Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
31/10/2008

In questi giorni,
che dovrebbero essere
la terra di mezzo
fra estate inverno
ma che il freddo
ripercorre della storia
fa ribollire il cuore
fatico ad incidere
parole di gioia
a gettare
rabbia e malinconia,
forse è la musica
che culla la tristezza
con note in chiave minore
oppure i nuovi Ade
che di Clio si fan beffe,
oppure semplicemente
il tempo che passa,
mi guardo indietro,
strade diverse
profumi e lacrime
fiori di prato e
caduti per un sogno,
girovagare per piacere
fermo per disperazione
eppure sono io
tanti di me
un unico uomo
molti sogni,
spirito libero
d’amore e di lotta
e poi,
nell’incedere lento
di giorni sprecati
a sopravvivere
tra particelle multicolore
che non formano
arcobaleni di pace,
ma bianche lapidi
in terre consacrate
al Dio denaro,
m’immergo nell’oblio,
mare sconfinato del silenzio
dove un’unica conchiglia
fa di se la sua perla.
Michelangelo Cervellera
firmato da.. - liosafar -
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Luna a metà
Una fetta di luna
si staglia nitida nel buio del cielo,
come una fanciulla
stesa su di un fianco a riposare..
immobile ed austera nel suo candore..
un lenzuolo di stelle ne avvolge la muliebre beltà..
mentre candide nuvole le si offrono
come il più soffice dei cuscini..
dormi mia luna:
eterna fanciulla del firmamento…
firmato da.. - Nero74 -
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Di cenere e di sangue
Di cenere bagnata di sangue
la mia impornderabile malinconia,
nel peso dei miei anni
occlusi come un'arteria da una perla.
***
Le tua mani disegnano continenti
sui miei occhi
mentre vampiri svolazzano
sul bordo di un balcone.
***
La mia spada arrugginisce
sul mio cuore pendulo
mentre la notte di Hallowen
eplode sul tuo bianco seno.
***
Di cenere e di sangue
i tuoi nei bagno
con la mia voglia immortale
mentre lupi ululano nella tundra
***
La notte
della luna e della nebbia
strega senza respiro
gemi, piangi e ami.
firmato da.. - hariseldom -
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e piovon
lacrime ad
illividire il
cielo a
sedar il
dolore disteso
sulla mia pelle
tramonti
lontani sensazioni
perenni ho
voglia di morire
per me non
c'è il sole
ma solo un
oceano di
niente possa
seppellirmi
sotto le
onde sì
che io sparisca
per sempre
firmato da.. - ashurado -
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Image
Image lontana sentivo
lenta suonava l'ideale
malinconica sussurrava
Image evocava
possibilità
di un paradiso che è in noi
prigioniero
languore di sogno
lentamente
invadeva
lento cantava
malinconico ideale
di un paradiso intorno
possibile realtà
prigioniera di sogno
Image
firmato da.. - matrixwoman -
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Ho un cielo immenso
Ho un cielo immenso
nel cuore
puoi salirci
quando lo vorrai
e guardare com’è facile
svendere le altitudini
se qua giù,c’è qualcuno
che t’ama veramente.
Anileda Xeka
firmato da.. - ladyeagle -
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Piccole cose...
Piccole cose accadono ogni giorno, accadono e si evolvono in un mutare dal tempo non definito, alle volte rapido e alle volte lento.
Piccole cose cambiano vicino a noi, silenziose, in punta di piedi, quasi a non disturbare i nostri pensieri.
Piccole cose crescono prendendo spazio nella nostra vita, togliendo e donando sprazzi di vita.
Piccole cose nascono diventando tue, e tu loro.
Piccole cose nascono, tu nei sei il padre e loro i tuoi figli.
firmato da.. - AresWar -
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2,11
(Testo e foto di Diego Rocco)
Padre
questo triste oggi
è anche per te.
Non sei con noi
a volar su questa
domenica
spensierato e allegro,
a questo tavolo
che piange un coperto,
a questo figlio
che si rammarica
per ciò che non ti ha detto.
firmato da.. - inchiostroblu -
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NUEMBRE
Nuembre,
intra nna manu fiuri, all’addhrà mmuccaturi.
L’occhi ‘nziddràti, ti li ricordi piersi,
ti motu tiempu o ti picca ggiurni.
‘Mprumittimu, ccunzamu, frabbicamu, bbandunamu,……
.........ma lu tdestinu 'ndrezza,
tutti pari, face ddintamu.
Tdestinu comu lu jentu.
Lu jentu, lluscia lu fugghiazze ti ‘nterra,
totte muddràte ti muttura
e ‘ndi li porta.
Lu tdestinu, ni ‘ndì porta cittu, cittu,
mentre ni colanu a ffronte,
l’urtimi suturi friddi.
NOVEMBRE
Novembre,
in una mano fiori, nell’altra fazzoletti.
Gli occhi inumiditi,
nei ricordi perduti,
da molto tempo, o da poche albe.
Promesse, intenti, idee, abbandoni…
…ma il destino accomoda tutti,
allo stesso posto, allo stesso modo.
Il destino, fratello del vento.
Il vento,che accarezza le foglie,
quando le porta via piena di brina.
Destino, che, in dolce silenzio,
mentre scendono sulla nostra fronte, lacrime fredde,
ci accompagna in cielo.
firmato da.. - localo -
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Segni
Erano stati numerosi nell’ultimo periodo. I segni. I segni positivi. Da una settimana ormai, quando usciva sul pianerottolo di casa trovava sempre l’ascensore pronto ad aspettarlo. E poi c’era sempre il posto libero per parcheggiare sottocasa, per non parlare di tutte le volte che, tirando un pallottolina di carta, centrava il cestino, anche da lontano. Tanti segni così tutti insieme era capitato raramente. Giusto dieci anni fa quando la moglie gli disse che aspettava il figlio tanto desiderato o l’anno scorso quando aveva avuto quell’agognata promozione. La vita gli riservava un’altra sorpresa, insomma, e non stava più nella pelle. Così rimase un po’ deluso quando, grattando il biglietto della Lotteria, si accorse di aver vinto un tostapane. Tutto qui? Si domandò. Non è possibile! In quel pre-ciso istante una donna avvenente, incartata in una vaporosa pelliccia di martora, si sedette al suo tavolino. Si guardava attorno preoccupata, gli occhi nascosti da un paio di occhiali da sole griffato. «Tenga» gli disse prima che lui potesse parlare, e gli allungò una busta. «Ma cos’è?» «È la busta. Non lo vede? Segua con cura le istruzioni». «Busta? Istruzioni? Guardi che sta sbagliando persona». «Nessuno sbaglio. Mi hanno detto di consegnarla a lei. Sono stati precisi: sarebbe stato seduto a questo tavolino, a quest’ora, vestito come lo è adesso. Segua le istruzioni, le ripeto, e faccia proseguire il messaggio. Lo sa, ne va della vita dei suoi familiari». «Adesso basta!» si alterò l’uomo sbattendo un pungo sul tavolino. «È uno scherzo di pessimo gusto… si riprenda la sua busta e sparisca». «Lei non si chiama forse Federico Merici?» fece la donna ormai in piedi stringendo con una mano il bavero della pelliccia. «Sì…» «Bene, allora sa già tutto. Ha le solite quarantott’ore per far proseguire il messaggio. Non vorrà che capiti qualcosa di brutto a suo figlio, vero?» L’uomo era diventato pallido, non parlava più. «Segua attentamente le istruzioni…» insistette la donna «e vedrà che tutto filerà liscio». E se ne andò. Sentì un capogiro e una fitta al costato. La busta era davanti a lui e non osava toccarla. Rimase così per diversi minuti con il cuore a mille. Non poteva star accadendo davvero, non a lui, con quei segni. Raccolse la busta dalla tovaglia e con le mani che gli tremavano l’aprì. Il foglio, dentro, era completamente bianco.
firmato da.. - briciolanellatte -
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30/10/2008
Il sogno
Sara, questa notte ti ho sognata, eravamo sulla spiaggia, una spiaggia qualsiasi di un qualunque mare, eravamo soli, era fine ottobre, ci davamo la mano, lo sciacquio delle onde parlavano per noi. Passeggiavamo, ma qualcosa ci tratteneva nel sogno stesso, non eravamo liberi, iniziava ad alzarsi il sole, venivano due cavalli bianchi verso di noi e portavano sulla sella due lenzuola bianche. Improvvisamente si sono fermati vicino a noi. Prendemmo le due lenzuola bianche e improvvisamente un vento dionisiaco s’alzò, e noi mentre galoppavamo sulla spiaggia, alzavamo le lenzuola e come due aquiloni bianchi s’involarono nel cielo terso di un azzurro sognante. Poi ti vidi in centro di un paese qualsiasi e mi invitasti al caffè Astro, ci sedemmo in un tavolino e prendemmo due caffè, era un sogno, ma io in egual misura non mi sentivo padrone di me, ci guardammo a lungo negli occhi. Avrei voluto dirti che eri bellissima, che avrei fatto qualunque cosa pur di renderti felice, che avrei fatto follie e birichinate simili ad un bambino che vorrebbe tutto dalla vita, e tu continuavi a fissarmi senza parlare. Nessuno ci considerava in quel bar chiamato Astro non per caso, perché tu eri una stella, sì, Sara tu eri una stella e ti vidi per la prima volta come una stella e allora tutto mi fu chiaro in quel bar. Tu irradiavi lucentezza a chiunque ti avvicinasse, perché il tuo posto non era la terra, ma il cielo, e volasti, io non ti trattenni, ma nell’andare via tu mi dicesti una cosa importantissima, Io sono capitata per caso sulla terra e tu entrando in questo caffè Astro, mi hai fatto capire la mia vera provenienza, ti rendo grazie per questo, io tutta una vita ho sofferto, ma la sofferenza mi ha aiutata a crescere, ma ricordati, io non mi dimenticherò mai di te, perché tu hai tolto il velo della mia coscienza, ora so veramente chi sono, una stella, tu mi potrai vedere tra la costellazione di Orione, la stella più a desta, ma devi usare un telescopio potentissimo. Io ti devo tanto, tu mi hai fatto prendere coscienza di me, come posso sdebitarmi? Oh ci sarebbero tanti modi, ma io scelgo il più semplice un bacio, sulla guancia disse lei? No, sulla bocca, Ah ma sei esigente! Sara e Alberto si diedero un bacio infinito, soltanto come un essere superiore in forma umana può dare. Allora io ti lascio, disse Sara, ma come hai fatto a prendere coscienza che tu devi abitare lo spazio? Io non sono nata sulla terra, ci sono capitata per sbaglio, qualcuno quando ero piccola mi diede questo foglio, e si vedeva chiaramente una parte di universo, mi disse, tu sei una destinata, al momento opportuno, una persona in sogno o in realtà te lo farà capire, perché, continuò questo signore, tu sei un essere speciale che non può rimanere sulla terra, perché tu sei un Astro. Ora ho tutto questo in mente e attraverso il tuo sogno io sono arrivata alla mia vera identità. Ricordalo questo sogno, esso è la sola cosa che ci unisce, come ci ha unito il bacio. Addio Alberto.
firmato da.. - albertoteodori -
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autostrade
infinite
occhi nei quali
perdermi
fino a
morire non
ha senso
sentire la
pelle immergersi
nella polvere
son vuoto
polline che si
fa neve e
sangue morto
vorrei sciogliermi
ma per me
non c'è il sole
solo l'illusione
del cuore
che batte e
sbatte nel
petto quasi
dovesse
mordere ogni
sentimento
fino ad immergermi
in pensieri
funesti e
senza ritorno
sono un
vuoto a perdere
l'incoscienza
del perdono
una piaga
non mi rimane
che piangere
per slividire
i miei eccessi
e poi morire
nell'indifferenza
del giorno
mentre il cielo
segue il
suo inerme
corso
firmato da.. - ashurado -
link


Luce opaca in silenziosa irrealtà
smorza toni
attutisce contorni
vela
imprudenti paesaggi padani,
nel sottobosco marcito di nebbie
s’alza leggero
il profumo di fungaia
…..la mia terra appannata
aspetta..
stacca dai rami
caramellate foglie di passatempo
in novembrini stupori
di timido,
brillante ritocco
.. si ridesta luce di madreperla
nel cuore del giorno
.. c’è un sole delicato
che torna.
firmato da.. - Evelyndreams -
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Violini
Basta
una costola d’acero montano,
una scheggia d’ebano
perché nelle rosse solitudini
degli abeti
rinasca
l’anima tersa.
Anileda Xeka
firmato da.. - ladyeagle -
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LA MIA VITA...
UNA BELLISSIMA BOLLA DI SAPONE

La mia vita
la raccolgo in una bolla di sapone.
In lei racchiudo solo
attimi infiniti.
Il dolore, lo butto nell'abisso del mare.
Una conchiglia lo racchiuderà per sempre
chissà...
diventerà una perla.
Forse le perle sono i dolori del mondo
che il mare ci restituisce
illuminati di nuova speranza.
In questo momento mi restano attimi
così grandi, così veriche solo la magia di una bolla di sapone
può contenerli.
Ondeggiando perlacea, si lascia
andare...invaghita del vento.
il mio cuore la segue
in una, cento, mille bolle di sapone.
Tutti i colori di primavera si specchiano
nelle sfere incantate.
La mia vita...una bolla di sapone
che danza fra fiori di pesco
e mandorli in fiore.
Fino ad un orizzonte
ancora da scoprire
lontano
dove sole le bolle di sapone possono arrivare.
firmato da.. - orofiorentino -
link

Llanto
Llanto

Con tus manos
grandes como pañuelos,
secame la tristeza
de mi rostro,
mi amor.
***
Con le tue mani,
grandi quanto fazzoletti,
asciugami la tristezza
dal volto,
amore mio.
firmato da.. - aphrodite1 -
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Civitanova Marche, luglio 2008
Il porto rifugio poco prima dell'alba
Foto di Sergio Fucchi
" E tutto è quiete ed il sono giace nell'oblio del sonno "
firmato da.. - sergiofucchi -
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29/10/2008
18 ottobre
lungo il sentiero ti accompagno,
ho ornato il giardino con i fiori,
apro il cancello e t'accompagno
dalla tua sposa.
Nel cuore un vuoto,
sulle labbra ancora le parole della mia benedizione.
Va' figlio mio, vai per la tua vita.
Ti sorrida la tua sposa,
ti sorrida la vita,
il mio amore ti accompagnerà sempre.
firmato da.. - giannile -
link

L'alito di mancanza veste
Una bambina che si trascina dalla madre morte
La rincuora con suadenti sorde
Cacciando ricordi gorgoglianti
L'abbraccia un sabbioso bisbiglio
Tutto si avvalora solo in te.
firmato da.. - bearzebu -
link

La noia
(Testo di Diego Rocco)
Gomito al tavolo
mano in barba
uggioso il mio pensiero
osservo la pioggia
scrivo di questo
in ufficio solo
immaginandomi là
a contar gocce.
firmato da.. - inchiostroblu -
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La morale non può arrivare
Dov'è il cuore a mettere le mani
E se ora è il cielo a farmi da pavimento
Non può toccarmi il resto del mondo
Ma una nuvola non è sicura
E non potrà sempre sostenermi
Presto scenderò veloce a terra
Ma lascerò la verità
Qui
Tra terra e cielo
E ciò che provo resterà un mistero
Perchè un angelo tu lo puoi sentire
Ci puoi camminare accanto
ma non ti è permesso farlo vedere
....nessuno ci crederebbe....
firmato da.. - heleonorahx -
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l'orgoglio
l'orgoglio
è veleno che uccide
i sentimenti più profondi
è capace di rinnegare amori veri
amicizie sincere
costringe a un silenzio forzato
incatenando il cuore
schiavizza al suo volere
dimentico d' umiltà e perdono
illude la rabbia
dando sensazioni di forza e giustizia
ma è solo nebbia davanti agli occhi
gode dell'altrui implorare
portando sempre più in alto
false verità
ma il tempo inesorabile cancella tutto
quando il fuoco si spegne
resta solo la fredda cenere .
firmato da.. - veronicasn -
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-malata-

La mia Mente è Malata
Si è ammalata il giorno in cui mi hai sorriso
..in cui mi hai abbracciato..
Mi sono ammalata di te quando ti ho amato
con le parole..col corpo..
con i baci..e con i miei silenzi
Mi sono ammalata un giorno d 'autunno
quando il tormento aveva un calore nuovo
ed io non sentivo più freddo nel cuore
come un dolce sorriso
a ricordarmi che forse ero ancora viva
Persa..ma Viva!
..fra i rumori del mondo ho deciso di ascoltarmi
e senza pentirmi..di ammalarmi di te
della tua bocca..del tuo sapore..della tua pelle
del dolce supplizio della mancanza
del tortuoso ritrovarti fra la confusione della gente
Ed oggi che tutto questo inizia a guarire
mi sento dispersa...vuota
...ubriaca di solitudine
Come questa luce che si ostina ad accendersi ogni nuovo giorno
ma non per i miei occhi
-Runa-
firmato da.. - rose74 -
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Su un tappeto d'Autunno (le foglie)
(foto presa nel web)
Come d’incanto
affondo i miei passi
nel verde smagliante
di smeraldi smarriti,
mi accoglie festoso
il rosso scarlatto
di rubini scagliati
come sabbia nel vento.
Sotto un manto aranciato
le mie mani s’immergono
e sollevano spruzzi
di gialli coriandoli…
e tra i capelli s’annidano
silenti ali ambrate
di crepitanti farfalle
piovute dal cielo.
firmato da.. - inchiostroblu -
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Depressione

(Testo di Diego Rocco)
Piove
Piango
Prendo pastiglie
Posso percepire pietà
Posso provare piacere
Posso passare per pazzo
Penso parole pesanti…
Prego perché possa passare
firmato da.. - inchiostroblu -
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Girasoli sul finir del giorno - Foto di Sergio Fucchi
"... e il naufragar m'è dolce in questo mare."
firmato da.. - sergiofucchi -
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Oceano
***
Di quelle mura al cielo
in occhi e braccia
liquida tempesta
ti ho bevuto
in un bicchiere d’abisso
arreso al suolo in un calco
di terra indocile, orma
in osservanza a Dio
il suono
ha baciato il vento
e nell’unico riposo d’onda
come il cielo d’oceano, in te
mi sono perso dentro.
*

*
~ Nunzio Buono ~
firmato da.. - enneby -
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LA SIMENTE
Li simienti ti la libertà, so nnati cu nnui,
iddhrì vonu a ‘nnanzi, finu a lla morte.
Libberi cu ppinzamu, no significa pi fforza,
cchiù televisioni,
cchiù telefonini,
cchiù ti pressa su internet,
cusi, mi pare, stamu cchiùi sotta controllu.
(E ppoi, opera pare, mesciù statte cittu.)
Lu tdannu, lu cumbina lu ciriedhhrù ti scì cumanda,
ti scì era ffare l’interesi ti tutti nui,
ma facinu sulu li loru.
Cirieddhrì, ca no sso contru li mmalecarni,
l’abbusi, lu latrunizziu, anzi, li facinu,
convinti, ca ni portanu cusì a lla tomba.
Nu cirieddhrù cu cresca sanu e llibberu,
tene bisognu ti na scola bbona e cca vae a ‘nnanzi,
senza patreterni e senza patruni.
Tegnu tanta spiranza,
a tutti, randi e piccicchi,
ca sia cu lli manu, sia cu lli pieti,
cumbattimu cu rrumanimu libberi,
intra nu paese libberu.
LA SEME
Le radici della libertà,
sono nella libertà di pensiero di ognuno di noi,
esse costituiscono le fondamenta
per la liberta di tutti gli uomini.
Libertà di pensiero,
non significa più informazione
o l’aumento dei mezzi di comunicazione,
perché un mondo con più informazione
non necessariamente è un mondo più libero.
(Come dal resto è, sotto gli occhi di tutti, l’informazione in questi tempi).
Il vero problema rimane
la qualità del pensiero di chi comanda,
di chi gestisce la cosa pubblica,
la “Polis”.
Pensiero,
che non si oppone all’ingiustizia, anzi la crea,
non si oppone agli abusi di ogni genere, ma ne fa un’arma propria,
pensieri,
che tendono a portarci,
verso un appiattimento morale e civile.
Il pensiero,
per crescere sano e libero ha bisogno però,
di una scuola libera ed efficiente,
senza padrini e senza padroni, senza se e senza ma.
Io ho una profonda fiducia nelle capacità dell’uomo,
di tutti noi, che nonostante tutto,
continuiamo a lottare per la libertà di pensiero,
l’espressione e l’indipendenza.
firmato da.. - localo -
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Speranza
Muovi le Mani
In Direzione Luna
Dritta Dentra i Tuoi Occhi lei Si Specchia
Accarezza il Vento
Senti la mia Pelle Riscaldarsi
Senti La mia Voce Chiamare il tuo Nome
Ascolta La Notte
Poggia le tue mani sulle mie
Dormi Dentro la Mia Pancia
Non Esitare
Prega Ogni respiro di Spezzarsi
Impigliati tra le Ragnatele di questa Vita
Ascolta le Mie Parole
In Volo Labile Su un Vento Immobile
Continuando A Dondolare Appesi ad una Ragnatela
Sentendo Più forti i Graffi della Passione
Ispida e Cattiva
Dolorosamente Nostalgica
firmato da.. - Anotherday -
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L'autunno dei poeti
Spiano gli spiccioli in tasca
la mano che raccoglie
sotto la pioggia
le foglie mute
che diverranno
diamanti.
Anileda Xeka
firmato da.. - ladyeagle -
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