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30/11/2008





LA CANDELA



candela



 

 

 

 

 

 

Flebile fuoco di candela
rompe
il bruto dominio
del buio nella stanza.
Lieve, tremolante 
come gli oggetti intorno,
la cera calda modella
figure fantastiche,
che si adagiano sul fondo del piatto
irretendo le mie fantasie.
Gatti foche
e uccelli
dalle bianche piume,
disegnano bizzarre figure in movimento
sulle pareti bianche.
Un picchiettare di pioggia
tamburella sui vetri
accompagnata da un soffio di vento
che entrando dalla finestra aperta,
urta la fiammella leggera
scostandola, oscillante
come una legno sull’oceano prepotente.
Un refolo di vento
più insistente la spegne,
ruba la luce intorno
restituendomi al buio.

giorgio medda





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- giorgiomedda -


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sezione: poesia












...il giorno che verrà.



 

…passeggio solo

lungo corridoi bui,

tra mura  vuote e spazzi immensi

lì dove tutto intorno

mi appare  fermo,

ovattato,

sono pronto

per riprendere energia

per il giorno che verrà…

 

…guardo volti

e mi danno ricordi,

un sacco di pensieri

riaffiorano alla mente,

come vecchi oggetti

sempre lì...

pronti per essere usati…

 

…ma la solitudine mi assale

e sarà colmata

solo il giorno dopo,

quando

la nuova alba

sparge di nuovo i  desideri..

 

…sento

in questo silenzio

il bisogno di te,

immagino  il tuo volto,

la tua figura

che mi solleva  e mi consola,

mi prende per mano

per un momento solo…

 

…immagino

di rivivere momenti

i nostri

che non torneranno,

resteranno indelebili

tra le invisibili labbra

di due anime sole,

che si  cercano

nel vuoto del destino…

 

…e  ogni volta,

ogni  quando

  la luce del giorno

si riprenderà dal buio,

ancora  cercherò

 lacrime e le stelle,

la carezza data

sulla tua pelle…

 

il poeta narratore.

***

un buon Natale per tutti voi.





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- poetanarratore -


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sezione: poesia
















Dentro me è sceso l’autunno

Ti guardo mentre ti muovi sul prato

i tuoi occhi brillano

trasognata sospiri

primavera dilaga nei campi

brilla nell’aria tersa

nei tuoi occhi

nei suoi occhi

sussulto al tuo riso

ti inchini

recidi una viola

la porti alle nari

lui ti guarda

tu lo guardi

con voluttà la respiri

ridete

vorrei essere al suo posto

penso con un nodo alla gola

tutto è gioia

ovunque dilaga

cadono come foglie le illusioni

dentro me è sceso l’autunno a primavera

 

Pietro Atzeni





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- pietroatzeni -


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sezione: poesia
















SOGGIOGATA DAL MIO SOGNO

 

Erano settimane che facevo sempre lo stesso sogno, immagini che mi capitava di vedere anche di giorno, sensazioni che avevano ben poco di reale ma tremendamente tridimensionali che potevo quasi respirarle.

Quella notte fu più reale che mai.

Sola al centro di via Massarenti, una strada trafficata anche di notte, un sole al centro del mondo che svettava sopra le torri in lontananza, e tutto attorno a me il silenzio e la desolazione. Cercavo di capire dove fossero finiti tutti, ma ovunque mi girassi vedevo solo portoni e negozi vuoti; una solitudine che mi dava angoscia e pace allo stesso tempo. Camminavo cercando di seguire la strada disegnata dal sole che batteva sull’ asfalto arroventato, libera dalle mie angosce e dai miei pensieri, sola abitante di una città abbandonata dalla civiltà; ma non sembravo triste né, tanto meno, preoccupata di quella strana sensazione di vuoto. Di colpo la mia attenzione fu catturata da un foglio di carta gialla a terra, perfettamente intatta e scritta a mano con inchiostro nerissimo. Mi avvicinai e la raccolsi ma, subito, si impossessò di me il terrore di essere spiata da qualcuno, una presenza che non riuscivo a vedere ma che sentivo addosso come un ombra invadente in mezzo a tanto inutile niente. Cominciai a leggere e non volli credere ai miei occhi, era una lettera per me, scritta di proprio pugno da mia figlia, Elena; un foglio intero riempito di parole. Cominciai a leggere:

 

Cara Mamma,

Quando leggerai questa lettera tu sarai, insieme a me, come un fuoco che brucia lento, perse dentro un addio che non vogliamo…..

 

Non riuscii  ad andare oltre. Il foglio cominciò ad annerirsi fino a prendere fuoco. Disperata provai a spegnere la fiamma per continuare a leggere ma la lettera mi si sgretolò in mano. La presenza che avevo sentito si fece più invadente mentre la cenere volava, presa all’improvviso da una folata di vento. Mi voltai di scatto e dietro a me c’era Paolo, lo psicologo, lo stronzo.

“Maria, non avere paura, siamo soli in questo mondo come anime che vagano cercando il proprio destino!”

Non riuscivo a dire nulla; ero come bloccata da qualche forza, volevo abbracciarlo, toccarlo, capire se almeno lui era reale, ma non riuscivo a muovere alcun muscolo. La paura e la voglia di ascoltarlo mi annebbiavano i pensieri.

“Maria, sei una passeggera infiltrata di un sogno inutile. La tua disperazione non è altro che il fuoco che mi alimenta….”

Non riuscivo a capire cosa stesse dicendo.

“Paolo, dove siamo qui?”

Allargò le braccia e mi sorrise.

“Accetta il tuo destino, seguimi perché sei mia….”

Cominciò a prendere fuoco in tutto il corpo, ero disperata e corsi tra le sue braccia…..Mi svegliai di soprassalto nel mio letto. Ero solo stata soggiogata da un sogno troppo reale, ma dannatamente perfetto.

 

Luja





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- Luja85 -


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Il dolore

 

 

Sei il verme viscido

un’implosione che divora

il silenzio che urla

il vuoto che ferisce

l’anima che si scioglie

nel veleno.

 

Sei il serpente

che logora la speranza

di un filo d’erba che pulsa

di un sorriso spezzato

il nocciolo di una parte malata

che non ti lascia respirare.

 

Sei il tarlo marcio

nell’ipofisi dell’anima

nell’orizzonte infinito

cerchi di non annegare

in quella parte dell’universo

ti accendi come un cerino

ardi nel seno dell’angoscia

annegherai nell’onda di un dolore

 

spento.

 





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- ittoilg -


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Spicchi di passione



Ogni volta

Che incontro

Il tuo sguardo

I tuoi occhi

S’illuminano

Accendendo

di passione i miei

Un fuoco

Sensuale

Si sprigiona in me

Pervadendo

Il mio corpo

Fremente

Respiro

Con affanno

Mentre le nostre mani

Si sfiorano dolcemente

Scatenando

Brividi

D’intensa emozione

Che esplodono

In scintille

D’immenso amore





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- LadySouls -


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Solitudine



solitudine

(foto presa nel web)

Sassi.

Si sgretolano

scivolano

si sciolgono

sulle spalle,

sulla schiena.

Sola

sulla sabbia

scavo sentimenti,

scorgo solitudine.

Solo sale sugli scogli.

Sento

sopraggiungere stanchezza.

  Stelle

si spengono sulla spiaggia,

sfumano silenziose.

...Se solo

sapessi stare

senza sorrisi.





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- inchiostroblu -


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Tu facevi la cassiera



Tu facevi la cassiera, in quel supermercato all’angolo del mio appartamento, da quando c’eri tu alla cassa, facevo sempre spesa io. Cosa quanto mai strana. Tu avevi una figlia e la sera, dopo i compiti, veniva a trovarti. Tu lavoravi sempre, eri sempre elegante e avevi una quantità infinita di foulard. Io venivo spesso, mi sorridevi e quando lo facevi, crescevo di un centimetro d’altezza, per i tanti motivi che quel sorriso mi dava, tu così brava, così rara, t’imbattevi nella quotidianità di un supermercato con la stessa destrezza di una manager. Alla tua cassa nessuno faceva la fila per quanto eri dinamica, concreta, soltanto quando c’era tua figlia ti distraevi un po’ . Nessuno ci faceva caso, le sorridevi e non si sa se eri più angelo tu o lei. Eri separata e facevi i due turni, mattino e pomeriggio per poter andare avanti, perché avevi sbagliato matrimonio, ma non lo mostravi mai a nessuno. Non volevi più uomini tra i piedi, eri rimasta scottata già una volta e non volevi ripetere lo stesso errore due volte. Ci si conosceva tutti al quartiere e già avevi intuito che ti facevo la corte, ma facevi a me gli stessi sorrisi che distribuivi a tutti. Il giovedì pomeriggio e la domenica dovevi fare tutte le faccende arretrate di una settimana e non ti tiravi indietro dalla fatica. Un sabato qualsiasi non eri dello stesso umore e non elargivi sorrisi, io intervenni con una frase stupida, e dissi, come sta signora, si sente bene? Tu mi rispondesti in malo modo e dicesti, non sono affari suoi. Mi crollò il mondo, non potevo credere che una persona così a modo m’avesse risposto così. Ero separato anch’io, mi trovavo senza birra, ma dopo quella risposta il sabato sera rimasi chiuso in casa, e per giunta anche tutta la domenica. Feci un salto al bar a comprare la birra. Era il tardo pomeriggio di domenica quando suonò alla porta. Andai ad aprire e trovai Francesca la cassiera, che mi chiese se potevo entrare. Io ero in pigiama ed ero imbarazzatissimo. Cosa le posso offrirle? Va bene un po’ di birra? Sì, grazie. Senta, sono qui per chiederle scusa di quella risposta sgarbata di ieri, sa ieri era una giornata storta. Senta la scuso se magari potesse accettare il mio invito per una pizza in una pizzeria? No, mi scusi, ma sa sono rimasta scottata già una volta e non voglio ripetermi. Va bene niente invito e la scuso per ieri, anche se non c’era bisogno di scusarsi, capita a tutti di stare un po’ stanchi e affaticati. Un giorno Giulia fece una domanda strana alla mamma, perché non ti risposi? Mica tutti gli uomini sono come papà! Francesca ribatté, ma che discorsi fai Giulia? E’ che sento la mancanza di qualcosa che non so ben definire. Francesca si mise a piangere. Passò qualche giorno, e un giorno, per quando la pizza Guido? Va bene mercoledì alle venti? Sì, per me va bene!





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- albertoteodori -


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Afferrandomi alle caviglie,mia notte



*photos from web

orma a strisciare

raschiando la notte,

 

ecco come non aspettavo

il capovolto dissenso

del traguardo

che miete di grani

la gola  che non lo regge

 

passeggio sfiorando

le risacche di sole,

nacque forse quest’alba

per bruciarmi la pelle?

 

e ora che la sete mi asciuga

intagliando febbrile

l'angolo smussato di te,

mi chiedo quanto male

mi possa ancora afferrare alle caviglie

 

Morfea77&Sebastiano Adernò





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- Morfea77 -


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sezione: poesia












lancette



 
Guardo un’orologio
mi perdo tra le lancette mancanti
del tempo.
Ho sentito il battito di una pioggia
che mi accarezzava nello scendere,
mentre il campanile emetteva note
con le sue campane,
Attraverso una vetrina ho solo visto
un manichino nudo che cerva un vestito,
ed io vestito sembravo che fossi nudo
davanti al mio io silenzioso
che gridava,
disperdendosi in quella pioggia,
abbeverandosi ancora di un sentimento perduto
tra quelle stille  di una lacrima…
 
                                      Amfortas
 
 




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- mondoamfortas -


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sezione: poesia










29/11/2008









Più lenta, questa notte, sta sognando la luna:

Stanchezza abbandonata

Tra le morbide coperte,

Mentre, m’abbandoni sulle mani

Sospiri infiniti, e volgi altrove gli occhi.

Laddove la notte spranga i miei.

 

Ritroverò tra le tue mani

Quanto da me dimenticato:

Bianche visioni che determinatezza

E spirito m’infliggono.

 

Le mani, a loro dolcemente mi lascio…

 

 E conosco cosi, gli arnesi dell’oro

Arnesale:

Ebbrezza, perdizione, confusione!

 

Pallido viaggiante

Anche tu come me

Sei un sole d’autunno?





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- clinzia -


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le mie mani




le mie mani vibrano
al pensiero di sfiorare il tuo viso,
di accarezzare la pelle di panna
e i capelli di seta.
Le mie mani fremono
al pensiero di spogliarti delle vesti
e ancor prima di accorgerti
di esserne libera
sarai già nuda
e in loro possesso.

Franco


©2008 amybabyamy by DeviantART




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- Franco61 -


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Rena



Rena, ginestre e sole

avanti il mare

scorcio tra rami aperti

 

come una parete

da cui pendessero

macigni e fiori

 

vita di stupore

verde

prima del largo





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- taglioavvenuto -


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Dai cantieri dell'Est



Dai cantieri dell'Est partono navi
cariche di porpora e sonagli
le lame da battaglia lunghe e affilate
a cercare le rive mai toccate in onde alte come la Cuccagna
con uomini ignoranti della Storia
con libri bianchi che aspettano scrittura
dal nascere del sole verso il giorno.

Nei cantieri dell'Ovest giungono chiglie
erose dal sale e dall'insonnia
vele strappate dentro amori persi
stive ricolme di conchiglie rosa quando il mare si placa per donare

ma dicono i marinai che il timone è salvo
- la pelle lisa ed i capelli argento -
dicono che la Luna parla quando tutto tace

e che quel lungo viaggio è così corto
ora che nel tramonto hanno riposo.





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- alifranca -


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venezia 01 da te.

foto: Rinaldo

Takuji

 

Passo dopo passo

Pietra dopo pietra

Tavola dopo tavola

si cammina nell’acqua.

Maschere riflesse da vetri colorati,

riflettono volti e

nascosti sorrisi,

pensieri lontani

di gente che va.

Ombre  dai ponti senza riflesso,

remegio di barche e di gente Venezia.

Campo dei frari,

calle de  la passione,

la vita cammina a Venezia,

sparge profumi e profili d’oriente.

Takuji sa dov’è il cuore della città,

dove cercare oltre il respiro, oltre la vita,

cosa guardare…

e immerge nell’anima raggi di sole.

.

.





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- dedalos -


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28/11/2008





***



 

ombre

NYX

 

Danzano volgari e sgraziate
le rapide ombre di scherno
seguendo l'onda dell'eco
levatasi dalle terre d'Erebo.


Chi siete voi, fuggiaschi barlumi,
per profanare il mio abito trapunto di stelle?
Come osate voi, ciechi profumi,
disorientare il mio viaggio al tramonto nel cielo?

Dispenserò il sonno col silenzio
e placherò di tenebra ogni paura.
Poi, dal buio e dalla notte, grembo della madre,
genererò la luce
affinchè ogni cosa
coltivi una speranza.





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- Crobiotermi -


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Precipizio



Scende a dispetto
un piovere nervoso …
 
e quei tuoi occhi pieni
rivolti alle mie putride ossessioni
d’amor dannatamente piene
 
cala goccia a goccia
un piovere a dispetto …
 
e le tue mani bianche
congiunte nella mia imperfezione
scavata come creta informe
 
viene giù freddo
un piovere da brividi …
 
e quei tuoi seni sodi
che puntano la mia disperazione
denudata nella inconsistenza
 
scende senza fiato
un piovere di lacrime …
 
e quel tuo fuggirti via
confuso nel buio di distratti giorni
che di me ora son padroni
 
corre
corre a precipizio
il mio pianto
il mio pianto recluso
in un perdersi
in un perdersi vuoto.




firmato da..
- grisby6043 -


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sezione: poesia












Black passion



Mani nelle mani.
Corpo su corpo.
Estasi perfetta.
Come un demonio mi abbatto
nel tuo corpo e compio atti
di fuoco.
Pervadendo e aggredendo i tuoi sensi.
Le tue passioni.
L'anima stimola fantasie erotiche
tra i piaceri più lussuriosi.
Dal cielo piove fuoco e la carne
brucia del tuo stimolante profumo.
Mi accascio al suolo del tuo ego
pervaso da convulsioni elettrostimolatrici.
Uno sguardo, un pensiero.
Un silenzio lungo quanto una vita.
Un' alba, un tramonto.
Poi ancora fino al termine dei sensi.



firmato da..
- pennanera67 -


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Ad Argo



DSCN0828

(Argo)

Morbido amico

in silenzio

a mio fianco

…sempre.

Tu non parli

ma i tuoi occhi raccontano

la tua devozione…

la tua tenerezza.

Tu

mi scaldi il petto

quando su me ti accoccoli

mi scaldi il cuore

quando mi guardi attento…

Io ti regalo una carezza.

Tu

mi regali tutta la tua dolcezza.

 





firmato da..
- inchiostroblu -


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sezione: poesia










27/11/2008









   

Per quanta neve ancora
s'inoltreranno i geli di una vita?
Si apriranno due graffe
a contenere un tiepido ristoro
forse un piccolo geco
resterà immobile
a fissar coi suoi occhi
ciò che rimane fuori dalla vampa
Flotte di angeli
non poseranno fiori sui cartoni
di corpi rattrappiti
sopra e sotto di essi
I fiori sono simboli
e troppe cose e genti vi assomigliano...
da non aver bisogno
di averli tra le mani
Ritorneranno ancora le stagioni
del bello e delle altezze
Sotto i cartoni resterà un ricordo
Solo un ricordo
senza alcuno spicco
di un uomo che si astenne
dai mastici del vivere
Quel vivere ch'è dritto
e ch'è contrario
e che dimena passi, menti e mani
fino a reminiscenze
di Regie stabilite
anzi del calo





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- Melarea -


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MI AMI

 

Mi ami chiedi

capricciosa io rido,

sospiro non rispondo.

Mi castighi di baci,

frughi i fianchi e

con carezze audaci

mi sradichi l’anima.

La pelle s’infiamma

e l’odore del sesso

come incenso

nell’aria aleggia.

 





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- ladybea48 -


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Tu in ogni viaggio di pensiero

 ***

 

Si guardano le mani

nel riflesso di una carezza disegnata

oltre il vetro della mia anima

 

una foglia

abbandona al vespro il suo sorriso

e posa la curva di un idea

arrendendosi al silenzio

 

ti ho accesa questa notte

come una candela nel percorso del buio

e ti ho baciata sogno

 

perché sei tu il volo, la meta

di ogni mio viaggio di pensiero.

*

 

*

 

 

~ © Nunzio Buono ~





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- enneby -


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Oltre si



Oltre si, le notti e i giorni

al di là del cielo

quando gli occhi abbassano le palpebre

le ginocchia stringono, loro

 

Oltre la fronte misera

corde vocali

al di là di Kant, degli antenati

guglie, cenacoli

 

Al di là di un utero

scorrere e scorrere

di sponde

duemila anni, essi dimenticati

 





firmato da..
- taglioavvenuto -


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Angeli

 

ANGILI

 

Scasulità,

la chiamanu cusì e lli figghi noscì morinu,

pi fissagginità.

No nc’è bbisognu cu scìamu motu luntanu,

li primi l’imu mandati cu mmorinu pi llu petroliu,

li secondi  a lla fatìa,

li terzi, morinu  a lla scola.

‘Ncora si sentinu li mamme chiangire.

Angili, istuti totte li matine,

 ti li mamme loru,

cu ttantu amore e ttantu sacrificiu.

Angili,

ca ssimegghianu a cci la sempre crisciuti  e cquardati.

Ni ‘ndì li porta la scasulità,

cumpagna stretta, ti sti ciucci ca cumandanu,

e nno mmi spiegu comu mai,

stonu sempre addhrài.

Sulu Diu lu sape.

Ciucci senza rabbu e senza scornu,

chini sulu ti malecrianza.

Cquardamu tutti,

cchiui a llu fumu ca a lla carne ca si cucina,

forse pircè, stàmu ‘ncora bbinchiati.

Ddiscìtamune,

no lassamu  ncora cu nni ddinchianu,

parinu cose ti l’addhrù mundu, lu sacciù,

ma armenu circamu cu prùamu.

 

 

ANGELI

 

Fatalità,

la chiamano fatalità,

i nostri figli muoiono,

per stupida fatalità.

Non c’è bisogno di guardare molto lontano,

nella memoria del tempo,

sembrano distanti,

ma sono con noi,

sono i nostri angeli.

Morti per colpe non loro,

in guerra, al lavoro, nella scuola.

Angeli,

imboccati e vestiti dalle loro mamme,

stampati addosso i volti di chi li ha creati,

che ci sorridono sempre.

C’è li porta via la fatalità,

amica di stupidi padri di famiglia,

che non capisco per quale disegno divino sono delegati là.

Senza un briciolo di umiltà,

per dimostrare la loro grandezza,

 regalano solo colorata arroganza.

Si guarda più al fumo e non all’arrosto,

forse perché le pance, sono ancora piene.

Non lasciamo che le persone e gli eventi spezzino le nostre ali,

pare difficile lo so,

ma possiamo almeno provare.





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- localo -


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Éloges des nuits et des jours: “S’infiammi pergamena sul vitro…”



“S’infiammi pergamena sul vitro…”
 
Sospiri erotici e machiavelliche corrispondenze sparse
per banchetti tarlati senza uno sgangherato specchietto
di carta che rifletta una luce: un’ombra spalmata
 
in voluttuosi trofei di rosso mela acerba.
S’infiammi pergamena sul vitro: uno scintillio
e poi un silenzio. La notte sembra balzare
 
di letto in letto un ricambio di nome.
Tra locali spenti gli amori forti, i banconi senza
sole, il solito appoggio alla seggiola sguaiata
riservato agli uomini senza Dio.




firmato da..
- Basileia -


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sezione: poesia












Nel buio



occhio

(foto presa nel web)

A piccoli passi

 incerta mi inoltro

(gli occhi ancor chiusi)

nella notte che avanza

con lentezza infinita.

Lontana è l’alba

e nel marmoreo buio

 si affacciano tetri

PENSIERI

PAURE

DOLORE.

Ma se distendo la mano

e apro gli occhi smarriti…

 ecco

 …intravedo

dentro al buio più nero

la tua sagoma immobile

che riposa a mio fianco

con azzurro respiro.

E svaniscono rapidi

(come piume nel vento)

tutti i fantasmi chiassosi

che infestavan dapprima

la mia mente spaurita.





firmato da..
- inchiostroblu -


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sezione: poesia










26/11/2008





Maledetto sonno



Maledetto sonno
che non vieni mai
che mi sfiori
che mi illudi
che mi costringi a pensare a lei
incondizionatamente
inverosimilmente
impossibilmente
Maledetto sonno
che mi fai smaniare
che mi obblighi a stupirmi
dei due miracoli della mia vita
l'averla amata
e l'averla perduta




firmato da..
- milo71 -


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sezione: poesia












Ascolto la sera



Ascolto la sera
e sento il tuo canto
colare a miele
dalle mute labbra,
sotto un manto di stelle
 conto i respiri assenti,
affacciato a questa finestra
imbroglierò il tempo
sulla lancetta corta,
attenderò il rotolarsi
di gocce dal tuo cuore
su telepatiche traiettorie
fino a esplodere sulla pelle
rifrescando ogni bruciore.
Resterò in sospeso
su riccioli d'albero tra i capelli
nel girotondo d'anima
sul vento disperso
 in coriandoli di pensieri.
Mi perderò a mezz'aria
sulla mezzeria dell'orizzonte
tra le nuvole assorte
dietro gl'occhi chiusi
senza  una ragione
affonderò in te
 dentro erranti bisogni
con le dita tese
ti prenderò nel vibrante
andare
planerò nel tuo sognare
fra i colori
del tuo arcobaleno,
mi lascerò inzuppare
fino a pulsare nel sangue
tra le dita del tuo domani.





firmato da..
- soledelmattino -


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In doubt



Fuoco sotterraneo,
serpente spinato che scorre sotto le membra e scuote ogni più solido germoglio...
Rivoluzione dell'animo
non voluta,
maligna luna che sovverte le tranquille e ordinarie maree,
veleno che corrode la conosciuta perfezione,
riducendo tutto ad una distruttiva deriva...
Fino a che l'unica salvezza è ammutinarsi
e abbandonarsi al mare,
lasciando la nave
senza che il suo ricordo ti lasci mai.

 





firmato da..
- Ifygenia -


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Voci



Tu agile voli al volubile sole.
Ma chi mai sei tu se non esile esistere,
un traballante suono
nell'aria che sferza e corteggia ...

Mentre sorpresa dalle voci tremule
che si levano a notte
feroce un grido ferisce
la tua ombra sul confine della terra.


© francesco ballero - 25 novembre 2008




firmato da..
- franta -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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