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31/10/2008









spirito libero

 

In questi giorni,

che dovrebbero essere

la terra di mezzo

fra estate inverno

ma che il freddo

ripercorre della storia

fa ribollire il cuore

fatico ad incidere

parole di gioia

a gettare

rabbia e  malinconia,

forse è la musica

che culla la tristezza

con note in chiave minore

oppure i nuovi Ade

che di Clio si fan beffe,

oppure semplicemente

il tempo che passa,

mi guardo indietro,

strade diverse

profumi e lacrime

fiori di prato e

caduti per un sogno,

girovagare per piacere

fermo per disperazione

eppure sono io

tanti di me

un unico uomo

molti sogni,

spirito libero

d’amore e di lotta

e poi,

nell’incedere lento

di giorni sprecati

a sopravvivere

tra particelle multicolore

che non formano

arcobaleni di pace,

ma bianche lapidi

in terre consacrate

al Dio denaro,

m’immergo nell’oblio,

mare sconfinato del silenzio

dove un’unica conchiglia

fa di se la sua perla.

Michelangelo Cervellera





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- liosafar -


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Luna a metà



Una fetta di luna
si staglia nitida nel buio del cielo,
come una fanciulla
stesa su di un fianco a riposare..
immobile ed austera nel suo candore..
un lenzuolo di stelle ne avvolge la muliebre beltà..
mentre candide nuvole le si offrono
 come il più soffice dei cuscini..
dormi mia luna:
eterna fanciulla del firmamento…




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- Nero74 -


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Di cenere e di sangue



Di cenere bagnata di sangue
la mia impornderabile malinconia,
nel peso dei miei anni
occlusi come un'arteria da una perla.
***
Le tua mani disegnano continenti
sui miei occhi
mentre vampiri svolazzano
sul bordo di un balcone.
***
La mia spada arrugginisce
sul mio cuore pendulo
mentre la notte di Hallowen
eplode sul tuo bianco seno.
***
Di cenere e di sangue
i tuoi nei bagno
con la mia voglia immortale
mentre lupi ululano nella tundra
***
La notte
della luna e della nebbia
strega senza respiro
gemi, piangi e ami.




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- hariseldom -


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e piovon
lacrime ad
illividire il
cielo a
sedar il
dolore disteso
sulla mia pelle
tramonti
lontani sensazioni
perenni ho
voglia di morire
per me non
c'è il sole
ma solo un
oceano di
niente possa
seppellirmi
sotto le
onde sì
che io sparisca
per sempre




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  Image

Image lontana sentivo
lenta suonava l'ideale
malinconica sussurrava
Image evocava
possibilità
di un paradiso che è in noi
prigioniero
languore di sogno
lentamente
invadeva
lento cantava
malinconico ideale
di un paradiso intorno
possibile realtà
prigioniera di sogno

Image





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- matrixwoman -


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Ho un cielo immenso



Ho un cielo immenso

nel cuore

puoi salirci

quando lo vorrai

e guardare com’è facile

svendere le altitudini

se qua giù,c’è qualcuno

che t’ama veramente.

 

Anileda Xeka

 

 

 





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- ladyeagle -


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Piccole cose...



Piccole cose accadono ogni giorno, accadono e si evolvono in un mutare dal tempo non definito, alle volte rapido e alle volte lento.
Piccole cose cambiano vicino a noi, silenziose, in punta di piedi, quasi a non disturbare i nostri pensieri.
Piccole cose crescono prendendo spazio nella nostra vita, togliendo e donando sprazzi di vita.
Piccole cose nascono diventando tue, e tu loro.
Piccole cose nascono, tu nei sei il padre e loro i tuoi figli.





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- AresWar -


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2,11



Pietro(Testo e foto di Diego Rocco)

Padre

questo triste oggi

è anche per te.

Non sei con noi

a volar su questa

domenica

spensierato e allegro,

a questo tavolo

che piange un coperto,

a questo figlio

che si rammarica

per ciò che non ti ha detto.





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- inchiostroblu -


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NUEMBRE

 

 Nuembre,

intra nna manu fiuri, all’addhrà mmuccaturi.

L’occhi ‘nziddràti, ti li ricordi piersi,

ti motu tiempu o ti picca ggiurni.

‘Mprumittimu, ccunzamu, frabbicamu, bbandunamu,……

.........ma lu tdestinu 'ndrezza,

tutti pari, face ddintamu.

Tdestinu comu lu jentu.

Lu jentu, lluscia lu fugghiazze ti ‘nterra,

totte muddràte ti muttura

 e ‘ndi li porta.

Lu tdestinu, ni ‘ndì porta cittu, cittu,

mentre ni colanu a ffronte,

 l’urtimi suturi friddi.

 

 

NOVEMBRE

 

 Novembre,

in una mano fiori, nell’altra fazzoletti.

Gli occhi inumiditi,

nei ricordi perduti,

da molto tempo, o da poche albe.

Promesse, intenti, idee, abbandoni…

…ma il destino accomoda tutti,

allo stesso posto, allo stesso modo.

Il destino, fratello del vento.

Il vento,che accarezza le foglie,

 quando le  porta via piena di brina.

Destino, che, in dolce silenzio,

mentre scendono sulla nostra fronte, lacrime fredde,

 ci accompagna in cielo.





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- localo -


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Segni



Erano stati numerosi nell’ultimo periodo. I segni. I segni positivi. Da una settimana ormai, quando usciva sul pianerottolo di casa trovava sempre l’ascensore pronto ad aspettarlo. E poi c’era sempre il posto libero per parcheggiare sottocasa, per non parlare di tutte le volte che, tirando un pallottolina di carta, centrava il cestino, anche da lontano. Tanti segni così tutti insieme era capitato raramente. Giusto dieci anni fa quando la moglie gli disse che aspettava il figlio tanto desiderato o l’anno scorso quando aveva avuto quell’agognata promozione. La vita gli riservava un’altra sorpresa, insomma, e non stava più nella pelle. Così rimase un po’ deluso quando, grattando il biglietto della Lotteria, si accorse di aver vinto un tostapane. Tutto qui? Si domandò. Non è possibile! In quel pre-ciso istante una donna avvenente, incartata in una vaporosa pelliccia di martora, si sedette al suo tavolino. Si guardava attorno preoccupata, gli occhi nascosti da un paio di occhiali da sole griffato. «Tenga» gli disse prima che lui potesse parlare, e gli allungò una busta. «Ma cos’è?» «È la busta. Non lo vede? Segua con cura le istruzioni». «Busta? Istruzioni? Guardi che sta sbagliando persona». «Nessuno sbaglio. Mi hanno detto di consegnarla a lei. Sono stati precisi: sarebbe stato seduto a questo tavolino, a quest’ora, vestito come lo è adesso. Segua le istruzioni, le ripeto, e faccia proseguire il messaggio. Lo sa, ne va della vita dei suoi familiari». «Adesso basta!» si alterò l’uomo sbattendo un pungo sul tavolino. «È uno scherzo di pessimo gusto… si riprenda la sua busta e sparisca». «Lei non si chiama forse Federico Merici?» fece la donna ormai in piedi stringendo con una mano il bavero della pelliccia. «Sì…» «Bene, allora sa già tutto. Ha le solite quarantott’ore per far proseguire il messaggio. Non vorrà che capiti qualcosa di brutto a suo figlio, vero?» L’uomo era diventato pallido, non parlava più. «Segua attentamente le istruzioni…» insistette la donna «e vedrà che tutto filerà liscio». E se ne andò. Sentì un capogiro e una fitta al costato. La busta era davanti a lui e non osava toccarla. Rimase così per diversi minuti con il cuore a mille. Non poteva star accadendo davvero, non a lui, con quei segni. Raccolse la busta dalla tovaglia e con le mani che gli tremavano l’aprì. Il foglio, dentro, era completamente bianco.



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30/10/2008





Il sogno



Sara, questa notte ti ho sognata, eravamo sulla spiaggia, una spiaggia qualsiasi di un qualunque mare, eravamo soli, era fine ottobre, ci davamo la mano, lo sciacquio delle onde parlavano per noi. Passeggiavamo, ma qualcosa ci tratteneva nel sogno stesso, non eravamo liberi, iniziava ad alzarsi il sole, venivano due cavalli bianchi verso di noi e portavano sulla sella due lenzuola bianche. Improvvisamente si sono fermati vicino a noi. Prendemmo le due lenzuola bianche e improvvisamente un vento dionisiaco s’alzò, e noi mentre galoppavamo sulla spiaggia, alzavamo le lenzuola e come due aquiloni bianchi s’involarono nel cielo terso di un azzurro sognante. Poi ti vidi in centro di un paese qualsiasi e mi invitasti al caffè Astro, ci sedemmo in un tavolino e prendemmo due caffè, era un sogno, ma io in egual misura non mi sentivo padrone di me, ci guardammo a lungo negli occhi. Avrei voluto dirti che eri bellissima, che avrei fatto qualunque cosa pur di renderti felice, che avrei fatto follie e birichinate simili ad un bambino che vorrebbe tutto dalla vita, e tu continuavi a fissarmi senza parlare. Nessuno ci considerava in quel bar chiamato Astro non per caso, perché tu eri una stella, sì, Sara tu eri una stella e ti vidi per la prima volta come una stella e allora tutto mi fu chiaro in quel bar. Tu irradiavi lucentezza a chiunque ti avvicinasse, perché il tuo posto non era la terra, ma il cielo, e volasti, io non ti trattenni, ma nell’andare via tu mi dicesti una cosa importantissima, Io sono capitata per caso sulla terra e tu entrando in questo caffè Astro, mi hai fatto capire la mia vera provenienza, ti rendo grazie per questo, io tutta una vita ho sofferto, ma la sofferenza mi ha aiutata a crescere, ma ricordati, io non mi dimenticherò mai di te, perché tu hai tolto il velo della mia coscienza, ora so veramente chi sono, una stella, tu mi potrai vedere tra la costellazione di Orione, la stella più a desta, ma devi usare un telescopio potentissimo. Io ti devo tanto, tu mi hai fatto prendere coscienza di me, come posso sdebitarmi? Oh ci sarebbero tanti modi, ma io scelgo il più semplice un bacio, sulla guancia disse lei? No, sulla bocca, Ah ma sei esigente! Sara e Alberto si diedero un bacio infinito, soltanto come un essere superiore in forma umana può dare. Allora io ti lascio, disse Sara, ma come hai fatto a prendere coscienza che tu devi abitare lo spazio? Io non sono nata sulla terra, ci sono capitata per sbaglio, qualcuno quando ero piccola mi diede questo foglio, e si vedeva chiaramente una parte di universo, mi disse, tu sei una destinata, al momento opportuno, una persona in sogno o in realtà te lo farà capire, perché, continuò questo signore, tu sei un essere speciale che non può rimanere sulla terra, perché tu sei un Astro. Ora ho tutto questo in mente e attraverso il tuo sogno io sono arrivata alla mia vera identità. Ricordalo questo sogno, esso è la sola cosa che ci unisce, come ci ha unito il bacio. Addio Alberto.





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- albertoteodori -


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autostrade
infinite
occhi nei quali
perdermi
fino a
morire non
ha senso
sentire la
pelle immergersi
nella polvere
son vuoto
polline che si
fa neve e
sangue morto
vorrei sciogliermi
ma per me
non c'è il sole
solo l'illusione
del cuore
che batte e
sbatte nel
petto quasi
dovesse
mordere ogni
sentimento
fino ad immergermi
in pensieri
funesti e
senza ritorno
sono un
vuoto a perdere
l'incoscienza
del perdono
una piaga
non mi rimane
che piangere
per slividire
i miei eccessi
e poi morire
nell'indifferenza
del giorno
mentre il cielo
segue il
suo inerme
corso




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- ashurado -


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Nebbie nel bosco

 

Luce opaca in silenziosa irrealtà

smorza toni

attutisce contorni

vela

 imprudenti paesaggi padani,

 

nel sottobosco marcito di nebbie

s’alza leggero

 il  profumo di fungaia

…..la mia terra appannata

 aspetta..

stacca dai rami

caramellate foglie di passatempo

 

in novembrini stupori

 

di timido,

 brillante ritocco

 

.. si ridesta  luce di madreperla

nel cuore del giorno

.. c’è un sole delicato

 

 che torna.

 





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- Evelyndreams -


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Violini



 

 

 

Basta

una costola d’acero montano,

una scheggia d’ebano

perché nelle rosse solitudini

degli abeti

rinasca

l’anima tersa.

 

Anileda Xeka

 

 




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- ladyeagle -


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LA MIA VITA...

UNA BELLISSIMA BOLLA DI SAPONE

 

 

  La mia vita
la raccolgo in una bolla di sapone.
In lei racchiudo solo
attimi  infiniti.
Il dolore, lo butto nell'abisso del mare.
Una conchiglia lo racchiuderà per sempre
chissà...
 diventerà una perla.
Forse le perle sono i dolori del mondo
che il mare ci restituisce
illuminati di nuova speranza.
In questo momento mi restano attimi
così grandi, così veriche solo la magia di una bolla di sapone
può contenerli.
Ondeggiando perlacea, si lascia
andare...invaghita del vento.
il mio cuore la segue
in una, cento, mille bolle di sapone.
Tutti i colori di primavera si specchiano
nelle sfere  incantate.
La mia vita...una bolla di sapone
che danza fra fiori di pesco
e mandorli in fiore.
Fino ad un orizzonte
ancora da scoprire
lontano
dove sole le bolle di sapone possono arrivare.





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- orofiorentino -


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Llanto



Llanto

lacrimedibambola

Con tus manos
grandes como pañuelos,
secame la tristeza
de mi rostro,
mi amor.
***
Con le tue mani,
grandi quanto fazzoletti,
asciugami la tristezza
dal volto,
amore mio.




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- aphrodite1 -


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Civitanova Marche, luglio 2008. Il porto rifugio poco prima dell'alba - foto di Sergio Fucchi




Civitanova Marche, luglio 2008

Il porto rifugio poco prima dell'alba




Foto di Sergio Fucchi



" E tutto è quiete ed il sono giace nell'oblio del sonno "


 






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- sergiofucchi -


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29/10/2008





18 ottobre



lungo il sentiero ti accompagno,
ho ornato il giardino con i fiori,
apro il cancello e t'accompagno
dalla tua sposa.
Nel cuore un vuoto,
sulle labbra ancora le parole della mia benedizione.
Va' figlio mio, vai per la tua vita.
Ti sorrida la tua sposa,
ti sorrida la vita,
il mio amore ti accompagnerà sempre.




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- giannile -


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L'alito di mancanza veste
Una bambina che si trascina dalla madre morte
La rincuora con suadenti sorde
Cacciando ricordi gorgoglianti
L'abbraccia un sabbioso bisbiglio
Tutto si avvalora solo in te.




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- bearzebu -


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La noia



La noia

(Testo di Diego Rocco)

Gomito al tavolo

mano in barba

uggioso il mio pensiero

osservo la pioggia

scrivo di questo

in ufficio solo

immaginandomi là

a contar gocce.





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- inchiostroblu -


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La morale non può arrivare
Dov'è il cuore a mettere le mani
E se ora è il cielo a farmi da pavimento
Non può toccarmi il resto del mondo
Ma una nuvola non è sicura
E non potrà sempre sostenermi
Presto scenderò veloce a terra
Ma lascerò la verità
Qui
Tra terra e cielo
E ciò che provo resterà un mistero
Perchè un angelo tu lo puoi sentire
Ci puoi camminare accanto
ma non ti è permesso farlo vedere
....nessuno ci crederebbe....





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- heleonorahx -


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l'orgoglio






 l'orgoglio
è veleno che uccide
i sentimenti più profondi
è capace di rinnegare amori veri
amicizie sincere 
costringe a un silenzio forzato
incatenando il cuore
schiavizza al suo volere
dimentico d' umiltà e perdono
illude la rabbia
dando sensazioni di forza e giustizia
ma è solo nebbia davanti agli occhi
gode dell'altrui implorare
portando sempre più in alto
false verità
ma il tempo inesorabile cancella tutto
quando il fuoco si spegne
resta solo la fredda cenere .




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- veronicasn -


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-malata-



 La mia Mente è Malata
Si è ammalata il giorno in cui mi hai sorriso
..in cui mi hai abbracciato..
Mi sono ammalata di te quando ti ho amato
con le parole..col corpo..
con i baci..e con i miei silenzi
Mi sono ammalata un giorno d 'autunno
quando il tormento aveva un calore nuovo

ed io non sentivo più freddo nel cuore
come un dolce sorriso
a ricordarmi che forse ero ancora viva
Persa..ma Viva!
..fra i rumori del mondo ho deciso di ascoltarmi
e senza pentirmi..di ammalarmi di te
della tua bocca..del tuo sapore..della tua pelle
del dolce supplizio della mancanza
del tortuoso ritrovarti fra la confusione della gente
Ed oggi che tutto questo inizia a guarire
mi sento dispersa...vuota
...ubriaca di solitudine
Come questa luce che si ostina ad accendersi ogni nuovo giorno

ma non per i miei occhi
-Runa-






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- rose74 -


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Su un tappeto d'Autunno (le foglie)



foglie

(foto presa nel web)

 

Come d’incanto

affondo i miei passi

nel verde smagliante

di  smeraldi smarriti,

mi accoglie festoso

il rosso scarlatto

di rubini scagliati

come sabbia nel vento.

Sotto un manto aranciato

le mie mani s’immergono

e sollevano spruzzi

di gialli coriandoli…

e tra i capelli s’annidano

silenti ali ambrate

di crepitanti farfalle

piovute dal cielo.





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- inchiostroblu -


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Depressione



Depressione

(Testo di Diego Rocco)

Piove

Piango

Prendo pastiglie

Posso percepire pietà

Posso provare piacere

Posso passare per pazzo

Penso parole pesanti…

Prego perché possa passare





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- inchiostroblu -


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Girasoli sul finir del giorno. Macerata, giugno 2006. Foto di Sergio Fucchi






Girasoli sul finir del giorno - Foto di Sergio Fucchi







"... e il naufragar m'è dolce in questo mare."





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- sergiofucchi -


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Oceano

 

 ***

 

Di quelle mura al cielo

in occhi e braccia

liquida tempesta

ti ho bevuto

 

in un bicchiere d’abisso

arreso al suolo  in un calco

di terra indocile, orma

in osservanza a Dio

 

il suono

ha baciato il vento

e nell’unico riposo d’onda

come il cielo d’oceano, in te

mi sono perso dentro.

*

*

 

~ © Nunzio Buono ~





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LA SIMENTE

 

 

Li simienti ti la libertà, so nnati cu nnui,

iddhrì vonu a ‘nnanzi, finu a lla morte.

Libberi cu ppinzamu, no significa pi fforza,

cchiù televisioni,

cchiù telefonini,

cchiù ti pressa su internet,

cusi, mi pare, stamu cchiùi sotta controllu.

(E ppoi, opera pare, mesciù statte cittu.)

Lu tdannu, lu cumbina lu ciriedhhrù ti scì cumanda,

ti scì era ffare l’interesi ti tutti nui,

ma facinu sulu li loru.

Cirieddhrì, ca no sso contru li mmalecarni,

l’abbusi, lu latrunizziu, anzi, li facinu,

convinti, ca ni portanu cusì a lla tomba.

Nu cirieddhrù cu cresca sanu e llibberu,

tene bisognu ti na scola bbona e cca vae a ‘nnanzi,

senza patreterni e senza patruni.

Tegnu tanta spiranza,

a tutti, randi e piccicchi,

ca sia cu lli manu, sia cu lli pieti,

cumbattimu cu rrumanimu libberi,

intra nu paese libberu.

 

 

 

 

 

LA SEME

 

 

Le radici della libertà,

sono nella libertà di pensiero di ognuno di noi,

esse costituiscono le fondamenta

per la liberta di tutti gli uomini.

Libertà di pensiero,

non significa più informazione

o l’aumento dei mezzi di comunicazione,

perché un mondo con più informazione

non necessariamente è un mondo più libero.

(Come dal resto è, sotto gli occhi di tutti, l’informazione in questi tempi).

 Il vero problema rimane

 la qualità del pensiero di chi comanda,

di chi gestisce la cosa pubblica,

la “Polis”.

Pensiero,

che non si oppone all’ingiustizia, anzi la crea,

non si oppone agli abusi di ogni  genere, ma ne fa un’arma propria,

pensieri,

che tendono a portarci,

verso un appiattimento morale e civile.

Il pensiero,

per crescere sano e libero ha bisogno però,

di una scuola libera ed efficiente,

senza padrini e senza padroni, senza se e senza ma.

Io ho una profonda fiducia nelle capacità dell’uomo,

di tutti noi, che nonostante tutto,

continuiamo a lottare per la libertà di pensiero,

l’espressione e l’indipendenza.

 





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- localo -


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Speranza



Muovi le Mani

In Direzione Luna

Dritta Dentra i Tuoi Occhi lei Si Specchia

Accarezza il Vento

Senti la mia Pelle Riscaldarsi

Senti La mia Voce Chiamare il tuo Nome

Ascolta La Notte

Poggia le tue mani sulle mie

Dormi Dentro la Mia Pancia

Non Esitare

Prega Ogni respiro di Spezzarsi

Impigliati tra le Ragnatele di questa Vita

Ascolta le Mie Parole

In Volo Labile Su un Vento Immobile

Continuando A Dondolare Appesi ad una Ragnatela

Sentendo Più forti i Graffi della Passione

Ispida e Cattiva

Dolorosamente Nostalgica

 





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L'autunno dei poeti



Spiano gli spiccioli in tasca

la mano che raccoglie

sotto la pioggia

le foglie mute

che diverranno

diamanti.

 

 

Anileda Xeka

 

 

 




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- ladyeagle -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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