del mio tempo in riflessi di petali




La notte è dei depravati e il giorno dei fiori
putridi fiori che solo al Sole riflettono colore

in virtuosismi del collo è un furto di raggi
di alba in tramonto con le radici piantate
per chiudersi a riccio

riccio di petali in un millimetro di terra

l'affondo con le dita
umida terra
disegnando molle la mia insonnia
in paludi dell'Essere

mai stato di notte
un fiore del giorno




firmato da..
- jmarx -


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Se hai il privilegio di
conoscere tutta la verità
e decidi di accettarla, allora
quei due occhi di peluche
basteranno per andare oltre.
Ancora.

Il vortice mi possiede
e la consapevolezza
che ne sarò travolta
per sempre

mi fa credere che
ogni parola è inutile, se scritta
ogni emozione si contamina, se detta.

Non avremo mai composto
ciò che volevamo.





firmato da..
- angelica8o -


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sezione: poesia












Non vorrei sentirmi così !



Sento la porta chiudersi
di nuovo sola
tra queste  quattro mura
con le solite cose da fare,
viene proprio voglia di uscire e scappare,
mollare tutto compreso te.

Tu quello che dovrebbe
accendere i miei giorni
quello che avrebbe dovuto cambiare
insieme a me
questa vita che stranamente
uccide solo me.

Moglie si,compagna pure
all'occorrenza l'amante di una sera
quando ti va,
guardo la mia immagine allo specchio
e non vedo me,
ma un immagine che
non conosco più.

La cambio io la mia vita
è inutile che aspetto te
vorrei chiederti cosa sono per te
che cosa vedi
quando mi guardi
cosa vuoi quando mi cerchi.

Non ti accorgi,mentre vai via
che ho una lacrima sul viso
congelata dal tempo
che non riesce a sciogliersi
neanche per un momento.

Mi parli d'amore,
ma dimmi che amore è
mi riempi la testa di cose solo tue
ed io,dimmi dove stò
dei miei giorni che ne hai fatto
che memoria ne hai
dei miei sogni e di quel che ero.

Non vorrei sentirmi cosi
alla deriva di una vita non più mia
nei momenti che ti parlo
e tu non mi ascolti mai,
non vorrei sentirmi cosi
vorrei solo
sentirmi la donna che ero
e che adesso
e nascosta in questo specchio
dietro quella porta chiusa.





firmato da..
- francoluis -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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