Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
31/01/2008
FIORE
Aspetterò come un fiore
appena sbocciato
tra sottili fili di vento
immersa nel verde di un prato
aspetterò l'arrivo del tuo sguardo
che si poserà
sulla mia corolla
sentirari il mio profumo di donna
morbide le tue labbra
sentirò sui petali miei
fremo d'amore nel percepire
il tuo ardore
la tua mano mi coglierà
e mi terrai stretta al cuore
sarò il tuo fiore !

firmato da.. - Raffaella64 -
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Bambino nel mondo
Vidi la luce in terra che
d'antica civiltà fu culla
ciò che di sporco c'era
certo io non capivo.
Quel primo suono
di mitra e di bombe
giunse orrendo
al mio piccolo cuore
Mi fu triste compagna
morte, distruzione,
fame, paura
e violenza
Bevvi acqua da mani straniere
voci diverse parlavano intorno
un pezzo di pane, ma molto per me
perchè intanto toglieva la fame
Conobbi la gioia di essere bimbo
Ma non ci fu tempo
per darmi cultura
e capire il cartello
CAMPO MINATO
e quel giorno
in quel campo
finì la mia vita.
Ora in cielo
sono felice
come sarebbe diritto in terra
per ogni bambino
perchè mai nessuna guerra
lo dovrebbe toccare
ma solo con un aquilone
poter giocare.
firmato da.. - DaniMoreschini -
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Il nettare degli dèi
Ho da te la rugiada del mattino, la brezza dei colli e quella marina. Ma c'è una cosa importante che ricordo di te, il tuo sorriso che niente me lo farà cancellare dalla mente, e ovunque andrò l'ho sempre con me come viatico di resurrezione per quando cadrò. Sì, io cadrò, ma il ricordo impresso del tuo sorriso, che ho fotografato con la macchina digitale, niente e nessuno me lo farà cancellare dalla mia mente. Corri pure per la tua strada voluta dagli angeli, ma io ti ho incontrata un giorno che non dimenticherò mai. Guardavamo l'obiettivo, ma tu sei volata in cielo in quell'istante, ed io ho raccolto il tuo invito e trasvolammo le stelle, le più belle, sempre quelle, e le siderali presenze del firmamento firmavano ad ogni nostro passaggio, e diventasti lunare, ed io giganteggiavo vicino a te, dimenticavo chi ero, cosa ero e ti correvo dietro per le stelle come una via lattea che tu primeggiavi, e le altre stelle applaudivano al nostro passaggio, perché eravamo speciali, avevamo il vivere tuo, la gioia tua e il resto non contava. Avevamo i nostri giorni tutti per noi, io ti seguivo come un ragazzo segue il suo aquilone, e tu volavi libera nell'aria delle stelle e si aprivano sempre nuovi orizzonti a noi sempre meno sconosciuti, io mi sarei perso, ma c'eri tu e il resto non contava. Cantavano le stelle al nostro passaggio alleluia e magnificat, e noi passeggiavamo l'universo e tu mi guidavi come si guida un autobus di anime viaggianti, e noi eravamo con loro ad attendere altre stelle, le più belle, sempre quelle. Ho volato interminati spazi e sovrumani silenzi e nessuno poteva darmi così altre emozioni come le tue, oh abissale regina dell'universo, io ti chiedevo pace, e tu mi hai ricompensato dandomi la tua anima, che io terrò cara come le cose che non potrò mai dimenticare, e quel viaggio fra le galassie dell'universo mi ha aperto nuovi orizzonti prima mai esplorati, e l'ho nel cuore, come ho te nel cuore, dolce regina dei cieli intergalattici. Ora so a chi mi devo rivolgere in caso di bisogno, per sempre avrò il ricordo del tuo sorriso, dolce come il nettare degli dèi.
firmato da.. - albertoteodori -
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e le notti
bastarde a
far l'amore
a disperdere
energie ad
odorar il sapore
il sole è folle
ci scalcia dal
letto tu rimani
intrisa del
tuo indomito
aspetto e leggo
il giornale
sfogliandomi il
petto di quelle
domeniche
innevate che
guardo con
sospetto ti
scopro per
vedere la tua
algida bellezza
tutto intorno
è deploro ed
astinenza mentre
ti mordo il collo
i piedi e tu ti
agiti compiaciuta
sognavi di noi
ed io ti ho
svegliata il
fragore indomito
di una risata
e poi cuscini
sparsi lacrime
appese per
noi che crediamo
amore questo
giorno del
mese ma
lento mi rivesto
scalzo abbandono
le rive come
un impiastro e
ti lascio coperta
da dolci
sospiri la vittima
dei nostri giochi
sfamerà i
nostri appetiti
firmato da.. - sephiroth777 -
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Se qualcuno ti chiedesse di compilare una lista di tutte le emozioni che ti vengono in mente, quanto lungo sarebbe questo elenco?
Hugo dice che siamo tutti vittime di un'emozione dominante che non ci appartiene.
A otto anni spendevo il tempo costruendo muri infrangibili di mattoncini Lego: voce: entusiasmo. A nove intuivo dal giorno prima quando l'indomani, per una ragione che spesso ignoravo del tutto, non sarei andato a scuola. L'indomani mi sarei svegliato con la febbre. O forse avrebbe piovuto. O il pulmino della scuola non sarebbe arrivato. Ma lo sapevo: l'indomani sarebbe stata giornata libera. A nove anni: voce: sollievo.
Però, il lavoro che fai, quello dell'antropologo intendo, ti dà la possibilità di conoscere gente interessante, no?
Marsaxlokk è piccolo paese di pescatori. Uno dei pochi posti a Malta che sembra avere ancora un'identità propria, malgrado l'avanzare inesorabile delle gru, dei pulmini turistici. Delle banche internazionali. M. ci ha consigliato questo ristorante dove sediamo adesso, in cui servono solo pesce appena pescato.
E Jean dice: boh. Più che altro vedi le persone come se fossero dei personaggi in un romanzo.
Cioè?
Cioè con un certo distacco.
Ma così non credi che ci si distacca pure dalla realtà individuale della persona?
No. Facendo questo lavoro - dice Jean masticando la prima forchettata di pesce - capisci che in realtà l'individuo non esiste. Che è tutta questione di influenze culturali.
Dice: mm. Buono.
Hugo concorda.
A 11 anni non capivo nulla di ciò che dicevano le persone attorno a me: voce: alienazione. Le persone mi urlavano in faccia: non ne capivo la ragione.
A 14 anni mi strofinai contro il materasso. Sentii un brivido originare dal bacino, espandersi fino al petto. Sentii il pene gonfio contrarsi, pulsare una, due, tre volte con forza. Poi più piano. Infilai una mano sotto le coperte. Quando la tirai di nuovo fuori, era bagnata di un liquido denso, oleoso. Mi dissi che non era successo nulla. L'indomani mi chiusi in camera. Strinsi nel pugno l'ennesima erezione spontanea, fino a bagnarmi di nuovo la pancia di schizzi biancastri: voce: senso di colpa. Smisi di pregare.
A 15 anni scambiai per la prima volta numeri con una ragazza: voce: orgoglio.
Dico: Ma non è questo un approccio troppo ottuso, scientifico, per un antropologo oggi?
Jean dice: no. Non è un approccio. E' più che altro è il risultato del modo come si opera in questo mestiere. Le persone divengono per forza di cose oggetto di studio.
Penso a parole come: distanza: voce: sofferenza.
Mi domando quale emozione appiopperebbe invece Jean alla distanza che lo separa da chi lo circonda? Forse la stessa che userei io. Oppure no. Ma di sicuro anche se glielo domandassi, non me lo direbbe. Potrebbe addirittura non saperlo. Potrebbe.
Dico: E' triste.
18 anni: dopo che ti liberi lo stomaco dal mezzo litro di vodka che ti sei appena scolato, inizi a sentirti subito meglio: voce: chi c***o sono?
19: voce: come sopra.
22: lessi incuriosito Brave New World di Aldous Huxley, dopo avere letto il testo di Run Baby Run di Sheryl Crow: voce: vuoto.
Jean dice: voglio domandare una cosa al cameriere.
Io dico: cosa?
Jean dice: sono curioso: voglio sapere come viene chiamato questo pesce in inglese?
A 26 anni, quasi 27: faccio una lista delle mie emozioni. Una per ogni anno che riesco a ricordare.
Continuo a rimuginare sulla parola "distanza". Penso a quale significato potrebbe avere per ognuna delle persone che conosco. A quali sarebbero le loro, di liste. Penso che posso ancora annusare l'alito cattivo di mia madre, della suora che mi urlava in faccia. Parlavano una lingua straniera ed io non sapevo cosa Diavolo dicessero. Ma loro continuavano a urlare. Penso a quando smisi di pregare. Alla rabbia che Dio avrebbe dovuto provare nei confronti di un peccatore quale mi sentivo d'essere a 14 anni, annusando appena sveglio l'odore dello sperma nelle mie mutande.
Se dovessi scegliere solo una emozione da tenere taciuta perché troppo personale, forse troppo fragile, che si potrebbe facilmente rovinare, quale sarebbe? Hugo dice: Quella è l'unica emozione che può davvero giustificare la tua vita.
E tutte le altre tue emozioni.
La prima emozione che ti viene in mente, invece, quando si parla, appunto, d'emozioni, quella costante negli anni, è la ragione che soffoca tutte le altre.
Hugo dice: che soffoca te stesso. L'emozione che ti domina. Ma non ti appartiene.
Voce: rabbia.
Nessuno sa chi sia Hugo.
Nemmeno chi si rende conto d'essere dominato da un'emozione che non gli appartiene.
Nemmeno chi ignora questa emozione.
Anche se Hugo se ne infischia e dice: è così. Credimi.
firmato da.. - RobertoB -
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Come una vetrina
All'ombra fresca del cedro-limone
sul limitar dell'uscio
eri seduta, intenta a ricamare
un capo di corredo
e dal bel viso traspariva amore
in quel gesto desueto
e mite di ragazza da marito...
Ed eri così antica
cosi lieve, romantica, gentile
che son rimasto fermo
rapito ed incantato a rimirarti
come fossi davanti a una vetrina
firmato da.. - Temporalestivo -
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Solamente le foglie qui dentro
si parlan tra loro: le ascolti ?
Fanno come un tenuissimo coro.
Lamarque
firmato da.. - alessiobrugnoli -
link


Ci ricordiamo di aver vissuto e come fossimo
meno mortali ridiamo sulle scorte dei viveri
la luna tondo perfetto colma la preistoria
l'oceano si solleva oltre l'orizzonte
in tre pali ripassa il fantasma del Golgota
Deguy
firmato da.. - alessiobrugnoli -
link

Così un tempo...
I mattini passano
chiari e deserti.
Così i tuoi occhi
s'aprivano un tempo
sui miei occhi.
La prima luce
che filtrava dalla finestra
illuminava il tuo corpo
disteso accanto al mio,
poi saliva più su, al viso.
Allora li aprivi
puntandoli dritti ai miei,
che già svegli
ti avevano adorato, silenti
e lucidi d'amore infinito.
Così un tempo...
ora non più.
Mentre i mattini
continuano a passare,
chiari e deserti.
d.

firmato da.. - danege -
link
sezione:

Gocce di Vita
Non ti parlerò delle ombre
palpitano sul divano della vita
il vento ha smesso di soffiare.
Sono la curva dei tuoi seni
scivola come una melodia
gli occhi guardano la marea
sono un alito di desiderio.
Sei come una vela in movimento
mossa dal vento delle mie mani
nel profondo silenzio arriveranno
i giorni oscillano le curve della luna
amo l’universo del tuo cielo
ho sete di te del tuo dolce sentire
fammi bere.
firmato da.. - ittoilg -
link

amami un po' ti prego
amami per sempre
amami ti scongiuro
salvami e amami
amami salvandomi
salvami amandomi
Diego Galuppi
firmato da.. - TheMAVERICK -
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Ti Scrivo
Ti scrivo da dove le onde
lambiscono il cielo d'ottobre,
accadde che nacqui leggero
fra i pini piegati dal vento.
Ti scrivo dei gatti randagi
e del mare quando si oscura,
come posso parlarti di me
quando tutto il mondo ci attende
Ti scrivo per dirti soltanto
una parola in vuoti di tempo
di amore puoi colmare una
vita, e poi tutte le altre
firmato da.. - ilBeatoAngelico -
link

- A Mia Sorella -
I mattini passano chiari e deserti
così i tuoi occhi s’aprivano un tempo
e non c’era luce che potesse accecarli
né alito di vento che potesse socchiuderli
Quando ti destavi dal sonno
c’era sempre un pensiero a rincuorarti
non era mai troppo freddo fuori
per non buttarti la notte alle spalle
I giorni passano bui e affollati di incertezze
e dai tuoi occhi scuri filtrano gocce di pianto
e non c’è luce che possa riscattarle
né alito di vento che possa inaridirle
Quando il sonno magnanimo ti accoglie
il pensiero del domani è solo un debito
è così freddo fuori
che vorresti indugiare al caldo di ieri
Ma se l’anima sopravvive al corpo
può farlo anche all’apatia
e all’indifferenza della gente
che non rispetta i tuoi sogni
Ci saranno sere rischiarate dalla luna
a specchiare nei tuoi occhi nuovi desideri
e non c’è luce che possa adombrarli
né alito di vento che possa spegnerli,
sorellina mia
Antonella
firmato da.. - bastapoco -
link
sezione:

Ancora...

" I mattini passano chiari e deserti.
Cosi i tuoi occhi s'aprivano un tempo"( C. Pavese)
Sfera di sconfinata armonia,
leggiadria...
nella mia esistenza
ormai remota.
Amore elargivi
con il cuore gaio.
Ora giaci
in un letto di rose candide
e profumi inebrianti d'incenso.
Indugio...
luce riflessa del tuo sguardo
per rinascere
con te
-ancora-
Poleti Antonella
firmato da.. - ioAntonella -
link
sezione:

Volo il tuo sogno
***
Amo
questo lirico cantare del buio
sui tetti del silenzio
in questa notte, attesa
nel rosso crepuscolo
- volo il tuo sogno -
dalle colline della sera
posandomi accanto
per ritrovarmi cielo
al tuo risveglio.
*

*
~ Nunzio Buono ~
firmato da.. - enneby -
link

VISIONE
Toccando il sorriso
il lampo tenero amico
silenzio un vuoto
riempito il mare
che corre il cuore
denso di un desiderio
profondo penetrante pulito.
La scena che si vede
alle porte di un orizzonte
aperto lungo le corde
la voce surreale
festeggia asciugando
le dolci lacrime
cadute dopo un temporale.
Negli occhi lucenti
un brivido placido
un vento soave
riporta la mente
a quando era bello cantare
nei vicoli di un paese
prezioso ricordo tenuto insieme.
Le palpebre si chiudono
come il giorno
e tenendo in mano
il bisogno di dire ti amo
alla fanciulla apparsa
come visione
di un oasi in un deserto
polverso mistero
il destino di mettersi in viaggio.
firmato da.. - realta -
link

Incastonato
tra abbracci di rocce
scudo di marmo.
Un oceano vorace
mugghisce dal dragone.
Di cavalieri
lievi come kimono
Spade di vino.
Con vele di cavalli
Katane di nuvole.
Luce di mago
con figlo e nipote
fugge la nebbia.
Risuonano i corni
Piccoli passi lassu'.
firmato da.. - elassea -
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Un albero bianco
su muraglie di marmo
mare di ombre.
Timore e coraggio
li' volano assieme
Ombre nebbiose
in cielo amaranto
fuoco e ghiaccio.
Lontano un respiro
Oceano di speranza.
Spuma di elmi
Turbinii di acciaio
danza di spade.
Avanza il dragone
canta col cavaliere.
Il Re dal mare
con elfi nani ombre
vince l'occhio
Lacrime miste a gioia
ballano nelle sale.

firmato da.. - elassea -
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gocce di rosa
arabeschi di sabbia
bacio di roccia.
Si pettina il fiume
tra neve di susini.
firmato da.. - elassea -
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30/01/2008
False lettere d'amore (1)

L’ultima lettera di Eva Braun ad Adolf Hitler.
Mein Fureher,sosterrò ancora il tuo nome
qualsiasi cosa accadrà.
Saranno attimi fuggenti
solo per quegli uomini
che spogli da ogni ardore
hanno paura affrontare la morte.
Per noi sarà invece rivincita sugli eventi
e dove ora è rovina
alzerò con te l’ultimo grido al tempo
dichiarando la nostra eternità
a chi crede di poterci assoggettare.
E’ giunto il momento che
le nostre anime varchino il buio
per entrare nel cono d’ombra che porta
agli eroi della storia
sarà cosi che in questo fine aprile
saremo leggenda come i miti
di Troia, di Roma, che ebbero in vita
la fortuna di esser dei.
Oggi, in queste ore, ti sono vicina
oltre il corpo che t’appartenne,
pronta a legare il mio destino al tuo
pagando il dovuto prezzo del mio amore alla sorte.
Forse sarei stata più di una compagna
se nell’incontrarti per caso
nel negozio tra le foto di Hoffman
ci fossimo frequentati nella tranquillità
di Lambach o di un altro luogo,
ma per noi altro era scritto.
Mio caro, sono pronta
a seguirti come ho sempre fatto,
perché come tu sai le mie orme
hanno un solo passo ,
come un ombra
l’ha con chi la riflette.
Sono pronta a salire
le scarne scale messe
dinanzi a noi per questo
estremo atto che la vita ci chiede.
Sarà così che aspetterò con te,
come gli amanti
aspettano il poco che ancora si può avere.
Tua Eva.
firmato da.. - provaacapire -
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Sensi ad intreccio
Frammenti d’attrazione
grondano a spicchi dagli sguardi
uccidendo le voci della stanza
ed un sussulto stringe le persiane
tracimando il buio alle pareti.
Agili dita svestono i contorni
e uno scintillio di linfa in ansia
a spruzzi invade ogni pulsione
pungolo al sangue a farsi fuoco.
Crollano a sabbia gli argini
e labbra scendono nell’eden
a generare in corde d’arpa
ogni singolo sfiorare di pelle.
Fremono i muscoli inarcati
nel concerto di lingue assetate
ed è pioggia a scendere irruente
così che ogni scossa ai corpi
frana in un lago d’acque calme.
firmato da.. - grisby6043 -
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...Dannazione d'anima...
"Lo sai che per me T U S E I L'A N I M A?
Un corpo senza di essa, non è tale, non merita di vivere, non si può nemmeno pensare di dissociare le due cose...
io con te l'ho fatto, non credevo di esserne capace...
Io ti ho donato la mia anima.
Esternamente avranno solo un corpo che soccombe alla quotidianità, si piega alle cose che vanno fatte per assuefazione...
perchè hai tu tutto quello che di vitale c'era in me...
forse è per questo che non smetto di riguardarti a mio modo,per non perdermi altrove se non da te...
dentro di te. Riprendo vigore solo quando sei con me...perchè è lì che me la restituisci per poco per poi farsi tutt'uno con la tua...
Ed è così che mi sento quando sei con me...

firmato da.. - infinitadolcezza -
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Modulati accordi
.
Modulati accordi
ascolto! ...Levarsi sommessi
col respiro del vento...
.
Armonie sussurrate
quasi in punta di labbra
su quel dito di cielo ove il giorno inizia nuovo
punteggiando,l'aria di colori ...
Guardo!
E sull'occhio si staglia,
quel fremito di luci a completare
il quadro,d'una vita in festa
Cosi nel variegato canto
si perde l'ansia della notte
come un filo di fumo
che lento svanisce,aldilà del mare..
Si distilla quest'ora
arpeggiando la nenia del rito quotidiano
cucito ora sui muri con il sole nascente
Per un pò sarà quiete serena
a fluire lieve dentro alle costole
affinchè sia dispersa ogni traccia
d'assenza o sofferenza
Nel mormorio
che lieve adesso s'innalza
-dopo il sonno profondo
***
Carolina Parrilla
firmato da.. - sognodiluce -
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correvo....
I mattini passano chiari e deserti.
Così i tuoi occhi si aprivano un tempo..
correvo avidamente
inebriandomi del tuo amore.
firmato da.. - AldaTV -
link
sezione:

sempre inviso
ed incerto
fu con me
il destino
aspro d'asperità
e tormento
nonostante
tanta bufera
attrversai a piè
fermo ogni
montagna
illibata solo
per il gusto di
sconfiggere il
suo sorriso
non per un
capriccio
lasciai il certo
per l'invero
solo per il
gusto di provar
l'amore e poi
cercare di
rapire quegli
occhi così
distanti ed
obliqui per
addormentarli
con ciò che
avevo loro da
dire e poi
ucciderli in
sogno
firmato da.. - sephiroth777 -
link

Schiava del tempo

Sono schiava del tempo,
ambra che brilla al primo sole dell'alba,
peccatrice dell'oggi,
e castigata nel mio domani.
Sono schiava dell'attimo che mai colsi,
martire di una promessa tradita,
sposa senza velo,
che il tempo mai volle render madre.
Sono schiava delle mie mani,
dei gesti incompiuti,
di blandizie negate,
di schermaglie del cuore.
Sono schiava della mia fame d'amore,
consumata nell'impotenza di nutrimi,
oppressa dall'austerità della luna in una notte di plenilunio.
Sono schiava di me stessa,
schiava dei miei respiri,
schiava delle mie labbra,
schiava del mio cuore,
schiava di questa ultima lacrima
che ho giurato di piangere per amore.
firmato da.. - Pachucha -
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Riveder le stelle
Sulle mani ho il tuo nome, come quando ti accarezzai quella notte in sogno, mi sei apparsa vestita di bianco e siamo andati a passeggio per il cielo, ci tenevamo le mani, e quante stelle vedemmo! Non si potevano contarle per quante ne erano, ma in te vedevo riflesso tutto l'universo, e mi bastava accarezzare te per gioire accanto alla miriade di stelle, e di pianeti e di satelliti di cui era pieno il sistema intergalattico delle variopinte stelle. E ti ricordi quando facemmo il viaggio con il carro dell'orsa minore? Che bello che era! Tutto brillava e come una giostra noi due viaggiavamo sgorganti felicità da tutti i pori. Il sogno. ah il sognare! Ma perché tutto ha fine? Perché non potemmo continuare quel viaggio? tu ed io da soli nell'universo. Eppure tutto sembrava vero, io veramente ti ho accarezzato le mani con gli occhi su per il cielo. E vedemmo la bellezza farsi carne viva al di là dell'irreale. Chi può dire che era veramente tutto reale? Ma sì, era tutto vero, io ti conducevo con il carro dell'orsa minore, e le stelle erano vere, perché abitavano il mio animo e se è vero che dentro di noi custodiamo Dio, ne conteniamo l'universo. Sì tu eri dentro di me, o dentro il mio sogno, so che mi appartenevi per pochi istanti, e sai bastano pochi istanti di sogno per fruttificare tutta una vita, ed eri lì con il tuo sorriso, che appartiene agli angeli, e a cui loro si ispirano. E volavamo sai come due angeli. Anche senza ali ci appartiene l'etere per diritto, perché entrambi siamo passati sotto il giogo dell'inferno ed ora ne possiamo cantare le sembianze, ma sono mutate le condizioni, ora abbiamo perdonato, sì, abbiamo perdonato chi giammai doveva fare quello che ha fatto, ma noi abbiamo superato il tunnel della disperazione, ed ora apparteniamo ad un'altra dimensione, che tutto congloba ed è bello sai raccontarlo ad anime vive. E se dopo tanto subire ho incontrato te, è valsa la pena, sì è valsa la pena di essere stato laggiù in quell'inferno dove Caronte era il nocchiero delle anime dannate, ma siamo tornati a riveder le stelle, ed ora ne contiamo la distanza di quella sempre più bella.
firmato da.. - albertoteodori -
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Sul ciglio della notte

Della notte silente sul ciglio scivolo
lambendo delle ciglia tue il contorno
che l’azzurro avvolge d’infiniti orizzonti
Dialogo muto con la tua voce lontana…
Col desiderio bruciante il profilo tuo sfioro
ad occhi chiusi respirando del volto le linee
per rinnovare di istanti la magia e l’incanto
Carezze rubate all’inverno inclemente…
Indomiti fremiti sulla pelle al pensiero di noi
nell’ombra del tempo avvinti e già vinti
e sapore di baci furenti che d’estasi inebria
Invano nel buio le mie mani ti cercano…
-Maya-
firmato da.. - GiardiniDiMaya -
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Amuleto
Immagine reperita in rete
Tra sedimentate coste
scese a mare
erose da soffione
d’onda entro la roccia,
rifuggono pensieri
di passato viatico d’amor.
Di baci persi al mare,
gettati, come simboli
d’eterno lampo,
ritornan oggi
con spumeggiar di brezza
non curante del freddo febbraio.
Ti tenevo,
stretto al collo,
mio tenero amuleto…
con foro di calcica memoria,
benedetto
dal coro e violini di romanza
che fino al ciel s’udivano
campane e trombe…
Morsa e caduta la mia rosa
con sovrapposta
tua immagine nel fango
per quel sole che più non riscaldò;
sfuggita a placida tempesta
degli anni in cui fummo attori
e su palco di scenario, si spezzò
l’ago di puntina, impazzito,
risuonando inutilmente,
il nostro vecchio tango
che in petto ancor mi tuona.
Tulad
firmato da.. - Bhaky -
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Una leggenda ben conosciuta racconta che Gregorio Magno visti in un mercato di Roma alcuni schiavi Angli, catturati mentre razziavano le coste della Gallia, colpito dalla loro prestanza fisica, esclamò:
"Questi non sono Angli, ma Angeli!"
decidendo poi di inviare missioni cattoliche in Inghilterra. Il ehm fortunato prescelto fu Agostino, priore di Sant'Andrea sul Celio
Agostino già partì di malavoglia, ma quando giunge presso i Franchi, questi gli raccontarono come Angli e Sassoni fossero colossi assetati di sangue umano, con la brutta abitudine di far i missionari dorati e fritti.
Il romano al grido di missionario sì, martire no girò i calzari e più di fretta che di paura tornò a Roma. Papa Gregorio non riescì a smuoverlo nè con lusinghe, nè con minacce, finchè Ecgfrith, un liberto sassone diventato cattolico, non gli assicurò che i suoi compatrioti fossero feroci con i nemici, ma ospitali con chi veniva in pace.
Agostino ripartì, ma sbarcato sulle brumose coste inglesi vide venirgli incontro nella nebbia strani esseri con corpo umano, ma con grandi corna di cervo sulla testa.
Naturalmente rischiò l'infarto. Fortuna che l'equivoco si chiarì immediatamente. Eran il re del Kent Etelberto e i suoi dignitari che, avvertiti da un mercante franco del suo arrivo, si erano messi in alta uniforme per accoglierlo.
L'evangelizzazione dell'Inghilterra procedette rapidamente, ma Edwin di Northumbria, signore di Bernicia e la Deira e Bretwalda, gran re dei Sassoni e degli Angli, continuò a nicchiare, seguendo il principio di chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia e non sa quello che trova, benchè fosse sposato Etelburga, cristiana e mantenesse nella sua corte il sacerdote Paolino.
Dopo esser scampato ad una congiura, affrontò la questione religiosa. Come racconta il Venerabile Beda, radunò in consiglio i grandi del suo regno, per decidere il da farsi
Ed uno se ne esce così:
"O re, la vita degli uomini sulla terra, a confronto di tutto il tempo che ci è conosciuto, mi sembra come quando tu stai a cena con i tuoi dignitari d’inverno, con il fuoco acceso e le sale riscaldate, mentre fuori infuria una tempesta di pioggia e di neve, ed un passero entra in casa e passa velocissimo. Mentre entra da una porta e subito esce dall’altra, per questo poco tempo che è dentro non è toccato dalla tempesta ma trascorre un brevissimo momento di serenità; ma subito dopo rientra nella tempesta e scompare ai tuoi occhi. Così la vita degli uomini resta in vista per un momento, e noi ignoriamo del tutto che cosa sarà dopo, che cosa è stato prima. Perciò se questa nuova dottrina ci fa conoscere qualcosa di più certo, senz’altro merita di essere seguita"
Stabilirono allora che la nuova religione dovesse essere accolta solo nel qual caso fosse riuscita ad aiutarli a comprendere meglio il senso della vita, in quanto lo stesso sommo sacerdote dell’antico culto pagano locale riconobbe che a tal fine quella dei loro padri non era di alcun aiuto.
E così Paolino ebbe via libera...
firmato da.. - alessiobrugnoli -
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