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16/11/2008





Ilaria è tutto quello che ho



Ilaria è tutto quello che ho, è lei l’unico scopo della mia vita. Se chiamate vita fare la battona, mia madre non mi può aiutare, ha una pensione minima. Ho avuto un marito che mi ha lasciata quando ha saputo che ero incinta, e da allora ha fatto perdere le sue tracce. Io faccio questo mestiere per disperazione, ho un letto in cucina, e Ilaria dopo le ventitré trova la cucina sempre chiusa, e fa strane domande alla nonna, e dice, ma mia madre che mestiere fa? La nonna dice sempre la casalinga. Un giorno incontro un tipo strano che si chiama Andrea e mi fa, senta io vorrei soltanto parlare con lei, quante ore? Faccio io, fino a mezzanotte! E adesso sono le dieci, le costerà una tombola. Andrea tira fuori una banconota da cinquecento euro e dice le basta? Sì, abbozziamo un po’ . Le dispiace se andiamo sul lungomare? Era una giornata tepida di novembre. Lo sa che lei è una persona strana! Lo so me lo dicono tutti. Non è che è anche sposato? No, non sono sposato, mia moglie mi ha lasciato, Lei deve essere una noia mortale, dica la verità? Sono strano, le posso prendere la mano? Ma mi faccia il piacere, prima vuole parlare, poi la mano. Sì, sono stato internato, ho dei problemi psicologici, ma non sono cattivo. Molti sono quelli che mi hanno percosso. E non ha chiamato la polizia? No io intendo psicologicamente. Ma qui passano tante macchine, non le importa se la vedono insieme a me? Perché lei è un mostro? E’ tanto carina. Fra tutti i miei clienti nessuno mi aveva detto così. Le ripeto sono strano, ma a me più che strano sembra pazzo proprio. Vuole venire a casa mia? Perché ha visto l’ora, perché fa freddo fuori. Erano appena le ventitré, Marta si era dimenticata di chiudere a chiave la porta, e venne Ilaria dicendo, tu sei mio padre, perché sei stato tanto cattivo con la mamma? Subito la nonna venne a riprendere Ilaria, e Marta scoppiò a piangere a dirotto. Andrea fece stare in piedi Marta e l’abbracciò. Ma che fai, disse Marta e un po’ si calmò. E così tuo marito è scappato lasciandoti la bambina, e tu per mantenerti. Andrea ebbe l’impulso di baciarla, di coccolarla. Si misero a letto e stavolta Marta chiuse la porta a chiave. Lei disse, vuoi fare l’amore con me? Sì, rispose Andrea, aspetta che prendo i preservativi, fece Marta. Andrea disse, sono innamorato di te, gli anticoncezionali non servono più, io ti sposo. Ma come, mi hai appena detto che sei stato internato? Disse Marta. Sì, ma prendo una pensione di invalidità e se non bastassero i soldi potrei essere assunto presso gli uffici pubblici come centralinista come invalido civile. Fallo subito questo, perché i soldi non bastano mai. Andrea fu assunto come centralinista presso un’azienda pubblica, e da allora tutto cambiò, e anche Andrea riprese quella fiducia in se stesso che aveva perso con tanti anni di inattività. E’ il quattordici agosto dell’anno successivo nacque Irene, e tutti vissero felici.





firmato da..
- albertoteodori -

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Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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