N
lucere è costumanza nebbia a novembre il rettangolo del tuo stipite raccoglie
ombre la mia ti legge il viso da questo pantografo di luce e gli uccelli stanno
| a guardare crisalidi che accarezzano la tua aura in amore
ranuncoli rosa e bianchi si staccano dai ghiacciai per vivere nel tuo vaso di roseoro
e vitigni di baci approdano luglienghi alle tue labbra con bastimenti di fiumi di
| sandalo
| nevicano camicie bianche trebbiano stele alla storia
ho visto vestirsi di giallo giuda all’ultima cena non c’ero vigliacco spiavo suoni il
tradimento brillava in lui e il luccichio dei danari tintinnavano al ritmo di cembali
| e flauti di canne da cui è uscito zuppo aceto per condire la morte
mi pizzicò la gota uno stralcio di sole mi svegliai credevo fosse un bacio di te
labbra infuocate nell’aria incantatrice un prato accampato di viole e borragini
| mammole e bianchi vilucchi
e l’edera speranzosa arrampicarsi ad un pino amaro e le margherite nella grazia
speravano io affetto da immunodeficienza affettiva castro giorni nei giri veloci
| della giostra
| e un olio taciuto sulla croce sulla testa di un moto perpetuo
| ricicla lacrime calde a questo mostro limitato d’amore
le mie carezze non hanno sedia vibra nel petto arpa alla corsa di pare io vivo
la passione in un serto di fiori che di fiocchi sperano di posarsi sul tuo petto
d’ansia vivo carico coriferiche assunzioni sono voci nel capanno di me
bosco incendiato da cui un vino di caverna scende nelle radici alla terra arata da
| miei lamenti
le erinni trapassano fiele a questa corazza sporadico sistema di balestra nel foyer
di suoni sussurri assentati nel canneto mobile di mie pastorizie latte di seni
| schiariscono cupi vetri tranciati verdi
| giorni e sole crogiolato nel turchino cielo
firmato da..
- manfredonia -
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