come se guardando dentro un'istantanea
riuscissi a rianimare le stagioni andate
sorridendo all'amara malinconia
che un tempo toglieva respiro e vita
come se sognando un corpo in penombra
travolgessi la purezza sacra e puttana
nei sospiri mai sopiti e mal celati
di un cristo che il destino bestemmia
come se udendo l'armonia di un accordo
scandissi gioie, illusioni e dolori
vibrando sullo spartito delle passioni
al tempo sincopato di un coito proibito
come se sfiorando l'istante presente
provassi l'ebbrezza di andar pei cieli
cavalcando raffiche di pioggia e vento
che rinnovata linfa mi donano negando
Sfioro il respiro del tempo,
sfogliandone i petali e
assaporandone la brezza.
Lambiscono le onde
i miei pensieri
e, inquieti,
emigrano
verso ospitali lidi.
Sulla battigia dell'anima
si confondono
grida di gabbiani...
E in quel terso scenario,
petali si staccano
rovinosamente cadendo
sulla rovente rena.
Semplicemente così
marosi avvolgono
i miei ricordi,
occultandone gli inediti sospiri.
Dipingo le emozioni,
rivivendo nei lampi
le temute spire...
Ancora nel Tuo Letto
e non chiedermi il perchè
Il perchè della sconcia voglia
che mi porta qui
lontana dalla mente
come uscissi fuori a guardar la violata ragione
Il perchè del dischiuso fiore
che trabocca dal mio corpo
dilaniandosi fra i nettari che passione produce
Appassionami e Ammutoliscimi
come il tempo che spesso abbiam rubato e distratto
fra le menzogne fatte risate
..e con la lingua fonte di fuoco
baciami audacemente
facendoti sale sulle ferite aperte
che una donna amante produce fra le lenzuola
-Runa-
Penserò a te
dal momento in cui l’alba mi ricoprirà
fino a quando il cielo
si tingerà di tramonto
e m’avvolgerà insieme
al tuo pensiero
e abbracciandoti penserò
che sarò felice
finché tu ci sarai
e fino quando il cielo ed il vento
continueranno ad avvolgermi
nelle loro braccia.
Colori spenti
di un'alba senza sole
tutto quel che rimane
a chi non possiede amore
Poche immagini sbiadite
l'esatta cromatura
d'un esistenza spogliata
d'ogni cosa
Ed emozioni che la forbice
del tempo ha ormai tagliato
dal calendario dei tuoi giorni
spruzzandole poi
d'una patina di nebbia
nel cielo dei ricordi
Colori spenti
come un inizio nato
per divenire fine
e dopo ricominciare nuovo
vibrante a circolare
-metafora del giusto-
dove c'è sempre una misura
da cercare per quantificare
il bene e il male
in questa mutevole realtà.
Colori spenti
di sogni naufragati
verso l'orizzonte della precarietà
Sono ancora loro
nudi come una folata
d'aria in dissolvenza
oltre il confine che separa
il vero dall'apparenza
e cosi mutarsi
in qualcosa di cambiato
La pagina invecchiata
da poche gocce d'inchiostro
aulenti di nostalgia
d'un libro posato
sulla tua scrivania
Colori spenti
negli occhi e dentro al cuore
d' una rosa appassita
e il suo profumo
già volato via
che rivive soltanto
quando il buio effonde
bisbigli confusi
sui tetti addormentati
[ciò che è andato perso
e non ritorna più]
Ecco ora s'è alzato il vento
porta forse una speranza
... a volte può accadere ...
... di dover custodire un’idea piuttosto che stringere una realtà,
di ricordare piuttosto che avere,
di piangere piuttosto che ridere,
di rincorrere piuttosto che attendere ...
è il lato oscuro dell’amore che si manifesta ...
... così affascinante da far persino impallidire quello luminoso ...
Sensazioni contrastanti si alternano allora nell’essere …
... odio e amore,
dolore e piacere,
speranza e rimpianto ...
... la vittima fronteggia il suo carnefice e lentamente va alla deriva su esili lastre di ghiaccio rafforzate dal gelo dell’indifferenza ...
... a volta può accadere ...
... che il troppo silenzio divenga talmente forte da poter essere udito,
così importante da non poter essere più ignorato ...
è il lato oscuro dell’amore che reclama la sua parte di dolore ...
che impedisce alle ferite di rimarginarsi ...
che pretende che il sangue fuoriesca,
che il cuore conservi,
e che la mente ricordi ...
... a volte può accadere ...
Ho visto la mia anima
attraversare in sogno
la cortina fumosa del cielo
per giunger fino a me...
Teneva le palpebre
socchiuse come se dormisse
mentre ondeggiava
sinuosa,muovendesi
tra le diafane ombre della notte
Che strano !
Nessuna stella brillava all'orizzonte
Nessun raggio di luna
indugiava sul suo viso...
Tutta avvolta di nulla e di silenzio
scorreva soffice su illusioni
e speranze ormai spente
nell'attimo stesso in cui
io la guardavo rapita,aggirarsi
sulle iridate strade del sogno
senza ben capire cosa cercasse o chi...
Ma non avevo paura
appena un cenno
di stupore e tenue apprensione
racchiuso dentro al cuore
e le pupille di chi si appresta
a inoltrarsi fra gli spalti
Dove non esiste vita
dove non esiste morte
dove non esiste
nient'altro che vuoto
dopo la mezzanotte
"Perchè sei qua?"
L'apostrofai lievemente incuriosita
fluttuante spettro senza tono di colore
Nella dolente veglia
in cui più acuto si avverte
il morso dell'estasi contorta
sulla carne già segnata dall'angoscia...
Gli anni son passati
e han portato solo inverno
Dunque che cerchi ancora qui?
Non c'è più nulla da portarmi via
se non il muschio disseccato del mio petto
e due righe di parole scolorite
da spargere nel vento
-Con un sospiro
mi rispose dolcemente:-
"Cerco il tempo perduto nella sabbia
e le lapidi in fila che hai coperto di neve
dentro al quale i tuoi sogni
sono andati a dormire...
Devi farli rivivere
e lasciare che la luce
penetri sul nero della tua esistenza...
Per questo sono qui !
Non respingere
il dono che ti offro
Ecco due occhi nuovi
perchè tu veda sempre d'ogni cosa
la bellezza e l'immensità
da questo istante tutto cambierà...
Dormi adesso !
E ritroverai la te stessa
perduta lungo il flusso
dell'orma che non torna
e la gioia e l'armonia
al lume dell'aurora..."
Con queste ultime parole
riflessa dall'incandescente bagliore
di un lampo si dileguo'
Nel mio eterno dilagare dell’io c’è un punto fermo, la mia compagna che accompagna il mio disagio con pazienza e con costanza, non venendo mai meno a quell’imperativo del matrimonio, uniti nella buona e cattiva sorte, nella salute e nelle malattie. Mia moglie è una santa, e spero, non lo diventi per causa mia, ma mi rendo conto della fortuna che ho avuto nell’incontrare una donna come mia moglie. Dovrei apprezzare di più quello che ho adesso e rendermi conto che sono un fortunato, di fronte a tanti divorzi e separazioni. Però ammetto di vivere nell’egocentrismo, che non è una bella cosa, ma è l’unica di cui sono capace, perché avrei molti motivi di apprezzare di più il mio stato di malato di fronte a tanti casi peggiori di salute e di malattie ben più gravi e con gravi handicap, più della mia situazione. Per una insana forma di egoismo ci si crogiola di fronte alle proprie situazioni sanitarie, piuttosto che vedere patologie di altre persone che mi circondano ben più gravi e inadempienti. Non è che lo dica per farmi coraggio, ma nel bel mezzo di una crisi di angoscia che pervade il mio animo, non riesco a mettermi in relazione con più distacco, come sto facendo ora, con la mia malattia.
Vorrei scrivere fiumi interi di lettere sibilanti l'infinito per dare pace all'animo mio, perché soffochi la massa di angoscia che si prova quando si sprigiona un inferno dilagante l'io e tutto diviene collante per interi pensieri allo sguardo fisso dove viene compressa una mente oppressa dalle troppe spirali di sofferenza. Ed io non voglio più soffrire uno stato balordo di insano vivere dove la mente vacilla di fronte ad una realtà sempre più terribile, dove tante volte mi perdo in scorribande dello spirito e gli argini declinano e tutto sciaborda verso un io sempre più dilagante, e a farne le spese è il sistema nervoso, collassato da troppe sensazioni che non hanno più riparo in una mente non normale, ma sensibile perfino alla caduta di una foglia, e viene la voglia di gettare a mare tutto l'io inconcludente per dare posto ad una non normalità, ma dove non c'è misura sulle cose da dire o da fare, perché la mente è invasa da neuroni impazziti per il troppo funzionamento a cui sono costretti da una vita invasata da una mente non auto controllata. Esiste un rimedio, la pace che tanto agogno fin dal profondo dell'anima, ma tutto si perde senza lasciare traccia di una cosa sensata, ma tutto diviene impoverimento dell'essere per dare posto ad una inespressione dell'essere.
I sogni d'amore
sono come le piogge estive
brevi ma intensi,
Spesso capitano dopo
un tramonto di color rosa
o dopo che i nostri corpi
si stringono in un abbraccio.
E così che passo tutta la notte,
a sognare cose fantastiche.
A sognare TE
Quando si ama davvero
il cuor si veste gioioso
dei colori del cielo
E solfeggia immemore
degli affanni passati
un canto di tenue dolcezza
Nella prima luce dorata
dell'alba che bacia la terra
come un petalo sfiorato
da amorose dita di soffice brezza
Quando si ama davvero
non esiste nè buio o silenzio
ma è solo un respiro d'immenso
a farsi meraviglia sulla curva degli occhi
per rendere più prezioso
ogni attimo rubato alla morte
E far comprendere cosi
che ogni cosa passa in questa vita:
il freddo e l'inverno
il pianto e il tormento...
E non esiste dubbio e ragione
incertezza o paura
nè tantomeno, sogni spezzati
da un mutevole destino
Poichè si riflette
oltre il passo delle ore
- un istante d'indicibile splendore-
Quando si intrecciano
spirito e carne
avvinti indelebilmente
in un' unico aroma
Amore !
Quanti fiori
sbocciati sulla sabbia del deserto
quanti sorrisi aperti
attraverso le nuvole ferme
Una parole lieve e semplice
come un soffio di vento
che corre via perdendosi in fondo
al timido azzurro dove le onde
si increspono e si distendono
Ebbene si: le vacanze sono terminate.
Sono stati giorni belli, semplici ma pieni di gesti e di attenzioni reciproche.
Abbiamo preso il tempo per dirci delle cose che non ci siamo mai detti.
Per porci delle domande che, allontanati dalle faccende di questo mondo, sono affiorate.
E non è perchè non volevamo dircele; ma perchè ci vuole il tempo per trovare le parole giuste.
Semplici, chiare, che siano dono, l'uno per l'altro, e non sfogo.
Grazie mon amour.
Splendidi i tuoi capelli
con la luce della luna
e i riflessi di polvere d'oro.
L'aria è pregna del tuo profumo
che mi avvolge e mi lega
trascinandomi
dietro il mistero
delle curve del tuo corpo,
e mi sento parte di Te
legato alle tue labbra calde
vicino al tuo cuore che batte
ora insieme al mio.
E ora finalmente
siamo liberi di volare
nel cielo dell'amore
Quando non sarò più tempo
né spazio
né punto di riflesso negli occhi degli altri
quando la morte si sarà presa la mia scorza
e mi avrai dimenticata
mi concreterò nei petali dei fiori del tuo giardino
e sentirai il mio profumo
m’adagerò sull’onda che t’ avvolge in mare
e sentirai la mai carezza
mi scioglierò nell’acqua limpida del ruscello a monte
e sentirai il mio canto
mi fermerò nel vento che ti sfiora le labbra
e sentirai il mio respiro
m’inoltrerò nel tuo cuore mentre pensi all’amore
e sentirai le mie parole.
Ascolterò tutto ciò che dici
e ti parlerò di mille cose,
accarezzerò i tuoi pensieri
senza toccarti i capelli,
e nemmeno sfiorandoti
accarezzerò anche i tuoi desideri
Ti seguirò sempre
senza raggiungerti mai,
perché per me tu sei
il mio piccolo grande
irraggiungibile amore.
Si Vanta di Esser Vana Realtà
con illusorie scintille posate sui raggi del Sole
Aggrappandosi alle Ali della Solitudine
si posa sulle spalle
respirandone gli Scarni Sogni
fatti di Immobili gesti e dipinti dagli sguardi fermi
posati sugli occhi di un Amore Gettato
in quel che rimane del giorno ed il suo profumo di passato
Mi Duole la sua Pietà
che quasi gli donerei la Gioiosa Memoria
di quando si scioglie un Cuore come vernice fresca
su un dipinto stellato che prende forma fra le rughe del volto
Mi Duole che quasi gli taglierei dalla lingua
la parola addormentata come Chiodo Arruginito
martellato su una parete di Legno
che non dimentica la sua Croce
Un giorno mi incamminai, per una strada poco battuta, e lì intrapresi il viaggio della conoscenza, conobbi vari luoghi, sempre di passaggio, ma un giorno mi fermai davanti una chiesa dove un signore stava appunto pitturandola. Gli chiesi cosa stesse facendo, mi rispose, voglio pitturare una danza macabra per dimostrare come nella morte, raffigurata dagli scheletri, tutti dobbiamo lasciare questa terra per dimore assai lontane. Riprese poi il pittore, gli scheletri più evidenti sono quelli a cui la morte fa più paura, per esempio chi ha molti possedimenti, gli altri scheletri, cioè quelli che non hanno niente da perdere su questa terra,sono più sfumati. Molte notti e molti giorni passarono, e io andavo solitario a fare il cantastorie nelle piazze, o dipingevo anch’io. Un giorno chiesi ad un pastore di anime se avesse bisogno di poter affrescare la sua chiesa. Mi fece prima descrivere su di un legno ciò che avrei riprodotto, poi cominciai. Feci per un anno il dipintore, ed ebbi dimora e vitto gratuiti. Ad opera ultimata lasciai quel luogo, era il 1580, andai vagando di villaggio in villaggio a fare il cantastorie, ma appena vidi una pulzella colma di una grazia particolare, con una scusa la fermai, e le dissi, la posso ritrarre? Prima feci un abbozzo su carta, -come può un angelo far dimora sulla terra? Evidentemente il Divino Fattore ha voluto che una sua prediletta abbia vita per suscitare un canto che si approssima ai paradisi celesti, e la bionda chioma come l’oro della messe e gli occhi del cielo terso hanno voluto fare da cornice per un’anima eccelsa, dove soltanto la purificazione dall’inferno sulla terra ha subito una svolta d’amore universale. Soltanto così si può spiegare la possanza e la magnificenza del suo passo, dove poco è avvezza, ma risponde ad un disegno sulla sua anima. - Finito l’abbozzo lo mostrai alla giovine, e lei rispose, ma non mi doveva ritrarre? Il dipintore disse, intanto le ho scritto di quel che vedo all’interno della sua anima, per ritrarla nella sua interezza, perché a me poco importa dell’aspetto esteriore, ma è ciò che una ha dentro che mi interessa. Io voglio ritrarre l’anima dell’aspetto esteriore. Iniziò il pittore a dipingere la pulzella, e proprio ne colse negli occhi profondi del blu del mare, la sua sincerità. Si innamorarono l’una dell’altro e si fece festa di matrimonio poco tempo dopo con i risparmi dell’affresco commissionatogli dal parroco. Fu festa grande, ma di più il cielo concordò con la terra una unione che andava aldilà delle apparenze.
Si stempera
l'estasi del sole
dentro a una sarabanda giocosa
di riverberi scintillanti
che danzano su brunite onde
in un mutare rapido
di colori fugaci
Il cielo oggi
ha il tuo profumo
disteso sulla terra
Cosi ti rivedo
nel tremulo chiarore
che riscalda
i miei pori
E in quei silenzi
dove l'ascolto
si dipana nel labirinto
del più e del meno
azzerando ogni dolore e angoscia
lungo sprazzi di memoria
riposti ai limiti del vuoto
Il tuo viso ...il tuo sorriso
dolcemente sfrangiato
da mille riflessi ambrati
in corsa verso
il nulla profondo
E tu .... dilatato in esso
come l'ombra che ghermisce
nel suo cono
il fuoco della luce
Poche gocce smorzate
a passare
in un raptus improvviso...
Io tu e il passo delle ore
-cenere dispersa-
dietro all'ultimo raggio
del giorno morente
[ rimembranza]
vestita d'illusione
lucenti cristalli
dolcemente cullati
dal fervore dell'onda
a cercare un luogo ed un tempo
in mezzo al limo
appeso al filo dell'evento
Al primo apparire
del sonno ho toccato
l'immenso dei tuoi occhi
che lontani
eternamente ardono
Salutami come sai far tu
con un tuo abbraccio,
guarda i miei occhi
ci sei dentro.
Al mattino il tuo sorriso
da un senso al mio risveglio
rendendo dolce
l’attesa ed il volerti
mentre il vivere tra gli altri
mi porta via, ma non da te.