Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
20/11/2008
Scusi ha da accendere
Scusi ha da accendere? Disse Andrea ad una sconosciuta, questa gli diede l’accendino, e Andrea ribatté, a che ora passa l’autobus per Piazzale Flaminio? La signorina garbatamente, ancora per poco, rispose, guardi ci dovrebbe essere scritto nel riquadro a sinistra. Mi scusi sa, sono un provinciale, voi di Roma siete della grande metropoli. La ragazza sotto sotto stava perdendo la pazienza. Lei legge Proust? La ragazza stava con un libro della Recherche. Lo insegno. Ah lei è una insegnante, mi scusi se l’ho disturbata. Andrea si rese conto di essere molto ignorante, e pensò ad altro. La signorina disse a sorpresa, beh, è rimasto ammutolito perché insegno Proust? Di fronte al grande Proust m’inchino a chi persino lo insegna. E’ una scuola serale per lavoratori, può venire anche lei. Anche io? Sì, ma io non lavoro, sono in pensione. Così giovane e già in pensione! Ma ho cinquantuno anni. Mio padre mi concepì proprio a cinquantuno anni. Lo sa che è molto simpatica. Io mi chiamo Andrea, io Claudia. Arrivarono alla scuola, Andrea si stupì della padronanza della letteratura francese di Claudia e Andrea rimase a dir poco estasiato da Claudia. Quando la posso rivedere Claudia? Sono fidanzata! No come si fa per iscriversi a questa scuola. Ma tu chiedi sempre? E sforzati, impegnati! Ti sei mai impegnato seriamente? Questa domanda aveva spiazzato Andrea che non riuscì più a proferir parola! Claudia si rese conto di averlo colpito a fondo, e così per scusarsi gli diede un bacio sulla guancia. Ad un tratto si domandò del perché fosse a Roma e di quel tale che gli avrebbe promesso un impiego in provincia. Nonostante la pensione. Tutta la sua vita gli apparve in sovraimpressione, una madre invadente che aveva deciso tutto il suo tragitto materiale e psicologico, e rendendolo incapace di vere scelte etiche, dal momento che già dall’età di 19 anni si erano manifestate le prime crepe psicologiche, e non più tenute in cura, se non dopo anni travagliati. L’impiego statale contribuì non poco a ferire la psiche del già fragile adolescente, fino all’inverosimile crollo a 45 anni. Quando ormai i buoi erano usciti veramente dalla stalla. E i buoi stanno per i nervi malati da troppi abusi in un ambiente malato dove l’impiego è ripiegato da una noia e da una ossessione dove ne fanno le spese i più deboli e fragili di psiche. In qualche modo devono passare sei ore in un ufficio aperto al pubblico solamente dalle 8 alle 12, per una uscita alle 14. E diciamo la verità, negli uffici pubblici dagli anni 70 agli anni 90 si firmava e si faceva il giro della piazza, altrimenti non si spiegano i milioni di partecipanti ai concorsi pubblici. E quando trovi una ragazza come Claudia che insegna ad una scuola serale, tutto ti va in paranoia e dici a te stesso, ma dove ho vissuto tutto questo tempo? Una settimana dopo Andrea aspettò Claudia, vieni su? Lo sai che mi hai scosso! Ora ho compreso veramente ciò che devo fare per la mia vita. Andrea e Claudia s’abbracciarono.
firmato da.. - albertoteodori -
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