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30/09/2009





Sabrina è tornata



Sabrina / è tornata

L’ho vista mentre ero al bar dei delfini.

 Aveva negli occhi canestri di dolore
e le braccia svuotate di affetti immortali.
Sabrina era come accecata

non vedeva al di là delle sue lacrime

e tra le braccia deboli
stringeva una possente e disperata pena.

Non scorgeva gli zingari assiepati

 all’ombra dei vecchi lampioni

che vendevano fazzoletti di miseria

 per un pugno appena di sorrisi.

Non faceva più  caso ai gatti acciambellati

 sulle rive di un Tevere ammorbato.

Sabrina è davvero tornata.

Ma è impalpabile come una visione..

Procede a sghimbescio

Su corsie sterilizzate

E con la voce muta geme ripetendo un nome

Procede tracimando crateri d’insonnie

In un silenzio feroce

Che assorda e implacabile aggredisce le orecchie.

Dolce amica che sfuggi all’aggressione del dolore

Siedi ancora al bar dei delfini

Davanti a una tazza di latte macchiato

Parleremo di piccoli eroi che si persero in battaglia

 guerrieri senz’armi

e  di speranze perdute.

 

 





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- aphrodite1 -


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sezione: poesia












Afflato divino



E’ splendida quell’atmosfera che si respira con le caldarroste e il vino novello, e le passeggiate lungo i viali alberati sciolti dal loro fogliame, e ogni foglia caduta è un grido di dolore dell’albero che perde parte di sé. Com’è calda questa stagione in cui le foglie diventano rossastre prima di fare il lungo viaggio verso il suolo, e canta l’armonia della sera, quando tutto si ricongiunge al suo verso. E verso dopo verso, tutto splende e risplende verso una stagione in cui si semina nuova vita. Le giornate si accorciano, il buio intristisce, ma è questa la stagione del raccoglimento verso nuove vie, verso nuove strade. Tutto si ricomincia in autunno, le scuole, in cui i ragazzi seminano nuovi apprendimenti per farli esaminare a giugno. Il grano si semina quasi ora, perché a giugno porterà frutti. In autunno si raccoglie l’uva per fare il vino e si semina il grano per fare la farina. Pane e vino si formano ora verso un afflato a dir poco divino. Perché contiene l’ostia che è il corpo di Gesù, mentre il vino che ne è il sangue.





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- albertoteodori -


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negli inverni di rugiada



E quando l'inverno combatte,

si scontra,

nelle piccole gocce di rugiada che la primavera

porta via con sè



Quando un giovane poeta

lotta

e si scontra,

 nelle piccole gocce di rugiada che cadono dagli occhi



quando le tue mani,

comprendono quei piccoli fiori di campo

che l'estate appassisce,

come la coscienza di un albero di Giuda

nel volgere nel cuore dell'inverno

il suo sguardo all'orizzonte

guardando non più al sole che è passato

ma al sole quando tornerà

mettendoci il silenzio dei pensieri,

l'intensità delle tue assenze,

lasciando spazio all'inatteso giorno

che silente volge al termine



con quei calli

contadino di poesia

che spera ancora di poter cogliere

la nascita di un piccolo petalo viola

non pensando ad altro che a quel momento di vita

solitudine di un lavoro sporco

tra le zolle di fango

e le buie notti di freddo.



E non c'è distanza, non c'è un domani

che non sia intriso dal tuo colore

come girandole al vento,

dal tuo sapore che non ho saputo cogliere,

troppo flebile tra le mie mani come candele al sole.



Non c'è incendio stanotte attorno a me,

se nell'anima mia

il volgere del sole

è il tuo sguardo

se il volgere del sole

è rivolto al tuo ricordo di rugiada.




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- uomodelfaro -


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sezione: poesia
















E qui oggi piove
È la pioggia del cielo
Benedizione di Dio

Io lodo a Gesù
Che benedica a tutti
Con la pioggia del cielo



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- cacaumonte -


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sezione:
















Parlami del vento

*** 

in questi giorni

di parole senza voce

dove il mare, ci divide gli occhi

e l’orizzonte ha la ferita di una sera

 

disseto l’anima a pensarti

che di un amore

ha tra l’autunno, gemme ancora

d’indissolubili ricordi

 

e nudo vesto d’aria

il mio pensarti

perché ti porti il giorno

ai giorni spesi

 

e avuti di dolcezze

 

che vivi sono al vento, voce

di un dolore.

*

*

 

~ © Nunzio Buono ~

29-09-2009

 





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sezione: poesia










29/09/2009





Tutto il creato



Volteggeremo su confini senza limiti, e planeremo dove l’orizzonte si congiunge con infiniti azzurri, nei bluastri sentieri dove il paradiso conduce sulla terra amata quanto i gigli dei campi, e dove berremo su fontane dove ninfee e fiori di loto si colorano di magia per sempre. E che il viaggio inizi, lassù tra le stelle comete che lasciano polvere aurea fra le imperiture galassie del firmamento, e viaggeremo quel viaggio che conduce al mare della tranquillità, trascinati dalla celeste brezza marina dove il sole argenta il mare, e che le sirene danzino cortei fra le onde sussurranti echi pieni d’amore per ogni vivente, perché l’alleanza universale abbraccerà l’intero cosmo, e infiniti equilibri di miliardi di pianeti e stelle saranno sorretti da un magico filo che formerà l’antica alleanza tra lo svuotamento dell’Onnipotente, a ragione di un solo Essere che domina a destra del Padre,  tutto il creato. Questo viaggio è dentro ognuno di noi.





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- albertoteodori -


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Il tuo sorriso




Mi sono perso
nel profondo dei tuoi occhi,
vorrei abbracciarti
e avvolgerti col mio amore
per volare con te
dove il tempo non finisce.
Tutto questo solo
per far mio il tuo sorriso.

Franco





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- Franco61 -


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sezione: poesia

















Guinea: piu' di 50 i morti

 (ANSA) - CONAKRY, 28 SETT - E' finita con un bagno di sangue nello stadio della capitale una manifestazione non autorizzata dell' opposizione

 

 (ANSA) - CONAKRY, 28 SETT - E' finita con un bagno di sangue nello stadio della capitale una manifestazione non autorizzata dell'opposizione in Guinea. Piu' di 50 i morti, ma il bilancio e' provvisorio. La manifestazione di Conakry era stata organizzata per protestare contro la giunta militare salita al potere nove mesi fa con un colpo di stato. Al Centro ospedaliero di Donka sono stati contati 58 cadaveri, e secondo la Croce Rossa molti altri sono stati portati nella sede della giunta.



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- BR0KENDREAMS -


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sezione: letteratura


















Una volta nella vita

o due o tre è da vedersi

facce simili,

questi corpi si toccano una volta sola.

o due o tre volte.

vedere è come dire arrivederci subito.

giùgiùgiùgiù
sususususususu

numero innumerevole di paia di piedi di gente.

dicono arrivederci con la schiena.

susususu

giùgiùgiùgiù

la tribù delle facce impassibili

nell'ora di punta

l'avvelenamento del meccanismo di oggi.

giùgiùgiùgiù

 





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- EnzoBetti -


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sezione: poesia












Insonnia



E’ notte.
Voci lontane di cani
bucano un silenzio
fatto di soli grilli.
Il sudore scioglie il sonno
in un bagno bollente.
Ed è la quiete:
il rumore del passato
ci rende allora complici
 della memoria.




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- Nero74 -


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sezione: poesia












Scatole vuote



scatole

(foto presa nel web)

Scatole vuote
queste sere d'autunno
lontana da te.




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- inchiostroblu -


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28/09/2009





I giorni si rincorrono



I giorni si rincorrono
e i miei occhi,
nel silenzio di questa stanza,
continuano a cercare i tuoi.
E mentre i giorni si rincorrono
il dolce suono delle tue parole
annulla la lontananza.
Ma questa malinconia sottrae
ogni illusione di gioia
ed ogni attimo è solo noia.
Però i giorni continuano a rincorrersi
come bambini
mentre io aspetto che si fermino
per ritrovare te.

Franco





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- Franco61 -


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sezione: poesia










27/09/2009





Sogno



Questa notte ti ho sognata
fra le nuvole bianche del cielo
eri li che mi aspettavi
volteggiando,ansiosa e trepidante.
Arrivai all’improvviso,
mi baciasti,
le nubi ci avvolsero completamente
stringendo i nostri corpi uniti.
Ti ho sognata questa notte.

Franco







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- Franco61 -


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sezione: poesia












guardami



quando spacca il cielo,

quando una pioggia di cristallo lascia il posto

alle minuscole lune di nuvola che galleggiano nel sole

ballando come foglie tra le ceneri del crepuscolo

nelle selvagge croste di argilla che si riflettono sul mare

come polvere che danza nel buio



quando spacca il cielo,

tra i voli di gabbiano e la schiuma di sale

quando volgi il tuo sguardo ed un sorriso vien su

e ti cade dagli occhi, ti cade tra le dita

tu spaccalo. spaccalo quel cielo

momenti di sospiri, momenti di vita



ma quando era semplice,

quando era vero,

venti di foreste, mari ardenti, quando il respiro era vita

e la vita era respiri e battiti di pensieri

che pulsavano al sole come alberi di giuda

il cielo, spaccava il tuo viso



quando i giorni erano desiderio

attraverso gli occhi tuoi,

le tue mani,

quando il cuore lascia spazio

ai silenzi di attesa e le attese urlate

era il cielo, sul tuo viso.

è il tuo viso.



lungo le vane speranze tu respira

il primo respiro è vita

il primo vagito è morte

ma quando spacca il cielo così

tu chiudi gli occhi e guardami.

guardami..




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- uomodelfaro -


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sezione: poesia












Le Mille e una notte



Mi sono imbattuto in un antico proverbio turco, “prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte”. Subito ho pensato a Gesù che camminava sul mare, e anche Pietro per un po’ cammina sull’acqua, ma quando si rende conto di questo che sta facendo, cade inesorabilmente. Pietro riesce a camminare soltanto guardando Gesù, quando rivolge lo sguardo su di sé, cade. E’ il peccato che ci fa cadere, se noi riuscissimo ad amare senza prevaricazioni, senza sopraffazioni, veramente cammineremo sulla neve senza lasciare impronte, perché le nostre impronte si congiungerebbero inevitabilmente con quelle del partner. Vivremo all’unisono, e quindi in armonia. Volare leggeri come piume alate in sconfinati pensieri armonici dove il pensiero di uno si combina con il pensiero dell’altro e così si attraversano insieme le distese della vita, perché tutto sarebbe in afflato con il cosmo e un sorriso sia il sorriso dell’altro, perché uniti si vola leggeri per le vie di Damasco e si ritorna sull’eterno ritorno delle favole delle Mille e una notte.





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- albertoteodori -


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Non sai far altro



Avevo un foglio di carta e una stilografica in mano, avevo la necessità impellente di scrivere, così non va, io non resisto, rivoglio la mia vita, il mio fegato spezzato dalle troppe medicine, non posso continuare a fare la marionetta, ma poi impellente sono scoppiato a piangere, io un uomo di cinquantadue anni, e continuavo a dire dentro di me, ma perché? Detto venti volte durante il pianto ininterrotto. E’ quando l’io diventa ingigantito che vede grandi tutte le cose, e troppo grandi ti sembrano le vie d’uscita, e ti vengono le paure, ma se io faccio questo, poi quest’altro, e allora non trovi altra soluzione che metterti a piangere a una veneranda età, in cui potrei essere padre di un venticinquenne. Dove sei stato troppo figlio per essere padre. Ti è mancata la maturazione di un io adulto, che sa destreggiarsi nella vita, e che non si mette a piangere per delle sciocchezze. Ecco il punto. Un io gigante vede tutto gigante e ha paura di fare i cambiamenti che vorrebbe fare, perché per lui la realtà è tutta gigante, non è oggettiva, ma soggettiva. E piangi, e ti affoghi in un bicchiere d’acqua. Questo significa essere cresciuti vicino ad una quercia dove non hai mai trovato la forza di ribellarti a chi ti costringeva alle sue sottane, ed ora che sei un uomo a chi lo rinfacci? A tua madre? E tuo padre stava in Africa nell’età della tua adolescenza e dove nessuno ti ha insegnato a vivere, ad affrontare i problemi. E dove ti ritrovi ora adulto e non sai stare al mondo. La vita non è uno scherzo, è una battaglia da combattere tutti i giorni, e dove ci si aspetta degli uomini che sanno affrontare ogni giorno i problemi che via via si presentano tutti i giorni. Dal momento che sei in vita devi imparare a vivere, ma non a piangere! La tua parte femminile che è la scrittura è la sola cosa che conta e che sai fare. Fai questo! Non sai far altro.





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- albertoteodori -


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Il ricordo che viviamo



I passi che nella penombra
ne ricordano altri.
Un ritorno aspettato troppo.
Che dicevi nel buio?
Cosa sussurravi che io non capivo?
Altri tempi, altri luoghi.
La testa mi gira nell'infinito
ritorto contemplare di te,
le esistenze che furono mie
o d'altri, o di te.
E parli d'amore ancora,
ma che ne so io
del tuo odore che un venerdì tredici
tramutò il mio dolore
in una risata
nell'obliqua inclinazione
a inesistere.




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- gav5006 -


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sezione: poesia










26/09/2009





Leggero manto di nuvole



Leggero manto di nuvole

le mie coperte appese

nel blu del cielo oltremare,

lassù nei confini siderali del firmamento

ho atteso la mezzanotte

per far scoppiare la galassia

insieme alle stelle comete,

che insieme hanno festeggiato

un brindisi di miliardi di stelle.





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- albertoteodori -


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Il Tuo abbraccio



Il calore del tuo abbraccio
mi dà alla testa
come un prato fiorito
dove il profumo
mi soffoca.
Il calore del tuo abbraccio
è così forte
che se fosse durato solo un secondo
sarebbe stato come il sole
che scalda la terra
da mille anni.
Il calore del tuo abbraccio
è unico ed irrinunciabile
come te.

Franco





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sezione: poesia












Bolle di sapone





Vanno danzando
per il cielo,piccoli mondi
raccolti dentro
a una bolla vuota...
*
Un alito di brezza
dolcemente gli sospinge
verso il sole
*
-congiunti l'uno all'altro-
*
quasi anelli di una catena
improvvisamente sciolti
  da innumerevoli dita
nella chiara luce del giorno
*
 Stupita guardo
espandersi quei cerchi
tinti d'arcobalenoattraverso
volubili geometrie d'aria
formatesi dietro le vetrate
*
E penso
che l'età dell'innocenza
è già andata a perdersi
fra le rapide del tempo
simile a quelle bolle evanescenti
appese nell'incavo degli occhi
*
 Avanzi di cuore
con speranze e  desideri
spazzati dal vento del destino
con inestinguibile fervore
 tra leggeri vapori
in un salpare di attimi -sospesi:
 come fili d'illusione
*
 E che tremuli adesso
vanno a infrangersi
 pian piano
sulla bocca spalancata
del nulla abissale
cancellando una parte
 di te stesso, cosi di colpo ...
*
Senza ragione o motivo
da poter spiegare

***

Carolina Parrilla
 
 




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25/09/2009





Equilibrista



equilibrista

(foto presa nel web)

Equilibrista senza vocazione

incerta procedo

lungo il filo dei giorni.

Come timidi passi

i pensieri barcollano

sopra avidi sguardi,

sopra mute speranze.

Lassù

dove lieve è il respiro

sono foglia che danza

son libellula bianca.





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- inchiostroblu -


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Ragazza dei sogni



Esisteva in un paese lontano un uomo arcigno all'apparenza, ma con tanto cuore dentro, era rimasto solo in casa, faceva il falegname, ma c'era poco lavoro in paese, perché quell'altro falegname che era in concorrenza con lui ci sapeva fare e attirava quasi tutti i clienti del paese. Un giorno Augusto decise di andare a far fortuna altrove, magari come garzone di un altro falegname. Partì con tanta amarezza nel cuore, perché lasciava il cimitero dove erano sepolti entrambi i suoi genitori, e di non sapercela fare con la gente nel trattare con gli altri, lui era un po' scontroso, non era arioso come l'altro falegname e questo gli procurava tanta amarezza, e nel partire dal suo paese verso la città pianse lacrime amare. Aveva qualche soldo da parte, ma fu fortunato, trovò un bravo falegname che apprezzò subito le qualità di Augusto. Lo ospitò persino a casa, così aveva trovato anche vitto e alloggio. Soltanto che il falegname capo aveva una ragazza sveglia che subito trovò antipatico Augusto, ma lui non era venuto per corteggiare, ma per lavorare, e il tempo passò. Valentina aveva ventitré anni e Augusto ne aveva trenta, ma non si parlavano affatto neanche a tavola. Lei era fidanzata con Calisto e la vita le piaceva così. Valentina frequentava l'università e stava per diventare avvocato e giudicava un ignorante Augusto. Un giorno il padre di Valentina prese in disparte Augusto e gli disse, perché non fai la corte a Valentina? Lui rispose freddamente, non è il tipo di ragazza per me, io vorrei una ragazza che pensasse a formarsi una famiglia, invece che di far carriera come avvocato. Un giorno, verso le undici di un giorno lavorativo, per caso, Valentina entra dentro la stanza di Augusto, e trova un quaderno aperto con su scritto: cara ragazza dei miei sogni, io sono un poco di buono, ma insieme a te formerò una famiglia, e tanti bimbi li faremo crescere con il nostro amore, certo ci saranno incomprensioni, ma nei sogni a tutto c'è un rimedio, tuo Augusto. Valentina ripose il quaderno e comprese il valore di quell'uomo soltanto allora, ma non era troppo tardi, quel giorno a pranzo gli parlò.





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Autunno




Seduto col mio libro sulle ginocchia
guardo le foglie morte cadere,
ad una ad una.
Osservo il loro volo
nella brezza autunnale.
Una pare più bella,
vola più lontano.
La inseguo, la fermo
la sistemo con cura tra le pagine.
Domani leggerò la sua storia.

Franco





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Apparire o essere



Eppure devo dire grazie di come sto, ho i suoceri, ho la mamma, ho la moglie. Accontentati! Psicologicamente non stai tanto bene, ma dì pure un bel grazie al Padreterno, che ti veste, che ti dà da mangiare e ti dà il sostentamento fisico, che ti dà una pensione, e molti non hanno il lavoro e molti sono i cassaintegrati e i disoccupati. Tu dalla vita hai avuto cento, quanto pensi di poter restituire in talenti? La vita non è un gioco, la vita è un impegno costante verso se stessi e gli altri, tu finora hai pensato troppo a te stesso, ma guardati attorno, non il telegiornale però, è una noia pazzesca, tutti avvoltoi e iene. Non la televisione, chiudete la televisione, è l’abominio di questo secolo. Eppure io sono cresciuto con la televisione, essa ti fa sentire un protagonista, ma dopo tutto è falso, senza senso, eppure Berlusconi ha fatto un impero con la televisione dagli anni ottanta, sempre in crescendo, perché lui cura l’immagine più che l’essere, e la televisione è così, immagine senza senso, non ti ritorna niente di costruttivo, perché tu sei passivo, non sei attivo, ma ti sembra di essere attivo in quel momento. Perché gli attori di teatro sono sconosciuti? Solo in televisione sono conosciuti, perciò guadagnano, altrimenti con il teatro non si fa un euro.





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- albertoteodori -


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Brillano le stelle





Quando il vento
lacera il silenzio
sfiatando granelli di sabbia
su uno spicchio d'orizzonte...
*
Il tenue pallore
 dei raggi lunari
riveste la terra
 di spuma incantata
*
Profumi lontani
allor evaporano fra nuvole lievi
di gelsomini in fiore
e di sospiri affondati
dentro diafani petali
fatti di sprazzi di nebbia...
*
E di tramonti
adagiati sull'acqua
con gusci di conchiglie
inerti su un filo di spiaggia
*
Quando il buio
si fa luce al confine del cielo
Brillano anor più le stelle
lassù nel colore
ovattato dell'ombra
*
Senza mai fermarsi
senza mai affannarsi
lontane e sofferenti
come tanti piccoli cuori
immersi
nel loro sudario di neve
*
Son teneri sciami
di polvere sparsa
quei lumi sospesi
su un fondo d'aria vuota
*
In sbreccati fulgori
i tuoi sogni piu' belli
a risplender vagamente
sul vuoto totale
*
nella consapevole ebbrezza
di non essere mai nati

***

Carolina Parrilla








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24/09/2009





Impudente tentazione



 
Mi guardo riflessa
sul piano dello specchio
soffuso chiarore di carne
dilatata in macchie di languore
il mio corpo acceso
da un sottile turbamento

Mentre mi abbandono
come corolla sfiorata
dal bacio del primo sole
all'onda di sensuale torpore
destata da immaginarie carezze
rimaste ancora sulla pelle

alone del pensier mio
vestito dei tuoi colori

E vibra cesellata
nello scrigno della mente
la tua calda mano
a sfiorare audace
ogni piega del mio ardore
distillando indicibile piacere
nell'ora dell'amore

Cosi traspari
impudente tentazione
in echi di delirante ebbrezza
ricadenti dietro al vano
di quest'area vuota

Volutta che suadente
mi infervora e mi trascina
oltre la più ardita fantasia

E tra le cui spire
in lenta combustione
senza scampo...mi perdo.


Carolina Parrilla




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Sarò sussurri



Sarò sussurri, per questa dura pietra che è il mio letto e dormirò sogni innevati sui marmi delle stazioni quando non avrò più tetti, non so niente del futuro, ma del presente so l’assenza di un tutto totalizzante e di un paraurti che si è ormai rotto tanti gli urti che ha dovuto subire. Sarò cremato con della crema di Cremona, e fate voi l’arrosto e pranzate al mio funerale, che sia da festeggiare come chi muore un rompiballe che dava fastidio a tutti e tutti sono contenti di levarselo dai contorni. Sarò vascello, partirò per altre sponde assai lontane, ma dove vado! Non ho un biglietto neanche di terza classe e se morirò non avrò reclami dal comune, perché mi daranno una fossa comune a tutti. Ma che vado blaterando, sono uno come tanti all’apparenza, ma con tanta malinconia dentro e la esprimo questa sera con questa luna che mi morde la faccia, perché mi punta sull’occhio in cui vedo meno.





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- albertoteodori -


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Toccarti




Toccarti con le mani,
quasi timide,
per sentire il tuo corpo.
Toccarti con l’anima
per sentire la tua essenza,
impalpabile ma forte,
e chiuderla dentro di me
per respirarti quando non ci sei
e nel silenzio
farti l’amore.

Franco





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23/09/2009





Senz'Anima



 
Senz'Anima vago china sul resto del Mio Mondo
Lentamente si incide come cerchio d'acqua
il Nome Tuo sotto i miei nudi piedi
Pena Inflitta senza Lamento
è il peso del ricordo
che è pena
che è volontà
...è lacrima d'un Tempo che gocciola
del Tuo calore sul mio volto
diventando incastro di respiri
arrivati da terra lontana
dove un giorno ormai disciolto d'ore
avevamo inciso i nostri nomi
Ora
Immobile Forma denudata delle sue stesse Ali
mi appoggio su questo liquido pavimento
dove non si rispecchia più l'Anima Mia Dissolta nella tua bocca
dove scorgo le lettere delle parole mai dette
dove l'Amore si scrive a piene mani
e si legge con Occhi Ciechi
-Runa-




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- rose74 -


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Collezione A/I 2009 - Le Gioie di Betta secondo Federico Chiarotto



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" "Le Gioie di Betta" proprio non ne vogliono sapere di cedere il passo ai colori freddi della stagione invernale! Ed ecco che, dunque, la solarità della loro ideatrice e creatrice, Elisabetta Ribaudo, si traspone negli orecchini, nelle Chanel, nei girocollo ed anche nelle borse. Colori caldi, allegri, che non vogliono farci dimenticare il profumo del mare e le risate tra amici. Gioielli ed accessori per tutti, per tutte le occasioni, e da quest'anno, ufficialmente, anche per l'uomo. E' così che Elisabetta ha voluto impostare il suo nuovo set fotografico, "street style" ma, allo stesso tempo, "glamour"...A dimostrazione che il gioiello va interpretato, non solo indossato...I testimonials sono stati scelti tra la gente "comune", perchè "Le Gioie di Betta" non sopportano le apparenze...Il motto "L'arte nasce dal cuore", che da sempre contraddistingue la Fashion Designer, ha ancora una volta trovato un posto importante tra uno scatto e l'altro, ed è stato sapientemente interpretato dal fotografo Federico Chiarotto di Padova.
Elisabetta ha curato tutto e si è cimentata, inoltre, come hair stylist e make up artist. A riprova che sarà sempre in continua evoluzione...e noi con lei! "

CONTATTI:
www.gioiedibetta.com
info@gioiedibetta.com




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- gioiedibetta -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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