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30/06/2008





La follia delle mie mani



Gonfia di promesse

sollevo

dinanzi alla

maestosità della notte

i pezzi

di un cuore

penosamente sanguinante

L’ottusa ragione

nuovamente stanca

dell’abitudine del vivere

innalza veli

intorno a sé

celando

la tristezza nei suoi occhi

Testimone è il sogno

della follia della mie mani

ladre

di note e di piume

di petali e carezze





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- feffadambrosio -


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sezione: poesia












Paura di perderti.



Paura di perderti.

 

…palpiti  di  angoscia

assillano il mio lamento,

sento in me

la bestia  che io cibo,

la scaccio

con tutte  le  mie forze,

a  credere

che tu  ancora  esisti …

 

…mi arriva la tua voce

arriva da lontano,

suoni  s’alzano

in una musica  vibrante,

li dove  il falco

mi porta  tuoi sorrisi…

 

…ho  paura di perderti

di non trovarti più,

io stanco sognatore

che  a te

vuole solo amare,

fare  affannosa lena

in un respiro

che alito non trova…

 

…tendo la mano

al volgere del tempo,

lo vesto

di   colore rosa,

dove  l’attesa

consolida

le parti a noi care…

 

….non  ti perderò

lo sento!

i miei bisticci

son solo

forti abbracci ,

aspetterò te

le campane a festa,

i grilli canterini

che cantano  di sera

il nostro chiar  di luna…

 

il poeta narratore.





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- poetanarratore -


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sezione: poesia












-Incenso & Vita-





-Timida la Bocca varca la soglia della parola-
si frammenta nei sapori intrisi di passione
 si riveste..tessuta d'Ombra
e di lacrime calde che ne soffocano l'appetito
Vibrano i fiati fra le pareti delle labbra
-Fuoco Liquido nascosto nel Silenzio-
Sfere di respiri corcondano i volti avvolti dalla Notte
e riflessi amaranti scintillano sui lembi di Miele
-Trionfante Luce-
ricolma di vita come rame ricopre il percorso delle voci
Livido il calore emanato nel Delirio
Non si dissolve e prende forma ciò che si scioglie dalle labbra
Veleno per il Giorno...Impuro Pensiero di chi Osa Amare
-Quanta Morte Innalzata all'Ira della Mente-
Io Mi Mordo di Passione ..al Mio Sacro è  Donato
e non c'è corpo che mi divide
ciò che perfetto per me ha creato il Desiderio
-Grido nel Ventre sussurrandogli tempesta-
Ingoio Lame di Fuoco e Miele
come gocce di rugiada nate dal nuovo Sole
Strisciante e Germogliante
sul mio Volto ha dimora
-Impura Musa-
a rubar Incenso e Vita
-Runa-





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- rose74 -


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attraversa
il sepolcro

i piedi scalzi
il cuore scomposto
sulle labbra
le parole di
madre che si
fan preghiera
un sudario
assorto sembra
una nuvola
d'incenso sconposta
il silenzio e la
foga abbracciarlo
un ultimo momento
prima che
prenda il cielo
e vada lì dove
la luce l'aspetta
pochi passi tra la
ghiaia e la
terra lo sguardo
si fa pioggia
della Maddalena
si stringono
le mani cadono
le rose bianche
sguardi di sguardi
alati oltre le
ombre i cuori
ormai dall'assenza
intarsiati ed
un attimo che
diventa stella
"dov'è il figlio
che ho perso?"
la madre ignare
"dov'è lo sposo
mio eterno?"l'amata
ignara"é volato in
cielo!"il santo silenzio
e la madonna"ora che tutto
è un'onda pura
rimarrà soltanto
l'uomo e la
natura e poi il
tempo ed il peccato
possa l'uomo
perdonarsi ciò
che ha fatto
perchè io che son
donna ho troppo
amato per lasciarmi
portar via questo
mio figlio dall'amore
e la salvezza
troppo distratto"
"amen"disse l'ombra
ed il tempo si
macchiò di
remora e peccato





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- ashurado -


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Sotto al Tappeto



[polvere+sotto+il+tappeto.jpg]
Sotto... al tappeto
 
  Sotto un tappeto che però non vola
    Nascondiamo strati in invisibile pila
Di qualcosa di per se amarognola
Un fermentato di verità malevola
 
Ed il percolato... alla fine sbrodola
Leggerezze di giovinezza frivola
Intrappolata dalla morale discola
Che poi ci frusta e non si assimila
 
All'odierno esistere senza tutela
  D'innocenza persa in nera sequela
    Nelle contingenze della doppia fila
    Con soste vietate mordendo la mela
 
Di serpente vanesio in vestito di gala
Dentro ad un pianto senza la vela
Destino intessuto in trame di tela
Lacerata poi in assenza di un'ala
 
Per volare in desìo per un'ora sola
  Ma c'è l'orgoglio che possente sfila
   Un tesoro immenso come fa la cicala
    Sei troppo in alto e mi manca la scala
 
Edo e le storie appese




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- EdoEleStorieAppese -


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[SadicAmore]



*federico bebber flickr's

Sadica
t’ingoio
nel letto
che fu
di nuvole

 

Satura
in vacua
pelle
nel plasma
del lamento
semino
graspi
che a
schiacciarsi
piangono

 

Esecrabile
il tuo digiuno
si fonde
al petto
che sfiata

 

Schiumandomi

la pece

che il tuo amore
mi
cresce

 





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- Morfea77 -


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Per chi ha deciso*



Paolo Filippi - Massimo Acciai
[
ascolta]


Un'altra notte in città, di già
Un'altra notte ma non ci sarà
Un altro giorno ormai
Per chi ha deciso che…
La notte, lui e lei
Altrove l'allegria.

Il viaggio insieme meno oscuro sarà
A tutti tocca prima o poi quaggiù
"Ora che io ho te
più grande cosa c'è?
Solo il declino ormai
Ci aspetta per la via."

"Che cosa scrivi?" qualcuno domandò
"in quel biglietto", "domani lo saprai"
l'idea nascose in sé
nessuno lo fermò.
Da soli nella via
triste periferia.

Notte di giugno, muta la città
Sotto il lampione l'arma luccicò
Quattordici anni e via
Fu tragica follia
Lei poi ci ripensò….
……da solo andò.

Un'ora prima passai io di là
E mi fermai lì pensando ai casi miei
Dei passi dietro me
Ripresi il passo mio
Fu tragica follia…
Follia!


* Ispirato ad un fatto di cronaca degli anni '90. Due fidanzati quattordicenni avevano progettato di suicidarsi insieme; all'ultimo momento lei aveva rinunziato.





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- massimoacciai -


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ago.nia d'amore



rendimi la vita, scagliami il peccato
nell'oblio del tempo, il peccato
di averti amato
un soffio d'amore noleggiato
in un roseto di cuore e spine
un timbro su un passaporto scaduto
seduto nel mezzo
di una smarrita strada
rotta è la bussola
l'ago infranto
vivo senza peccato
e senza te..
vivo





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- matris -


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"IL TUO PAESE"

*Scugnizzo di Silvana Brunotti*

Pesti vicoli e strade
d'un paese con passi
finchè fiero dimostri
d'esser duro e d'andare

Ma scappando tu strappi
aria da in te tenere
dove lungi e dovunque
resterà un tuo ricordo



 





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- Uomoincuore -


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sezione: poesia
















Camminando su per la montagna, nel raggiungimento della vetta, s'incrociano pensieri e fatica.
Ogni volta la quiete della montagna riporta nel cuore il silenzio e sembra che tutto si acquieti.
Che fatica. Il senitero è stretto e non è comodo camminare. Si tende ad avere un passo svelto, ma gli inciampi frenano l'interiore frenesia. E questo regala agli occhi di godere il verde brillante di quel maggiolino, il ricamo di quel fiore giallo, la gioia di quella violetta che fa l'occhiolino dal prato; mentre la genziana ondeggia in segno di saluto. Il sudore che imperla braccia e gambe è asciugato dalle felci ai lati del sentiero. Quelle frasche, che sovrastano il sentiero, mi asciugano la fronte.
Non sono abituato a camminare per sentiri stretti, ma per strade o marciapiedi comodi.
Lisci.
Senza inciampi.
Mentre queste lingue di terra mi assomigliano di più alle strade più tortuose e impervie della mia anima. Fare attenzione a dove si mette il piede per non cadere.
Gli scarponi inciampano nei sassi e sul terriccio sdrucciolevole.
Sentieri del dolore e della sofferenza. Dove non si può correre, anche se vi vorrebbe.
Dove ci vuole attenzione, per non ferirsi ulteriormente.
Dove si valorizza ogni passo avanti fatto, per non perdere la speranza che stiamo arrivando alla meta agognata.
Dove il rumore dei passi forma un'armonia che rinfranca l'anima.
Poi il ritorno alla quotidianità, rigenerato da questi tesori che la montagna e sua solitudine, solo perchè mi sono avvicinato a lei, mi hanno donato.
Energia pura che mi permette di continuare ad amare.





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- etivengoacercare -


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STU CAU’TU

 

Passa lu tiempu,

la strata ‘ncurtescè,

cangianu li staggiuni,

cangia lu mundu,

cangiamu, puru nui.

Cuntente lu stessu, tiru  a ccampare,

pinszandu a tiempi nu picca cchiù chiari.

Ggiru la chìai, trasu a ccasa,

tuttu stàe comu l’imu llassatu, tuttu ete ordinatu.

Cquadri ‘mpisi a llu parete,

na cartulina rriata tiempu a rretu,

cu  nna farfalla ddisignata sobbra.

Holà la farfalla, holànu li palore,

comu lu jentu ca stasera, sentu ddhrà ffore.

Mi sentu bbabbatu,

ete lu caùtu,

o stù jentu ti sciroccu,

 ca si ‘ncoddhrà sobbra, comu nu custume ti sposu,

o forse, ete l’età.

Cquardu intra llu tiraturu ti la scrivania mia,

tutto stàe mmuntunatu a llu postu sua,

puru cu ll’occhi chiusi, tròu c’è bbogghiu.

A mumenti, mi fischia na recchia,

mentre stà ggiru intra ll’armadiu, a ‘ncerca ti na camisa,

ca no ttròu cchiùi.

Apru nu picca la finescìa,

lu caùtu ete sempre cquiddhrù,

li pinszieri, puru.

Comu stà ccampamu,

stì tiempi,

li recgule,

totte stì palore ca holanu comu fugghiazze,

scì frabbica e cc’ì sfrabbica.

Sta sutu friddu,

mi ccorgu però,

ca sò sempre li stessi caùti,

cent’anni a stà parte.

 

 

 

 

CALDO

 

Continua lo scorrere del nostro tempo,

la strada, si fa sempre più corta,

le stagioni fanno le bizze,

la natura pare ribellarsi,

stiamo in metamorfosi anche noi.

Contento come sempre,

con il fardello sempre più pesante,

vado avanti,

immaginando periodi migliori.

Rientro a casa,

dopo una lunga giornata d’assenza,

tutto è in perfetto ordine.

I soliti quadri appesi alle pareti,

una insolita cartolina, arrivata una stagione fa,

una farfalla che fa da  immagine.

Vola nell’immaginario la farfalla,

come volano le parole nella realtà,

come sta volando questo vento, in quest’umida sera.

Mi sento intontito,

sarà quest’afa,

 o questo vento africano che ti si veste addosso,

da perfetta uniforme,

o magari è l’età?

Rovisto  in un cassetto della mia scrivania,

tutto è disordinato al posto giusto,

anche al buio,

riesco a trovare quello di cui sento il bisogno.

In momenti diversi, un orecchio  fischia,

mentre cerco una camicia, colorata di nuovo.

Apro un po’ la finestra,

sento che  il caldo è sempre lo stesso,

anche i pensieri non cambiano rotta.

Questa società,

il nostro quotidiano,

l’assenza di regole certe per tutti,

tante parole che volano, come foglie spinte dal vento,

tutto per tutti.

Mentre il sudore scende, mi accorgo,

che il caldo è sempre uguale a quello,

del secolo passato.





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- localo -


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Vin iquè ca t'amaz



Vin iquè ca t'amaz
in quent i l'ha dett
il vleva dì
per un sol
am'arcord
un sol l'é
rmast
ta l'é capì
cl'é quel dla mà
cl'az cureva drè

m.m.

 

Vieni qui che t'ammazzo

in quanti l'hanno detto

lo volevano dire

d'uno solo

mi ricordo

uno solo

è rimasto

l'hai capito

che è quello della mamma

che ci correva dietro





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- taglioavvenuto -


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L'ODORE DELLA NOTTE



L’odore della notte
sale pian piano
dalla terra bagnata..
E si diffonde nell’aria oscura…
Una fragranza che sa di mistero e di sogno..
Di luoghi lontani sconosciuti
ma anche di ricordi a noi vicini..
un odore inebriante che ci delizia…
finchè come un potente oppio
ci conduce all’agognato sonno….




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- Nero74 -


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GIUSEPPE



Silenzio di lineamenti
dolci parole
a volte dense
di una barriera
che chiude il verso
al mondo tuo
intimamente profondo.
Cammini
dolcemente portato
dalla sapienza amica
di gente che di te
ha bisogno.
Musica il tuo cercare
nei rumori la voglia
di essere vivo
mendicante di emozioni
negli occhi
di un regale andare.
Tra le mura
giornate di un ascolto
di un mistero
che evoca alla tenerezza
di una vita
come un soffio
che torna la carezza
a te donata.
 
Questa è una dedica a un mio amico portatore di un Handicap




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- realta -


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IL VOLO



Scendere lungo i sentieri dell’ignoto
per provare la vertigine del vuoto..
Dimenticare la propria dimensione
per volare in luoghi lontani e sconosciuti..
Liberarsi dalla pesantezza del presente
che impedisce alla nostra anima di librarsi 
verso l’immensità del cielo..
 
ECCO..
Ho pensato tutto questo,
ma poi di colpo ho aperto gli occhi..
ed ho capito che era solo un sogno!




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- Nero74 -


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L'arcobaleno



Correre per prati fioriti
con la pioggia tra i capelli..
Rincorrendo l’arcobaleno
prima che svanisca..
insieme alle tracce del temporale
appena passato.




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- Nero74 -


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sezione: poesia
















Giugno XXX

Idea d’arte che non saprò mai

 

Un vento freschissimo di mare

m’arriva nell’alba,

e m’angoscia il sorriso al delirio,

l’atroce dolcezza, la domanda e il dolore

che d’improvviso piombano nelle cose.

Che cos’è mai il sorriso ai suicida

che pure sorridono e ancor si senton soli,

tristi e soli chiamare nella vena ricolma di tedio

che dritta conosce il delirio e

più non ringrazian la vita?





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- Enea24 -


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sezione: poesia












Lustro



'Voglio dar lustro
alla nostra vita',
dicevi, e succhiavo
come colostro
la tua amorevolezza
infinita.
E non potevo pensare
che sarebbe finita
- ma come, se infinita
l'avevi servita? -
e 'lustro' oggi e' solo
il tempo - cinque anni -
che e' finita
e colostro e' la rinascita
d'un uomo che si attrezza
a non subir piu' la vita.





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- Pecco73 -


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Momento



 ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,

a 48 ore dal mio 66° genetliaco]


torpore:

velo di tenebra sugli occhi

mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:

minimo ritaglio dell’eterno





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- flymoon -


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sezione: poesia












Sguardi Innocenti



Sono sguardi che si perdono nel nulla
finisco frantumandosi
per ricontrarsi corrotti da altri sensi
non lo diresti mai come stasera
siamo vittime dell'incoscenza
mentre consumi il vino rosso chiesto
bisbigli inconsueti pensieri
e ti trascini nella camera
portandomi per mano nella tua stanza.

Quei sguardi inebriati di rosso
scompaiono presto
in una notte calda e afosa
dove le stelle si nascondono, per paura dell'uomo
stupido essere dal corpo deforme.

_aNé_
Sfoghi Adolescenziali





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- Anelly -


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Un giorno che non ricordo



Un giorno che non ricordo, tolsi dalla mia memoria ogni cosa, tranne l’aver incontrato te e da allora sono visitato da sogni ogni notte, e loro mi portano a te, vestita da un tailleur nero dal quale fuoriusciva uno sguardo che non potrò mai dimenticare, e da allora lo sogno ogni notte che m’addormento, e quando sono sveglio immagino quello sguardo alleggerire il cielo, e dominare l’universo in un viaggio senza tempo fra l’infinito dei tuoi occhi, io arriverò a quello scoglio dove nacque la dea della bellezza, e mi rammento aveva i tuoi stessi occhi, ma tu hai l’animo sgombro d’ogni impurità, perché sei pura come la perla che ho in mano e te la darò in ogni istante delle notturne visioni che viaggio nell’universo all’unisono con l’angelo della beatitudine, e questo mi condurrà alla tua porta a darti quella perla rara che sei, tra l’orizzonte di Zenit e Nadir fino ai confini con l’Ellesponto, dove un giorno andrò e condurrò te tra i miei sogni che conduco nelle mie notti. Oh angelo azzurro io e te per sempre oltre l’orlo del tempo, oltre l’inganno, oltre gli dei mortali noi andremo e saremo immortalati dall’epifania degli eventi universali, perché dove c’è amore non c’è inganno e dove c’è amore si sconfigge il tempo, per entrarvi oltre fino alla fine dei tempi, quando tu ed io entreremo per i viali di quella mansarda dove erano le nostre iniziali della costellazione che vedevamo insieme e che abbiamo deciso un giorno di visitare, perché quel momento è giunto oltre le colonne d’Ercole dello spazio e del tempo, per sempre insieme.





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- albertoteodori -


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RICORDO



Apro la scatola chiusa da un pò,
ritorno indietro seppur non voglio,
ma oggi devo.
Il melo è fiorito tante volte e
tante volte ha ripreso il suo viaggio la rondine
ma io no, sono ancora qui,
seduta al davanzale del mio passato a contare le gocce
di pioggia che scendono senza sosta, perenni..
Amore donato e poi ancora dolore e perdita,
sorrisi e poi pianto,
avere per perdere..
sempre, in continuazione.
L'affetto di un padre
l'unica stella nel cielo d'infanzia,
un padre che a metà del cammino
ha smesso di esserlo per essermi figlio.
Amori sbagliati,
violenze subite,
amici nemici,
silenzio e freddo.
Poesie, solo poesie, musica suonata ..
straziante rimbombo nell'aree tremendo..
un gesto disperato, mal riuscito,
tre giorni sul filo dei due mondi.
Odio e rabbia mi hanno accompagnato nel percoso dell'adolescenza,
uno spirito ribelle, malvagio, mi ha posseduto lugnhi giorni, anni.
Cercavo l'uscita del viale oscuro, NON C'ERA.. 
gridavo, NESSUNO..
piangevo
e nemmeno la pietà mi era concessa.
FINGEVO.
Ho finto non so quanto,
per quanto, per dove, per che cosa..
so solo che ho finto,
ho solo finto.
Ho tentato di tenere tutto lontano da me,
ho tentato di cancellare, distaccare,
razionalizzare,
ma la libertà era lontana.
Un cappio stringeva il mio collo,
un velo offuscava il mio sguardo,
un grigno celava il mio sorriso,
paura bloccava i miei passi..
Un angelo ha poi bussato alla mia porta
e mi ha obbligato ad affrontare..
lo strazio del mio grido ha destato il cielo dal suo sonno,
i pugni sbattuti con violenza,
un vomito di lava dalla bocca,
muscoli contratti come nell'ultimo respiro..
quasi la morte, quella che avevo tanto desiderato..
e poi l'assenza più totale.
Svuotata dal macigno più grande,
pian piano ho iniziato a lottare la battaglia della vita,
quella per viverla e non subirla.
Oggi lotto ancora coi fantasmi del passato,
a volte perdo, a volte vinco,
ma se vinco li cancello.
Non c'è posto per imprigionare,
nessun prigioniero nel mio cuore,
non risparmiero nessun assassino alla mia esistenza..
combatto per vincere e
vincere per sempre il RICORDO.





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- Electral -


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TERRA



 Partirò nel più triste degli addii
nella lasciare questa terra conosciuta
la valigia seppur piena d’emozioni
è un oceano di amarezze e di rimpianti.
Prenderò l’unico treno verso dove
nessun volto mi parrà mai famigliare
E nel quieto vagheggiare della mente
cercherò nel tuo ricordo la mia vita
quell’istante che conobbe la mia terra
il mio pianto sconsolato da bambino.





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- Electral -


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VENDETTA



Ascoltami adesso nel fragore del tuono,
adesso che le parole si mescolano al tumulto del cielo.
Pioggia scorre sul mio volto e confonde  profili tremendi
occhi incavati, scuri, furiosi.
L'amore era silenzio ma la rabbia adesso la senti?
Percepiscimi dentro di te come l'aria che respiri
inconsapevolmente, continuamente;
così mi muovo nel tuo corpo fradicio di fango,
m'insinuo nelle tue viscere, scorro nelle tue vene,
nei meandri di te divampo e brucio.
Mi senti adesso? Rispondi, mi senti?
Nel tempo del noi ero come vento,
come ombra nella nebbia,
come cane di strada,
come niente assoluto.
Nel tempo dell'io, adesso, sono solo fuoco
e mentre consumo la tua carne con parole di spada,
di brace,
tu.. finalmente mi senti.
Ascolta quindi,
non cercare pace perchè non ne avrai,
ne pietà, ne conforto, ne redenzione.
Non c'è nulla per te se non
il disprezzo, se non la mia persecuzione.
Griderò al cielo giorno e notte il tuo nome
chiedendo giustizia, chiedendo vendetta e
l'avrò, sì l'avrò.
Alzerò il mio calice di vino novello,
seduta in una stanza vuota,
e a me stessa, tra lacrime isteriche,
brinderò tutta la notte.
Arriverà il giorno con la sua luce
per trovarmi ancora lì, col calice nuovamente pieno e
mentre il sole filtrando dalla finestra
spazzerà  via ogni cosa,
ogni residuo di te...
in quel momento , per un momento solo
sentirò di nuovo che TI AMO ancora... 





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- Electral -


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sezione: poesia










29/06/2008





+ Nuova Vita +



(immagine presa in rete) 

fammi vedere il nuovo giorno,
fammi essere nuova pelle...
non ci sono tristezze quando
nasce una nuova vita,
sarà perfetto, pelle a pelle.
Ho congelato tutti i miei sogni,
le mie voglie,
quello che mi tiene vivo
 è il tuo splendore.
In piedi sui pilastri grideremo il
nostro Amore, sarà un canto
ad alta voce.
Piove luce sulla nostra vita,
il mio brillare sarà completo...
fuoco a fuoco è il mio desiderio,
ti porterò la luna...
andremo dove le stelle
cavalcano la notte,
e quando sarà di nuovo giorno
il pianto di un bambino ci riscalderà
il cuore.

Celticopoesia2008





firmato da..
- celtico -


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Come te...Nesuno mai



 
Come te nessuno mai
ha saputo sfiorar lembi del mio cuore

carezze di seta a far rinascere la rosa
di me -ombra esitante a strascicar i suoi passi
sui vicoli della notte..

Cosi hai saputo donarmi
un sole di speranza, per ristorar la mia arsura
e tappeti di stelle accesi sul cielo
nell'estasi solenne della veglia
 
Ti penso...Ti sento e vivo
sfogliando petali di te
essenza fragrante d'amore
 a espandersi ora in me
 
Esattamente non so in qual modo
 poter dimostrarti quel che sento
ma se ci sei,nessuno come te
fa accellerare il ritmo del mio respiro...

E in quell'attimo
 vorrei fermare il tempo
per rimaner ancora immersa
nel soffice languore d'una conchiglia d'aria

 Ove tu sei la sinuosa brezza
che dolcemente mi culla

  -  nato per rendermi felice-

perchè nessuno come te
mi ha amato
...mai.
.
.
Carolina Parrilla




firmato da..
- sognodiluce -


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Giugno XIX

Aspettando la sera

 

Oh dolcezza, brezza del porto

su questa vuota darsena;

Le vele svettano in banchina e

al largo una striscia più blu,

più fresca, si schianta nel mare.

A levante si stan scaldando le griglie

per la gente che viene e che verrà.

Oh adesso! Magnifica, silenziosa,

t’immagino uscire tra l’onde

e rapirmi nel calore della tua carne.

 





firmato da..
- Enea24 -


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Carezzato da una dolce brezza

 

Sulla riva del lago

l’anima in cielo

sperduto nella contemplazione

della tua immane grandezza

notte placida di luna piena

le stelle brillano nell’immenso

sembrano rispondere con dei bagliori

pulsando ai miei occhi e al mio cuore

quiete attorno a me

mi sento divino

un luccichio serpeggia sull’acqua

mi sporgo

sulla superficie del lago

la volta del cielo

la luna

la sagoma scura degli alberi

e il mio viso

carezzato da una dolce brezza

tra le stelle

 

Pietro Atzeni





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REQUIEM




Toulouse-Lautrec
Nell’arcobaleno
dalla variegata scala di grigi
affondo la mia essiccata vena.
Nel posacenere ormai pieno
un turbinio di pensieri avvolge
il mio essere tormentato.
Le figlie della notte che tace,
generosa e complice ogni segreto,
recitano come voci bianche
il mio requiem,
pizzicando come corde di un’arpa
i  nervi tesi
la spinetta esegue le sue acute girandole
graffiando l’aria attorno
radunando a se le nostre anime barocche.
Nel sonno agitato
sogno rivoli ininterrotti di parole
torrenti di abbondanti acque pure
feroci belve mansuete e docili
mi vedo sui campi in fiore
raccogliendo erbe medicali
per curarmi il male francese
dolce capriccio figlio
bastardo e incurabile
delle notti  di donne e di bevute
spalanco gli occhi alla notte
incredula,
insonne nudo e disfatto
la donna che ho accanto
dal nero colante
sui begli occhi persi nel vuoto
cercando l’amore
rubandolo al sogno
stringo le mani a pugno
le apro lanciando nell’aria
pesante di fumo e polvere,
e odori di vita,
come mille coriandoli le
mie perdute stagioni.

giorgio medda




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Sentimi sulla pelle




Sentimi sulla pelle
come la rugiada che ti rinfresca,
come il vento che ti asciuga dopo una notte d’amore,
come il tuo profumo,
come le onde del mare,
come la crema che ti protegge dal sole,
sentimi sulla pelle.

Franco






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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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