Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
29/02/2008
E tutti camminano in fretta
salutando le onde del passato
in questo tardo tempo
ove l’anima va in vetrina
In punte d’arguzia
su carrozze fastose
s’impregnano le gioconde
mentre a noi rimane il miraggio
La vacca magra del presente
entra a mala pena
nel carrello della spesa
avvolta in giornali consumati
M’affaccio sul pozzo dei pazzi
guardando i cerchi d’acqua
segnati da monete di speranza
ma c’è freddo nella stanza
Tutto gira intorno al centro
sia di qua che di la
ma nulla cambia all’orizzonte
restano solo le mutande
Quelle di un popolo in caduta
ora ce lo promettono
che sarà diverso da ieri
ma sempre meglio del peggio
O forse nel paese dei miracoli
basta un’omelia od un comizio
per dimenticare un semplice passato
ove la cinta la tira sempre lo stesso
firmato da.. - haion -
link

E' della sofferenza la paura...

Dipinto di Giuseppe Longo: Visons of Don Quixote - olio su tela - 1989
E' della sofferenza la paura
che m' agita le braccia come pale
e folle don Chisciotte m'avventuro
in questa farsa inutile che è il dolore
Io angelo nel buio,
anima ignorante,
nella speranza di me stessa remo
oltre l'orrore di una fisicità violata
per ritrovare luce e piume
Tutto in me grida
no allo scempio
nel ricordo ancestrale
di un'armonia perduta...
firmato da.. - CristinaKhay -
link

Mi manchi
Mi manchi!
E un velo di tristezza
s'addensa sui miei occhi-in quell'ora tarda
ove si schiudon come petali di magnolie
pallidi riflessi di luna
sul vasto respiro del mare
Mi manchi amor mio
come il sole che da vita alla terra
sotto ai passi felpati di un giorno a venire
e ho tanta nostalgia di te in quest'istanti vuoti...
Quando qui in solitudine
sto ad aspettare
che un raggio di luce metta l'ali
inondando il mondo di colori.
Manchi al mio cuore
ora avvolto in spire d'incertezza
e cosi,verso te la mia anima si muove
simile all'ombra di una nuvola verso il vento.
E mi manchi anche adesso
mentre dolce l'aria sussurra
dissolvendo in eco
le mie parole d'amore per te
Quasi a coprir distanze
tra noi e il tempo che lento sfila le ore
-ancora quante volte ci separerà
per poi contenerci
nello splendore della gioia più completa?
Carolina Parrilla
firmato da.. - sognodiluce -
link

Istinti irrefrenabili
si svelano stanotte
son cosce umide
che s'aprono
per offrirti piaceri
che non conoscevi
prima d'ora
e colmare voglie e manie
che in segreto celavi...
Confuse con l'ansimare del mare
le mie urla,
e adesso l'universo
ci osserva,
ci ascolta,
ma potrà solo invidiarci...
firmato da.. - LeonildeV -
link

Dolci momenti

(foto nel web)
Mi schiudo tra i tuoi baci
mentre mi fai regina
delle nostre fantasie.
M'incanto della dolcezza profusa,
e, incredula, accolgo l'emozione
tremante delle tue parole.
Mi abbandono allora, rapita,
tra le carezze infinite
della tua passione.
firmato da.. - flameonair -
link

Il Viaggio Di Thanatos
E Thanatos passò.
Tacque anche il silenzio
al crudo e flebile tocco.
S'affacciano ai balconi,
cantano nei venti,
cullano mari bianchi.
S'agita la rossa foglia.
Ella cade.
Sul suolo solo un'ombra.
Confetto di nera meraviglia.
E Thanatos colpì.
Si oscura anche il sole
sullo sguardo dell'eclisse.
Plutonico è il meriggio,
che oblia l'utopia
delle pudiche esistenze.
E' color cremisi questo cielo.
Piove fango.
Emblema ininterrotto,
soffia polvere il coraggio.
E Thanatos ruggì.
Immerso in solitudini
si perde in balia dell'infinito andare.
Sull'orlo
del pontile della vita
cade l'ultimo respiro.
Lo insegue a mano aperta
Cadendo sugli scogli.
Si sperde in ampi solchi
e in labili ombre d'oro.
E Thanatos sparì.
Sorge la luna in un nero orizzonte
danzando su colli senza spazio.
Thanatos tesse le sue tele
con nomi da raccogliere
e vite da rubare.
Sotto mani fatte d'acqua
spegne fuchi d'ira.
E' Thanatos che urla ad ogni viaggio.
" Siam soli anche alla fine. "

firmato da.. - CatherineCloyd -
link

Amore sospeso

Tu non mi vedevi mentre con gli occhi mi adagiavo sul mondo
dopo un grande rimbalzo.
Non vedevi, che esile placavo ogni sospiro
dentro una scatola nera,
sterile di vita e di colori ma attenta a riconoscermi ed accettarmi per come sono,
senza cambiarmi.
Ancora non vedi ,con quanta dolcezza e dedizione ripongo ogni tutto che lentamente sfuma,
non senza dolore, non senza amore, non senza te,
che ricolmi il mio giorno di gioie e di dolori mentre ti guardo allontanarti piano senza voltarti.
Non vedi e non senti le parole che grido più forte per farMi sentire
da chi ormai non ha più voglia di udire.
Anch’io non ho ascoltato, non ho capito, non ho saputo superare ogni ostacolo armata di speranza, perché lei se n'é andata con Te, chiudendo quella porta.
La stessa che ora guardo serrata ,in questo arido giorno ,rannicchiata nel pianto di chi non ha ritorno.
Sono scippi, sono graffi, come segni permanenti tatuati, che affiorano e affondano intermittenti dentro.
Sono braccia scivolate dopo aver stretto tanto da far male che libere di volare si incrociano su un nuovo amore mentre ancora scrivo alle mie domande senza risposta.
Mentre ancora inganno la follia, intinta d’ inchiostro ma senza macchia.
Federica
firmato da.. - riflessodime -
link

Sempre amico
eccoti un fazzoletto
asciuga il pianto
ed a sfogo finito
intona un canto
pizzico la chitarra
e t'accompagno
perché ti sono amico
tu rida o pianga
firmato da.. - Temporalestivo -
link

Supplica
Siamo gli attori dello stesso tempo
in ogni Uomo si annida un pensiero
c'è un bambino che gioca
c'è un Uomo che cresce.
Nello spazio delle parole
gli usurai consumano il tempo
le cicale cantano nell’ombra
le formiche lavorano sotto il sole.
Siamo gli interpreti
del nostro tempo
ogni uno recita la tragedia
il dramma…
la commedia nell’anfiteatro
della vita...
firmato da.. - ittoilg -
link

L'inutile
Un calendario a ciondoli
è diventato il buio
ove la Muta regna
con veli corde e ragni
ignara d'esser viva.
Non ha ragion di nascere
ma di crescere e morire
ha sentito raccontare.
Grate di preghiere si
ergono in opaco
silenzio di un arco con
tre crini d'onestà
sette d'ingratitudine
ed ingranando raggi
di trappole per topi
s'incastra una farfalla,
giustizia dell'astuzia.
Che i germogli siano storpi
e i frutti infernali;
che il sole bruci pece
e le acque siano turpi,
perchè non servon petali
per masticare bene,
perchè la meraviglia
non ha mai avuto denti.
[Vana è Venere]
Un quadro è sempre appeso
una nota è sempre aria
una parola è sempre scritta
e un corpo sempre al buio.
Buttami.

[img by a14onymus on deviant art]
firmato da.. - dragonsqueen -
link


A volte Dio
uccide gli amanti
perchè non vuole
essere superato
in amore
Alda Merini
firmato da.. - alessiobrugnoli -
link


Una esemplare punizione che anche oggi dovrebbe essere largamente applicata fu quella inflitta ad un impresario del teatro Valle, come si legge nel Diario Galimberi alla data del 15 gennaio 1802
Questa Deputazione agli spettacoli ha condannato l'impresario De Sanctis del Valle ad una multa di mille scudi da prendersi sui palchi e sui bullettini in diminuzione del prezzo, per aver data al pubblico uno pessima compagnia
Mi vengon in mente parecchi registi che dovrebbero far la stessa fine...
firmato da.. - alessiobrugnoli -
link

Traffico

Tarda il bus
atteso
da eumenidi
impazzite
Specchio incrinato
di rabbia e noia
soffoca.
Silenzioso colloquio
tra due amanti
ancora e faro
firmato da.. - alessiobrugnoli -
link

Silvana era una ragazza del ‘53
Guardo il tuo sorriso in posa
nella foto di gruppo un po’ ingiallita,
penso ad un ordigno artigianale
carico d’energia…..
Quella eri tu, Silvana!
Irresistibile, la voglia d’avventura
fa scrollare terra natia dalle radici,
ma il buon seminatore
riscalda il seme che tiepido germoglia
in terra nuova.
Ha dato ricchi frutti quel podere,
non margherite ma gigli vellutati
e chi ha scommesso tutto sullo zero
ha vinto la partita a tavolino.
Un’eco afona
si fa messaggera di mestizia,
ora so….
che hai salito il Golgota
portando la tua croce
e torni a noi in sordina
ad affondare le radici
nella terra grassa
di un tranquillo cimitero.
firmato da.. - ortensia53 -
link

.disticodifiato.
.Leccandoti distici.
.sopperisco al tuo grumo.
.che mi sfianca le notti.
.mi faccio letto.
.divengo respiro.
.e nell'incunearmi.
.in te.
.ti ricerco.
.sulla mia carne friabile.
mrs.HOLE
firmato da.. - theblackholesun -
link

"Il passero malato"
"IL PASSERO MALATO"

Un àptero passero
con l'anima aprica
avea l'idea utopica
di portar gli occhi in Africa
Ma alato non era
mai stato era nato
mutilato ma sani
furan sempre i suoi sogni
E volava di mente
saltellando su zampe
obliava ribelle
il disabile mondo
Un passero piccolo
come brutto anatroccolo
non divenne mai cigno
ma indorò d'aria lago
firmato da.. - Uomoincuore -
link

AMORE
Salendo nel domani un cielo
diverso rimane amato
da culle venute dal vento
un diadema libero
da domande inconsulte.
Profonde verità
sospese schiarendo
la voce la pallida
emozione di un gesto
acclama a l'amore.
Posizioni lacerate
coperte da un grano
giallo misto al fango
ma nel respiro
un fremito muove il passo
piacere dell'immenso.
Applaudendo al paradiso
il silenzio nostalgico
apre il coraggio
per benedire la voce
che chiama l'umano
in un tuffo profondo
di cose trovate.
firmato da.. - realta -
link

Una volta si abbandonavano i paesi in montagna per ricostruirli in riva al mare, forse nella speranza di scampare alle catastrofi dei terremoti, ma soprattutto per avere maggiore visibilità sul commercio. Poi negli anni del boom, il turismo ha dato ancora ragione a quelli che si erano dimenticati delle dure salite, delle pietre da separare dalla terra arsa e povera. Sono rimasti lì solo i ricordi tra un muretto a secco e un albero che miracolosamente ha fatto le radici sulla parete di una chiesa sventrata. Prima gli irriducibili solitari continuavano la loro vita come fantasmi tra macerie e germogli, poi anche loro per quella legge che la corrente porta tutti nella stessa direzione, finirono sulla spiaggia a vendere gelati. Ora il mare beffardo ha ricoperto interi paesi attaccati come croste all’acqua. Si faceva a gara per costruire la propria casa in riva al mare, la vista panoramica, la comodità di scendere in ciabatte per farsi un bagno. Ora sono proprio loro che avendo perso tutto ritornano in montagna. La montagna è dura quanto il mare e noi parassiti automuniti ci sentiamo così responsabili di tutto quello che avviene in natura? Si siamo supponenti e arroganti a tal punto di pretendere di aver cambiato il corso naturale delle cose. Abbiamo riscaldato il pianeta e i ghiacci perenni si sono sciolti, ma non è successo anche nel seicento? Eppure i gas di scarico non erano presenti allora. Questi maledetti panda simbolo dell’estinzione animale hanno divorato bambù ovunque, si pensa tanto a loro e meno ai polli che mangiamo che non sono ormai più nemmeno polli. Ci ostiniamo a salvare animali che dovrebbero essere spariti da millenni solo perché sono più graziosi di altri. Presto non ci saranno più banane, anche loro sono in estinzione, ma per quello non bisogna preoccuparsi perché sono la prima fonte di alimentazione dei popoli poveri. Ma i poveri non sono in estinzione, aumentano sempre di più, perché i ricchi sono sempre di meno. Fino a che arriverà il giorno che invece di bussare alla porta dei potenti per entrare e anelare la loro stupida vita fatta di finte certezze, quella porta verrà divelta, strappata, assaltata, dalla fame che non si controlla, dal rancore di essere diversi dagli altri. Tutto verrà ridistribuito equamente e nessuno godrà di inutili eccedenze. E la televisione? Rimane sempre un buon contenitore per il pane, e per i monitor ultra piatti degli splendidi tavolini da salotto.
firmato da.. - miskin -
link

Cuori di druidii
tra brusii di abeti
note dell'alba.
Versi come le onde
canzoni come fuoco.
firmato da.. - elassea -
link

Profondo come il mare
Profondo come il mare, ero soltanto io, e mi divertivo a nuotare, perché scaricavo le tossine accumulate da una vita disordinata. Era ancora l’aurora e io venivo a nuotare sul far dell’alba e mentre nuotavo il sole s’alzava allora, ma io non mi volevo bene e magari avrei voluto annegare per ricongiungermi con una entità alla quale ero molto legato. Avrei voluto scomporre la mia vita in quella mezz’ora e ridurre la mia vita in una nuotata, per non sentire il peso della vita, volevo essere leggero per non portare addosso il peso degli errori fatti e che continuo a fare. Il mare mi dà leggerezza quando ragazzo facevo le scogliere per togliermi i pensieri di dosso. I pensieri che mi accompagnano come una doppia vita. E non mi fanno respirare, vorrei tirar fuori tutto quello che ho dentro e farne un falò di inutilità mentali, ma a chi gioverebbe? A nessuno. Vorrei togliermi di dosso le persecuzioni mentali che vado facendo comunque ogni giorno annullandomi in loro. Oh come vorrei dimenticare e scaricare la tensione emotiva. L’attimo voglio cogliere e berlo tutto d’un fiato o sorseggiarlo poco a poco. Oh come è bello nuotare e liberare il davanti muovendosi con le braccia! Si scivola nell’acqua e se sei un bravo nuotatore come lo ero ai tempi della mia gioventù, dimenticavo tutto in quei momenti. Adesso diventa un obbligo perché mi serve come valvola di scarico. Ci possono essere tante valvole di scarico, come la parola, ma io sono un animale pensatore e consumo una quantità enorme nel pensiero. Occorre metabolizzare tutto, far quadrare il bilancio della vita. Se uno ha bisogno di 1000 calorie, perché ingoiarne 3000? Bisogna essere equilibrati. Ma io a chi credo? A cosa credo? Credo che qualcuno ci ha creati, fatti uomini, in questo mondo pieno di poeti, eroi e santi.
firmato da.. - albertoteodori -
link

Per pietà

(Edvard Munch)
Nessuno ha udito e compreso
ma tutti hanno cavalcato per anni
i prati incolti di giustizia, di sacralità
di due vite che pure devono avere urlato
e pianto della più indefinibile disperazione.
Quale pena questi han meritata perché
il loro destino sia stato così crudele?
M'appello alla ragione di tutti e chiedo:
dove siamo noi genitori, noi uomini e donne
quando i nostri figli più di ogni altro momento
cercano la speranza, la vita che gli abbiamo donata?
Che tutto si dica ma in molti tacciano per pietà
per pudore, per evitare che la nostra rabbia
provochi un urlo che possa annientarli
anche se nulla basterebbe per lavare
il lercio dalle loro anime.
Vincenzo Atzeni
firmato da.. - moncoeur -
link

Emmanuelle

*presa in rete
Emmanuelle guardava attonita e incantata le audaci lucciole che saccheggiavano il ventre della notte,mentre il cielo si proclamava vittima del suo sguardo e delle sue mani di pittrice cosmica.
Pennellò una ad una le stelle,in volteggi ne colorò gli spazi vuoti,rendendoli sfumatura pressante sulle cornee bagnate da lacrime che si scioglievano come lava alla vista di un mondo triste che sgretolava le certezze e la pace in guerre assurde.
E a lei mancavano battiti e la gola le si serrava.
Emmanuelle,era figlia dell'oggi.
Delle multinazionali che annientavano e vessavano, rendendoci schiavi del progresso che drogava.
Vedeva andare in lenta rovina l'aria e il suo ardire in tempo deciso.
La nudità che guardava,mentre inondava di colori una tela che di bianco aveva solo l'incertezza.
La finestra si faceva fessura.
Il mondo si stagliava obliquo.
Era cratere esploso, rosso dolore invecchiato e imbottigliato.
Servito a tavola dei potenti.
Serviti.
E riveriti.
E quelle lacrime non andavano via.
Si sentiva pietra sbeccata dall'incuria, come quei monumenti disossati dall'acido di piogge sputate da un cielo incazzato.
Oh si il cielo, quella volta annerita al di là del vetro di quella cupola che proteggeva ciò che ormai era dato per morto da secoli.
Il potere.
Quell'assurdo vezzo, baluardo di follia che nella testa della gente generava vermi che si cibano del futuro e della quiete del genere umano sfinito.
Tutto scorreva feroce,si faceva impetuoso silenzio e la gente moriva a migliaia per il vezzo di possedere terra.
Una terra che infondo.
Era dono di un dio che soffriva spegnendosi lento.
Le sirene,lontane.
Il coprifuoco o forse un nuovo morto sulla coscienza del capo supremo.
Sorriso ferito sulle labbra di Emmanuelle,suo padre era morto,ucciso dai soldati.
Sua madre.
Sua madre,un vegetale.Ridotto così dall'acido inalato durante l'ultimo giorno di lavoro in fabbrica.
E lei.
Figlia di un futuro morto.
Incerto e ferito.
Lei il futuro da rendere vero.
Carne lucida in un mondo folle.
firmato da.. - Morfea77 -
link

Lo stesso destino.
Sono chiuso qui,
e forse in me stesso,
mentre i miei occhi potrebbero essere anche i tuoi;
perché la sofferenza, come l'amore,
ci unisce e ci divide.
In questo triste rifugiarmi
l'anima pronuncia parole sempre nuove,
ma a volte vorrei non saper ascoltare.
Ripenso ai sorrisi, a suoni meno cupi e spensierati,
quando già uno sguardo triste e stanco mi toglie la vita.
Mi abbandonerei tra le sue braccia, invece,
sono io a doverla sostenere:
quegli occhi lucidi sono i miei,
in uno specchio mai troppo vecchio
per essere abbandonato.
E volo
come una rondine senza ali,
a capofitto verso una terra che non mi appartiene.
Mi sfugge la purezza
come la brezza della Primavera davanti al temporale.
In un silenzio anonimo e sconfinato
rivivo in altri corpi, tra mura spoglie,
tra grida di rabbia e di dolore,
tra lacrime inghiottite per nascondere ancora.
Avrò il tuo stesso destino,
ma non te ne farò una colpa:
le voci si confondono,
senza che il tempo le divida,
e da uno stesso pianto
la pazzia vedrà la luce
di un volto che non dimenticheremo.
Cristiano Bartolomei
firmato da.. - alexemme2004 -
link

Chiudi gli occhi
non guardare indietro:
potresti ricordare qualcosa di bello
che non arriverà mai più.
Chiudi gli occhi
e riaprili solo quando avrai la forza
di tornare indietro senza piangere
e guardare avanti sorridendo.
firmato da.. - grethatrevisani -
link

Auguri a tutte voi Donne!

Grafica by Annarella
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che non hanno il dono di un sorriso
A quelle che non hanno una carezza sulla pelle
A quelle che non conoscono la dolcezza
A quelle che in silenzio subiscono la violenza.
A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che abbracciano con amore
A quelle che illuminano l’anima
A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo
A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno
A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita
(Michele Luongo)
firmato da.. - LAPISLAZZULO -
link

28/02/2008
Quando
immagine presa in rete 
Tulad
Mi parlavi del mistero
con atone parole, sensazioni,
mute, avvolte tra l’amore
e misurato affetto
percepito laconico
decretavi che,
erano emozioni,
seppure non celate
ma certo mascherate
dal senso dell’orgoglio.
Ripartivi e tornando
Lasciavi sparsa voglia
riponendo attesa sulla soglia.
Quando, amore,
guardandoti assonnato, stanco,
nel fruscio del nostro canto
risalivi colline e t’aggrappavi
al fianco mio di carne e pesca,
godevo a rinvenir midollo
generato in tue radici
e bacio e carezza
avevi ai piedi rifioriti
riacquistavi risposta
in testa riscattavi
la salvezza.
firmato da.. - Bhaky -
link

Forse

Forse mi ritorna in mente
nel vano divagare in cui sedotta
dalla malinconia dell'ora-sta l'anima raccolta
dentro a un gomitolo di pena...
Quanto dolce sia,lasciarsi indietro
dell'inquietudine l'uggioso aroma
intrecciando dentro al petto
soave l'armonia color indaco d'un cielo a primavera
mentre la luna intanto s'apre
come pallida rosa,nella vasta calma della notte
Forse
è nella dimenticanza del dolore
che l'occhio s'ormeggia su nuova luce
stillante miele tra le ceneri d'un cuore
ormai muto alla speranza...
Forse al crocicchio
di strade senza confine
riposa l'agonia di un 'illusione
cullata da sciami di farfalle
che ora accendono colori su quell'oltre ...
Nell'attimo in cui il pensiero si libra
verso la percezione dell'ignoto
e li mi attende-fugace quell'estasi silente
fragore d'un ronzio di pioggia..
Ove la sofferenza s'ammortizza
su una conchiglia di nuvole
col fremito del vento a farsi musica
che acquieta ogni ansia
Poi al di là del silenzio
una traccia d'aurora- sulla terra
a cancellar le ombre
-menzogna a vivicar un altro giorno
di ripetuti gesti...
Presto sarà domani
con la premonizione d'una felicità
come antidoto al consueto...
Forse indulgente attesa
per ingannare il delirio del tempo
col fatuo palpito
d'un sogno- in perenne fuga.
****
Carolina Parrilla
firmato da.. - sognodiluce -
link

'A natura in Blues
‘Sta sera 'a natura è ‘nnammorata,
c’è ‘n concerto de cicale e grilli,
‘na sinfonia c’arriempie la nottata
e renne l’animali assai più arzilli.
Puro er vento che passa tra le fronne
pare ‘n violino e sona ‘n sottofonno
er canto de la melodia der monno
co’ note ggiuste e nun se confonne.
Li ner cèlo leggere le nubi balleno
sculettanno de fronte a Sora Luna
e le stelle sorridenno ammiccheno.
‘Sta sera pe' chi è svejo e ‘na fortuna,
se gode a gratisse ‘a voce de la vita
che durante er ggiorno è ammuffita.
firmato da.. - grisby6043 -
link

Orcio panciuto
orcio panciuto antico
racchiude ed imprigiona
i tuoi sogni proibiti
tutti i pensieri torbidi
e i desideri pazzi
ora che irresistibile
t'ha fulminato Amore
e ti sconvolge i visceri
forte è la tentazione
di fracassarlo subito
che aspetti allora, rompilo
bando alle convenzioni
libera sogni e aneliti
vola sugli orizzonti
librati sulla musica...
vivi ,ché amore è vita
firmato da.. - Temporalestivo -
link

Per amore
Per amore
sfideremo l’orizzonte
librandoci in volo ad ali spiegate
nel blu d’infinito che avvolge il respiro
Per amore
sfideremo il vento
accarezzando nuvole soffici e mute
fra sguardi d’eterno che non conosce confini
Per amore
sfideremo il destino
tenendoci stretti in bianchi pensieri
che avvolgono il mare in ruggiti d’abbracci
Per amore
sfideremo noi stessi
abbandonandoci al nostro sentire
che ci rende liberi e vivi più dei gabbiani
-Maya-
firmato da.. - GiardiniDiMaya -
link

|