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31/03/2009





test di luscher



fatto il test di luscher. ci ha preso abbastanza. i consigli sono sempre quelli: mettersi nei panni dell'altro, chiarire, non chiudersi, possibilmente non nutrire aspettative.

questa cosa delle aspettative torna sempre.

si va incontro a delusioni, quindi non averne sarebbe meglio.

altra cosa i sogni. sempre averne uno nel cassetto.

tempo fa ho considerato con un certo sgomento di non avere un cassetto ovvero di averne troppi, tanta confusione in ognuno di essi, molte cose affastellate, impegni, doveri, qualche svago, ma di sogni nessuna traccia.

ho richiuso i cassetti, rinunciando alla tentazione di mettere tutto sotto sopra per accertarmi che davvero non ci fossero sogni dentro, magari nascosti sotto un'idea lasciata lì o sotto un desiderio da tanto tempo trascurato. avrei almeno potuto approfittarne per mettere un pò in ordine, ma ho calcoltato di non avere abbastanza tempo per questo.

però ho preso quell'idea lasciata lì e quel desiderio trascurato, ho cominciato rispolverandoli.

è un inizio. per quanto riguarda il sogno ci sto lavorando.





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- Lumia -


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Marzo



marzo-1-1.jpg picture by elfo111

Marzo
con gli occhi delle foglie
aperti sull'inquieto ardore
d'una soffice brezza

Brividi di purezza
maturati nel silenzio
a comprimersi e distendersi
in oscillanti moti d'aria
sui languidi colori
d'un alba appena sorta
sull'estasi del mondo

Marzo

e la pioggia di primavera
profumata d'emozione
[odore fresco ]
di cielo sparso sulle zolle
a farsi sospiro d'amore

 In espansione
-armonie solenni-
dietro ai soffi del vento
quasi a carpirne il fiato
leggero di riflessi
lungo quella riga illusoria
su cui s'infrangono i sogni
 
per divenire canto

-lassù-

in quell'acqua silenziosa

 dove più nulla si vede

***

Versi e grafica di Carolina Parrilla





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- sognodiluce -


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sezione: poesia










30/03/2009









ricodi, pensieri, parole...
parole al vento..
ed io qui che continuo a sperare
a credere in un qualcosa che non vedo..
non vedo nemmeno in un tuo lontano sguardo..
sbaglio a sognare?
sbaglio forse.. ma in me c`è qualcosa..
qualcosa che mi tormenta
come un vortice impazzito...
è qui con me..
e ci rimarrà SEMPRE!!!!!





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- susannabt -


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sezione: poesia
















Forse è stato meglio così...
ricordo ancora
il giorno in cui ci conoscemmo.
Pensai, si...
questo è il ragazzo giusto!
Col passare dei giorni
incominciai a conoscerti meglio
e m`innamorai
sempre più di te!
Ma ancora non sapevo
che tutto questo
sarebbe finito molto presto...
abbiamo passato insieme
due mesi indimenticabili...
molte volte pensavo
che la nostra storia
non si sarebbe
mai conclusa,
perchè credevo tu mi
volessi davvero bene...
ma mi sbagliavo,
mi sbagliavo su tutto!
Ho deciso ugualmente
di rimanerti amica.
Ora dici di amare un`altra
e mi parli spesso di lei...
e non capisci
quanto io ci soffra,
o forse lo sai, ma
me lo fai di proposito.
Spero solo un giorno
di dimenticarti...
per vivere finalmente
il vero amore!!





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- proseperina -


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sezione: poesia












ho visto...



 
Ho visto persone scappare dal loro IO,
guardo negli orizzonti
e vedo oltre la fine,
laddove la terra si congiunge con il cielo.
mentre una macina si arrugginiva
nel non poter trasformare il grano
in farina
Nei mie occhi sento piangere
un mare che cela
le sue lacrime,
un abisso cerca di velare la sua solitudine,
nascondendo i tesori sommersi
ho sentito piangere una madre
nel dolore mentre dava alla luce
una vita,
poi gioire sentendo un vagito,
nel cammino di vita imparo
che le mie mani nude
non possono scrivere con quel cuore
che le comanda,
i miei occhi racchiudono
ancora una promessa che nascondo
mantenendola,
mentre cammino solo, mi stringo tra le mie braccia
ed un’ombra mi avvolge come allora ..
 
                                    Amfortas




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- mondoamfortas -


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Il giardino segreto.



Il giardino segreto.

Percorro i viali odorosi
del tuo cuore,
giardino segreto
che ai miei occhi s'apre
e stormisce d'emozione.
Ingannevoli voci
all'esterno lascio,
brusìo divenendo,
impercettibile
e sfuocato.
Fuochi di stelle
nelle acque scure
danzano tremanti
in un gioco di luci
che avviluppa i cuori.


(flameonair)





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- flameonair -


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sezione: poesia












come in un muto agguato



Nel gioco delle parti voglio essere io la più forte. Sfido ogni uomo che incrocio sul mio cammino. Ad ognuno voglio dire che sono in grado di vincerlo a qualsiasi gioco lui voglia giocare, a partire dal semplice gioco di sguardi. Pur restando gentile con quelli che sono gentili con me, scarto in partenza quelli che non mi piacciono, mi concentro sui più belli, sugli spavaldi, su quelli che si danno tante arie. E' a loro che voglio arrivi il mio messaggio: non mi avrai, qualsiasi cosa tu sia o ti creda di essere; non avrai da me la condiscendenza, la cordiale simpatia che reclami come dovuta dal tuo Olimpo. Sono io che comando, che tutti lo sappiano: sii umile con me e forse te ne verrà un guadagno!

 





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- Lumia -


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L’amore, che non dimentica

 ***

 

Che sei

dell’invisibile

tratto di un pensiero

 

il profumo

di un bacio lontano

lo spazio unisono di catene

 

il colore

che lasciava il vento

sulle cose

 

sei il ritorno

nelle stanze di vita

 

la danza nella luce

d’un attimo, l’illusione

l’amore

 

che non dimentica.

*

*

 

~ © Nunzio Buono ~

 

 

 





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- enneby -


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alberi al vento

foto: Rinaldo

.

.

 

10/03/1957-52anni

 

A me stesso

 

Solitari pensieri corrono,

rincorrono ricordi fatti di anni,

felici, radiosi, solitari e musoni.

Dolori assorbiti in giorni di sole,

piccole luci come piccoli sorrisi,

parole attraverso labbra fatte

di onde sonore.

Auguri Rinaldo, auguri a me stesso,

bivio d’amore a spasso nel tempo.

Di notte, la notte, questa notte,

cerco l’altra metà di me che 

scompare,

in questo quasi magico 10 di marzo,

pazzo a metà,

sdraiato,

con gli occhi sui fiori fatti di carne.

Scopro e ricordo ogni giorno

lenzuola da un corpo,

non dorme di notte, ma,

scorteccia pensieri fatti di legno,

si alza di giorno

in questo marzo speciale,

sapendo che il sogno scompare e

rimane l’attesa di gironi passati.

Graffia, graffia l’amore,

non sa di compleanni e di sogni

ma solo del tempo che passa

in un giorno strano di marzo.

.

.





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- dedalos -


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Catene



Hostato su Megaportal.it

 

Piove...
nel frastuono di cuori
stille inumidiscono gli occhi
scrutando
oltre
colline aride
 
-anima fruga in ogni particella del cielo-
 
essenza di te
colora profilo
e forme gia' conosciute
 
per un attimo
dimentico catene
...serrano le mie mani...
 
mentre pioggia
purifica dolore
ancorato nel ventre
che tace...

                                                       © Antonella Poleti





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- ioAntonella -


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29/03/2009





Ho incontrato Gesù Cristo in una taverna del porto



Ho incontrato Gesù Cristo alla taverna del porto
la sua Dyane 6 parcheggiata fuori
e sul sedili i cd di Guccini e Faber
ma anche quelli della Nannini.
***
Era al tavolo con una puttana
a spiegare ad un transessuale
l'importanza del preservativo,
a batter pugni sulla tavola
perchè non voleva capire
il senso vero della sua vita.
***
Era dai tempi della Diaz
che non lo incontravo
quando si mise a copertura
di una ragazza
mentre la polizia la bastonava,
sempre
oggi come allora,
sempre.
***
Caifa lo aspettava fuori
con un santino di Berlusconi
quello che ha un cammello magro
ed una cruna grande
quello che si traveste,
ma Cristo non lo inganni mai
***
Siamo usciti
nella polvere del porto
a moltiplicare pesci c'è sempre tempo,
tanto da Bruno Vespa
di certo non ci vado,
mi ha detto con un sorriso,
mentre due bambini brasiliani
gli tiravano la veste
come allora
Lui era la loro unica speranza.
***
Siamo andati in centro
a far benzina
e lui mi ha chiesto come andava
ora,
ora che il vento mi manda spesso
sabbia dentro gli occhi,
io gli ho sorriso
davanti a un manifesto di Calderoli
con le ronde
e gli ho risposto
-c'è di peggio-
Lui ha sorriso
a volte ride,
non piange mai,
però se si incazza
sono guai.
***
Mi ha portato alla stazione
ha lasciato due autografi
a tre suore di una missione
e un calendario
dove i giorni
non hanno troppe messe
ma dove i poveri
hanno tutti un tetto
poi
da lontano
abbiamo visto Berlusconi spingere il cammello
per farlo passare per la cruna
il cammello ha defecato
e abbiamo riso
tanto
si davvero
da Vespa non ci vado
mi ha detto
ed era già ora di Cena




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- hariseldom -


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A volte ritornano.



Risate

vivaci e improvvise,

scendo vorticosamente

la scala del mio sapere

e rincorro ricordi bambina.

Giovani adulti si presentano,

rapido apparire

docenza passata.

Complicità,

diversità all'unisono.

Unione,

spensierate mattanze.

Pendio scosceso,

vallata mistica,

albeggiare:

piana biellese.

A volte ritornano:

dolcissime nostalgie.





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- AldaTV -


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Amo la tua bocca




Amo la tua bocca sensuale e calda
dove si perdono i miei baci,
quelli più profondi.
Brividi ed emozioni intense
in ogni goccia d'amore
e in abbracci senza fine.
Baci e baci e ancora baci
che parlano solo di noi.

Franco





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- Franco61 -


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O mio cuore stanco
non hai più motivo
di palpitare ancora
per qualcuno che può solo farti soffrire
é morta anche l'ultima illusione
quella che credevo non sarebbe mai morta
In me e in te mio cuore
si è spento il desiderio
dei dolci inganni dell'amore
smetti di soffrire
hai sofferto abbastanza
nessuno merita la tua sofferenza






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- susannabt -


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Follia






Imbevi le tue radici nel mio sangue

così che la mia vita frantumi il grigiore
distrugga il bozzolo e inizi a respirare!
La mia ombra di nebbia
sospinta da spifferi
si è smarrita
rincorre riflessi sfuocati.
Timida falena
danza odalisca tra miraggi di fuoco
una vana speranza
macchia
giornate stese ad asciugare
da brezze di ricordi.

                                                                   Sonia

                                                     





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- Ladyviolet4 -


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28/03/2009









Angolature curve

click : angolature curve

 

Nel punto più alto

il tempo riduce traiettorie

e orizzonti di spazio

riluce vertici di presente

in un unico spillo

di luce sazio

steso fra il buio del niente

occultato al rovescio

di un palmo più basso

sulla soglia di uscio

il salto dal suolo

l’oscuro disegno

di un volo

sul segno di un sasso

il senso di un passo

a scacchiera

sospeso sul filo

discorso che teso

su un dito che recita

vera la volta

che bianca eri sospesa  

in ricamo di stelle

capofitte in tappeto

di massi lunari

per altari alle curve

morbido angolo

in segreto serrato

suo giaciglio

la pietra urla:

“Scolpiscimi!”





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- rosadstrada -


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E sarai...Donna ancora





...Quando
indelebile un ricordo
riaffiora alla tua mente
e, sprofondandoti
nell'abisso di un sogno,
rischiara la tua anima
che palpita
negli attimi fuggenti...
nella nicchia
del tuo cuore
allocherà,
tenendosi per mano
con l'essere tuo "donna"...
Piacevole indugio
sarà per te e,
consumandoti
nella vana attesa,
scoprirai che
l'anima
è in te...
~
La tua pelle più luminosa,
il tuo sorriso più caldo:
ecco cosa ti fa donna,
al di là del tempo
e degli affanni.
Sempre regina
ti ergi sopra le consuetudini,
sovrasti ogni regno
col tuo scettro soave...
Piacevole sarà l'indugio:
fioriranno mimose
dalle lacrime versate
sulle tue zolle bagnate.
Abbagliare pupille d’indifferenza:
ecco cosa ti sfida
nell’avanzare incessante
dei calendari,
tentando di tessere al telaio
geometrie di giorni nuovi.
E... sarai Donna ancora
nella sfida impari dei millenni.


            Rosemary & Aphrodite            






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- aphrodite1 -


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Cerchi e Muse...

Spesso cerchiamo di dissolvere le paure attraverso i sogni,

ma il risultato non è scontato,

piene le fosse di progetti in malora

sature le liste dei buoni propositi….

Avendo avuto molte vittime annegati tra i disagi

cerco di alleggerirne la pena,

scendendo a coscienti compromessi con due muse..

Vivon tra vesti cineree

respirano sguardi subdoli e delicati

si saziano di emozioni illogiche

dormono abbracciati al subconscio…

Musica il nome della prima Parole la seconda.

Signore del mio Se,

menti dell’ignoto

disegnano in rettilineo un cerchio di sicurezza

che espandono e contraggono secondo un respiro che gioca a dadi con il confine del rischio.

Che siano sempre di attesa anche loro di scegliere, ascoltare e vivere un viaggio?

Chissà…

Un giorno Se volete riponete la risposta nella mia mano....


----------------------------





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- CharlieBrown75 -


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Nella terra di Nessuno



orizzonte-1-1.jpg picture by elfo111

Guardo
il ritmo del giorno
scioglier  porpora
sui roseti del cielo...

Lungo quella linea
che si apre effimera
dentro a una trama di respiri

Un fremito d'ali
 a oscillare sugli occhi...

 Come un gabbiano
che reclama all'orizzonte
la libertà del vento
cosi brucia l'azzurro
il volo al pensiero

[oceano di silenzi]

 a farsi canto
nel suo cerchio
di riverberi bruniti

Intarsi d'amore e dolore
intersecati tra il gioco delle onde
a tracciare l'isola
della mia consolazione
attraverso il valzer
di nuvole vaganti

Quell'attimo che insegue
il suo stesso palpito fuggente
verso un oltre
senza epoca e destinazione

-li -

nella terra di Nessuno

***

Versi e grafica di Carolina Parrilla





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- sognodiluce -


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sezione: poesia










27/03/2009





Te o nessuno....



Neve Grazia.

Vorrei scucire punti d’incontro,

sfilarmi e svanire….

come cima di un bandolo che sfugge la trama

disfare l’ordito che mi lega alla realtà regnante

 

Tra il bianco e l’azzurro nell’aria rarefatta

il bosco ansima un soffio d’incanto

e mi lascio andare

tracciando righe di ballo sul lago ghiacciato

liberando il mio corpo in armonia di danza,

volteggiando,

ruotando su me stessa…

mi allungo a cercare la tua presa

pattino indietro rapita dal vento……

cercami, seguimi, inseguimi

se devo smarrirmi per trovare quest’angolo di sogno

perderò il senso della mia dimensione

per diventare aerea

in una nicchia d’immenso dove aleggia solo lo spirito,

le nostre estremità si sfiorano,

gli sguardi si rincorrono in cerca d’intese

scivolo fra le tue braccia

per volare leggera come una farfalla

tra  bianchi fiori di fantasia

 

non sarà mai più con un altro

quello che è per te.





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- Evelyndreams -


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sezione: poesia












Il re topo



ho passato tutta la notte al cesso,le braghe posate sul pavimento,le mutande celate,ho passato tutta la notte a pregare,disperatamente informe,sgranando la speranza in ogni sua sostanza,sperando in una risposta,ma solo rumori di scarico. ora che mi guardo allo specchio,mi duole il culo,le gambe addormentate a fatica mi tengono in piedi,nella disperazione mi viene quasi di insultare,di bestemmiare,mi chiedo perchè non c'è qui dentro una croce,eppure ci sono tanti chiodi. le occhiaie ai bordi dei miei occhi,sembrano balconi,non s'affacciano più le lacrime,come vampiri,si nascondono dalla luce del sole e come un pozzo prosciugato,tiro su con il naso,sperando di sputare quel morbo che m'anela l'anima come una iena,ma solo catrame e sangue. mentre guardo le poche onde,che s'impattano nella vasca,sputo un mosaico di cerchi concentrici,che toccano il fondo svanendo,come le mille preghiere che speravo fossero miele ed invece son fiele mero. ancora mi chiedo,che senso abbia tutto questo,conscio di avere le risposte,nascoste sotto la pelle,dietro ai buchi dove m'iniettavo solitudine da 20,00 euro,ma niente,gli stolti vivono nel passato,i saggi nel presente,i criminali a ridosso al futuro........poche note di colonia,macchiano il lavandino,sembrano colluttorio,forse i becchini usano il colluttorio per togliersi di dosso l'odore della morte,a me non resta che scavare in quelle ferite di cui non conosco il nome,eppure mi porto addosso,sperando di non finire in croce come il re topo. è ora di andare ho lasciato troppo tempo scorrere dal rubinetto,se fosse sangue sarei morto da un pezzo ed invece è consumismo che non regola la ragione e come tanti altri mi tiene senza potere per ristagnarmi nel dolore........"Sorridete stronzi vi lascio un bicchiere,non andate a chiedere agli altri...............Non è vita se non la vivi,non è morte se non l'accetti"
 



volano le

foglie fino

a planare su

d'un mare d'erba

verde come il

corallo sott'acqua

lapilli distratti

avvolgono

l'aria sembra

una danza

ancora un sogno

un indissolubile

sfogo ad occhi

chiusi come

quando mi

baciavi al buio

delle stelle al

suono di candele

allegre che di

gioia piangevano

a volte come se le

ossa si polverizzassero

rimango sul

posacenere dei

posamano a

pensare a quanto

affondavo

mentre ti amavo

ma è solo la

cenere a colorare

il vento ed il

cielo nel suo

riflesso si illumina di

quel vuoto che

senza te è destino

e mai deserto





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- ashurado -


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26/03/2009









pazza io




pazza io

che ho creduto

di poter ritrovare

il mio cielo

in un attimo

di disperazione

in cerca

di quella goccia di miele

che si incollasse

sulla mia pelle

imbrattandomi di tenerezza

 

pazza io

che non ho

nemmeno tentato

di spiccare il volo

soffocando nella sabbia

il mio respiro

 

pazza io

che mi sono

lasciata strappare

la capacità  d’amare

dimenticando

ogni emozione

 

pazza io

che ho ferito

l’aquila

che mi aveva preso

tra i suoi artigli

ed è precipitata

insieme a me

sulla roccia

avrei potuto

attendere

di planare con lei

e affrontare con lei

il terreno impervio

per capire

se era percorribile

 

pazza io

che dico no

alla vita

senza  sapere cosa sia

vivrò sempre

nel rammarico

di un dubbio mai risolto

 

pazza io

pazza ,pazza

di questa follia

fatta di rinunce

dubbi

incertezze

che mi finiscono

lentamente

come un coltello

che gira ad arte

nella carne

straziandola





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- veronicasn -


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sezione: poesia












sponde separate ...



Se tu capissi ..
se capissi veramente
Quei vuoti , quei buchi neri
che ci circondano, un pennino si
intingerebbe nell’inchiostro
fino a consumarsi ,
le dita si consumerebbero nello scrivere,
i fogli si riempirebbero di frasi,
ciò che c’è in me si fonderebbe,
ma quel solco tracciato , non ha ponti
per essere passato, rimanendo fermo
al di qua , dove le sponde sono separate
Nulla cambia , ma dentro me tutto è già cambiato!!
È solo il risvolto di una camicia
stirata , inamidata e appesa,
in quell’armadio dove si apre
solo per ricordare, ma chiudendo subito
per nasconderla agli occhi ,
che tutto hanno accarezzato una volta
nel loro profondo..
Rimango sempre a domandarmi,
se quel bicchiere lasciato , era mezzo pieno
o mezzo vuoto…
 
                                  Amfortas
 




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- mondoamfortas -


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sezione: poesia
















Anime percorse da silenzi assordanti
crateri spenti dal dio del nulla

ama la tua reale virtù
prendi tra le mani lo scettro dei tuoi pensieri
e comincia a danzare tra le bolle dell'universo

parla allo spirito divino come se parlassi alla tua essenza 
ritrovati tra il fluire di una cascata...

cospargiti della soluzione vivificante delle tue ali
e vola verso l'infinito

ruba le stelle al cielo
e mettici i tuoi desideri per apparire più vero

annulla la luce del sole e poni la tua anima
spegni la luna e accendi i sensi

cadi nell'ombra....su di un sottile tappeto mistico





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- proseperina -


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sezione: poesia












Dovunque essere



Dovunque il vento
sferzi con forza le onde
dando un suono al vasto respiro
[  dell'universo ]
Dovunque il cielo rifletta sul mare
l'infinita solitudine della notte
smorzando la luce delle stelle
 col fragore sconfinato del silenzio
Dovunque crediamo di scorger il primo vagito
-del nostro futuro-
 nel roseo incarnato di una nuova aurora
seguendo senza posa l'incessante cammino del tempo
  che cambia ogni cosa
Li sarà la nostra alba tinta d'azzurro
e il nostro dar vita alle idee per cui a lungo
[abbiamo combattuto]
Li prenderà forma il bambino che da sempre
 vive  nel cuore d'ognuno di noi
cancellando il lungo corteo d'esasperante amarezza
   che da un po' ci verga la pelle dell'anima
[ con una dolorosa traccia d'inquietudine ...]
E finalmente sarà pace a levarsi come ombrosa frescura
 per dar riposo al tormento senza fine
-dei nostri giorni andati via -
perdendosi dietro ai fumi perenni dell'oblio...
  Solo in tal modo la nostra esistenza
sarà piena e degna di essere vissuta
  vincendo la battaglia piu' importante
   [  quella della paura di vivere.]
-affrancandoci cosi dal giogo

....di essere soli.

Carolina Parrilla





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- sognodiluce -


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sezione: poesia
















FESTA

Si sta a questa vita
per un puro caso.
E per caso si sta
ciondolando per la via

Li guardo passare
sotto naso i giorni
con il vento i mesi
ed in fine gli anni.

Nasco cresco muoio
ogni giorno il rito
m'alzo lavoro dormo
non si muove un dito
eppure nella testa
coltivo la mia festa


Diego Galuppi




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sezione: poesia










25/03/2009





Il tuo giardino del sogno



In questi giorni sempre più spesso mi inoltro nel tuo giardino, tra le rose bianche che coltivavi per me. Ricordi quando mi chiedesti: ne pianto qualcuna per te. Dimmi di che colore le vuoi. Ed io risposi: bianche. Tutte bianche e profumate.
Ora s'aggrovigliano selvagge e disperate, coperte di scure gemme, mentre ancora le foglie secche, fradice della recente pioggia, s'impastano col fango attorno al mio piede pesante.
Nessuno più cammina tra questi spogli viali, non anima viva, e abbandonate le rose nate dalla tua anima raccontano la cupa tempesta della tua Assenza.
Di quei giorni strappati alla morte in cui ci siamo riconosciuti mi rimane  lo strazio dell'abbandono. E mentre contemplo il fiume, dove la tua polvere è caduta, la ragione mi dice che le molte piene di questi anni t'hanno travolto sin oltre il mare, ma l'amore ti vede laggiù, piantato sorridente nella corrente, mentre con le mani del sogno raccogli per me corolle bianche e dorati profumi.




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- capsicum -


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I segreti



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(ispirata da Against The Wind di Mario Millo e Jon English)

 

 

Anche i luoghi posseggono i segreti

inconsapevoli scrigni

velati dal chiasso del presente

in silenzio accolgono la vissuta vita.

 

A volte ancora palpitano

d’inafferrabili desii

che di sospiro emergono

tra le polverose crepe del passato.

 

Invisibili al sentire altrui

fragili e incorporei

come petali di cristallo

lampeggiano di sorriso

strati su strati

quei momenti andati

ma mai dimenticati.

 

Eppur mente il presente

sul lesto passo dell’adesso ignaro

quando cingendoli forte a sé

avido

li sorseggia ancora un po’.

 

D’amore scaldati

o in mille gocce annegati

li ritrovi tutti lì

come se mai il tempo l’avesse allontanati

ma basta solo un attimo

scandito però

in quel luogo esatto

che subito riaffioriamo

tra le pagine del perduto riso

o in quel sofferto pianto.

 

tiziana mignosa

03 2008





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acredine



un fazzoletto

il vento sconvolto

le lacrime

di cera infinite

ragnatele

a smembrale le

vele son

folgori e fulmini

d'un untore

oscuro che mena

pene dal

fondo di un

paradiso

remoto ancora inseguo

le nuvole in

folle non riesco a

volare ho affittato le

mie ali ad una

croce

spero che voli oltre

l'orizzonte che

giochi con l'ironia

della sorte e

smetta di fare il

fallegname

che lasci i chiodi

sul fondo dei

pozzi e con i

rami costruisca

aquiloni qui da un

pezzo non si

fa che rumore ed

un gran parlare di

diritti per zittire gli

interessi della

guerra forse lì dove

non arrivo piove

amore ma qui

è da un pezzo che

c'hanno stravolto

la voglia d'amare

per chiamar il resto

amore e non disprezzarlo

come il dolore

che ci spacciano





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- ashurado -


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Colla



 

Succedeva sempre così, aprivi una bustina e ti usciva sempre Sandro Mazzola e di Corso nessuna traccia o quello scudetto del Torino in 4 doppioni.
C’era poi quel barattolo di colla, con quella spatola rigida e quelle figurine della serie B che non si attaccavano mai.
Strani problemi ha la vita e tu ad innamorarti di Marianna Guilloc e a cercarla tra le sorelle più grandi dei tuoi compagni e quella, quella manco ti filava anche se “le montagne verdi e le corse di una bambina” ti accompagnavano sempre nella ricerca.
Colla, colla che ti si appiccicava nelle mani, che ti sporcava la maglia e le urla di tua madre.
E poi…la professoressa che urlava per quelle figurine scambiate nell’ora di lezione, con il panino rubato sotto il banco e il bidello che arrotondava con le merende.
Intanto cercavi di capire che cavolo volesse dire Vietcong salvo poi scoprire che erano del sud e non del nord e qualcosa, qualcosa che non quadrava tra buoni e cattivi in quella guerra.
Un cane come Lassie o Rin Tin Tin non te lo avrebbero mai comperato, ma contro la banda c e la banda del ciccione ti sarebbe stato utile avere un cane da difesa.
Colla con quell’odore strano, chi l’avrebbe mai detto che c’era anche un allucinogeno in quella colla.
Così avresti capito alla fine perché la Perla di Labuan non ti si filava e nemmeno quella del primo piano, ma ti saresti consolato lo stesso con una busta di giornaletti e due di figurine…e magari questa volta ti usciva Corso.

 





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- hariseldom -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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