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09/12/2008





io cado verso il cielo



 

Quando i ciliegi fiorirono a gennaio
e la primavera cadde a frantumi
e le gambe seccarono
alle porte di giugno e luglio fu
soltanto notte

Tu venisti
cinta d' alba
sogno d' ali
sul ciglio del silenzio

e allora io caddi
nel cerchio dei tuoi occhi
e cado ancora

ma cado verso il cielo





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- raffaelemilite3 -

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08/12/2008





Lettera d'amore



In uno, di questi giorni
che precedono il Natale
penso alla mia vita
e mi domando
se sono felice.
I giorni sembran tutti eguali
quotidianità della vita
nelle solite azioni
nei soliti pensieri
ma non sono tutti uguali
tu, mio amore
riempi gli spazi più importanti.

Mi sveglio ogni mattino,
il tuo viso vicino
il tuo abbraccio
il tuo bacio
il tuo sguardo un po' assonnato
il tuo sorriso
sei il mio risveglio,
apprendo la tua felicità
e son felice anch'io.


In uno di questi giorni
che precedono il Natale
di luci che illuminano le città
di negozi appariscenti
di gente in cerca del regalo
perfetto,
Io attendo la sera
per tornare da te, amore
il mio regalo di vita.

TerryAires





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- mterry -

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Oceano mio




Amare la terra arrossata

al tramonto non mi bastò,

legasti il filo del mio tempo

e mi rubasti l’acqua dell’età,

un ultimo tuo dardo di luce

m’accartocciò come aspide

tra pietre di solitudine.

Sull’acre terra pianse

il vitigno privo

di voglie di sole.

Mi avessi ascoltata,

invece,

bruschi frulli di pazzia,

 mugolasti al vento,

crescesti altrove.

 

Ora, Oceano mio,

eccoti qua,

m’ardi dentro, soffro, amo,

fiore non fiorito m’inganni.

Oceano mio,

trafitto l’ombelico della mente,

m’azzanni tra gorghi d’anima.

Ti conosco, schiumi burrasca

e presto

m’annegherai daccapo.






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- sulfureo -

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Terra d'ulivi



Terra d'ulivi

 

Serbano in corpo storie d'anni andati
le pietre poste ai piedi dell'ulivo
sudor di contadini comandati
nel compier rito antico a cuor giulivo


sembrano intrecci i fusti ed abbracciati
nel dispiegarsi uniti al ciel gaudivo
sostentamento dei rami argentati
è carico di pace quell'olivo


s'innalza al cielo come una preghiera
le fibre ingiunte quale invocazione
la terra va da murgia alla scogliera


s'allargano quei legni a protezione
il culto odierno come quello ch'era
un carro annuncia un mondo di passione

 

[Endecasillabi in rima alternata e incatenata  ABAB_ABAB_CDC_DCD]

Copyright © foto e versi di Lorenzo 8.12.08





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- 4797orizzonte2 -

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Nelle Polveri di Rimini



© IguanaJoe

Si muove l'inverno
serpeggia sulla sabbia
negli angoli
di profumate ombre

 

-muove incostante il fogliame
che si fa candido e limaccioso-

 

rimboccano le maree
di questo satollo respiro
mentre la neve
si fa saltello di pianure

 

-il rispetto del tempo
di questo cadere impronte-

 

dissonanza sulle scarpe
che camminano

sulle ruvide spiagge
di una Rimini di polveri
e ricordi.





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- Morfea77 -

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07/12/2008





Ritrovandomi



Dubito

Dell’unica

Certezza

Che mi spingeva

Alla ricerca

Dello spirito

Sgretolato

Da un sottile

Alito di vento

Il bastone

Che mi sorreggeva

È svanito

Nel nulla

Il buio

Nel caos

 

IL VUOTO

 

M’immergo

Nel silenzio

Interiore

Meravigliosamente

Nasce

Un sibilo

Di luce

Che lieve

Palpita

Ad ogni battito

S’illumina

La via

Dell’amore

Infinito

Che

Indissolubilmente

Porta

Alla cheta dimora

Dell’anima





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- LadySouls -

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06/12/2008





A fine corsa



Poi capita anche di asciugarsi
stendendosi al sole e coprendosi gli occhi
giocare un po' distratti a fare il cortese.

La stella cometa è passata donandosi
mentre il cipresso argentato ha preferito defilarsi
ed un imbuto di afonie si è fatto grida.

Tutto ciò ci lascia indifferentemente assenti
e concependo universi stolti e contorti
ne apprezziamo i codici criptati e le linee sottili.

Uno dietro l'altro ne traduciamo i lamenti
e li stendiamo accanto a noi ad evaporarsi
silenziosi e predittivi di futuri pleonastici.

Se fosse domani potresti acconciarti i capelli,
se fosse dopodomani andare a caccia di punti neri
altrimenti aspettare o farti aspettare in un caffè.

Eseguo e commento con cura ogni singola frase
attraggo e respingo sorsi di letture leggere
e arrivati in fondo si perde il filo del discorso.

Poi a fine corsa ti apro la portiera galante
ti sistemo con cura un velo sulle spalle
e con immutato affetto ti accompagno a casa





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- Attraverso -

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L'inverno



L'inverno scala i monti
con gli artigli bianchi,
scava buche profonde
in cui seppellire ricordi.
Tu, amico mio, non
lasciare che il freddo
ricacci il fanciullo che c'è
in te. In giorni sì grigi, di
nubi colme e di cielo,
di fredde mani,
vagheresti invano.
Non allontanare
la mano tesa, tendila
al tempo che verrà,
perché gli scaldi il cuore.




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- Abele_ -

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05/12/2008





Cannella e chiudi di garofano




Ho scritto parole d'amore
sulle onde di un mare in tempesta,
vacilla la nave sospinta da venti del nord
che gelano la punta del naso.
Sorrido scaldando le mani con aliti caldi,
mangiando caldarroste, sorseggiando fumenti di vino
medicati da cannella e chiodi di garofano.
Fermati dico al mio cuore
non meriti amore ne tenerezza
nella mano ti tengo
sei arido, il mare non ti bagna ne penetra in te.
Come l' orco nelle fiabe fa paura
bolso e senza spirito vado avanti,
non ci sarà lieto fine
il tunnel che l' onda crea nasconderà

le parole d'amore.





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- pietrochiabra -

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04/12/2008









MORTE SULL’ASFALTO

 

 

Il corpo scomposto di un uomo giace

tra la lunga nera striscia d’asfalto

e i ciuffi d’erba grondanti polvere grigia.

Il corpo  immobile, immoto.

Una mano stringe ancora

un guinzaglio di pelle rossa,

rosso come il sangue

che copioso sgorga dalla sua fronte ferita.

Poco distante un esserino

riccio e fulvo guaisce con disperazione

sperando che qualcuno

gli presti un po’ d’attenzione.

Strisciando tremante la creatura

si avvicina al suo povero padrone,

ma i flebili lamenti e i guaiti strazianti

nessuno li vuol sentire.

Sulla striscia lunga e nera d’asfalto

sfrecciano rombando i veicoli.

Moto, auto, camion

quando giungono lì accanto,

con uno stridio di gomme frenano,

rallentano la loro folle corsa,

guardano curiosi poi filano via,

senza remore, senza compassione.

Nessuno proprio nessuno

che osi fermarsi,

nessuno proprio nessuno

che da quei guaiti riesca impietosirsi.

Filano, sfrecciano indifferenti.

Passano i minuti e poi le ore

ma l’animale il suo padrone

continua a vegliare.

Il suo piccolo cuore stenta a pompare,

la sua ferita non si può vedere

è il dolore che lo fa patire,

così, lentamente si lascia morire.

Gli occhi bagnati di pianto,

con un ultimo sforzo riesce

a leccare la mano dell’amico suo caro.

Un lieve bacio d’addio.

Al fine posa con grande fatica

la testa su quelle esangui dita

ed esala l’ultimo respiro.

Restan così vicini quasi abbracciati

l’uomo e il cane lì su quella

lunga nera striscia d’asfalto.





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- ladybea48 -

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VIAGGIO



                                   Viaggio  
 
La  meta è sconosciuta anche a me stessa.
Non importa saperlo
Prevedo fatiche e sofferenze.
Sarà  viaggio lungo, faticoso
Non so dove e quando e se,
un giorno mi fermerò.
Forse mai.
Il mio, sarà un lungo peregrinare
verso luoghi vergini del mondo.
Dove nessuno mai posto piede,
dove nessuno abbia cancellato
con  crudeltà tipica dell’origine umana
con la sua invadente presenza, la storia,
le regole del luogo.
Sarò piccola particella trasparente.
Rispettosa mi lascerò guidare fino al limite
dal destino certo e ineluttabile.
Mi farò trasportare
senza peso dall’aria, dal vento
e dal sole infine riscaldare.
E se, troverò un luogo
dove il cielo trapuntato di stelle,
si confonde con il mare,
dove l’orizzonte senza fine,
sia testimone di miriadi suggestive,
e m’inviti a restare,
proprio lì, mi fermerò.
Resterò a contemplare silente,
la meravigliosa immagine
della divina creazione.
Come particella trasparente,
avrò consistenza, ormai in eterno
nel divino disegno, di un piccolissimo
e inutile frammento.
 
 




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- girasolenero -

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MI hanno regalato un arco di frassino nero e tre biglie di vetro



Ero nel mio salotto d'autunno
un bicchiere di liquido ambra
e una pipa spenta
ricordo del tempo del fumo.
Le scarpe sul tavolino di vetro
l'elefante indiano di porcellana
un Budda con gli occhiali
la sua pancia rosso vermiglio.
***
Perso, ero perso nelle mie fantasie
con un piede nell'Oceano Indiano
a fare da statua
ad uno scultore di Creta
con lo scalpello spuntato.
***
Era un giorno di vento alla finestra,
la porta si aprì senza rumore
lei era bella come allora
i suoi due nei e le labbra
senza rossetto.
Poggiò l'arco di frassino nero
e le tre biglie di vetro;
poi dopo un bacio
volò dalla finestra
forse solo un salto riflesso.
***
Puntai alla nuvola a forma di gatto
e scoccai la mia freccia
e piovvero petali di gerani
misti a fiori di mandorle
come neve
come neve.
***
Presi la prima biglia
e creai la terra delle fontane
dentro la palla di cristallo
il paradiso degli uomini probi.
***
Presi la seconda biglia
e misi del dolore
donne trascinate da un gioco
che chiamavano amore
***
Nella terza misi le fiamme
poi il sangue degli innocenti
nella terza gettai il mio disprezzo
per le false illusioni dell'uomo.
***
Poggia sul tappeto le biglie
che diventarono mondi
che diventarono i tre regni
del premio, della colpa e della punizione.
Ed il vento fuori che urlava
ed i petali come neve dal cielo
nella mia casa sul bordo del mondo
mentre sotto soffocava il dragone.
***
Alla fine lanciai un'altra freccia
e presi di nuovo lei
seduta su di un unicorno nervoso
con una spada di legno di quercia,
venne la luce
e divennero gli odori del mondo
per lenire il dolore profondo
di chi non ha più la speranza.
***
E venne la notte
nel caldo abbraccio di luna
il calore di un camino
e i sogni di un bambino
il giorno della veglia solenne
con suono d'organo
e canti tribali
con suono d'organo
e cori sloveni.




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- hariseldom -

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La speranza



La speranza vola alto
vince la gravità spinta dal vento,
sorretta dagli occhi di un bimbo,
legata al suo polso
come fosse un aquilone.
La speranza apre il buio,
scrigno di sofferenze ed ansie,
 chiave di libertà.
Traccia spazi con ali potenti,
fabbricate da mani divine,
porta semi nel deserto e pioggia
 a dare vita.
Ci regala la fede
e ci aiuta a leggere
 i colori dell' arcobaleno
decifrando antiche pergamene.
Come chioccia
ci copre di piume
scaldandoci i sogni
e rinnova in ciascuno la forza
finché l’ultimo cipresso
farà d’ombra.




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- emozionantoti -

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Santiago, 11/09/1973



Hai bevuto il sangue colato fra i monti
e su strade di porpora e viole
lasciasti disperate le tue orme
lacrime raccolte in pianto
a bagnare la terra d'uno stadio

I fuochi nel cielo
balbettavano fiamme
sui volti muti dei piccoli
le madri scotennate sugli occhi
i padri già morti tra i fiori
e chi gridava perse l'anima
sgusciando tra i denti il sole
all'alba
la cenere sparì con Dio   




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- brugallantz -

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GIORNI COSI'





Giorni così,
in cui traballano
le pietre della fortezza
eretta intorno al malessere.

Giorni così,
quando lo sconforto avvolge l’anima
con una coperta di incertezze
e nessuno raccoglie le lacrime del cuore.

Giorni così,
giorni da cancellare
da un calendario perpetuo,
giorni che scorrono

come grani di un rosario recitato sottovoce
alla fievole luce di una speranza
sempre più debole, ostaggio fragile
di una malattia senza fine.

Giorni così.





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- zietta52 -

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ADDIO



Il dolore ha lasciato per terra bambagia di sangue
sono fili tessuti da un ragno paziente che li ha riannodati
ora rotolano in balìa del vento che soffia feroce
le lacrime che ho pianto son fiumi profondi e il tempo non le asciuga
nel mio cuore cammina veloce quest'anno infinito
mi guardavi coi tuoi occhi verdi e mi chiedevi per quanto
carezzavo il tuo volto scavato e ti ravviavo i capelli
la clessidra lasciava passare i sui ultimi grani
ho provato a scaldare col mio il tuo corpo gelato
ma il gelo era in te,e non v'era calore nemmeno nel fuoco
Addio.Nei tuoi ultimi giorni le labbra riarse
non avevan parole,soltanto gorgogli di morte
un giorno mi hai preso le mani e le hai strette alle tue
 con la voce più calda del mondo mi hai detto "Ti amo"
Poi più nulla.La morte ti ha preso leggera e ti ha avvolto nel manto
sul tuo volto non c'era dolore.Soltanto un sorriso.




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- Daishonin -

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03/12/2008









Portati un girasole alla messa invernale,
equilibri statici senza ricambio d’energia, il giorno
morente in sonata: ricordi di amicizie dispensano
pensieri senza specchio: una sorpresa schiocca
baci di alghe e d’allori. La lontana aura illumina
il petto, all’ angolo gattine morte rigate all’aria
miagolano un paesaggio lunare col passato da Parche:
dimenticano respiri strisciati sul recinto crudele. Parole
di persone spente sfaldano grida d’inverno, si sfasciano
in ghettumi di rospi mille ghiribizzi di fragili desii.
Petali di crisantemi estinti sulla corrugata specie,
anello mancato gettato tra i rifiuti del capezzale,
ginepro di pensieri nefasti portanti una preghiera
marinaia con un pensiero se mai fossi rinato,
incontentabilità.




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- Basileia -

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L'ultimo



i non re

L’ULTIMO

 

Potrebbe essere l’ultimo

Giorno della mia vita

Se tu non fossi qui.

Il sole sarebbe

Più caldo

L’aria sarebbe rovente

La pioggia brucerebbe

Tutto.

 

Potrebbe essere l’ultimo

Istante della mia vita

Se i tuoi occhi non

Fossero su di me

Il colore non ci sarebbe

Più.

Ci sarebbe il grigio:

Il colore della morte.

 

Potrebbe essere l’ultimo

Respiro della mia vita

Se il tuo cuore

Non battesse per me

A spirar aria

Nei polmoni miei.

 

Potrebbe essere l’ultimo

Pensiero della mia via

Se le tue immagini non

Fossero nella mia mente

E tu non mi

Pensassi più.

 

Potrebbe essere l’ultimo

L’ultimo cosa?

Ultimo gesto d’amore

Ma so che tu ci sei

Che si sarai, per

Sempre, nel mio cuore.

 

Ti Amo.

 

Polenterrone

siste, e presto s’en muore.





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- polenterrone -

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Vento



Vento d'Inverno,

sospinge i pensieri,

li insegue tra chiome

agitate d'alberi scuri.

E nuvole grigie mi dicono

che e' tutto vero.




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- Nick737 -

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DICEMBRE



Lascia che la pioggia

batta sui tetti

e il vento sibili

sui camini fumanti

in questa lunga notte

di dicembre.

Mi sento soffocare

in  lenzuoli sgualciti

dall’odore residuo di pianto .

Mi sveglia la paura del giorno

quando il cuore affonda

nella traccia dei ricordi

e mi avvolge beffarda

là dove si specchia

la mia solitudine

                                    03-12-08 Carla G.

 

 





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- vistanca -

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Ubriaca solitudine

Al rintocco della campana vespertina,

si smorza adagio il tuo respiro stanco

mortificato dal rosso etilico bevuto,

labile, come foglia che l’autunno stacca.

 

Molli l’ormeggio rimirando la bottiglia

scivoli con lo sguardo sulla forma arrotondata,

è amante da accarezzare con indugio sulle curve

lei, ti scrolla di dosso la prodiga solitudine.

 

S’inseguono i ricordi a riviver l’abbandono

le zambracche sconosciute pescate nei motel,

i dialoghi con ombre mute riflesse negli specchi,

l’incespicar di lingua tra verbi e coniugazioni.

 

Nessuno t’accompagna alle porte dell’inferno

solo fragilità rapace che prende il sopravvento,

scioglie la spada di burro che in mano tu brandisci

e sgocciola sul braccio che allarmato si ritira.

 

Tra scarti e capitomboli che danno il capogiro

intento a scansare tagliole di ferro rugginoso,

cieco come la talpa che vive nel sottosuolo

sollevi mucchi ti terra di gracile architettura.

 

Appassito il sogno a strisce, a coda d’aquilone,

non vola più leggero nell’azzurrata volta,

cala un silenzio freddo d’inverno boreale

e cadi in letargo ultimo che nega ogni risveglio.





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- ortensia53 -

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Anima d'autunno



danza per me Nella procella del cammino
l'anima si rifugia
nel bosco dei respiri
stringendo
grappoli di pensieri aridi

... frutto amaro il dolore...

come un drago
asperge di fuoco
carne di paglia
trema la fiamma di cera
vestita di paura

... sussulta lo sguardo smarrito...

da una conchiglia
ascolto l'eco di un sorriso
intreccio primule di plastica
e lacrimo ghiande di cristallo
in questo giaciglio di ruggine.




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- rocrisa -

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02/12/2008









corpo sbocciato nel vivido grido

infinito sospiro

cosmo

esteso oltre l'infinito rosso

trafitto di luce

svelo

sfolgorando suoni

quando l'amore vive

nell'eternita'

dentro di me

tra veli di labbra umide

mentre l'anima si contorce

spezzando i brividi che inebriano le lacrime

assorbo

 odori

sogni

illusioni

tentacoli ignoti che si avvinghiano a me

amore

corroso dal sudore

sospiri di pelle

soffi dell'eternita'

spirale di vita

amore

perduto nel piacere

ritrovato

nel vento

ricamato nei peccati del mondo

appesi nei silenzi di sempre

amore

fa freddo

ma le rondini non smettono mai di volare

amore





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- divinapura -

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Scritto al mattino.



Alla luce del giorno nuovo, le mie dita si impregnano di un riflesso di sole,

si impegnano a sciogliere nodi e ricongiungere capi. Nell'aria il disegno delle

ombre, il ritmo del tuo respiro che emerge dalla cattura…già…una trama di segni

che tesse ancora percorsi sulla tua pelle che scolora…dal livido limbo della

notte al presente chiaro di una nuova giornata…lasciando che tu esca incontro a

nuove incombenze, so cosa penserai tornando indietro…lo sai anche tu.





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- poetavago -

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Concordi in corde...



 Concordi in corde confluire   

 creando costellazioni celesti 

confermando congiunzioni connaturate      

  Crepare  di capricci

  di carneMignonWS                                                                                                                    

cancellando concetti consueti

  di città cariate

e  cariatidi di chiese

Cogitabondi coincidere

cotrapponendo carteggi costernati

 Carezzandoci corretti        

 costeggiando

corridoi e corsie corrotte 

Cantando in curve    

complici  in complotti 

curvare capi corteggiandoci 

 Confusi congegni concatenati

cresciuti in corse controvento

conturbati

culminando curvi in culle di cute

Con coraggio

comprendiamo

comprensibili compromessi

                                                            Curiamo 

                                             componetrarsi di  complessi 

                                           concependo concerti complicati

                               

                               Confortandoci nel confondere confini di conflitti

                                                contempliamo contorni

                                                    congedandoci casti

Cavalchiamo clessidre                               

                                                                                                                           chiare calamite

                                                                                                                               di un caos

                                                                                                                                  corto





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- rosadstrada -

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La cometa



 

Sui valichi ti aspetto
quando scurisce il sole nei toni del riposo
per raccontarti dei draghi che sono stati uccisi
in quell'unico lampo dentro la paura.

Ti parlerò di come nasce una ninna nanna
sul terreno di guerra con la fionda di Davide
quando non sai che cosa vinci
se resti sola sopra i morti.

Ti aspetto per sentire
la fiaba vera che racconti
sulla distanza fra una fetta di torta e l'infinito.

E se c'è una cometa
è solo questa.





firmato da..
- alifranca -

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01/12/2008





Autunnale



Se questo mondo
poi scendesse a precipizio
senza una cinta a tenerne i resti
il verso delle pieghe avrebbe un senso.

Fossero ripiegati
tutti i pensieri in massa
con una ciotola a farne ripostiglio
un solo uomo potrebbe averne il conto.

Ma qui si prende
e non si da più indietro
quasi che il piede si posi rigirato
e nel camminare proceda claudicando.

Non ho la stoffa
per cucire una mantella
e resto nudo a vorticar nel vento
come una foglia raggiunta dall’autunno.





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- grisby6043 -

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L’alcolista

 

 

C’è tanta amarezza

in quel tuo bicchiere

bevuto a sorsi

per annegare i pensieri.

 

In quel tuo viso

c’è tanta angoscia

di speranze deluse

inchiodato sui gomiti

del pianto.

 

Nelle tue labbra

si svuota l’ultima speranza

per sopportare l’affanno

dei dolori.

 

In quel bicchiere

bruci la tua tristezza

fissi il tempo dell’amarezza

seduto sul banco consumi

 

la speranza.

 





firmato da..
- ittoilg -

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Raggi di vita



Nasce l’aurora.

Le stelle si distendono oltre il fiume.

Un’orizzonte rosso e frizzante si accende dietro le nuvole.

Il sole si stiracchia; lento e assonnato.

Il giorno pretende il suo diritto a vivere prima
che l’ombra notturna ridiscenda su di esso.

Tutto è un brulicare di creature che risvegliandosi
porgono il loro saluto a chi sa ascoltarle.

La mia vita è riscaldata da un raggio di sole che entra dalle
fessure della persiana socchiusa.

Un caldo abbraccio e un aroma di caffè mi danno il benvenuto.

Ringrazio per la giornata che mi è stata ancora una volta concessa
di vivere.

Ho tante cose da fare e molte altre non farò.

Aspetterò il divenire
lento della fine prima che una nuova luna di speranza si riaccenda
nel firmamento.




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Quando l'amore se ne va



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Quieta
contemplo l'orizzonte
prodigioso quadro di colorazioni
sfumature
appena percepibili
 
 
[ sguardo lontano]

 
Livide ferite
innestate ardono
asciugando
lacrime di sale
 
 
[mi perdo...]
 
 
Ogni insieme sbiadisce
riposto
in un angolo
dell'anima ignorata

 
[dolore che torna]
 
 
Racchiusi
nella sfera delle mie orme
petali di rosa
 
 
[ accarezzo pensieri privi di essenza]
  
...ti sento...
ombra che pulsa...
mentre
 
 
[muore l'amore]

                                                   © Antonella Poleti


 

 





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- ioAntonella -

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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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