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30/09/2008





ORA



RavenSunrisecard[1]

 

Ora

che scatenata la follia

più lunga della stessa vita

in chi nega

tenace

l’evidenza…

 

Ora

che apatici guardiamo

mani che s’agitano

frenetiche

nel vuoto,

voci tonanti

a colpir solo muri,

rabbia

livore

senso d’inerzia

a culla d’un venire

più distorto…

 

Ora

che coltiviamo un mondo saturo

al di qua di oramai cucite labbra

figlie più savie del senno di poi…

 

Ora

possiamo finalmente sospirare

del nostro cielo in piena

qual dimora dell'eterno giurato

senza veli sugli occhi

e senza Bibbia

 

Ora





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- Melarea -


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Sorride la luna

al caldo delle stelle

Tepore vitale





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- marina2 -


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Temporale a Milano



Ferisce il vento
ombrelli sparuti
foglie morte
del cuore.

Notte spaccata
fulmini nudi
nell'acqua.

Profuma l'anima
d'asfalto e d'addio





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- alessiobrugnoli -


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Quando



Quando il sogno diventa follia
l'immaginazione realtà
la vita un corpo che ti accarezza dolcemente
anche i presentimenti più tetri
che violentano il tuo essere
appaiono solo come immagini
in un ballo d'amore infinito.





firmato da..
- milano08 -


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RITORNU A CASA

 

 

Lu sole, stà scarfa li chianche e lli pariti.

Stà bbete lu paese, nu fiuru lluminatu, comu nnu libbru piertu,

stà llu cquarda e stà llu legge tuttu stùmacatu.

Lu libbru ca stà legge, no spiccia mai,

anzi, cu llu passare ti lu tiempu,

crescinu li paggine ti liggire e lli ficgure ca sonu cculurare.

Lu cuntu ete longu, nui sempre a ‘pprima fila,

cu lli petre a ‘mposcìa senza piccati,

o cu ll’occhi chini e lli  manu hacanti,

sempre cchiù ‘mprusati.

A mmumenti lu ete vju, a mmumenti mortu,

sempre,

ete ca cerca cu cangia lu culore a lli pariti,

o li recgule ti lu scìocu,

intra tutti li trappiti.

Tostu ti capu, comu li cozzi ti mienzu a ffore,

puru cquandu lu mortu stae a mmienzu a ccasa,

tìce ca ‘ncora a mmurire.

Paese, ca ssimegghia a nna carosa,

beddhrà, scapiddhrìsciata, tosta e culurata,

ma ca sempre stae rraggiata.

Chìena ti case e chiese ecche, beddhre fatte,  

furni e suppenne nòe, totte scontrafatte.

Nu cinama fattu nòu e unu ca stà ssi scarra,

comu tante addhrè cose,

a llu bisognu ‘nchiananu a ‘ngalla.

No nni trùamu cchiui, mancu intra lli cantine,

eppuru, patruni ‘ndae tanti e ddi  tutti li culuri.

Li nonni noscì, tantu ‘nonu llassatu,

simu nui ca nò ll’imu capitu e,

talle e dalle,

ni l’imu mangiatu.

 

 

 

RITORNO A CASA

 

 

 

Il sole irraggia le case e le strade.

Vede il paese, fiore illuminato,

come un libro aperto tutto impolverato, rimanendo disgustato.

Il romanzo che legge non finisce mai,

anzi, col passare del tempo,

più sono  le storie da conoscere.

Il racconto è lungo,

noi, siamo presenti in ogni pagina.

Presenti, o con le pietre in mano senza peccato,

o alle prese dei  miraggi, come un mucchio di assetati.

Si intravede un paese vivo con l’aspetto di un morto,

che cambia colore per sembrare importante e,

le regole,

per potersi abbuffare con i guanti.

Paese con la testa dura, come la roccia millenaria dei campi,

abituato a spergiurare sempre,

anche la più feroce evidenza.

Tela, che esprime  una dolce fanciulla,

bella, con i capelli al vento, soda e colorata,

ma sempre imbronciata.

Riempita negli anni, di case e chiese di ottima fattura,

contornata è oggi, di pura spazzatura.

 Parlano di cultura,

o in un sottoscala nuovo,

durante la calura,

o in un vecchio cinema,

da anni pronto per la sepoltura.

Sono scomparsi i caffè letterari,

con i sapienti del paese, adesso, a spasso nel nulla.

Nelle bettole, non si gioca più a carte,

la folla beve, beve per dimenticare, ha paura di guardare.

Tanto,

abbiamo avuto in eredità dai nostri avi,

solo che noi,

mai abbiamo voluto essere savi.





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- localo -


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Come un fabbro



fabbro(Testo di Diego Rocco)

Maniscalco del mio

orgoglio

tatui col fuoco

la tua prepotenza

le tue ragioni.

Mortificazioni lenite

con bende grasse

d'odio e rancore.

Ferite sempre aperte

che spurgheranno

cieca rabbia.





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- inchiostroblu -


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sezione: poesia












Tu non m'hai detto



Tu non m'hai detto com'eri fatta

M'hai lasciato a capirlo da solo

Ed ora vieni, piena di rabbia

A sbattermela sulla faccia

Cosa pretendevi dai vent'anni

Cosa pretendevi da due falsi d'amore





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- taglioavvenuto -


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Cadono le foglie...



Con lieve tocco
già cadono le foglie
danza l'autunno.

Un'ebbrezza che ubriaca
da acri aromi avvolta
~
Rosemary





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- Rosemary3 -


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29/09/2008





La memoria e l'oblio



La Memoria:
un’enorme tela
su cui ogni emozione vissuta
ha lasciato una pennellata di colore…
L’Oblio:
un piccolo pennello di vernice bianca
con cui ci illudiamo
di ripulire la tela
 delle macchie di colore più scure….
Ma la tela è immensa
e la scatola di vernice piccola…
Non guardiamo
la singola traccia di colore
 ma l’intero quadro
prima di intingere il pennello nella scatola..
Ogni traccia di colore
 può avere un suo significato:
basta non cancellarla.




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- Nero74 -


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Non dimenticarmi



 

Quando sarà tardi

le rughe sul volto muteranno il viso

ingannandoti che sia un'altra mentre

una ad una cadranno le foglie

il mio cuore, sua dimora farà

l’autunno.

Quando il non ritorno sarà

un inizio mancato per un passo di formica

un centimetro più a sud dall' essere Noi

che tutto tace con arroganza

il mondo attorno moltiplica per zero

persino ora.

Quando l’indifferenza ci schernirà

guardando  le adiacenze

delimitate di ovvia solitudine

e non potremo fuggire cosi lontani

da non essere ingoiati dalla polvere.

Quando diverrà cenere

il mio calendario fermo

in un' ora precisa, in un giorno preciso

mi troverai appesa ad un filo

quale potrebbe spezzarsi in un attimo

che mi trovi distratta

a fumare l’ennesima sigaretta

dimenticandomi di te

se non t’affretti a tornare.

Quando sarai nel mio letto

guarderai una tivù accesa,mentre

i miei occhi cercheranno i tuoi

le mie labbra tacceranno la tua assenza

non dimenticarmi

Quando ci separeranno gli oceani

i chilometri e chilometri

ancor di più

quando mi sarai accanto e non ci sarà

distanza più grande.

 

Anileda Xeka





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- ladyeagle -


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Sconosciute voci nuove



Lontano dall’amata tiepida isola mia

con squilli d’argento, vesto le giornate

come eterno infante mi balocco assorto

con sconosciuti suoni e rivelate verita’.

 

Non temo delle feste le danze rotonde

e nuovi passi in quarti accenno curioso

che del valzer, del suo batter tre ottavi

il segreto porto in me saldo  nella tasca.

 

Bello e’l’ascoltar fresche voci straniere

ed a stelle boreali, offrire la mia storia

per trovarla miscelata con il mio vento

che da est, avverto non abbandonarmi.

 

Quando il fanciullo poi la sera si corica

con l’uomo puo’ parlar ora senza timore

con i cuori sereni, senza farne proclamo

entrambi si scoprono ancora piu’ grandi.





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- PensieriInCorso -


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Puntini

 

Il mare un rosario sgranato riempiva le vene

a geometrie e curve ed embrioni di uomini infiniti

uno schema alterno lento come la luce di notte

ho gli occhi come centro del mondo

 

Poi dopo

come le onde si scompare

si muore suicida sulle spiagge, eleganti nell’espellersi

tra le conchiglie e fradici legni da corredo funebre

E come niente fosse, un’altra onda

arriva

E un'altra storia

incomincia

Macchiata di bianco, gravida nel vuoto

un po’ più su, più inclinati e contorti verso altri angoli

Mi sembra, è tutto

 





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- AlessandroBoh -


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Il Tempo dell'Amore



E' giunto il Tempo dell'Amore
Figlio Mio
Così è giunto per me
il momento di lasciarti
Perché mi sei radice
ma la Stella della tua nascita
scandisce l'Ala del Destino
Ti Lascio perché ti Amo
Ti lascio perché sei la Vita





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- poetazzurro -


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La stanza



 
La mia stanza..
Un cubo di gesso bianco che mi stringe in una morsa accogliente ma allo stesso tempo asfissiante..
 
La mia giovinezza…
Che scorre lenta e si consuma come una candela, giorno per giorno impercettibilmente ma inesorabilmente…
 
E quel senso di incomunicabilità
che torna a rodere il mio animo, come un tarlo inesorabile che lentamente corrode, incrina ed indebolisce il mio rapporto con il mondo esterno ed il mio senso di socialità…
 
La solitudine mi assale e mi lascio avvolgere da essa, come sedotto dai suoi silenzi e dalla sua quiete rasserenante, ma so che è solo un’illusione..
il vero volto della solitudine è quello sporco, macchiato di sofferenza che ci impedisce di guardarci attorno e ci tiene gelosamente incatenati a noi stessi…
 
Ma la vita è fatta di illusioni………
la - ahimè - falsa illusione che qualcuno o qualcosa ci tolga finalmente dalla piacevole schiavitù della solitudine e ci restituisca alla vita..    almeno finchè ci è concesso di viverla.
 
E’ questa speranza che tiene in vita il mio essere…
.. ma quanto potrò ancora aspettare prima che non resterà spazio che per la rassegnazione?
 
Ma domani è un nuovo giorno e devo, posso e voglio continuare ad illudermi che potrà essere migliore di quello che si sta per chiudere…
 




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- Nero74 -


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Il diario della vita



I giorni scorrono inesorabili
ed ogni pagina in bianco
strappata al diario della vita
è una piccola sconfitta…
Abbiamo pochi scritti nel cassetto,
molte bozze errate nel cestino,
e tanti, troppi fogli bianchi sprecati.
Ogni foglio del diario lasciato in bianco
è un torto per chi vorrebbe scrivere
ma non ha abbastanza carta per finire il proprio racconto..
e talvolta lo lascia a metà..
Non sprechiamo quindi quello che ci è dato:
cerchiamo di lasciare un segno su ogni foglio..
un giorno
qualcuno forse raccogliendolo
ci riconoscerà
ed allora vorrà dire che
non avremo vissuto
quel giorno
..invano..




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- Nero74 -


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Il tuo pensiero, un brivido

 

 ***

Non te ne andare, adesso

che il cielo si è consegnato alla notte

e che il pensiero

mi avvicina ai tuoi pensieri

 

come

un brivido di poesia

come, una carezza

da percorrere insieme

 

non lasciare

rubare il nostro amore

tienilo tra le pagine

dei giochi ancora da scartare

 

perché sia dolce

camminarci accanto

oltre

il guardare l’infinito.

*

*

 

 

~ © Nunzio Buono ~

 



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- enneby -


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...



madre
Nave di queste acque
Ridai ricordi
Che sembrano eterni
Ma l’ancora non potrà fermare
Il cortometraggio
Dei miei dipinti! “





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- poetanelcuore -


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In un passato ormai remoto
qualcuno più grande di quanto mai sarò io
scrisse del numero dei baci.

Oggi io, scaldata da questo caldo vento di fine settembre
proverò a scrivere con i miei versi
quanti e come sono i baci che vorrei darti.


Il primo bacio che ti darò
sarà per far ritrovare alle nostre labbra
i confini dell'universo.

Ne seguiranno illimitati altri
per essere sicuri di aver ben chiari i confini.
Un bacio per ogni centimetro di pelle del viso
e poi, senza pensarci troppo,
un bacio per ogni bacio
che non ci siamo scambiati
e ancora un bacio per ogni bacio ritrovato
..e come premio,
meritato direi, un bacio per ogni respiro non contato

Come inizio...per i primi minuti può andare bene direi,
e mentre il sole piano piano si avvia al tramonto
ecco che ci trova ancora intenti
nel nostro ripasso
sotto l'occhio vigile di una brillante luna
un bacio per ogni stella del cielo.


Che peccato, perderemo il conto
dobbiamo ricominciare da capo!
...e di nuovo ricominceremo
e l'alba ci troverà ancora bene intenti
a contare gli ultimi baci della notte.
...e quale miglior augurio,
per una migliore giornata,
che scambiarsi un bacio per ogni secondo illuminato dal sole?





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- susannabt -


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Ormai il sole sta calando
e all'imbrunir del cielo
scopro ciò che tu mi hai dato
Una cosa senza prezzo
fiducia piu' che amore, effimera fiamma
che tutti i cuori infiamma.





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- Riccardo33 -


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In una goccia di luce



  s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce





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- flymoon -


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Ego



Non di Dio sono Figli
ma di Lucifero
e scalzato dal Trono
Bestemmio Ubriaco
 

Predami l'Anima
per una Notte di Piacere
Predami l'Anima
per un Sorriso di Sole
in Autunno





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- poetazzurro -


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A Mimmo e ai suoi quadri



Corpi d'Anima
Colori che sfrecciano
nella Notte
Sacri corpi nella Vita
densa di Emozioni
Possa la Stella della Passione
guidare sempre
il tuo Viaggio d'Amore





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- poetazzurro -


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Ho visto lune arabe



Ho visto lune arabe
illuminare i tetti di Damasco,
con il mio tappeto
ho sorvolato il lago
delle lacrime di ghiaccio,
ma non c'era un dio
a tessere la tela,
forse un ragno,
ma era strabico
e voleva solo mosche turche.
***
Ho visto il pianto delle madri
e hanno riempito le loro mani
con occhi cangianti,
ma non ho visto un angelo
asciugare con le sue ali
il loro dolore,
forse un barbagianni,
ma cercava solo insetti russi.
***
E quando alla fine
ho visto me stesso
davanti ad uno specchio,
con i piedi penzoloni al bordo del mondo,
ho capito che tutto è illusione,
sprezzante voglia di un sorriso,
in silenzio, 
ginocchia al mento
ho soffiato vento





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- hariseldom -


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Notte stellata



notte

(foto presa nel web)

Notte stellata
velluto e diamanti,
coltre discesa
a sopir stanche membra.
E sotto il morbido manto
tra certezze e speranze
imperioso
irrompe il silenzio.




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- inchiostroblu -


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28/09/2008





Memorie



leggendo "Clochard" di Natalia Castaldi (tnx)

 

 memorie



... poesia son gli occhi

di chi non c'è più

chiusi nei giardino della memoria,

un uomo in bicicletta

che pedala verso  casa,

la voce degli anziani che raccontano,

le grida dei bimbi che crescono......

 

 

 




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- liosafar -


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Le tue carezze
velate di lontananza
mi parlano d'amore.
Un attimo dolce
caldo.
E la nostra vicenda rimarrà
tutta in quell'attimo.
 




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- angelica8o -


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VORREI



VORREI

Vorrei essere un Arcobaleno così lucente
da infrangere il buio della notte, senza rovinare
il riflesso delle Stelle.
Vorrei essere, avere il Tempo per toccare le Stelle
con i raggi dell'Arcobaleno.
Vorrei che questo fosse,
sia
lo scopo della Vita.
So di chiedere molto
troppo.
Non è questione di meriti,
vorrei solo
saper continuare
a chiedere
"Perchè?"
Dai, andiamo Insieme a toccare le Stelle.

Gianluca





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- leonatopo -


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Intrappolata In Una Dimensione Che Non Mi Appartiene



Silenziosamente mi sveglio,
costretta ad affrontare la mediocrità della mia miserabile vita,
ponendomi interrogativi senza parvenza di soluzione…
Affranta,
per un Mondo che non desidero,
specchiandomi nell’umanità non scorgo il mio riflesso.
Sola,
con un debole Ego,
mi nascondo sapendo che mai nessuno verrà a cercarmi.
Trasformata in parassita
di un Universo che tristemente denigro,
non posso far altro che domandarmi:
“E’ QUESTO IL DESTINO DELL’MANITA’?”Ora, conosco la risposta,
ma preferisco ignorarla…
Come la totalità, imbocco il sentiero dell’Illusione,
precipitando nel baratro della Massa.
Soltanto una pedina manovrata
dall’ignota ignoranza.
Divenuta ciò che ho sempre detestato,
lotto per evadere da un corpo che non desidero più.
Intrappolata in una dimensione che non mi appartiene…





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- MissFashion -


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Lentamente in Autunno



lentamente cade la foglia,
come un' anima innamorata,
lentamente secca,
e il vento la disperde





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- quesada -


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Madre






Era una notte di duemila anni fa, una notte diversa dalle altre, una notte senza fine!
Non c’erano stelle che emergevano in quel cielo; non c’era la luna ad illuminare i passi tra le tenebre; c’era solo un vento rabbioso che piangeva l’ingiustizia dell’innocenza, congiunto ad una pioggia fine, purificatrice di strade e menti.
Non sapeva dove fosse suo figlio, ma un’inquietudine non le recava pace nell’anima.
Una mestizia avvelenata le trafiggeva i sensi; non c’era pensiero che avesse potuto darle sollievo; non c’era respiro che avrebbe potuto darle conforto:

“OH signore! Dio dolce! perché stanotte il mio tormento non mi da pace!? perché le mie viscere tuonano irrefrenabilmente!? la mia bocca è aspra, non sente il sapore dolce dell’aria che canta al di là delle finestre. Dimmi dov’è mio figlio! Dimmi che il Suo verbo è ancora vitale … che quella linfa non si è estinta in questa notte gelida!
Ho accettato il Tuo dono; ho generato il Tuo seme; l’ho guidato nel Tuo Spirito; ho preparato i Suoi pranzi; ho ascoltato le Sue parole; ho visto i Suoi tormenti … ed ora il mio compito sembra giunto all’ultimo gradino di una scala difficile! sembra che le mie mani non riescano più a stringere il vento nei loro pugni … Ma sapevo, sapevo che tutto si sarebbe dovuto compiere, affinché gli uomini avessero visto … affinché i cuori avessero schiuso le loro soglie avvelenate dal vizio ….”

In uno spasmo spirituale le visioni si perpetuavano in mille pellicole, fatte di sguardi e carezze; di parole e ansie per quel Figlio Prediletto. Vorticosamente affioravano le memorie di un tempo passato, dove un bimbo si stringeva, innamorato, alle braccia della madre.
Ed ecco il dolore arcuare quel corpo stremato da sudore e sangue; Ed ecco la fuga verso la notte ignobile, omicida:

“Figlio mio dove sei!? perché non trovo i Tuoi occhi in queste vie tortuose!? dove hanno nascosto il Tuo Divino viso!? dov’è la Tua parola buona!? dov’è quella mano delicata sulla mia …”

Camminò fino allo stremo; la pioggia aveva deposto le sue armi e, tra polvere e pietre, quella “Madre Dolorosa”, come un’ombra, cercava il Suo Angelo in mezzo a malfattori e profeti.
Ed ecco lì … quel corpo martoriato da ferite amare … venduto per qualche miserevole moneta d’argento, perire su quell’ultima via dolorosa, picchiando il capo tra i massi duri, mentre spine gli si conficcavano ad ogni palpito nelle cervella spossate:

“ Figlio … mio buon Figlio … cosa … cosa ti hanno fatto! Lascia che asciughi il Tuo Preziosissimo Sangue … lasciami morire con te in questo giorno fatale … fa che le mie carni si ricongiungano alle Tue in Paradiso!”


Gli occhi annientati, privi ormai di ogni lacrima, di ogni sensazione … solo un freddo sguardo di pietà, un pugnale insito nell’animo, coperto da un mantello nero di dolore; seguiva ogni passo, stringeva forte gli occhi ad ogni caduta, ad ogni colpo di frusta, ad ogni sputo vile, stringendo forte tra le mani le sue vesti luttuose :


“ Vedi madre … il mio cammino è appena iniziato; adesso tutti vedranno la grandezza
dell’ Altissimo, ed il mio sangue non si dissiperà su questi sassi duri e aguzzi.
Madre non piangere Tuo figlio … prega per la Sua anima e per quella di questa gente povera di spirito. Era scritto che il Figlio dell’Uomo sarebbe stato percosso come agnello in mezzo ai lupi , per risorgere nella Santa Alleanza dello Spirito Santo.”


- Padre … Padre … tutto è compiuto! –


Maria, sotto quella Croce Sacra, abbracciava i piedi insanguinati del Cristo morto inchiodato all’emblema dell’umanità, mentre il mondo alle sue spalle sprofondava nell’ira Divina; tutto scompariva intorno ai loro corpi. C’era solo la danza delle loro anime su quel cenacolo celeste; c’era l’inizio di un nuovo mondo … c’erano gli occhi di una madre che stringeva al petto le spoglie del proprio Dio … mentre la terra, s’inginocchiava alla potenza del Cielo!



“Prediletta sono stata!
Madre e Figlia …
Sposa e Vergine …
Ho portato nel mio grembo
Il destino del mondo
I suoi occhi
Mi davano riparo
Nei dubbi …
Le sue mani
Mi regalavano la vita!
Ho generato la purificazione …
L’olio sacrale dello Spirito Santo
Ho concepito un uomo
E un Dio …
Ho visto morire sulla Croce
L’ieri …
L’oggi
… E il domani!”





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- poetanelcuore -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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