Diario di Poesia e Letteratura Italiana. Scrittori del web presentano le loro opere d'Arte. - On line dal 28 Agosto 2003 -
20/11/2008
Duale amicizia - Raffaele Piazza - Carmela Cioffi
Vedi, Mela, dove risplende un attimo di sole
il nostro Sud dal quale in fiorevole gioia
lasciasti gli ambulacri per il Nord esiste e
in quel bene di commedie e film ad amarli
in lieve lucore hai presagi di gioia in quel
materializzarsi di qualcosa segnacolo o amuleto e
vedi, Raffaele, nel pesante sentire che mi dista
quella mia terra ustionata da ogni fuoco
riesco ancora a nutrirmi del suo esserci
e m’inchina il muezzin del suo richiamo
ho sfere di cristallo tra le mani, e vado giocoliera
a ricordare tutti quei miei salti, tra ciottoli, arenili e
vedi, Mela, in quel trasfigurarsi arboreo
rinascita o metempsicosi abbiamo avuto fiori
rose e gigli, i nostri figli, non voluti e amati.
Veleggia un panneggiare di vela nel chiaroscuro
morale (e noi scegliamo il bene) la mela e anche
la serpe non velenosa può essere sorella nella muta
vedi Raffaele, ormai calpesto i luoghi del perdono
ho rivolto a me stessa ogni indulgenza
dimenticato gli urli disperati, rivolti al cielo
prima della “fiamma”. Mi possa il cielo dare
ancora nomi, mi possa sollevare ancora veli
che quel di Maya ormai se n’è già andato e
vedi, Mela, trovi scritto nel nome il frutto che sei,
i genitori vengono e vanno nell’aria prealbare
siamo noi genitori o simulacri presenze nel cogliere
prepari per l’erbario immaginario foglie rare del tuo
Nord, alberi che non conosco vanno e vengono ai tuoi
occhi stellanti, i tuoi sguardi dopo un sonno soave e
vedi Raffaele, i nostri figli son qui anche per dare
abbiamo offerto loro ogni nozione, a volte anche fallendo,
e camminando in loro direzione, non abbiam visto
ciò che ci hanno dato. Quanto abbiamo imparato?
Quanto abbiamo insegnato! I figli ci hanno dato tanto oro
e più copiosi e densi possiamo ora vantare i respiri del cuore e
vedi, Mela, continua l’asfalto il ritmo l’anno
e l’ora dell’amore dove eravamo già stati ci sono
colli di cigni nei tuoi laghi dove abbiamo nelle camere
del pensiero nuotato nella telefonata subacquea, amica,
e sono venuti gli angeli sulle cose di noi ed è la benedizione
delle fragole da dietro alle persiane traspare una disturbata divinità e
vedi Raffaele, ci sono fili eterei che ci legano
e il caso è la sciocchezza più colossale e più monumentale
che mente umana possa aver generato, ed è infinito
il numero esponente di genti che incrociamo per “Disegno”
Ora questo conoscerci i pensieri, non è meravigliante?
Chissà se te lo chiedi, in quale delle Sette Chiese siamo e
vedi, Mela la favola e la fabula noi siamo e i figli
i frutti da cogliere adesso anche negli alberghi
degli angeli del Nord che ti appartiene nella mente
la soglia duale è superata calpestata la polvere d’argento
Mela e Raffa amici di poesia vincitori negli albereti
che solo musa sincera sa dare ed è poesia… e…