Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
30/11/2009
Sussurri...
Riflessa nei miei sogni
ti sussurrerò dolci parole,
lo farò piano piano,
posandole sulle tue labbra.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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Non so
Non so
perché il sole deterge il firmamento,
ma la luna ne esclama
il superlativo
firmato da.. - albertoteodori -
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29/11/2009
Pittore Indeciso
Splinder (29/11/2009) Nel mare di guai, Pancrazio del Mollo ci sguazza, s'allena, si torce, fa il pollo; nell'impeto spurio lui spesso distingue il ventre del bue, più grasso, più pingue. S'adorna la testa col vecchio cappotto e mangia panini di sol lampredotto; la trippa toscana sdegnato respinge e nell'insalata bistecche dipinge. In questo contesto digiuna assai spesso del Mollo Pancrazio pittore ma Leggi ancora...
firmato da.. - benciarl -
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La gabbianella e il gatto
La tua grazia, la tua femminilità, il tuo essere speciale, venisse una tromba d’aria tu sarai salva, perché ti proteggerò io, venisse un terremoto, tu non sarai scalfita, tu sei quello che sei, splendente e, come una dea, cammini sul mare, con la luna che ti rischiara, e sarai attraversata dallo splendore splendente attorno a te, perché ho chiamato tutte le divinità a proteggerti, ed io ti proteggerò, tu voli, sei aerea, tu canti melodie nascoste ai più, e pochi ti comprendono, perché tu sei un essere speciale, ti intrattieni poco a terra, perché con le tue ali ti incammini in cieli tersi come una gabbianella che incontra il suo gatto e la fa volare.
firmato da.. - albertoteodori -
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e stavo lì a ringraziare
il cielo, Dio, il destino o che ne so..
mio figlio non era come me,
sapeva vivere.
firmato da.. - sliced -
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Ho ucciso poco il tempo
Vorrei essere perdonato da tutti i mali che ho commesso, ho sperperato un patrimonio, sono maldicente e malfattore, ma chiedo perdono. Ho bisogno di essere assolto dai miei peccati, perché incosciente degli stessi, ho peccato contro gli uomini e verso Dio, e voglio scontare una pena, sarò mortificato di fronte all’universo e si dirà, questi è un traditore e un malfattore, io ho tradito Gesù, parecchie volte, quando ho commesso peccati contro Dio, e ascoltando il demonio che diceva, mangia di questa mela, Dio non vuole che diventi come Lui, però Lui ha ribaltato tutto quanto, Lui andando a morire in croce ci ha reso liberi dal peccato originale, perché come nuovo Adamo, Lui ci ha redento. Ma allora? La prima domenica d’avvento ci si prepara per il Natale, Nascita di cosa? Di un Dio sulla terra, ma è proprio vero? Quanta ostentazione c’è in ognuno di noi? Tanta! In un momento di crisi economica come quella che stiamo attraversando, questo Natale ci deve far riflettere, perché ci sono sempre più poveri. La povertà ci avvicina di più a Dio, la sofferenza, anche, ma la ricchezza ci allontana da Dio, perché là ci sono altri idoli più importanti, come il dio denaro. Ma io attendo la mia punizione, là, in un cantuccio, come fosse un gulag, ma non ci sono carcerieri, eppure molti sono finiti nei gulag per le loro idee contro Stalin, là nella Siberia a meno quaranta gradi di temperatura. Molti hanno sofferto per le loro idee, io chi sono? Un peccatore, uno che aspetta il Natale, e che nasca veramente Gesù in ognuno di noi. Io di che cosa mi occupo? Alcuni dicono che io sia un poeta. Io dico di me stesso che mi occupo di quanti grammi pesino le farfalle, insomma, un perdigiorno. E pensare che pochi giorni prima le farfalle erano delle larve, poi trasformati in esseri gentili d’aspetto, e di colore. Ma io che devo fare della mia penitenza? Oggi ho ucciso il tempo, cioè ho occupato il tempo facendo un quadro. Poi lui ha ucciso me, perché mi sono messo a pensare non uccidendo il tempo. Egli non si vede, ma si nota se è reso produttivo. Ecco di che colpa mi sono macchiato durante tutto l’arco della mia inutile vita, ho ucciso poco il tempo.
firmato da.. - albertoteodori -
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28/11/2009
Ecco il mio REGALO di NATALE! per tutti voi...
Ecco il mio REGALO di NATALE! per tutti voi...
Un racconto a tinte gialle per entrare nell'ambiente natalizio con un pizzico di verve:
Testo integrale!

ma.ma.
firmato da.. - mmazzi -
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Domani i miei figli
Davvero,
non so come recidere il tempo,
le gocce secoli,
i petali momenti,
i minuti spine da sfiorare.
Preferisco
Fammi prestare
Un illusione,
da regalare ai miei figli,
fiamma di candela appesa.
Domani
Mettero’ in ordine
L’armadio con tutti i ricordi,
lo devo fare
prima che venga sommerso dalle domande
dentro le bottiglie
nell’oceano,
tra i tanti dubbi.
Ora,
un giorno,
provo a dare spiegazioni,sospese
ad un ombra ,
mimetizzate alle pareti,
veglio il discorso di domani,
troverò il coraggio
di spiegare loro
il sorriso di
ogni fotografia.
@antonio sangervasio
firmato da.. - sangervasio -
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27/11/2009
I tuoi occhi soltanto
Quando leggo i tuoi occhi vi vedo il mare dentro, e vengo rapito dal tuo sguardo, da cui mai mi sottrarrei, come fossimo in un antico caffè e venisse servito del the insieme ai pasticcini, per un'ora mai staccherei i miei occhi dai tuoi, perché mi nutrirei del plancton, e coglierei perle e te le recherei dopo essermi subissato dentro i tuoi occhi, e non m'importerebbe del futuro e del passato, ma saprò che avrò passato per più di un'ora con i tuoi occhi soltanto. E varrebbe il presente se solo esistesse nei tuoi occhi.
firmato da.. - albertoteodori -
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In infiniti universi
Il dolce incanto aurifero si ripresenta ogni notte in chiarità di nuvole, ed io attraverso tale canto sono colto da stupore quando veggo l'enorme statura dello spazio, e attraverso un cannocchiale vedo gli spazi eterei farsi vicini a noi che stiamo così minutamente costretti in un granello di sabbia di fronte agli infiniti universi da cui è formato il macrocosmo. Eppure, anche la luna, a noi così tanto familiare, costituisce una presenza onnipresente nel nostro firmamento. Essa, da sempre è stato un riferimento romantico per eccellenza, e colpisce la fantasia degli amanti quando tale satellite, si rispecchia, durante la notte, sul mare, ed è uno spettacolo stupefacente l'esserci in questo pianeta con questo satellite.
firmato da.. - albertoteodori -
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26/11/2009
Vorrei trovare le parole
Vorrei trovare le parole
per spiegare quello che ho dentro,
sfiorarle con le dita
per sentirne la consistenza,
vederle volare in alto
con la speranza che arrivino a qualcuno.
Vorrei trovare le parole
per trasformare i sogni in realtà,
e le fugaci visioni in durevoli verità.
Vorrei trovare le parole
per tutto questo,
e presto le troverò.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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25/11/2009
metamorfosi ...
Un mazzo di carte
un tavolo senza avversari, ma la mente
percepisce la tua presenza,
un bicchiere di gin riempie la serata ,
affogandoci dentro, i pensieri più bui.
Una tazzina affondata nel lavandino ,
la sigaretta spenta nel posacenere,
la televisione accesa su un qualunque programma.
Ho la testa che mi duole, le idee sopra le idee,
ma continuo a vedere il tuo volto,
tra un passaggio e l’altro dei miei progetti.
Non riesco ad uscirne stasera ,
nelle frasi che mi hai detto,qualcosa intralcia
i miei giudizi, cosa c’è ?? cosa dicevano quelle
parole che nascondevano qualcosa?
Verso ancora del gin ,la tazzina è sparita
in quel lavandino tra le bolle di sapone,
il silenzio mi rode dentro, mi chiedo dove mi portasse
la tua frase, cosa mi chiedesse nel suo silenzio,
nel suo doppio gioco, di intenzioni!
Smagliature , concepimenti, evoluzioni,
le senzazioni di una campana che batte e ribatte
avvertendomi… ma di che ? ma di cosa?
Ho solo paura di risedermi su quella poltrona di
quel teatro e ritornare a rivivere ancora
quella scena , alzandomi e andandomene,
Ho paura ma se capirò, questa volta
non mi alzerò !!
Amfortas
firmato da.. - mondoamfortas -
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La penna stilografica
Quando ogni mattino mi alzo si leva nella mia mente una nebbiolina dettata dagli psicofarmaci, e che mi fa restare intontito per qualche mezz'ora, io sono in pensione, ma vorrei lavorare, e oggi il mio lavoro è poetare, mi allarga gli orizzonti, mi fa respirare in simbiosi con l'universo, e allora, soltanto allora mi vesto di abiti principeschi, e vado a colloquiare con la mia anima che mi detta l'armonia degli dèi, ed io la trascrivo con una penna stilografica che amo come una seconda pelle. Mi si potrebbe obiettare, ma una penna biro non è la stessa cosa, e poi cosa due euro, ma la penna stilografica è arte dello scrivere, e tirare inchiostro da una penna a stantuffo è un'altra cosa! Una volontà degli dèi.
firmato da.. - albertoteodori -
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....camminerai
per sempre
sulla spiaggia del mio cuore
tra la sabbia
e
il mare...
il vento soffierà
ma la sabbia
e
il mare
rimarranno
all'infinito....
firmato da.. - novalis82 -
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24/11/2009

firmato da.. - orofiorentino -
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23/11/2009
Lentamente
Ti assaggio con gli occhi
prima che il contatto col tuo corpo
cancelli volontà e ragione,
prima che i nostri sensi
siano uno solo.
Poi mi unirò a te
ma solo lentamente,
perché la passione cerca una meta
a me invece piace trattenerti
in una infinità senza respiro.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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Non costa sognare
C’era una volta un volo, allora ne eravamo tanti, tutti amici, si parlava per ore intere, eravamo amici per la pelle. C’era il capogruppo e si volava per ore intere, tutti in allegria, sembravamo gabbiani, si piroettava su nel cielo terso e ci si tuffava a prendere pesci. Quel tempo non era ancora inquinato. Eravamo spensierati . io facevo il libero del gruppo, ma qualcosa andò in frantumi, non voglio sapere i motivi, ma quando accadde non voglio saperlo, faccio tutt’ora il libero, ma sono controvento e faccio fatica ad andare avanti. Quando si ruppe l’incantesimo non voglio saperlo, ma sono ancora attaccato a quel volo, ancora sento l’aria sulla mia pelle, e ciò mi basta per volere volare ancora, e vorrò volare ancora, anche se il gruppo si è frantumato, io voglio sentire e vedere l’aria che attraverso con gli occhi, e non porterò nessun occhiale, perché io sono sempre stato in volo e non ho mai smesso di credere a quel volo, a cui tengo come una seconda pelle. Sarò giudicato un pazzo, un folle, ma a me piace essere così, semplicemente in volo, con qualsiasi vento contrario io mi terrò basso sul mare, radente il suolo, tanto non si vola mai abbastanza, e non smetterò mai di sognare a quello che eravamo, uniti, in tanti, in fila indiana a darci il cambio di guida. Continuerò a sognare, tanto non costa sognare.
firmato da.. - albertoteodori -
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Umili e semplici
Vorrei un volto da stringere tra le mani e nell’anima, un volto che sia la madonna e mi custodisca dal male. E che pianga non sangue, ma lacrime vere e sia per sempre nel mio cuore. Un volto che mi accompagni nella solitudine e nella malattia e ne sia redento come un talismano. Vorrei che questo volto dorma accanto a me e mi vegli nel sonno e nei sogni scabrosi che vado dormendo. Vorrei un volto per ogni stagione, e che sia coperto e scoperto nel freddo e nel caldo. Che mi entri nelle ossa e non mi lasci mai più come una ragnatela e duri per sempre. O almeno duri tutta una vita nella morsa della fatica. Questa madonna è mia moglie, e sono fortunato. Sì, perché vivere non è uno scherzo e se vai in un bar e devi dare da mangiare al tuo piccolo e non hai un centesimo, devi fare il duro per farti dare il latte. Fimo a che c’è la mamma che ripara alle magagne va tutto bene, ma dopo. Dopo c’è il Natale, e tu hai tutto e anche lo straordinario, ma quella non aveva i soldi per il latte in un bar, e allora capisci quanto sei fortunato, e ti chiedi perché tutto questo? Chi ha troppo ed evade, e chi non ha niente, e ti chiedi, ma dov’è Gesù? Gesù è tra noi che fa l’artigiano, anzi il falegname, e lui vive a carico di Giuseppe, lo sposo della madonna, anche lei è una di noi, e non appare in televisione, appare a Bernadette, povera, semplice e tutti la attaccano. Quelli che hanno poco non temono di perdere tutto quello che hanno, e proprio per questo sono umili e semplici.
firmato da.. - albertoteodori -
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21/11/2009
Un bacio
Un bacio,
il contatto con la nostra anima
che da ossigeno alla passione.
Gli occhi si sfiorano
complici di un gesto
innocente e profondo,
e la sua eco
risuona fino al cuore
scuotendolo per un istante infinito,
come l'amore.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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NUOTARE
Vado a nuotare. Piscina.
L'acqua mi sembra fredda, ma non importa, passerà.
Le prime trenta vasche sono intrise di pensieri che si aggrovigliano sul corpo e il corpo fatica, si muove ma no sa cosa fare. Devo continuamente riposizionarlo, intanto respirare.
Verso la quarantesima già sogno; il corpo diventa saggio e sa stare solo.
Cinquanta vasche, penso che giocherò al raddoppio.
Sessanta, settanta vasche, nemmeno so più chi sono, l'acqua fa parte di me o io, forse, di lei, sono avvolta.
Ottanta vasche, mi viene un pensiero di acqua calda, densa e morbida che scivola fra le mie gambe,
liquido amniotico
mia figlia quando è nata.
firmato da.. - donivola -
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20/11/2009
Giorni vissuti nel deserto degli affetti,
nella mancanza di comprensione:ossigeno vitale
per il fluire dell'amore nel cuore.
All'orizzonte un'oasi di calore.
Non un miraggio, ma un rinnovato Amore.
firmato da.. - etivengoacercare -
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19/11/2009
Festa d'autunno
Costumi colorati
ressa, caldarroste
piatti caldi e vino novello.
Cani che si rincorrono
sotto alberi dalle foglie rosse.
Piccole felicità di bambini
tra giostre, luci e suoni.
E io, in mezzo a tutto questo,
faccio finta di niente,
continuando a vivere.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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Sdradicata dalla tua terra e piantata nel deserto.
I rami,nodosi e secchi, come braccia nude e inermi.
Unico riferimento il Cielo.
firmato da.. - etivengoacercare -
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18/11/2009
L'odore di lei
C’è ancora il suo odore
sui cuscini di velluto
per terra
sul tappeto persiano.
Luce soffusa
e tende rosse lunghe
con quei pennacchi sfilettati.
Sulla parete l’arazzo di stoffa
gli ussari e le loro donne
nel laghetto con i cigni
con gli spadoni lucenti.
Guardo la porta intarsiata
i miei stivali adagiati
mentre il mio sigaro veleggia
su, verso il soffitto dalle travi di legno.
Lei è snella, flessuosa
come un giunco di palude
e si muove nelle mie mani
come modella di creta
e il suo odore m’invade
mi prende sul collo
come vampiro con la voglia di sangue.
Un disco per terra
accanto ad un fazzoletto da donna
lì dove il tappeto è piegato
dove rivedo i suoi piedi nudi
piccoli come quelli di una ballerina.
Il mio bicchiere trabocca
il ghiaccio si è sciolto
l’odore di lei è solo un ricordo
gli amori finiscono sempre
di notte.
firmato da.. - hariseldom -
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Che cieli vedemmo
Che cieli vedemmo! Era il paradiso? Non lo so, ma so che soltanto il bello vidi quella volta. Non era aurora, né tramonto, ma vidi un sole nel pieno della notte farsi luce accesa e illuminare tutta l'entità oceanica allora conosciuta. Che cos'era quella diavoleria? Seppi soltanto che il paradiso era abitato da anime vaganti l'innocenza, io non ero stato mai un santo, perciò si trattava d'altro. Eravamo in viaggio con una entità megagalattica del prossimo futuro dove il tempo componeva allo spazio con diverse evoluzioni quantistiche, Io che non seppi mai la verità su tale processo, ero annebbiato dallo sconforto. La luce era potente e l'illuminazione non serviva più. Il mondo era diventato migliore e i telegiornali della sera davano sempre notizie allegre, gli altri a qualsiasi ora del giorno facevano ridere il pubblico. Ci si amava come fratelli, gli interessi non erano dati dai soldi, ma tutto era gratuito e tutto era abbondante, non esisteva la fame nel mondo, ma le nascite erano controllate dalle menti, che durante l’amplesso erano autocontrollate a non fare più di un numero di figli prestabilito per famiglia secondo il suo reddito, destinato prima di formare una coppia. Allora ci si convinse che era tutto falso e non veritiero, e si volle tornare al mondo di allora, dove c’era la libertà e la notte e la colpa e la morte fu accettata come necessaria conseguenza della vita, non controllata, ma assolutamente libera. I telegiornali davano ora sanguinose notizie, ma il bene c’era e passava inosservato come il succedersi delle stagioni e delle carestie, dei morsi della fame. Si stava peggio di prima, ma c’era la libertà di pensiero. E tutto il falso mondo controllato di prima fu cancellato dalla memoria dell’uomo, ora reso libero. L’autocontrollo era una sporca menzogna dettata da falsi valori morali.
firmato da.. - albertoteodori -
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17/11/2009
Lussuria & dolcezza
Il desiderio si accende
al solo pensiero d'incontrarti
e immagini di lussuria e dolcezza
invadono la mia mente
La tua pelle si scalderà
al passaggio delle mie carezze,
e le tue labbra
saranno dolci sulle mie.
Ci avvolgeremo con le braccia
come morbide coperte d'erba.
Salirai su di me come un'onda sugli scogli
e lenta e calda scenderai
baciando ogni parte del mio corpo.
Le tue labbra cercheranno
fin dove le lascerò andare…
Io ti guiderò verso il piacere
e poi ti lascerò
solo per sentirti gridare il mio nome.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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16/11/2009
Così è il mio amore
Come un ramo
trasportato da un torrente
vago senza meta
cercando un po d'amore.
E come quel ramo
sbattuto dalla corrente
così è il mio amore
lanciato contro gli scogli
dell’incomprensione.
Lungo sarà il mio vagare
e sarà duro resistere alla corrente
ma so che lei un giorno
mi porterà in mare aperto
dove potrò finalmente riposare.
Franco

firmato da.. - Franco61 -
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15/11/2009
Una scorciatoia
Tra sempiterne siepi s'intravede all'orizzonte il mare, ed io navigo con il pensiero con un veliero bluastri azzurri per i Balcani a trovare rive opposte all'Italico sentire. Tra i marosi in sogno veleggio l'incanto farsi notte e il sidereo canto porto solo con me "sempre acquistando dal lato mancino". Oh che bello sentirsi in afflato con l'universo quando si è immersi in un'avventura senza paura. Sempre ho sognato di navigare l'adriatico mare per vedere cosa ci fosse all'altra sponda. Forse se tutto rimanesse un mistero saremmo più sognatori, perché la realtà, la cruda realtà allontana l'aura arcana che ogni sognatore deve indossare per vestire i panni dell'evocatore di sogni. Ma tutto va secondo come deve andare ed io voglio navigare il mio io, portandolo per il mare, tra le traversie che l'uomo vuole svolgere per superare se stesso. Ah dura realtà! Posso ancora dire di volere qualcosa quando sono ancora molliccio e debole? Ahi numi! Quanta tristezza m'attende il volere eseguire un desiderio, non fosse altro perché lo debbo ignorare nel mio intimo, che è rimasto debole, come il mio io. Quale reputazione mi rimane se ad attendere me è rimasto il silenzio che si deve a chi è senza speranza? Eppure se dovessi sconfiggere un drago, dovrei sconfiggere me stesso, perché proprio io sono il drago stesso, e che ha paura di San Giorgio, come del suo abbattersi dentro di me che mi tiene prigioniero. Ed io mi danno e impreco questo drago che sono io, ma nessun San Giorgio viene ad aiutarmi, perché lui anch'esso è dentro di me, come se inferno e paradiso albergassero dentro di me. Orrende notti e diluvi di tenebra m'attendo ora che il mio io è in dissidio attraverso gli inferi. Cuore, anima, domande senza risposte sono dentro di me. Ci fosse un ordine! Crivellato dai colpi inferti alla mia mente mi sento anima senza difesa, dentro una realtà in contrasto da come la osservo, perché tutto è soggettivo, e niente è oggettivo. Ahi dura vita! T'avessi amata in gioventù, forse, ora, saresti mia alleata, ma ormai è troppo tardi per tagliare il traguardo partendo dal via. Occorre senz'altro una scorciatoia alla traiettoria.
firmato da.. - albertoteodori -
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14/11/2009
Il ritratto più bello
Quante ti assomiglieranno,
quante donne avranno qualche cosa di te
Magari quella che camminava nel viale
guardando le vetrine,
oppure quella che ho seguito
strisciando nei muri.
No, nessuna era come te.
Allora sono andato ai bastioni,
perso nelle illusioni ti ho cercato,
ma anche li ho capito
che forse mai più ti troverò,
perché nel mio ricordo è rimasto
il tuo ritratto più bello.
Franco
firmato da.. - Franco61 -
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Non mi vedrai più
Volavano le stelle e tu con loro eri passeggera di mondi lontani, che con meraviglia giungevano agli estremi confini dell’universo. Veleggiava l’incanto sui tuoi occhi azzurri verde mare, e talvolta ne vedevo le onde scontrarsi sui frangenti, e quando il mare era molto mosso, catapultavi l’orizzonte in un arco e tiravi la freccia scoccando l’infinito. Oh quante volte ho rivisto il tuo viso nei miei occhi, e mentre rubavo i tuoi, facevo incetta di fotogrammi rubati di nascosto, mentre ti dissetavi guardando le onde del mare. E mare su mare, adagiavo te come sedia sdraio, ed io mi sedevo ai tuoi fianchi, carpendo dagli occhi, tutto il mare che avevi incamerato. Ti chiamavo, principessa delle maree e tu inanellavi ai tuoi occhi onde a non finire, ed io nuotavo, gareggiavo per vederti gli occhi soltanto, di cui ero stregato. Un giorno non volesti fare da sedia a sdraio, ma volevi volare su nel cielo terso, tra gli azzurri violacei, ai confini dei venti. Tu mi dicesti, non mi vedrai più!
firmato da.. - albertoteodori -
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